I signori del nulla

Anche fra i signori della scarsità, di cui ho fatto un esempio nel post precedente, ci sono delle differenze. Anche all’interno di questa poco onorevole categoria ci possono essere differenze di professionalità, stile e cultura. Anche in questa poco onorevole categoria c’è un minimo, una feccia. Noi, di questi fulgidi esempi ne abbiamo diversi al governo.

Incompetenza, supponenza e arroganza sgorgano a fiotti dall’episodio dei comunicati stampa del Ministro dell’Istruzione e, successivamente, del suo Ministero. Nel primo, il nostro Ministro ha fatto riferimento

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento …

e nel secondo il Ministero ha precisato

che, ovviamente, il tunnel di cui si parla nel comunicato di ieri, non è per nessuna ragione intendibile come un tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso … Il tunnel a cui si fa riferimento è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso.

Vale la pena che vi affidi alla penna di Paolo Attivissimo: leggete il suo post, ne vale la pena!

Aggiungo solo un commento su un aspetto che ha rilevato, giustamente, anche Paolo Attivissimo.

Nella dichiarazione del Ministro Mariastella Gelmini si sostiene che

“La scoperta del Cern di Ginevra e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza … Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna.”

La mattina della notizia mi ero innervosito ascoltando nella rassegna stampa i titoli dei giornali. Per esempio mi ricordo di questo:

Smentita la teoria di Einstein.

Ecco, senza arrivare alla banale bestialità del tunnel e alla ancora più bestiale rettifica, questi annunci rivelano una profonda ignoranza, un’angosciosa carenza culturale. Nella scienza le teorie non si smentiscono. La “verità” di una teoria consiste nella capacità di prevedere risultati in un ben definito contesto che è determinato dall’acutezza degli apparati sperimentali disponibili. Allorquando questi ultimi si perfezionano, le evidenze sperimentali che ne scaturiscono, possono portare a riconsiderare le teorie vigenti, eventualmente perfezionandole o eventualmente  formulandone di nuove. Questo non significa smentire la teoria precedente. Per mandare un uomo sulla luna è sufficiente la teoria gravitazionale di Newton, anche se sappiamo che tutta una serie di altri fenomeni si riesce a descrivere grazie alla generalizzazione – e non alla smentita – fornita dalla teoria della relatività di Einstein. La verità di una teoria scientifica è tale solo se riferita ad un preciso contesto. La verità assoluta non esiste.

È proprio con episodi come questi che viene da domandarsi a cosa sia servita la scuola e di che natura sia la formazione che ne risulta. È proprio con episodi come questi che quella impartita dalla scuola sembra piuttosto una banale istruzione, istruzione fatta di regole e etichette destinate a rimanere debolmente appiccicate su menti ormai incapaci di ricercare il senso delle cose.

L’annuncio della smentita della teoria o l’immediato proclama di un avvenimento scientifico di fondamentale importanza dopo un singolo primo esperimento, rivelano la sostanziale ignoranza del metodo scientifico.

Lasciamo perdere la signora Gelmini, della quale nessuno può spiegare decentemente la brillante carriera, ma che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di un paese – nonostante tutto – fra i più avanzati nel mondo, il paese di Galileo Galilei, consenta la diffusione di un comunicato stampa che rivela totale mancanza di cultura scientifica, è segno che stiamo facendo un pessimo uso della nostra grande eredità.

Possibile che nello staff che coadiuva il Ministro nelle sue funzioni, non ci sia nessuno in grado di dare un tono appropriato ai comunicati? O forse il Ministro spara i comunicati così, alla prima botta, come un messaggio su Facebook?

5 thoughts on “I signori del nulla

  1. Andreas says:

    Proprio in questo momento ho trovato un articolo ben fatto sulla questione:

    Neutrinos and the Speed of Light — A Primer on the CERN Study.

    L’articolo riporta il paragrafo finale del paper dei ricercatori. Traduco questo, per il momento:

    Malgrado l’elevata significatività delle misure che abbiamo presentato, e malgrado l’attendibilità dei calcoli, l’impatto potenzialmente elevato dei risultati motiva la continuazione dei nostri studi per indagare i possibili effetti sitematici, ancora ignoti, che potrebbero spiegare l’anomalia [velocità dei neutrini superiore a quella della luce] che abbiamo osservato. Deliberatamente, non tentiamo alcuna interpretazione dei risultati, né teorica né fenomenologica.

  2. maio3e says:

    Tra politici, giornalisti ed economisti trovarne uno con qualche dubbio, hanno sempre la ricetta pronta, non manifestano mai la minima incertezza…tipica arroganza di chi naviga in una grossolana rappresentazione della realtà.

  3. mariaserenapeterlin says:

    Come noto è ormai è regola consolidata che i dirigenti del Miur siano nominati “a chiamata” (formalmente, basta inviare un curriculum all’apposito link presente sul sito); sono per natura poco propensa a pensare che “chiamare” sia un buon metodo (scientifico??) per scegliere al meglio e dare potere a chi ha davvero capacità e cultura adeguate al ruolo. Ma in questo caso dobbiamo aggiungere che chi chiama è persona a sua volta chiamata e “della della quale nessuno può spiegare decentemente la brillante carriera” . Allora come risollevarsi il morale? Difficile a dirsi anche perché le reazioni indignate non sempre hanno seguito: ad es. ho provato a lanciare l’argomento su un gruppo Insegnanti, ma hanno continuato ad indignarsi per gessi, cancellini e problemi di varia umanità. Vorrei sentirmi dare torto. Vorrei pensare che un’ondata di seria indignazione possa davvero suscitarsi perché sarebbe almeno un segnale; ma le premesse non sono incoraggianti. Grazie per questo post che illumina la ragione. Un buon inizio. ciao prof

  4. Romina.Agresti says:

    Purtroppo della scarsità delle competenze di molti, ormai ne son piene le fosse..parafrasando pessimamente un vecchio adagio.
    Ma l’incompetenza di chi fa informazione, di chi è in certe posizioni apicali e di chi è convinto di sapere tutto perché è da anni che fa così e non vede perché cambiare … è ormai un fatto non solo risaputo, ma drammaticamente inalterabile.
    Ho vissuto alcune ristrutturazioni , riorganizzazioni … implementazioni di sistemi che è quasi scontato come vada a finire: un rimpasto. E se di rimpasto se ne parla a livello politico quando ormai nulla funziona (se è mai funzionato)o se ne parla in ambito aziendale o sociale poco cambia. Se non si cambiano i cervelli, nulla cambia. Ed a ben vedere non cambia nulla. L’informazione la fa chi vuole audience e non chi vuole verità, chi vuole consensi, chi vuole che un pubblico di attoniti decerebrati dica “ohhh” quando fa goal la squadra del cuore o quando si annuncia che dopo 20 anni qualcuno si è risvegliato da un coma depassè (certi giornalisti non sanno neppure cosa significhi ma lo scrivono comunque perché fa tanto figo)…
    L’informazione, se possiamo ancora chiamarla cosi, è ormai a senso unico: qualcuno dice che gli asini volano e tutti si mettono immediatamente col naso in su in attesa della mitica apparizione.
    Signori! Il Re è nudo! … ed è da tanto che lo è … perché non ci svegliamo e diciamo veramente basta?

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