Riunione online


Stasera alle 21:00, come specificato nel pad, l’incontro sarà tenuto da Maurizia, Ornella e Stefano nella piattaforma della IUL al fine di poter usare la condivisione dello schermo.

Quindi andare in

http://www.iuline.it -> Corso di Laurea 3 – 2011 – 3 corso -> Editing Multimediale -> Entra nel modulo -> Entra nell’ambiente sincrono …

Da Agorà: No al Bavaglio ad Internet e al SOPA Italiano

No al Bavaglio ad Internet e al SOPA Italiano

No al Bavaglio ad Internet e al SOPA Italiano

Da Agorà Digitale:

Abbiamo pochi giorni per convincere i parlamentari ad abrogare l’emendamento Fava, che introduce un nuovo bavaglio al Web. Firma la petizione rivolta ai parlamentari italiani affinche sottoscrivano gli emendamenti che abrogano la nuova norma bavaglio.

Oggi 4 associazioni (Agorà Digitale, Articolo 21, Liberiamo, il Futurista) e alcuni parlamentari (tra i primi Beltrandi (Radicali), Giulietti (Misto), Perina (FLI)) alle 11.30 terranno una conferenza stampa alla Camera (in diretta su webtv.camera.it) per lanciare una mobilitazione che fermi l’emendamento. Ma è fondamentale che da subito si mobilitino associazioni, giornalisti, imprenditori, politici e semplici imprenditori.

Firma e fai girare!

Unisciti alla pagina facebook http://www.facebook.com/pages/nofava-No-al-Bavaglio-ad-Internet-e-al-SOPA-Italiano/348602321824568?sk=info

Ed ecco il testo della petizione

Gentile Onorevole,

deputati e senatori di quasi tutti i gruppi (Fli, Gruppo Misto, IDV, PD, PDL e Radicali) hanno presentato alla Camera molti emendamenti volti ad abrogare dalla legge comunitaria l’emendamento dell’On. Fava, che, in contrasto con le direttive europee vuole obbligare i siti web a controllare preventivamente i contenuti pubblicati dagli utenti, rimuovendoli in base ad una semplice segnalazione di una parte interessata. Se è importante la difesa del diritto d’autore questa non può avvenire a scapito dei diritti degli utenti e degli hosting provider (siti come Wikipedia, Google, Facebook) che saranno costretti ad una rimozione “selvaggia” di contenuti.

Le chiediamo di apporre la sua firma su tali emendamenti o quantomeno su alcuni di essi, per dare forza alla richiesta di abrogazione in modo che sia chiaro che la difesa del web, non come luogo di assenza di regole, ma come risorsa anche per l’informazione è condivisa da tutti gli schieramenti politici.

Internet è e sarà una risorsa fondamentale per la nostra democrazia e deve essere tutelata.

Per saperne di più:

Gli ultimi posti in Agorà – agoradigitale.org

Roberto Saviano – Repubblica.it

Antonio Castaldo – Corriere della sera

Il Messagero – Il Messaggero.it

Luca Dello Jacopo – Il Sole 24Ore

Federico Mello – Il Fatto Quotidiano.it

Il Secolo XIX – Ilsecoloxix.it

Libero Quotidiano.it

Libertiamo – Libertiamo.it


Attivati qui!!!


Aspettando il post che non viene …


Credevo di metterci un pomeriggio a scrivere un micromanualetto su come fare video. Non so, forse son passati quattro oppure cinque giorni, perso in ricordi, frammenti, scritti, idee …

Nel frattempo, dopo essermi distratto a sottotitolare un altro pezzetto del video A Free Digital Society (© cc-by-nd) (testo tradotto), comunico – con soddisfazione – che per ora vi hanno contribuito Marvi, Laura, Maurizia, Alessandra, Stefano, e Claude, naturalmente. Grazie!

Una particolare introduzione alla nuvola


Dove si recuperano elementi di codice sparsi incontrati lungo il (per)corso e si riordinano, una volta tanto, per comporre un’introduzione alla nuvola, una delle tante possibili, quella che emerge dall’evoluzione del codice.


Trasferisco qui i “bricovideo” che avevo anticipato nel post precedente “Ricomponendo tasselli sparsi …“, completando così questa piccola trilogia. Lascio a quel post precedente solo il suggerimento di riflettere sul discorso di Richard Stallman, A Free Digital Society (© cc-by-nd) (testo tradotto), che è attinente alla questione sorta ieri, en passant, alla riunione online: che vuol dire che Ipad e Android non vanno nella direzione della libertà? Sono riflessioni molto importanti e non banali. Vale la pena soffermarcisi, per questo avevo proposto la forma del “compito”, solo per questo.

Tornando ai bricovideo, li propongo a tutti coloro della blogoclasse che sono interessati al tema della nuvola, the cloud, al quale dedicherò un contributo nei giorni a venire. Sono tre le finalità che qui mi ero prefisso:

  1. Aiutare i partecipanti della blogoclasse a collocare in un quadro appena più ordinato i vari elementi, linguaggi e codici, sui quali abbiamo sorvolato, per forza di cose con una certa fugacità.
  2. Utilizzare tale quadro come introduzione al tema della nuvola, per il quale alcuni avevano manifestato un certo interesse.
  3. Mostrare un uso abbastanza libero della tecnica video per comunicare qualcosa; un esperimento ispirato dai bellissimi video della RSA. Il confronto con i miei bricovideo è ridicolo, ovviamente. Quei video sono creati da uno specialista, Andrew Park, che ci mette settimane o mesi a produrre dieci minuti di video, con risultati che hanno avuto un successo strepitoso. Ciò non impedisce che chiunque si lasci ispirare per fare una cosa diversa. E una cosa che a me manca, nella comunicazione virtuale, è il fatto di poter parlare aiutandosi con la lavagna, poco importa se la buona vecchia lavagna nera o la LIM, purché sia una superficie sulla quale poter fare e cancellare segni. Da qui questo esperimento, assolutamente casereccio e pieno di difetti. Difetti che già io vedo, figuriamoci quanti sono quelli che non vedo … Ma se non si prova non si impara, e qui ho imparato diverse cose e mi sono anche divertito. Se a qualcuno interessa, posso fare un tutorial su come ho proceduto.

Ed ora, in sequenza, i tre video per entrare nella nuvola a partire dalla preistoria della tecnologia informatica.




Riunione online


Stasera alle 21:00

riunione online

condotta da Monica & Deborah

per-corsi multi-mediali

Clicca qui per raggiungere l’aula

La questione cruciale della libertà d’espressione

Riprendo la segnalazione di Gaetano, perché riguarda un tema della massima importanza che, fra l’altro, si allaccia alle questioni trattate da Richard Stallman nel suo talk A Free Digital Society (© cc-by-nd) (testo tradotto).

La vicenda è molto complessa e non va ridotta alla semplice contrapposizione fra due blocchi. La questione implica enormi interessi sia economici che di potere, dove ognuno gioca la sua parte. Semmai, va riconosciuta – e a mio avviso sostenuta – una parte della società che ha a cuore la libertà di espressione degli individui, e che deve essere ben distinta da una varietà di altri attori, che si presentano con un ventaglio di posizioni determinate da interessi economici specifici.

Oltre a richiamare i link citati da Gaetano, ovvero la pagina di Wikipedia e l’articolo su Zeus News, segnalo quest post su Agora, che è scritto in italiano.

E nel preciso momento in cui sto per pubblicare questo post, scopro che nella bacheca di WordPress, fra le “Impostazioni” è comparsa la voce “Protest SOPA/PIPA”, la quale offre alcune opzioni fra cui:

Display a protest ribbon on every page of my site until January 24, 2012 and black out every page on my site in protest of SOPA/PIPA on January 18, 2012 between 8AM and 8PM EST

Ovvero, compare un nastro “STOP CENSORSHIP” in alto a destra, cliccabile, e il sito verrà oscurato oggi, presumo dalle 14 di oggi alle 2 di domattina, ora italiana.

Tra video e testo II


Dove si mostra un esercizio (particolare) di sottotitolazione di un video molto importante …


L’internet come ricco e vitale bene comune non sarà mai un facile elettrodomestico che si compra e si consuma. Resterà un mondo complesso e sfidante. E lo sviluppo di questo bene comune dipende soprattutto dalla consapevolezza degli utenti.

È con la chiusa di un post di Luca De Biase che rilancio la proposta di sottotitolazione del video di Stallman, proposta fatta da Claude nel suo contributo sui sottotitoli, e che io avevo ripreso in un post successivo.

Poiché alcuni di voi mi avevano chiesto chiarimenti, forse un po’ intimoriti dalla densità del testo di Claude, ho confezionato il seguente video per mostrare in cosa consista il lavoro, in pratica.

Nel video mi sono dimenticato di dire che, se uno vuole contribuire, si deve fare un account in Universal Subtitles.

Per comodità riporto qui di seguito i riferimenti citati nel video:

Ascolto

C’è un post interessante sul tema dell’ascolto, di Alessandra, al quale volevo fare un commento per avvalorarne e ampliarne delle parti e replicare ad altre, anche in susseguenti commenti. Tuttavia, pare che il blog rifiuti commenti oltre una certa lunghezza. Lo scrivo quindi qui, perché è un  tema che mi ossessiona e sul quale ho scritto diverse volte, come per esempio qui.

L’ascolto mi pare raro, ben prima e al di fuori di internet.

Erano ascolto i nocchini dolorosi che ci somministrava la maestra, a detta di tutto il paese eccellente, quando nel 1962 non capivamo le sue spiegazioni urlate della divisione?

Era espressione di ascolto la raccomandazione alla medesima maestra, fatta dalla mamma di un mio compagno – La lo picchi se non capisce perché gli è zuccone!

Era ascolto quello del proposto che ci faceva dottrina e ci spiegava che noi eravamo creature che tendevano sempre al male, per propria natura?

Era ascolto quello del prete della mia parrocchia che, quando mi sorprese seduto da solo su una panca in chiesa, un giorno strano ove chissà perché avevo colto un qualcosa di magico in quel silenzio che pareva mi parlasse un lingua dolce e affascinante, mi fece severo – Che fai lì? Se preghi da solo hai sicuramente fatto qualcosa di male!

Era ascolto quello delle famiglie in pieno boom economico, tutte tese a lavorare a testa bassa per mettersi il frigorifero in casa, ognuno chiuso nel proprio bugigattolo?

Era ascolto quello della maggior parte degli insegnanti che s’accontentavano di due bischerate buttate giù a memoria?

Era ascolto quello di quegli insegnanti che furono, una decina di anni fa, incapaci di capire il prodotto di un ragazzo di genio, che se ne tornò avvilito a casa? Un prodotto che riportato in un corso del primo anno di matematica, fu dichiarato degno di una tesi di laurea? Un ricordo che mi ferisce ancora il cuore.

È ascolto quello di quei due ingegneri con i quali mi son trovato in un’occasione istituzionale l’altro giorno, professionisti anziani, con una vita di successi professionali alle spalle, che conversando essendosi appena conosciuti, parlavano su due binari indipendenti sfoggiando rispettivi ruoli e conoscenze importanti?

È ascolto quel cicaleccio vuoto e evanescente  che satura miriadi di locali nelle happy hour, ormai estese a tutte le ore, come le partite di calcio nella settimana?

È ascolto quel vuoto di comunicazione che è oggi un ateneo? Vuoto di comunicazione con gli studenti, vuoto di comunicazione fra i docenti? Eccetto le trame sotterranee e gli eventi istituzionali che tali trame celano.

È ascolto quello di coloro che non rispondono alle email? Deprecabilissima abitudine che massimamente affligge persone di rango elevato, per esempio tantissimi miei colleghi che hanno scambiato internet per un luogo dove si può fare quello che si vuole, sbagliando di grosso?

Il problema dell’assenza di ascolto c’è, è vero, ma è un male cronico, di origine antica e a che vedere con la caligine di una falsa cultura, autoreferenziale e nata morta.

Internet non è altro che lo specchio di Dorian Gray: riflette come sei dentro. Le persone di valore, che sanno spremere positività dalla realtà che le circonda, che sono realmente curiose del mondo, che lo ascoltano, che amano veramente mettersi in gioco, come fanno i bambini prima che vengano sciupati, ebbene queste persone riescono a trovare valore in ogni spazio, che sia cyber o meno. Conosco ottanteni che usano la rete in modo strepitoso. Conoscono tanti ventenni e tanti cinquantenni che non cavano un ragno da un buco, di là e di qua dallo schermo. Molte parole dette, zero comunicazione.

P.S. Dello scrivere.

Com’è che quando gli umani godono di una vera libertà quasi ne sono intimoriti, disorientati, se non addirittura infastiditi? E quando invece non ne godono, se ne crucciano un po’, sì, ma molto più spesso quasi quasi ci si annidano tranquilli?

Ma allora, per anni ho sentito la gente lamentarsi che nessuno scriveva più. E in effetti il nostro è un popolo che chiacchera parecchio ma legge poco, scrive pochissimo e spesso conclude ancora meno. Ora, che c’è qualcosa che facilita la scrittura, e che talvolta induce alla scrittura, no, non va bene nemmeno questo. Troppe parole. Scusate, ma non è meglio che un po’ di gente passi il tempo a comporre periodi, anziché stare a guardare un numero inverecondo di ore le sciocchezze vomitate dalla televisione?  Attività questa che è stata assolutamente predominante nella mia pessima e vuotamente saccente generazione! Certo, non saranno tutti scritti di gran livello, ma allora, possono scrivere solo gli eletti? No, non sono d’accordo. Dobbiamo lavorare molto sulla capacità di cogliere il positivo e lavorare per sviluppare quello.

Ricomponendo tasselli sparsi in qualche bricovideo e compito


Dove si ricompongono tasselli sparsi baloccandosi con roba fatta in casa


Post aggiornato il 19 gennaio alle 9:00: ho spostato i video, che ora sono tre, nel nuovo post Una particolare introduzione alla nuvola


Due sono gli intenti di questo post in divenire:

  • Recuperare vari tasselli sparsi, HTML, JS eccetera, per ricomporre un quadro generale, una big picture del web, nel più semplice dei modi.
  • Sperimentare un modo colloquiale di comunicazione video, del quale magari parlare successivamente. Roba in fieri, tutta piena di difetti, ma cercata.

Per ora questo video, ma è il primo di due o tre. Ripubblicherò questo post via via che avrò pronti i successivi.

In questo primo video, che ora compare qui, viene menzionato il concetto di software libero, che abbiamo già toccato marginalmente qua e là. Vi chiedo di approfondirlo ulteriormente, leggendo questo testo sull’idea di “etica hacker”. L’incipit arioso di questo testo è dovuto al fatto che l’ho presentato varie volte in vari consessi, anche in classi di liceo. È un attacco che mi è servito egregiamente a disorientare inizialmente gli astanti con il fine di sgombrarne il più possibile la mente da una serie di preconcetti che, purtroppo affliggono in modo pervasivo il pensiero comune.

Invito anche a leggere subito dopo il testo dell’orazione di Richard Stallman che ci aveva proposto Claude, oppure di guardare il video della presentazione. Vedo che la proposta di collaborare alla realizzazione dei sottotitoli ha suscitato poco movimento. Peccato. Ho trovato solo i sottotitoli (in italiano) della prima metà del discorso del presentatore. Io ho provveduto a completare la seconda metà. Ora c’è da trascrivere il testo del discorso di Stallman. Continuerò. Se qualcuno aiuta, tanto di guadagnato, sennò fa lo stesso.

Vi chiedo come compito, dopo avere visto i video di questo post (sta arrivando un terzo video) e dopo avere letto i due testi che vi ho appena indicato, di scrivere un post, sui vostri rispettivi blog, sulle vostre esperienze precedenti con il software libero e sulle vostre attuali opinioni e domande, dopo avere letto e guardato questo materiale.

Ed ecco ora il secondo dei tre video, che ci porteranno all’idea della nuvola.

Tra video e testo


Dove scopriamo come il video possa aiutare il testo e viceversa e dove forse allievi e docenti fanno un compito insieme …


Le categorie sono comode ma il mondo preferisce generarsi fra le categorie. Video e testo sono categorie, ma anche qui ci può essere molto nel territorio di mezzo. Io questo territorio l’ho scoperto grazie a Claude, ed è una bella fortuna che lei si sia prestata a condividere qui con noi la sua esperienza – e non solo riguardo a questo argomento.

Passo quindi il testimone e vi invito ad andare a leggere il contributo che ha scritto appositamente per noi nel suo wiki. Solo due parole prima.

Il valore di questo episodio è molteplice.

È un ottimo esempio di contaminazione dell’insegnamento: una persona incontrata in rete, che viene coinvolta in un’esperienza formativa, portando al tempo stesso un bagaglio di competenze, prospettive e aperture che sarebbe stato impossibile reperire nel chiuso di un’aula, fisica o virtuale che sia, se gestita e immaginata convenzionalmente.

È interessante la contaminazione delle competenze, che Claude mostra molto bene con le sue azioni, ma di questo ho appena scritto qualche riga su un altro commento.

È interessante anche perché lascia emergere il concetto della rete pensata per tutti. Invece di disperdersi in infinite discussioni sul bene e il male della rete, vediamo di lavorare per potenziarne il bene, poniamoci il problema di rendere le nostre creazioni accessibili a tutti, anche a chi ha limitazioni di qualche tipo: emerge la questione dell’accessibilità.

È interessante la contaminazione degli strumenti tecnici: i sottotitoli sono sottotitoli? Non solo, ci possiamo fare gli appunti. Creatività pura.

É interessante la sequela di esercizi proposti da Claude. Invito tutti a prenderli sul serio.

É molto interessante il video di Stallman, un messaggio sul messaggio e come spesso succede, il messaggio sovrapposto è ben più importante di quello iniziale sottostante. Leggete attentamente la proposta di Claude. Vogliamo porci come compito la sottotitolazione in italiano completa di quel video? Un’ottima occasione per fare un riflessione di grande importanza sulla rete e sul suo futuro e un’ottima occasione di fare un servizio alla comunità. Un compito che mi assumerei io medesimo, insieme a voi. Tutti insieme ce la possiamo fare …

Ecco il link alla sezione Sottotitoli e dintorni scritta da Claude.

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