
Aggiornamento lunedì 21, 8:24
Nel mio frenetico cliccare ieri sera ho cestinato per sbaglio il post sulla valutazione e con questo mi so perso uno dei commenti che volevo richiamare qui. Prima di tutto grazie a Claude che mi ha segnalato la mancanza. Poi, ho subito ripristinato il post, esportato in XML (uh uh, un altro mostriciattolo che citeremo presto …) tutto il blog, cosa che farò tutti i giorni, ed ora aggiungo qui al primo posto il commento che mi ero perso.
Riassumo qui una serie di spunti, tratti dai vostri commenti. Mi rifaccio dall’inizio (gli aggiornamenti eventuali li metto tuttavia all’inizio).
- M.Antonella scrive: Li dobbiamo seguire tutti, Andreas???
Non credo di avere il tempo e le energie per tener dietro a tutto e a tutti/e!
Sì e no. Ogni nuovo strumento aggiunge un pezzo di mondo possibile che tuttavia nella sua interezza è impossibile. L’automobile ha allargato il raggio di intervento quotidiano di un essere umano di moltissimi chilometri ma questo non significa che in capo ad una giornata si debba andare in tutti i posti raggiungibili con l’auto! Oppure il fatto che ogni anno in Italia vengano pubblicati 60000 libri l’anno non significa che uno li debba leggere tutti. Certo, raccogliendo in un aggregatore tutti i feed di una comunità, come per esempio la blogoclasse, si fa presto ad accumulare una quantità eccessiva di materiale da leggere in una giornata. Gli aggregatori sono di solito fatti proprio per affrontare e gestire la quantità, per esempio consentendo di scorrere i titoli, o mostrando le prime righe di ogni articolo. In tutte le attività della vita moderna siamo costretti ad affrontare l’eccessiva quantità e a trovare delle soluzioni per digerirla – anche vedere migliaia di facce recandosi quotidianamente al lavoro, per le vie o in metropolitana, è un problema. È naturale che nel cyberspazio problemi del genere si ripresentino e di solito anche in forma amplificata. L’esercizio di utilizzare un aggregatore di feed con una certa motivazione e in un contesto abbastanza ben definito, come quello della blogoclasse, serve un po’ ad imparare come affrontare la soverchia quantità quando ci si muove nel cyberspazio. -

Sociogramma 8 giugno 2011. I nodi rossi sono studenti di medicina, i nodi blu cyberstudenti, il nodo celeste è il docente. Una linea che congiunge due nodi significa che almeno uno dei due ha fatto almeno un commento ad un post dell’altro.
Maria Grazia, preziosa veterana di questi luoghi, chiedeva
Ehilà… ciao punti blu!
Di che colore saremo quest’anno? Frequenza saltuaria a parte, in qualche maniera Andreas ci dovrà pure colorare!
Per capire questo bisogna sapere che nella blogoclasse precedente, degli studenti di medicina nel semestre primaverile, ogni giorno mostravo il sociogramma della blogoclasse – qui riporto l’ultimo. Una delle finalità della nuova web-macchinetta è proprio quella di generare automaticamente tali sociogrammi, perché il vecchio metodo con il quale mi appoggiavo molto sui vari servizi web 2.0 era troppo farraginoso e mi distraeva troppo. La web-macchinetta è tutta predisposta ma devo fare gli ultimi ritocchi. Lo farò appena troverò il tempo, ora è più importante che segua la blogoclasse. - Benedetta, si domandava dove avesse sbagliato con un suo blog, che giudicava “appassito”. Premesso che un blog può avere innumerevoli impieghi e non è affatto detto che debba essere giudicato in base alla sua popolarità, probabilmente partecipando a questo (per)corso ci si può fare un’idea di come un blog possa prendere vita, vale a dire, come faccia ad integrarsi in una comunità. Forse. Lo stesso vale per Elena, che pare sentire un po’ freddo …
- Claude spesso crea connessioni estremamente interessanti, come quando ha segnalato due documentari sulla scuola, interessanti anche perché anticipano il tema dei diritti d’autore e del remix delle opere, che spero di riuscire a toccare in questo (per)corso.
- Espressioni come quella di Marvi (credo)
Prof ci sono riuscita anch’io con la combinazione dei tasti ctrl+u. Quante cose che si ignorano…,
di Gaetano Non sono mai riuscito a imparare a memoria il linguaggio HTML, e credo che non ci riuscirò mai, ma riesco in buona parte a riconoscerlo, capirlo e ad intervenire per apportare delle piccole modifiche
o di Stefano Non ho imparato bene l’html, riuscivo solo a modificare il codice generato da Fronte Page mi stuzzicano: cosa vuol dire saper fare qualcosa? Cosa vuol dire essere produttivi in un mondo nel quale strumenti e informazioni proliferano a ritmo esponenziale? Che vuol dire oggi essere “preparati”? Quasi quasi ci torniamo domani … - Benedetta si interroga sull’utilità del giochetto della paginetta sfrucugnata: un minimo di “smanettamento” non ci sta male in un corso di editing multimediale, ma l’obiettivo principale che mi prefiggo con questi microesercizi è quello di farvi ronzare intorno al concetto di codice. Tornerò ampiamente su questo.
- Maria Vincenza dice di avere già un impegno per le 21 di mercoledì prossimo. Penso che sia difficile spostarlo a questo punto, vista la quantità di preferenze. Maria Vincenza, potresti affacciarti in aula una delle volte che la aprirò per “allenamento” nei prossimi giorni. Magari potrei farlo anche alle 18 di mercoledì. Farò sapere … Lo stesso dicasi per Alessandra … Certo, le registrazioni saranno comunque disponili.
- Gli stili menzionati da Claude ci serviranno a sfrucugnare ulteriormente la paginetta per vedere “da dentro” come si realizza ciò che con Word e, in generale con i sistemi WYSWYG (What You See Is What You Get), si realizza “da fuori”. E, per rimanere sullo stesso commento, sulla faccenda dei sistemi di videoscrittura “prepotenti”, io sono influenzato dall’abitudine ad usare sistemi aperti, nei quali, se se ne ha necessità, si può determinare tutto, fino in fondo. Anche questo argomento verrà ripreso. Claude, non so se l’avevi vista, alla tua domanda sul link rimasto blu malgrado lo stile rosso avevo risposto poco sotto.
- Sì Laura: per operare nel mondo (anzichè essere da questo manipolati) occorre conoscere come il mondo opera” dice Bauman, e oggi è fondamentale non essere manipolati, aggiungo io. Contribuirà assai poco ma lo spirito del (per)corso è proprio questo.
- Mariaserena, felice di leggere tue parole. Se sei ancora in tempo per la blogoclasse? Quando passano amici preziosi, come stelle cadenti nelle notti serene, si è contenti e basta. Non è né presto né tardi.
- Maurizia fa emergere l’idea di “collaborare, di lavorare e di apprendere insieme”, idea centrale nel (per)corso, come anche Stefano rileva subito dopo. Stefano che si cruccia subito dopo per gli errori che non si possono cancellare
Si narra che Enrico Fermi, spazientito da un giovane zelante che si ostinava a rimarcare certi errori in un suo scritto, abbia risposto: “Senti, meglio una teoria giusta esposta con qualche errore che una teoria sbagliata scritta senza errori! - Al momento di liquidare questo post, mi accorgo di un altro commento, dove Costantino racconta di essersi accorto di avere già fatto delle blogoclassi. Ottimo! Grazie Costantino, domani vado a frugare nei riferimenti che ci hai dato …







