#ltis13: Il luogo e i suoi abitanti

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS133 aprile 16:19. Post aggiornato con l’aggiunta del paragrafo 1.2.9 suggerito da Antonella


Innanzitutto grazie a tutti coloro i quali hanno mostrato interesse per questa proposta. L’iscrizione che avete fatto è totalmente “indolore”, vediamo i casi possibili:

  • provo ma vedo che non ce la faccio a partecipare, oppure scopro che non mi piace; mollo senza specificare nulla: 0 €
  • provo ma vedo che non ce la faccio a partecipare, seguo passivamente, magari sbirciando ogni tanto: 0 €
  • partecipo pienamente e non chiedo i CFU: 0 €
  • partecipo pienamente e chiedo i CFU: 150 €

Ora entriamo nel merito.

1. Il luogo

400 studenti e un insegnante in un laboratorio. Un laboratorio che si stende da Lentini a Bressanone, anzi a Rouen, in Francia. Laboratorio? Virtuale? Ma anche se fosse reale, 400 persone in un laboratorio? Occorrerebbero gruppi, turni. La partecipazione sarebbe episodica. Con 400 persone si fanno corsi all’università, semmai: lezioni in aule anfiteatro, slide, esami.

Da qualche anno sono apparsi i MOOC, anzi gli xMOOC: moltiplicazione dell’aula anfiteatro per 100. Può essere che abbiano senso, anzi, forse in un prossimo futuro gli xMOOC dovranno avere senso, ma questa è un’altra storia. Qui s’è detto di fare un laboratorio e per quanto la cosa sembri insensata, 400 persone sono venute a dare un’occhiata. È evidente quindi che la proposta riflette un’esigenza reale, ma è altrettanto evidente che non si può applicare il paradigma convenzionale. Un laboratorio non si può organizzare in un’aula anfiteatro e  richiede una relazione molto più stretta fra studenti e insegnante, e magari anche fra studenti. Supponiamo che l’insegnante dedichi un’ora di lavoro a ciascun studente: 50 giorni lavorativi, ovvero meno di un’ora dedicata a ciascun studente ogni due mesi, ammesso di fare solo quello. Si rischia di partorire un topolino. Ci vuole dell’altro. Aiutiamoci con un po’ d’immaginazione.

Cosa possono rappresentare 400 persone? Potrebbero, ad esempio, rappresentare la popolazione di un villaggio di un centinaio di famiglie. Gli umani si aggregano. La spinta all’aggregazione è l’elemento fondante dell’avventura umana e la comunità è il contesto fondamentale della condivisione della conoscenza. Anche in un minuscolo paese, sarà difficile che non vi sia nulla, una qualche associazione, un club sportivo, qualche serata dedicata alla ginnastica, una festa estiva, magari una biblioteca, un circolo di lettura.

Possiamo immaginare che anche queste 400 persone potrebbero formare la popolazione di un villaggio e che potrebbero quindi dare vita a qualche forma di aggregazione, anche se sono sparpagliate per tutta l’Italia.

Bene, questo che abbiamo chiamato laboratorio rappresenta un esperimento con il quale vogliamo provare a creare una comunità del genere. Trattandosi di un esperimento questo può fallire o avere più o meno successo, ma l’esito dipende da ciascuno di noi, vale a dire che è un esperimento al quale contribuiscono tutti. Non si tratta quindi di un corso che va avanti da sé, dove tutti sono istruiti precisamente su cosa fare, ma di una costruzione comune dove tutti devono scoprire cammin facendo  la cosa utile da fare, nell’interesse individuale ma anche nell’interesse comune.

Ora proviamo a fare un schizzo del villaggio, senza aspettarsi troppo, perché giusto di uno schizzo si tratta. Affinché il bozzetto prenda una forma definita, bisognerà viverci, creando consuetudini e pratiche condivise, esponendo e discutendo problemi. Dopo avere tratteggiato gli elementi fondamentali del villaggio, proveremo a raffigurarci le possibili tipologie di abitanti. Dopodiché ci rifletteremo un po’, prima di andare avanti.

1.1 Immaginiamo il villaggio

Le persone hanno bisogno di un luogo dove vivere, dove tornare per riflettere, ricomporre i pensieri, disporli ammodo, dove ospitare amici per discutere. Un luogo magari da arredare, secondo i propri gusti e quello che si vuole comunicare. Il luogo dove ciascuno lascia la traccia più concreta e coerente del proprio percorso. Questo luogo verrà realizzato mediante un blog, ognuno il suo.

Attenzione, il villaggio non è chiuso. Potrà essere visitato da viandanti e stranieri i quali avranno libero accesso a tutte le sue parti. Potranno anzi prender parte alla vita del villaggio nella misura che vorranno. Potrebbero anche metter su casa, in un secondo tempo. Gli stranieri sono generalmente  benvenuti perché sono ritenuti potenziali portatori di ricchezza.

In un villaggio reale le abitazioni sono collegate fra loro da vie, vicoli e piazze. Per sapere se il calzolaio ha riparato le mie scarpe o se il fornaio ha sfornato i panini di ramerino mi reco alle loro botteghe. Come saranno collegate le nostre case nel cyber-villaggio? Utilizzeremo un congegno che potremmo immaginare come una sorta di quadro dotato di tante spie quanti sono gli abitanti, e sopra uno schermo, dove con un colpo d’occhio potrò vedere le spie accese, che così mi consentiranno di capire dove è successo qualcosa di nuovo. Semplicemente toccando una di esse potrò vedere cosa è successo a casa dell’abitante corrispondente. Magico no? Realizzeremo questo con un aggregatore di web feed.

La vita nel villaggio prospererà. Verranno messi a fuoco argomenti di particolare interesse, sorgeranno problemi da risolvere, emergeranno affinità. Come orientarsi in tutto questo? Come isolare di volta in volta un argomento, un problema, un gruppo? Come ritrovare le cose? Utilizzeremo un altro notevole congegno, una sorta di tavoletta dove scriveremo le parole che contraddistinguono ciò che ci interessa e su di uno schermo soprastante appariranno solo le informazioni che ci interessano. Potremo anche raggruppare argomenti diversi ma accomunati da alcuni particolari attributi. Sarà un sistema di social bookmarking a svolgere queste funzioni.

Le comunità per vivere hanno bisogno anche di leggerezza: la domenica, le piazze, il corso, lo struscio, l’aperitivo… In varie istituzioni accademiche sono previste le common room, ambienti accoglienti dove si può bere qualcosa e chiacchierare del più e del meno oppure di un progetto di lavoro. Tante aziende high-tech hanno istituzionalizzato spazi e tempi dedicati all’aggregazione e alla discussione informale, favorendo la commistione di quadri e livelli diversi, con l’idea che una riunione informale e non finalizzata possa essere anche più proficua di una programmata strettamente. Non sono luoghi dove si possa pretendere il controllo di ciò che accade ma dove si deve essere predisposti a cogliere segnali interessanti, collegamenti imprevisti, frutti di serendipità. Sono luoghi dalle aggregazioni fluide, amebiche, più o meno effimere: una discussione di uncinetto sulla panchina, una di politica al bar di fronte, una di chissà cosa in quel gruppo di ragazzi in mezzo alla piazza, giocatori di carte a un tavolino. Utilizzeremo uno strumento di microblogging come la piazza del paese, con i suoi vari spazi accessori.

Nei paesi si trovano anche quasi sempre spazi di aggregazione specifici, biblioteche, società di mutuo soccorso, spazi polivalenti, case del popolo variamente mutate, con stanze attrezzate per riunioni, conferenze e spettacoli. Luoghi con tavoli e sedie, attrezzati con carta e colori, dove si possono organizzare riunioni o coordinare insieme un lavoro. Per realizzare un ambiente del genere utilizzeremo uno strumento di scrittura collettiva, un pad.

Possiamo prevedere cosa accadrà in questo villaggio? Ovviamente no, quando mai è stato previsto il futuro di una comunità? Certo, si possono prevedere una serie di tappe importanti, che nel nostro caso consisteranno nell’edificazione della casa, l’installazione degli apparecchi, la fabbricazione dei luoghi di aggregazione. Queste cose avverranno in una successione naturale. Per esempio in primo luogo dovremo provvedere a procurare un tetto per ciascuno e subito dopo sarà necessario collegare fra loro le abitazioni.

Possiamo addirittura raffigurarci il luogo dove sarà situato il villaggio, che ovviamente non potrà essere un luogo geografico, quello è l’Italia, pressapoco, un luogo meraviglioso ma non adeguato per un villaggio di 400 persone. No, il luogo è immaginario ma molto ben definito dalle necessità e dagli obiettivi che hanno spinto le persone a rispondere a questo appello; è da tale comunanza che verrà attinta l’energia necessaria ad esercitare la forza di aggregazione. Non possiamo invece prevedere gli accadimenti minuti, i dialoghi, le proposte, i problemi, perché tutto ciò verrà generato dagli abitanti, che sono liberi di agire. Non potrebbe essere altrimenti.

1.2 Gli abitanti, quelli che…

La quantità dei partecipanti implica un’ampia varietà. Poiché il successo dell’esperimento dipende in modo cruciale dalla partecipazione, è utile soffermarsi sulle principali tipologie dei potenziali abitanti del villaggio.

1.2.1 Quelli che oddio ora mi si cancella tutto…

Il laboratorio è fatto proprio per voi. Questo non significa che conseguentemente sarà più facile per  voi, tutt’altro. Vi potrà capitare di passare ore davanti al computer per fare qualcosa che i vostri figli sembrano affrontare senza sforzo. Laura, una dei partecipanti del laboratorio informatico #linf12 (vedi sotto) aveva scritto:

Sono sincera..e credo di averlo già detto in un post.. io sono una abituata ad avere tutto sotto controllo e all’inizio, quando non capivo un accidente, mentre annaspavo, tra una sua pagina e l’altra nel web, io prof l’ho odiata, con tutte le mie forze…

Il resto di quel commento descrive la metamorfosi. Il percorso tratteggiato da Laura è tipico ma non è detto che funzioni sempre. Diciamo che più o meno funziona otto volte su dieci. La mia sensazione è che di quei due rimasti fuori, con un minimo di insistenza in più, uno ce l’avrebbe fatta, mentre il decimo aveva proprio bisogno delle “direttive” (vedi sotto), capita.

1.2.2 Quelli che ma insomma le direttive quali sono?

Niente direttive, fatevene una ragione. Se proprio non ne potete fare a meno, lasciate perdere e cercate la vostra strada altrove. Non esistono metodi universali che vadano bene per tutti. È il bello del mondo.

1.2.3 Quelli che il percorso è come se l’avessero già fatto

Ci sono persone le quali, in senso stretto, non avrebbero alcun bisogno di frequentare questo laboratorio, per indole, esperienza o perché ne hanno già frequentato uno simile. Il fatto che quest’ultime si siano iscritte dimostra che hanno capito perfettamente come funziona: non ci possono essere due edizioni uguali anche se gli argomenti toccati sono gli stessi, perché questa non è una cosa che viene condotta ma una cosa che cresce. E poi, in questa circostanza di nuovo c’è la massa, che non è una differenza da poco! La loro partecipazione è preziosa, grazie.

Ma non solo, ci sono anche alcune persone che da anni si servono delle tecnologie internet per realizzare esperienze di grande valore. Sono coloro che unendo il passato al presente creano il futuro. Da queste io ho molto da imparare. Spero di essere all’altezza di valorizzare la loro esperienza. In ogni caso grazie davvero per esservi affacciati qui!

1.2.4 Quelli di #linf12

Un sottoinsieme dei precedenti. Sono coloro che hanno appena finito il laboratorio informatico #linf12 quale insegnamento della laurea triennale “Metodi e tecniche delle interazioni educative”, presso la IUL. Non volevate smettere? Siete state accontentate!

1.2.5 Quelli che un po’ di CFU a fatica zero fanno sempre comodo

Non perdete tempo qui e passate oltre.

1.2.6 Quelli che la sanno più lunga

È pieno il mondo di espertoni che la sanno sempre più lunga. Sarà ben difficile che manchino da un campione di 400 persone. In primo luogo ricordo loro che il laboratorio è tarato su quelli che oddio ora mi si cancella tutto… Poi, può anche capitare che sappiate fare qualcosa in più, e può benissimo capitare che sappiate fare qualcosa meglio di me. Perfetto: mettete al servizio di tutti la vostra conoscenza, la sfida in questo caso sarà capire come.

1.2.7 Quelli che ma mi fai vedere cosa combina questo

Ci sono un discreto numero di “osservatori”. Sono operatori del settore, curiosi di vedere come possa funzionare una cosa del genere. La curiosità è più che giustificata, ce l’ho anch’io. La loro presenza è una fortuna, magari possono dare dei consigli utili, in corso d’opera o a posteriori. Grazie.

1.2.8 Gli orecchi pelosi

Si chiamavano così nel mondo dei radioamatori quelli che ascoltavano senza rivelare la loro presenza. Nel linguaggio della rete un “orecchio peloso” è un lurker. Spesso sono descritti negativamente, qui sono benvenuti. Quasi quasi credo che siano utili, forse necessari. Un po’ come la materia oscura che i fisici si sono dovuti inventare per spiegare il funzionamento dell’universo. I lurker sono come i turisti che passano in una città. Magari poi raccontano qualcosa a qualcun altro che poi finirà col partecipare davvero.

1.2.9 Gli occhi cespugliosi

Tipologia di abitante definita da Antonella con la seguente motivazione:

… poichè mi sono sempre trovata a seguire le direttive universali del punto 1.2.2 in corsi diretti su monorotaie che non lasciavano spazio all’immaginazione e, di conseguenza, mi costringevano al lavoro sino a notte inoltrata o a levatacce prima che si svegliassero i bambini per concentrarmi su compiti da eseguire in maniera rigida e mnemonica (senza capirci un’acca)!

Agli “occhi cespugliosi” possiamo promettere che anche qui potrà capitare loro di perdere qualche ora ma per fare delle cose.

1.3 E ora?

Vi chiedo di riflettere su ciò che avete letto. Fra un giorno o due vi suggerirò un paio di letture e nel fine settimana passeremo all’azione. In generale quando vi suggerirò di intraprendere una specifica attività, vi lascerò il tempo necessario, che in parte dipenderà anche dai feedback che riceverò. Anticipo subito che forse la settimana che inizierà lunedì 22 aprile e qualche giorno di quella successiva avrò meno tempo a disposizione, ne potranno approfittare coloro che saranno partiti più lentamente per mettersi in pari.

Un obiettivo fondamentale del laboratorio è quello di mettervi a disposizione alcuni potenti strumenti per essere attivi ed esprimere i vostri pensieri. Intanto se volete potete commentare questo post. Per fare un commento, accertatevi di essere nella pagina che mostra tutto il post: se siete in http://iamarf.org cliccate sul titolo del post, oppure direttamente qui (il link apre una nuova finestra). In fondo alla pagina trovate lo spazio per scrivere, intestato “Lascia un Commento”. Quando vi cliccate dentro per scrivere, lo spazio si amplia nel modo seguente:

Questa è solo una figura, non ci cliccate dentro per commentare!!! Andate in fondo alla pagina!!!

Cattura dell'immagine del box che serve a scrivere commenti in questo blog

Vedete gli spazi per scrivere i vostri dati. Non sono obbligatori ma per favore inserite almeno il vostro nome. Se preferite, potete usare una delle vostre identità WordPress, Twitter o Facebook, se ne avete una, che sono attivabili con le rispettive iconcine a destra.

Potete fare domande, ovviamente, ma: fatele sempre in luoghi pubblici, non inviandomi un’email, cioè fatele commentando i post in questo blog, eccetto eventuali casi palesemente personali. Presto istituirò una sorta di bacheca in testa al blog destinata a domande o commenti generici, che non siano riferibili ad un post specifico. Il motivo per cui vi chiedo di limitare al massimo i contatti via email con il sottoscritto è semplice: la vostra domanda potrebbe essere la stessa che vorrebbe fare qualcun altro e la risposta potrebbe comunque interessare altri. Invece scrivendo a me si satura il mio tempo in una maniera non proficua per la comunità. Dobbiamo imparare a sfruttare la tecnologia per giocolare con le idee, tendendole sempre ben visibili e alla portata di tutti. Chiaro il concetto?

L’intero percorso viene coordinato da questo blog. All’inizio verrete avvisati mediante un’email che spediremo in doppia copia, con due sistemi indipendenti, per limitare le catture dei messaggi da parte dei sistemi antispam dei vostri mail server. Avete anche l’opzione di iscrivervi a questo blog in modo da ricevere un’email ogni volta che io scrivo un post. La trovate nella colonna qua a destra nella sezione “Vuoi essere informato sui nuovi post?”. In seguito, molto presto, vi doterete di meccanismi che renderanno superfluo l’invio delle notifiche via email, sarà un meccanismo più potente che vi consentirà di tenere traccia anche dei commenti e di molte altre cose.

Buon divertimento.

270 thoughts on “#ltis13: Il luogo e i suoi abitanti

  1. geldave ha detto:

    In ritardo di circa due mesi ho aperto il blog, http://davidegelati.wordpress.com
    Per il momento si trova solo la scheda di presentazione “about me”ma sto gia’ lavorando al primo post.
    Contento comunque di entrare nel villaggio, anche se da ultimo arrivato.
    Buona giornata a tutti.

  2. Andreas ha detto:

    @Assunta Andolfo #242 Ciao! Stovo giusto dicendo in un’altra discussione che stiamo facendo una pausa per consentire a tante persone che hanno avuto meno tempo a disposizione, ma che vorrebbero continuare, di riallinearsi. Viene bene anche per coloro che cercano di salire in corsa 🙂

  3. Assunta Andolfo ha detto:

    Saluto il Prof. Formiconi e tutti gli altri compagni di viaggio. Scusate il ritardo, inizio adesso questa nuova esperienza con entusiasmo, immaginando già il villaggio, gli abitanti …..tutto decisamente accattivante!!!
    Buon lavoro a tutti Assunta Andolfo

  4. Pingback: moebius60
  5. entaf ha detto:

    Mi sono appena aggiunto al gruppo, ma spero di recuperare presto e mettermi alla pari.
    … anche se non so ancora bene che cosa mi aspetta.

  6. Andreas ha detto:

    Calma, non c’è fretta. Esplorate i vostri blog, ma senza ansia. Raccontateci dentro quello che vi è successo in questo primo tratto del percorso: fatti, sensazioni, dubbi, speranze, successi, fallimenti. Oppure, se non avete voglia, aspettate e guardatevi intorno. Altro poi verrà…

  7. Maurizio ha detto:

    Nella partecipazione a gruppi mi ritrovo molto tra gli “orecchi pelosi” che peraltro ho effettivamente. Ma già questa introduzione mi sta spingendo a fare di più. Sono arrivato tardi ma cercherò di mettermi alla pari al più presto.

  8. Pingback: Theuth & Thamus
  9. MR ha detto:

    Qualche giorno fa (ho già perso il conto) ho scritto un primo commento, ora e solo ora riesco a leggere, ma anziché scoraggiarmi, tutto ciò mi appassiona! Mi riconosco inesperta, lenta e incasinata (con l’ultima parola ho osato troppo?), ma sono testarda e voglio costruire la mia casetta e voglio incontrare tanti di voi. Sarò come una nuova vicina di casa in un villaggio già strutturato…capita in ogni villaggio, no?
    …perciò ora passo al prossimo messaggio; spero entro il 21, se non mi sarò persa, di essere al passo!

    1. Andreas ha detto:

      @Gianni #233 No, ogni volta bisogna firmare, che è cosa diversa da autenticarsi. Per autenticarsi occorre fare un account, in modo che il sistema ti riconosca. Io non chiedo questo. Il mio blog è impostato per dare totale libertà al commentatore. Chiedo che ciascuno firmi il proprio commento, nel modo che preferisce. Attiene alla sfera delle relazioni civili – come quando si firma una lettera. Antiche consuetudini in nuovi spazi…

  10. dallomo antonella ha detto:

    No, anch’io voglio lasciare il mio commento qui, anche se l’ho già messo nei post successivi… Sono alla ricerca di un punto che credo di essermi persa, ossia dove dovrei loggarmi sul sito di Andreas…, se qualcuno mi sta leggendo e sa suggerirmelo, gliene sarò eternamente grata(sob sob sob, peggio per me che sono arrivata dopo…)
    Anche a e piacciono tanto le dimore, soprattutto quelle affollate da tanta gente simpatica e collaborativa, dove ognuno ha la sua stanza, la sua privacy, ma poi ci si trova tutti ad una certa ora per parlarci insieme…che figata!!! ciao ciao ciao

  11. patrizia guastini ha detto:

    Scusa il ritardo nella mia risposta Prof., si, ho risolto da sola. Grazie. Vado un pò molto lenta ma resisto, voglio farcela davvero nonostante il tempo stretto che ho. Oggi provo a iscrivermi a twitter, sono curiosa e affascinata da tutto questo nuovo mondo. Buona giornata.

  12. Nadia ha detto:

    Con un imperdonabile ritardo, ma mi aggrego anch’io al gruppo dei viaggiatori… ero stanca di spiare da dietro la tenda e spero davvero di potercela fare a finire il viaggio!
    Grazie per l’opportunità. Mi impegnerò a leggere tutti i vostri commenti… anche se mi richiederà un po’ di tempo.
    Nadia

  13. simo58 ha detto:

    Eccomi qui, pronta a entrare nel villaggio, che per fortuna non è una classe, con due speranze:
    1. Che questo villaggio mi aiuti a trasformare anche le mie classi in villaggi
    2. Di non essere sempre in cronico ritardo. Come in questo momento, con tutti i post successivi ancora da leggere!
    Buon lavoro a tutti!
    Simonetta

  14. Giovanni ha detto:

    Condivido pienamente l’idea di creare sapere condiviso a più mani. personalmente non so se avrò molti contributi da offrire al merito ma mi riprometto di provarci, se non altro per testimoniare che credo in queste esperienze educative. mi affascina l’idea di trovare nuove strade per appassionare gli studenti ad utilizzare in modo produttivo e utile le nuove tecnologie. grazie per avermi accettato in questa comunità.

  15. Antonella Ciaramella ha detto:

    Salve a tutti e scusate il ritardo. Dall’introduzione sembra un’attività molto interessante, spero di riuscire a trovare il tempo per “passeggiare e chiacchierare” nelle strade del villaggio. Nel frattempo recupero un po’ di post per capirci meglio. Buona avventura a tutti! 🙂

  16. patrizia guastini ha detto:

    A posto! Mi sono messa a guardare e trovare le PAROLONE che mi mettevano paura…questo “mostro” mi sta affascinando! Grazie per il sostegno, vi ho immaginati tutti con gli occhi puntati verso il mio computer x incoraggiarmi ad andare avanti. Grazie ancora Prof. per questa opportunità, per me vuol dire tanto.
    Buona giornata a tutti.

  17. Anonimo ha detto:

    Aiuto!!! C’e’ qualcuno???!! Mi sono appena iscritta al blog iamarf.org!, poi mi è apparso un riquadro con scritto che posso seguire gli autori anche su: “segui @iamarf su twitter”, ho cliccato per iscrivermi su twitter e mi si è aperto un riquadro che chiedeva miei dati e password, subito mi è apparso un altro riquadro con specifica di att.ne per la protezione…mi sono spaventata ed ho chiuso tutto!! ma sulla dx (tornata sulla pagina del nostro villaggio) mi appare sempre iscriviti a twitter, che devo fare? Oddio so’ proprio imbranata…ma vorrei lo stesso continuare… C’è qualcuno che mi può dar mano? Patrizia G.

  18. Anonimo ha detto:

    Scusate il notevole ritardo con cui rispondo, causa contrattempi…dubbi e paure mi assalgono, temendo di non riuscire a capire come procedere e se sarò in grado, proverò comunque intanto come studentessa negligente procedo al corso di recupero dei post 😦

  19. Francesca Berengo ha detto:

    Sono rimasta indietro e quindi non sono riuscita a leggere tutti i post 😦 Mi limito a dire che la metafora del villaggio mi piace molto. Ho ritrovato in questo villaggio persone che avevo già incontrato in altri villaggi e questo mi ha fatto molto piacere. Credo di essere un misto tra una che “oddio, mi si cancella tutto” , un orecchio peloso e una che sa qualcosa che vorrebbe condividere e non sa tante cose che vorrebbe imparare.
    Francesca

  20. crimatisse ha detto:

    Non volevo che il mio commento apparisse come Anonimo…specifico che sono crimatisse…molti riconosceranno questo nome di battaglia…

    1. Andreas ha detto:

      @crimatisse #210 #211

      La cultura si diffonde attraverso canali di comunicazione, che a partire dai sensi, vanno potenziandosi in virtù di sedimentazioni di essa medesima: scolpita, incisa nella cera, inchiostrata e dipinta su papiri e pergamene, stampata, recitata e declamata in luoghi acconci, radiodiffusa, telediffusa, digitalizzata, cyberperfusa… La cultura non la ferma nessuno e i canali son tutti buoni e mai a priori uno meglio dell’altro. Ma in modo affascinante, ogni nuovo canale moltiplica le possibilità, in una sorta di vertiginoso perdiesponenziale. La cultura la forgiano gli esploratori – sempre di tutto curiosi – che non disdegnano nessun mezzo.

  21. Anonimo ha detto:

    Delle care persone di cui mi fido, mi hanno sollecitato a partecipare a questo, per me, nuovo ma anche intrigante viaggio….Voglio provare a farlo non
    da spettatrice, ma da protagonista con tutti i limiti e le difficoltà che ancora mi caratterizzano in ambito tecnologico…ma, da insegnante di scuola primaria,
    fervente sostenitrice dell’importanza della cultura “per via cartacea” e soprattutto attraverso le insostituibili relazioni umane, ritengo che per conoscere,
    capire e sostenere al meglio le future generazioni con cui viviamo quotidianamente, sia assolutamente imprescindibile masticare il loro linguaggio virtuale.
    Questa è la motivazione di fondo che mi spinge a inserirmi in questo percorso, unita anche alla curiosità di intessere un interscambio con un prof ed altri 400
    partecipanti che di sicuro non potranno che arricchirmi…. alla prossima, Cri

  22. alice ha detto:

    Sono in ritardissimo, ma voglio provare a partecipare anche io. Spero di portare il mio modestissimo contributo…..ne sarò capace? Ci voglio provare

    1. Andreas ha detto:

      Molti si pongono codesto dubbio:

      …ne sarò capace…

      Io penso certamente sì. Semmai qualcuno può avere problemi a trovare la motivazione sufficiente per barcamenarsi con il tempo che, si sa, spesso manca.

  23. Silvia Marchetti ha detto:

    … partiamo e cerchiamo di recuperare il tempo perduto! Ciao a tutti. Spero che sia un villaggio così stimolante da costringermi a fare soste nella mia perpetua corsa.
    Silvia

  24. Luisa ha detto:

    Pensavo di essere davvero in ritardo… Ma vedo che qualcuno come me ha iniziato oggi questa avventura… Spero di avere energie sufficienti, o meglio di riuscire a non disperdere quelle esistenti, per riuscire a seguire la vita del villaggio che davvero mi incuriosisce.
    Mi considero un ibrido, conosco un po’ la rete e ogni tanto mi butto per includerla nella didattica, ma ho pochi compagni vicini che mi supportano, e questo talvolta non mi aiuta a crescere un po’ più seriamente.
    Magari è la volta che riesco a fare meglio le cose, insieme a voi!

  25. Roberto Ferraris ha detto:

    Meglio tardi che mai. Scusate, io sono un po’ un diesel, ho visto arrivare il terzo post e ho deciso di risp al primo! :-/

    Il villaggio mi piace. Incontriamoci strada facendo.

    Spero che i tempi non siano troppo stretti, perchè nel frattempo frequento i corridoi di un villaggio di mille studenti… Ma sono ottimista.
    Ciao a tutti!!!
    Roberto

  26. Piera ha detto:

    Come si suol dire meglio tardi che mai….. ed Eccomi … ci sono anch’io…. Sandali ai piedi… zaino sulle spalle in cammino alla scoperta del villagio globale….

  27. maestrafrancy56 ha detto:

    “La pretesa di avere sempre il controllo è un pensiero demente della contemporaneità”. Bello questo pensiero, me lo appunto subito nel diario. Penso che al termine del viaggio non avrò solo aumentato le competenze ( almeno spero :-)), ma avrò anche imparato a vivere meglio :-)))

  28. giuseppina pace ha detto:

    lurker e orecchio peloso! Cavolaccio ho finalmente trovato un posto in questo mondo……. sarà l’età ma mi smarrisco facilmente! Ho sete sì, ma più bevo e più ho sete, ho alla fine uno shock idrico e non assimilo niente. come feci per la patente d’auto però so che è l’esperienza che insegna e allora dai, ci sono anch’io anche se non mi vedrete facilmente………

  29. laural3 ha detto:

    @claudio il tempo lo decidi tu… Dipende dalla tua curiosità, da quanto vuoi impegnarti in questo gioco-studio, però una cosa, e’ sicuramente un’esperienza che metterà in gioco il tuo modo d’insegnare 🙂

  30. patrizia guastini ha detto:

    Buongiorno Andreas, buongiorno a tutti, sono arrivata in ritardo ma ci sono… Prof. ho letto tutti i punti di : quelli che…tutte quelle parole per me sono ENORMI e per ora incomprensibili, ma ci provo. Spero di mettermi in pari presto. Ciao, Patrizia Guastini.

  31. Claudio ha detto:

    @Andreas #173
    Evidentemente non mi sono spiegato bene. Chiedevo e chiedo agli altri corsisti quanto tempo dedichino alla frequentazione del blog che, sebbene finalizzata all’apprendimento di qualcosa (ma cosa? l’hai già esplicitato? se si allora non sono riuscito a capirlo), richiede tempi piuttosto lunghi per la sola lettura di tutti i post (sebbene, per ora, molto sintetici, cosa che non guasta mai in ambienti del genere, ma che immagino aumenteranno esponenzialmente non appena molti dei partecipanti entreranno in gioco). La domanda che pongo mi interessa perchè vorrei capire quanto tempo della loro giornata o in quali momenti le persone che scelgono modalità di formazione come quella che abbiamo intrapreso, dedichino allo studio e quindi se uno studio di questo tipo sia efficace o no per lo meno come quantità di tempo impiegato per l’acquisizione del/i concetto/i.
    Per non abusare della pazienza di chi mi legge mi fermo qui, disponibile ad ulteriori precisazioni qualora interessati.

  32. Maryro ha detto:

    Better late than never!
    Della serie …. C’è la farò a stare appresso a tutto? (Ho appena finito di leggere quasi tutti i post). Però le novità mi intrigano troppo e sono sempre alla ricerca di avventure stimolanti che mi aiutino a respirare un po’ d’aria fresca….. Quindi: apro le finestre e respiro a pieni polmoni!
    Ciao a tutti

  33. SabriAle ha detto:

    Si riparte … Bella l’idea del villaggio!si ha proprio l’idea del luogo come ambiente di scambi e incontri!
    Magari emozionanti come quelli del linf12!!Non resta che augurarcelo!

  34. Francesca Tarabelli ha detto:

    Ciao a tutti, colleghi e prof.! A me è piaciuto in particolare il finale, “Buon divertimento” (e non “Buon lavoro”)… sembra di buon auspicio. Orecchie pelose e occhi cespugliosi presenti :D. A presto

  35. Rossana ha detto:

    Ciao a tutti,
    l’avventura nel nostro villaggio mi sembra davvero interessante far crescere il nostro villaggio… sono pronta

  36. Andreas ha detto:

    @Giovanna #168

    Del permalink, una descrizione semplificata ma che consente di entrare nel concetto. Sicuramente hai presente l’organizzazione del disco rigido del tuo computer: cartelle che contengono file e altre cartelle secondo un ordine gerarchico. Giusto?

    Ebbene, in un web server che ti offre un qualsiasi sito, le informazioni non sono organizzate diversamente; quindi una pagina web corrisponderà ad un file in una delle cartelle da qualche parte nel file system del web server.

    Ora, se per qualche motivo, io gestore del web server sposto il file o la cartella che lo contiene da qualche altra parte del file system del server, il corrispondente indirizzo URL (http://pinco.pallino.it) va a pallino e gli utenti del web non trovano più la pagina.

    Il permalink è invece costruito in maniera da essere indipendente dalle specificità dell’organizzazione delle informazioni interna al server e quindi è più stabile nel tempo.

  37. Claudio ha detto:

    Cari “concittadini” (ormai più che un villaggio, sembra di essere in una città visto il numero di post che in breve sono apparsi nel blog) ho una curiosità che mi prende ogni volta che partecipo ad una inziativa del genere: quanto tempo dedicate alla frequentazione del blog, alla lettura dei post, alla rielaborazione dei nuovi concetti che via via si apprendono? quando lo fate nel corso della giornata? ma non avete altro da fare 🙂 ?
    Rimanendo nella metafora, non si può sempre stare seduti al tavolino di un bar o sulla panchina di un parco a chiacchierare del più e del meno, qualche volta abbiamo pure degli impegni da portare avanti: gli amici insegnanti mi capiranno!.
    Grazie per le vostre risposte.

    1. Andreas ha detto:

      Un momento, questo non è un social network dove passare il tempo, ma dove si lavora. Qui ha senso che stia la gente che vuol imparare qualcosa, che ritiene proficuo o doveroso investire parte del proprio tempo in crescita. Tutt’altra cosa che passare il tempo.

  38. Caterina ha detto:

    Ragazzi, quanto fervore nel nostro villaggio!
    “Un villaggio virtuale ancora più reale” … questo sì che è un ottimo modo per attirare anche chi entra in punta di piedi e quasi vorrebbe ritornare sui propri passi. L’esca ha funzionato! Decido di restare e di far parte della comunità. Come molti di voi mi affido alla guida del prof per imparare come muovermi all’interno del villaggio.
    Caterina

  39. Anonimo ha detto:

    … una descrizione che coglie tutti i prerequisiti di una vera classe tranfrontaliera che non ha nè porte nè finestra e che si apre, che è aperta sul Mondo
    Paolo Del Chiappa

  40. Anonimo ha detto:

    Ciao sono Massimo , volevo solo fare una considerazione leggendo i vari commenti e soprattutto l’ora in cui alcuni di questi sono stati scritti. Credo proprio che sul “nostro” villaggio non calerà mai la notte o per lo meno ci sarà sempre qualcuno in giro per strada BELLISSIMO

  41. giovanna ha detto:

    @francesco valotto. La spiegazione di permalink non mi è chiarissima provo a ripetere con parole mie per vedere se ho capito: sarebbe il posto dove si trovano i nostri commenti al post iniziale di andreas i quali rimangono reperibili sempre lì (legati a quel post di quel blog?).
    Trackback invece l’ho capito meglio e mi intriga parecchio. Io ci ho cliccato ieri sera e sono finita su un altro blog che si chiama speculum maius dove si parlava del post di andreas. E qui ci dice che li se ne parla. E si può curiosare un altro blog e vedere altri commenti. Si apre una finestra di un altra dimora del villaggio e si sente quello che dicono in quella dimora sull’argomento. E magari visto che uno sta passando di lì può dire la sua. E’ così?

    1. Francesco Valotto ha detto:

      Direi Giovanna che trackback l’hai colto alla grande: se io “a casa mia” metto un cartello con scritto “al panificio oggi c’è la focaccia!” automaticamente al panificio appare un cartello con scritto “Anche Francesco vi raccomanda la mia focaccia!”. E questi “cartelli” permettono con un solo clic di passare da casa al panificio e viceversa.
      Il permalink è un po’ più complicato perchè richiederebbe spiegazioni tecniche: vediamo se riesco a rimanere in metafora…. Se dico che “a 80,34° di longitudine e 120,32° di latitudine oggi c’è la focaccia” non solo sarà normalmente arduo trovarla, ma anche per chi capisca l’indicazione sarà necessario fare una foto al cartello per ricordare le coordinate (che in questo caso specifico sono l’UNICO vero metodo per raggiungere il luogo). Ma posso sostituirle con “Al panificio del villaggio…”, purché una volta trovato il villaggio (questo permettono di farlo i DNS che gestiscono l’indirizzamento di Internet) qui ci siano cartelli che indicano come raggiungere il panificio.
      Ecco: i permalink sono questi cartelli: ogni blog (soprattutto blog, ma vale anche per altre tipologie) sviluppa i propri per sermplificare la vita e rendere più chiare le indicazioni ai suoi visitatori

    1. Andreas ha detto:

      🙂
      io sono un fisico-non-so-più-cosa… che combineremo?
      😀

      attonito e un po’ sgomento guardo questo fiume di pensieri che scorrono

      e ora che li vedo già intrecciarsi mi viene in mente di cambiare il primo passo

      dormiamoci su…

      Notte

  42. Luisella ha detto:

    Molto interessante! Ieri sera pensavo di aver lasciato un commento (e lo vedevo anche), ma poi non l’ho più trovato (ho le traveggole? o mi si è cancellato TUTTO??). In compenso ho imparato cos’è un GRAVATAR e me ne sono persino creato uno. WOW! Poi ci sono un sacco di parole che non capisco ma mi intrigano, come Permalink e trackback… bene, aspetto di scoprire di cosa si tratta. L’idea del villaggio mi piace molto!

    1. Francesco Valotto ha detto:

      Al volo mi veniva da spiegare, poi m’è sorto il dubbio di fare la parte del saccente e mi sono fermato… “Ma nel villaggio non dovrebbe essere naturale intervenire?” mi son detto e dunque: Permalink è l’indirizzo di un determinato oggetto che rimane valido nel tempo, anche se questo oggetto si “muove” (relativamente parlando ed ovviamente solo sul web!). Tipico dei blog dove l’indirizzo vero sarebbe in buona parte una scomoda e poco significativa stringa prevalentemente numerica che dunque il sistema provvede automaticamente ad affiancare con qualcosa di più utile e leggibile.
      Trackback invece è la segnalazione di una citazione: appare come un commento ma in realtà deriva da uno scambio automatico di sistemi dove uno informa un altro che un suo articolo è stato citato, linkato o riportato per intero segnalandone la fonte

  43. Ugo ha detto:

    Chi pronto a viaggiare, chi intento a riordinare il proprio bagaglio, chi impaurito, chi timoroso, chi nelle acque dell’oceano, chi ………., mi pare che il “laboratorio” sia proprio al completo.
    Tutti impazienti diamo inizio a questo “esperimento”.??
    Buon lavoro.
    Ugo

  44. Daniela ha detto:

    Wow tante informazioni e tanti commenti…come fare per leggerli tutti? Facciamo di questa strada il nostro proposito e…speriamo bene!

  45. Antonella T ha detto:

    Ciao! Ci sono anch’io!
    Mi affaccio a questa esperienza con grande umiltà…potrei essere una di quelli che “oddio ora mi si cancella tutto”…l’ “imbranata del villaggio”, tanto per capirci….però sono piena di entusiasmo , di curiosità e di buona volontà.
    Mi piacciono le sfide e sono pronta a tuffarmi trattenendo il respiro in questo mare sconosciuto.
    Sono pronta ad iniziare!
    Un caro saluto a tutti
    A presto

  46. Antonio Artiaco ha detto:

    Scaldate le candelette, avviato il motore, atteso il riscaldamento finalmente si parte. Attendo l’upgrade al più presto.
    Io non mi ritrovo in nessuna categoria, spero di non essere tra quelli “la sanno più lunga” perchè… dovrei trovare le strategie per collaborare…
    Cordiali saluti.

  47. federica sargolini ha detto:

    Buon per-corso a tutti da una ex “insomma ma le direttive dove sono?”, oggi pentita.
    Abituata alle cose organizzate (così meravigliosamente rassicuranti…), ma salvata dall’interesse per l’informatica e soprattutto per la conoscenza aperta.
    Una domanda: potrei consigliare questo percorso anche a chi non è insegnante? Credete ne valga la pena?

  48. Marina ha detto:

    Sono già in ritardo con questo commento! Speriamo di farcela, mi piacerebbe molto! Ma già oggi mi chiedo cosa devo fare! Buon lavoro a tutti

  49. Erica Angel ha detto:

    Bene mi aggrego anche io al saluto generale, non so ancora in quale modo utilizzerò questo corso visto che ho un’allergia acuta alla tecnologia ma i nostri vecchi dicevano “impara l’arte e mettila da parte” quindi non voglio perdere questa grande occasione.
    Grazie Prof e un imbocca al lupo a tutti 🙂
    Erica

  50. enza Milan ha detto:

    oddio ora mi si cancella tutto… forse è questa la mia categoria…ma sono molto interessata …aspetto nuovi indicatori

  51. Mara Masseroni ha detto:

    Eccomi, ci sono anch’io. Mi piace l’idea di continuare ad imparare, ma soprattutto in un’ottica collaborativa.:-)
    Mara

  52. samanthaperoni ha detto:

    @laural3 #128: si, in questo villaggio non si dorme mai! ti assicuro che la cosa mi preoccupa non poco, considerato che il Gran Capo scrive in quantità industriale e che -essendo il villaggio composto da 414 abitanti- il tamtam diventa…assordante…sarà “un’impresa ” eroica riuscire a star dietro a tutti, ma..in fondo… la sfida è proprio questa! 🙂 C’era l’H

  53. cristina ha detto:

    ok! ci sono riuscita…. sto scrivendo !
    l’avevo detto che avete trovato la SCEMA del villaggio!
    spero di non ripetere l’esperienza

  54. Daniela ha detto:

    Per me è un’esperienza totalmente nuova… sono curiosa di vedere cosa succederà e soprattutto come si evolverà…annaspo in questo mondo virtuale anche se l’idea del villaggio, che visualizzo come uno di quei paesini collinari di origine medievale che si trovano nelle Marche, mi rassicura molto…

  55. Lorena ha detto:

    Interessante e intrigante inizio di un’avventura, non mi era mai capitato di cominciare in questo modo! L’idea di un villaggio con i suoi abitanti che tessono relazioni e condividono ciò che sanno o che vanno imparando mi piace molto. Spero solo di non perdermi in qualche stradina chiusa.

  56. giovanna ha detto:

    questo villaggio in realtà non me lo aspettavo. Sempre di corsa, a saltare da un obbligo all’altro, ho aperto questo post con l’idea “vediamo cosa devo fare adesso per iniziare questo corso”. E invece mi sono trovata sull’orlo di una favola. Intanto il compito è leggere, riflettere, dire la propria solo se ti va, niente obblighi e niente fretta. Stupendo! Va detto inoltre che costruirmi dimore è la mia fissa da sempre e questa si prospetta veramente intrigante da costruire e da vivere….Una casa così ancora non ce l’ho! Il villaggio poi è la mia dimensione preferita, ci si conosce un po’ tutti e quando si esce tutti ti salutano e ci si ferma a scambiare due chiacchiere. Infine Andreas ad un certo punto ha detto “una discussione di uncinetto sulla panchina”. L’ho preso come un segno del destino, perché l’uncinetto è davvero il mio hobby preferito! Abbiamo detto che nel fine settimana ci si trasferisce? Perfetto, ci sarò!

  57. edda ha detto:

    Solitamente mi collego a internet verso la mezzanotte o poco prima. All’alba del 4 aprile prendo la decisione e mi butto anch’io.
    Vento in poppa e orecchie pelosissime! Ho appena controllato il mio bagaglio, è piccolo piccolo. : ( Edda

  58. Massimo Simeoni ha detto:

    E già, ci sono anch’io. Non mi sembra vero ma sto per iniziare un viaggio, alla scoperta di un mondo per me quasi sconosciuto.Tempo fa , girava una metafora che parlava di viaggi affascinanti stando comodamente seduti a casa propria. Che sia un’avventura del genere? Vedremo……Quello che so, lo metto sicuramente a disposizione di tutti. Nella peggiore delle situazioni, Vi insegnerò qualche ricetta di cucina. Ciao da Massimo e buon lavoro a tutti

  59. Anna (Firenze 23) ha detto:

    Utilizziamo questo tempo e questo spazio ‘ con passione’ e tutto riuscirà bene imparando a portar fuori quello che è in noi. Quando lavoravo nel settore informatico dei software applicativi (preistorici)- i non addetti ai lavori mi definivano ‘una non tecnologica’- Potevo pensare di essere poco capace o che altro? – Io ho sempre creduto che fosse uno strumento, un linguaggio per raggiungere uno scopo non che lo strumento dovesse essere un tutt’uno con la mia persona con la mia espressione di genere. Lo penso ancora oggi che per molti aspetti così tanto cambiati ho la senzazione di essere divenuta analfabeta. Può aiutarci come ci aiuta il treno ad alta velocità a coprire in breve tempo distanze lontane. Buon cammino a tutti e un saluto al Prof. Andreas

  60. maria luisa ha detto:

    avevo già scritto un post ma.. non lo vedo inserito… acci.. son più somara di quel che penso??? vabbè riscriviamo 🙂 L’idea di villaggio mi ricorda quando a Macerata De Kerckhove ci parlava di villaggio globale, di abitare la rete… evvia.. pronta per un nuovo viaggio, per andare lontano, insieme a tanti viaggiatori curiosi, con nelle tasche tante idee, obiettivi, esperienze, presenze… grazie!

  61. Lisia ha detto:

    Salve prof! AhAhAh!! Ci risiamo, prima la dispensa, le marmellate, il bosco e adesso il villaggio! Straordinaria la sua metafora…sono pronta, nella valigia ho messo un nuovo.. pc..proprio nuovo no! però funziona meglio dell’altro..e allora eccomi qui come un germoglio a primavera..la primavera nel villaggio Itis13! E poi quanti abitanti!Ma questa è proprio una rivoluzione! A me piacciono le rivoluzioni soprattutto quando ci sono dentro attivamente…benvenuti a tutti nell’universo di iamarf.org!
    Ciao prof.

  62. Luigi ha detto:

    Prof cominciamo via, troppe premesse magari spaventano.
    Nel villaggio vorrei essere uno spacciatore di … idee per rinnovare a fondo questa sempre più misera scuola in cui ci troviamo a lavorare ogni giorno …

  63. @betnic10 ha detto:

    Viandante..ilsentiero non esiste,il sentiero si apre camminando. Il sentiero sono le orme dei tuoi passi …. Sono andata a memoria,le parole di questo post cosi’ hanno risuonato nella mia mente. Mi piace intrapredere un viaggio con la direttiva di non avere direttiva,tra senso della sfida e timore dell’ignoto,paura di non farcela e coraggio di oltrepassare i propri limiti.Grazie a tutti voi compagni di viaggio!:-)

  64. GranDiPepe ha detto:

    direi che ci siamo. Credo possa essere faraginoso gestire la maggior parte dei post (leggere, riflettere, commentare…), io sono di “quelli che vanno di link in link”: mi lascerò sorprendere a caso da tutti i partecipanti. Buon lavoro a tutti!

  65. Etta (@ta) ha detto:

    Ho letto con un sorriso sulle labbra il primo post di Andreas. Bella metafora quella del villaggio. Io sono un’abitante ibrido, un po’ 1.2.3 e un po’ 1.2.9
    L’entusiasmo è tanto. La voglia di imparare cose nuove sempre insaziabile…
    Dai: mettiamoci in cammino!

  66. Rosanna ha detto:

    Prima di tutto voglio ringraziare il Prof che ci ha dato l’opportunità di abitare in questo villaggio “multietnico”‘ poi voglio salutare tutti gli abitanti che lo compongono; spero solo di non essere la più impedita.

  67. profmatu ha detto:

    Grazie Andreas della grande opportunità che ci offri… Proverò a stare al passo, cercherò di cogliere i tanti input che trasmetti, (sono molti, molti di più di quelli che espliciti…) quanto saprò raccogliere sarà una ricchezza che vorrei, per quanto potrò, riuscire a mia volta a ridare.. Un saluto a tutti i gli “abitanti” del villaggio! Maurizio

  68. grazia ha detto:

    Salve a tutti! Io ho frequentato già un corso sull’e-learning (un master dell’Università della Tuscia) ma non mi metterei nella categoria 1.2.3. per me ci vorrebbe una categoria del tipo “quelli che non è mai abbastanza”. Ci tengo a precisare che è una categoria che vale solo per questo ambito!

  69. Elettra ha detto:

    Questa è la storia di una piccola onda, che danza sull’oceano – su e giù, su e giù –
    divertendosi un mondo.
    Si gode il vento e l’aria pura, fino a che non si accorge che le altre onde, davanti a lei, si infrangono sulla riva.
    ‘Oh, mio Dio, ma è terribile!’ esclama ‘guarda cosa sta per capitarmi!’
    In quel momento sopraggiunge un’altra onda e notando quanto sia sconfortata le chiede: ‘Come mai sei così triste?’
    E la prima risponde: ‘Ma non capisci? Stiamo per scomparire tutte! Tutte noi onde finiremo nel nulla, non è tremendo?’
    E la seconda onda spiega: ‘Sei tu che non capisci. Tu non sei un’onda, sei parte dell’oceano!’

    Nel desiderio di condividere con voi la stessa forza dell’oceano….buona nuotata.

  70. Manuela ha detto:

    Salve a tutti, l’avventura mi sembra interessante… sono una di quelle che… c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare…
    Anch’io abito la Rete da un po’, talvolta timidamente (scopro adesso che forse a volte …sono un “orecchio peloso”…). Altre volte mi faccio coraggio e…
    eccomi qua…
    pronta per un nuovo viaggio, o meglio “villaggio”.

  71. Acquemarine ha detto:

    Un saluto al Prof ed a tutti i partecipanti!
    Trovo che la descrizione sul luogo e sul work-in-progress sia altamente motivante.
    Una prima domanda stupida*: sarà possibile seguire/lavorare usando lo smartphone?
    * Mi sovviene una definizione sulla creatività che vorrei citare qui (la mia preferita):
    “Per creare occorre la volontà di essere completamente stupidi, sedere su un trono in groppa ad un somaro e sputare rubini dalla bocca.” (C. P. Estés)
    Buon lavoro a tutti!

  72. Romina.Agresti ha detto:

    @Claudio post n.88
    il link rimanda alla prima pagine del cMooc. Puoi commentare comunque dove vuoi, come hai già fatto.
    Informiamo anche @Andreas

  73. rosedawn ha detto:

    Ho impressione che all’inizio sarà dura ma confido nella generosità del nostro prof. o dei 1.2.6 nel darci le giuste indicazioni.

  74. Natalia ha detto:

    abito in Rete da tanti anni, in villaggi diversi. Per periodi più o meno lunghi ho condiviso lavoro e tempo libero con amici senza volto, ma con idee intriganti con i quali discutere. Molti villaggi si sono lentamente desertificati, mi è capitato di reincontrare alcuni amici in un nuovo villaggio, molti di loro comunque sono rimasti nelle mie parole e nel mio cuore.
    Pronta a vivere questa nuova avventura 🙂

    1. giusy ha detto:

      scusate io solo ieri ho avuto notizia di questo corso ho inviato una mail all’indirizzo indicato.. ma come faccio l’iscrizione? Dove trovo il materiale..non ho capito ancora molto.. HELP ME PLEASE!!!

  75. fescarr ha detto:

    Non ho ancora ben capito a quale tipologia di abitante appartengo, ma a qualcuna sicuramente. Per certo so di conoscere più di un concittadino e quindi senza dubbio non mi sento straniera. Tutto il resto so che si deve scoprire vivendo! 😉

  76. Anna 67 ha detto:

    già dall’inizio di questa gita nel villaggio faccio esperienza di grandi difficoltà e enorme fatica per non perdermi sulla mappa.So di non sapere e non mi manca la buona volontà: apprezzo la metodologia!!!!

  77. Rita ha detto:

    Bene! Delineato lo scenario, chiarite tutte le premesse necessarie, l’impressione è che la proposta sia molto allettante! Resta da provare, e provare ad arrivare fino in fondo, consapevoli delle difficoltà delle quali siamo stati avvertiti dal tutor. Grazie. Alla prossima tappa.

  78. Chiara ha detto:

    Avevo letto il post questa mattina, ebbene sì, anch’io prestissimo, e arrivata a scuola ho raccontato agli alunni la metafora del villaggio: è molto piaciuta perché anche noi abbiamo il blog di classe. Mi sa che ben presto copieremo molte idee dal villaggio del corso per ampliare il nostro villaggio di classe. Saluti a tutti!

  79. Claudio ha detto:

    Scusandomi per l’invadenza ripropongo il mio commento qui.

    Molto simpatica e coinvolgente la metafora del villaggio!!
    Credo di appartenere ad alcune delle tipologie di abitanti così ben delineate da Andreas in quanto sicuramente posso classificarmi in 1.2.3 ma anche in 1.2.6, 1.2.7 e, perchè no, in 1.2.9. In attesa di trovare una definizione calzante per questo tipo di abitante resto in attesa di vedere cosa succede. Buon lavoro a tutti.

  80. laural3 ha detto:

    Che dire Prof .. ci risiamo,
    ho letto il suo post e tutti i commenti, vorrei dire a tutti che di corsi di aggiornamento ne ho fatti diversi e anche qualificati, ma linf12 nn si batte, è stata un’esperienza unica e da quel poco che conosco Prof, altrettanto sarà Itis13, perchè dove potremo arrivare nn si sa, ma questo è proprio il bello del per-corso. L’idea del villaggio è geniale!
    @Claude sono felicissima di ritrovarti.

    Buon viaggio a tutti!

  81. Carmela g ha detto:

    Tutto ciò che non si conosce o si conosce poco stimola la curiosità e la voglia di fare nuove esperienze quindi….. Iniziamo!!,

  82. Anonimo ha detto:

    Tutto ciò che non si conosce o si conosce poco stimola la curiosità e la voglia di fare nuova esperienza quindi………iniziamo!!!

  83. erricamar ha detto:

    E la storia ricomincia!!! …e, come tutte le storie che hanno un valore, dovrebbe iniziare così: “C’era una volta”… un villaggio virtuale…si chiamava #linf12… ma crebbe a dismisura… e potè ottenere la nomina di Stato, un vero e proprio Principato #ltis13….Eccomi! Pronta a continuare la trama…, ma con le esperienze di tutti!!

  84. Maria Filomia ha detto:

    Inizia questa avventura in un momento difficile per me….pensavo di desistere ma leggendo che posso anche fare da spettatrice….almeno per un po’ credo di voler provare

    Non mi é molto chiara la faccenda del blog personale

  85. Andreas ha detto:

    @Rosa Iaquinta #73

    Ma mi sembra di aver capito che non adotteremo nessuna misura valutativa, se non la volontà di impegno.

    La valutazione deriva dall’impegno, dalla partecipazione, dalla disposizione a condividere i propri problemi, dall’impegno a risolvere i problemi degli altri. Cose che si vedono bene…

    @adalgisa #74

    ma il bagaglio? è normale non avere un blog, non capacitarsi di come usare i feed e altri bagagli a mano al seguito?

    È assolutamente normale, Adalgisa 🙂

  86. sabrina poggi ha detto:

    Partiamo tutti da luoghi diversi per un stesso viaggio ….l’ida mi piace…c’è u non so che di psichedelico in questo inizio…

  87. Rosa Iaquinta ha detto:

    Rosa

    L’esperienza che affronteremo mi attrae moltissimo, ritengo che la collaborativa creazione di un laboratorio nel quale si impara costruendo sia una opportunità di crescita e di sperimentazione.
    Sono lieta di confrontarmi e crescere con l’aiuto di chi, tutti, ne sa più di me. Ma mi sembra di aver capito che non adotteremo nessuna misura valutativa, se non la volontà di impegno.

  88. Maddalena ha detto:

    Sono eccitata, non vedo l’ora di cominciare. Non ho capito esattamente cosa farò ma voglio provare. Spero non mi si cancelli tutto!!! Maddalena

  89. antonietta Renzi ha detto:

    beh… che dire,chissà quale sarà il mio ruolo nel villaggio? non vedo l’ora di scoprirlo. A presto.
    Antonietta

  90. Andreas ha detto:

    @Adalgisa (commento #1) , e molti altri…

    Riguardo al perdersi… la soluzione non sarà una ricetta per non perdersi, ma imparare a vivere perdendosi…

    @Mariantonietta #2

    Ritroverete le stesse marmellate e varie altre cose che avete già conosciuto ma in un altro contesto, ancora più reale. Un virtuale ancora più reale, interessante, no?

    @Giusy #7

    È la prima volta che principio con un corredo di “precisazioni” del genere. Ne sento l’esigenza perché fra 20 e 400 partecipanti c’è una bella differenza, e con questa quantità temo di non essere in grado di provare a riacciuffare coloro che inevitabilmente tendono a smarrirsi. Provo quindi a prevenire…

    @Vincenzo Bitti #41

    @Ric #43

    Effettivamente sono rimasto sopreso anch’io quando alle 6 di mattina ho trovato già dieci commenti!

    @Flavia #49

    Stai già interpretando perfettamente il tuo ruolo #linf12, prevenendomi nella risposta a @Vincenzo Bitti (commento #41); questo episodio è già molto istruttivo per comprendere il valore aggiunto che andiamo cercando. Grazie Flavia!

    @luciab

    Sì, dovremo trovare delle alternative per Google Reader.

    @Emanuela

    Mi sembra un’ottima idea quella di continuare il tuo blog precedente!

    1. adalgisa ha detto:

      ma il bagaglio? è normale non avere un blog, non capacitarsi di come usare i feed e altri bagagli a mano al seguito?
      Vero!!!!!!!!!!!!!!!?

  91. Simonetta Maestri ha detto:

    Grazie per avermi fatto salire a bordo!!! Lieta di navigare nella liquidità di questi luoghi. Un saluto a tutti! Simonetta

  92. Anonimo ha detto:

    Grazie per avermi fatto salire a bordo!!! Lieta di navigare nella liquidità di questi luoghi. Un saluto a tutti! Simonetta

  93. Emanuela ha detto:

    Caro Andreas, sono una di quelle che…, avendo frequentato la IUL, è come se avessi già seguito il percorso, ma sono sicura che non sarà lo stesso e poi c’è sempre da imparare… Riguardo al blog personale, volevo chiederti se posso utilizzare quello aperto durante il corso precedente. Lo chiedo non per avere uno “sconto” sul percorso :-), ma perchè potrebbe essere interessante ripartire da dove mi sono fermata (30 giugno 2009) e vedere che cosa è successo nel frattempo e che cosa succederà nelle prossime 10 settimane. Questo è l’url del blog: http://manubra.blogspot.it Fammi sapere, grazie!

  94. Maria Grazia ( Mariella) ha detto:

    Poiché è “una cosa che cresce” e trovandoci in una città che cambia il suo aspetto continuamente, sono contenta di abitare di nuovo in questo luogo e scoprire insieme a tutti voi nuovi territori!

  95. Roberta ha detto:

    Non so a cosa sto andando incontro… il percorso mi sembra davvero interessante. E’ la prima volta che partecipo ad un simile laboratorio. Ce la metterò tutta per arrivare al termine.

  96. luciab ha detto:

    Primo pensiero: Oddio non avrò mai il tempo di seguire tutto!
    Secondo pensiero: Fantastico, qualcuno mi dirà come sostituire Google Reader (maledetti…) senza perdere ore a cercare in rete…
    Insomma, I’m hooked.
    Grazie prof.

  97. Robertalinf12 ha detto:

    Rieccoci di nuovo da linf12 a ltis13.dal bosco sono passata al villaggio e non è poco:mi sono abituata alla metodologia…e questo percorso nel villaggio stuzzica parecchio il mio appetito. Buon pranzo a tutti! PS visto che c’è una mia omonima ho pensato di modificare il nome…dal nome al soprannome per denotare una caratteristica che ai bei tempi dei dialetti si usava molto più spesso rispetto ad ora;era un modo per definire l’umano, non più oggetto, consumatore, ma persona:non è fantastico che tutto si connetta in una grande rete?

  98. Giulio Falco ha detto:

    Un saluto a tutti e un ringraziamento al Prof per questa stupenda iniziativa.
    Più che un villaggio mi viene in mente un kibbutz: si vive, ci si relaziona, ma si ha anche un obiettivo comune preciso: apprendere e migliorare.
    Spero di essere in grado di dare un contributo efficace alla crescita del gruppo e della mia formazione.
    A presto
    Giulio Falco

  99. francyval ha detto:

    Evvai! Non riesco a riconoscermi in nessuna delle categorie elencate, ma solo perché faccio parte più o meno di tutte: sono un curioso; ho le orecchie pelose; sono un “professionista” per certi aspetti (internet), un “volonteroso” per altri (didattica), un totale principiante per altri ancora. Mi piace la metafora del villaggio e visto che sono abituato a discutere di politica, fare mutuo soccorso, scrivere sui blog e così via spero di poter dare un contributo ma spero soprattutto di poter crescere! … Ah: sono un convinto evoluzionista!

  100. Ric ha detto:

    Gli orari! gli orari dei vostri post danno un’idea abbastanza precisa della grande varietà di persone che siamo!
    Ma che ci facevate alle 4 di notte davanti a un computer? (scherzo, eh? questa NON è una vera domanda… 🙂
    e più “diversi” siamo, maggiori sono le probabilità che facciamo qualcosa di buono… pensate alle biodiversità, all’evoluzione, alla Natura, insomma!

    Io sono certamente un “diverso”… vi racconterò di me, piano piano e vi potrete rendere conto direttamente…

  101. Elisabetta ha detto:

    Buon giorno a tutti!
    Sono davvero curioso di iniziare questo percorso, anche perchè dopo mille peripezie sono riuscita a creare un blogger, e vi assicuro che per una persona come mè, intollerante all’informatica, non è stata un impresa da poco, poi sono andata anche a modificare la mappa altra cosa che non sapevo fare, quindi, chissà che l’informatica piano piano non inizi a piacermi!
    Ovviamente anch’io faccio parte di quelli che hanno sempre il dubbio di cancellare e fare chissà quale danno ma comunque ce la metterò tutta, spero solo di essere in grado di interagire nel modo corretto.

    Pronta per l’avventura auguro a tutti voi, come diciamo noi coccinelle ( scout)

    Buon volo!!!

    Elisabetta

  102. Flavia ha detto:

    Rieccoci … anche se noi di linf12 abbiamo continuato ad abitare le piazze conosciute nel percorso precedente. Che bella l’idea del villaggio, non lo percepisco come virtuale, ma reale nel senso attribuito al termine dai nativi digitali (scusatemi ma lo studio mi sta influenzando parecchio!). Mentre leggevo prof immaginavo una di quelle applicazioni second life dove noi abitatori del cyberspazio costruivamo la città e facevamo in modo che potesse svilupparsi e crescere. Bello, ci sarà molto da scoprire e parecchio da divertirsi.

  103. Daniela Ferri ha detto:

    Buongiorno,ho letto il post e mi ha suscitato molta curiosità insieme a timore.Riusciranno in “nostri eroi” (come dico spesso in classe) in questa avventura? Ci provo e buon corso a tutti.

  104. Marvi ha detto:

    Ciao a tutti e buon lavoro. Il mio primo step è stato avere un tetto, infatti quando ho frequentato il corso di editing multimediale ho creato il mio blog, ma non sono mai riuscita ad abitare in questa casa, obiettivo invece che mi sono posta adesso con la partecipazione a questo per-corso. Accetto la sfida!
    Grazie

  105. giroxia ha detto:

    Abitare un villaggio, che ricorda più i villaggi di tempi lontani, in cui non era una scelta collaborare ma ciò che ha portate i progresso, non è scontato anche per chi passa 12 ore al PC tra forum corsi. Molto emozionante… e anche chi lavora con le piattaforme per la formazione online può scoprire che non riesce ad inserire il post :-D.
    Un caro saluto

  106. Antonella ha detto:

    L’idea del villaggio e di conoscere i suoi abitanti per condividere,confrontarsi,crescere insieme in un ambiente in continua evoluzione,mi piace o meglio mi intriga tantissimo.Spero soltanto di essere in grado di interagire e di creare ,perchè io faccio parte di ‘Quelli che oddio ora mi si cancella tutto…’ Oltre che insegnante sono un’appassionata foodblogger,chissà se in questo villaggio ci sarà un luogo dove vi potrò invitare tutti a pranzo o a cena?

  107. Liliana ha detto:

    Bene non vedo l’ora di avventurarmi per le strade di questo villaggio, mi sembra di immergermi in una favola, speriamo non ci siano troppi “mostri” da abbattere! Grazie per l’avventura Prof.

  108. Anonimo ha detto:

    ci sono anch’io ….. con tenacia cercherò di seguire il percorso di questo villaggio!!! vi chiedo già aiuto e pazienza!!!
    Grazie!!!
    veronica

  109. Anna Rosa ha detto:

    Buongiorno a tutti,
    mi sembra tutto un po’ confuso e misterioso; devo rileggere più attentamente le caratteristiche del luogo-laboratorio in cui ci porta questo corso.
    Buon lavoro a tutti! E grazie Prof.

  110. Sabina Minuto ha detto:

    Buongiorno a tutti,
    Nello sconforto totale con cui guardo il ” villaggio ” in cui lavoro tutti i giorni, non vedo l’ora di iniziare il mio piccolo trasloco virtuale verso un villaggio nuovo.
    Buon lavoro a tutti e grazie Prof.

    Sabina

  111. Anonimo ha detto:

    (scusate, mi è partito prima di inserire il nome) Monica

    ciao a tutti! sarà sicuramente un viaggio/villaggio interessante 🙂

  112. Francesca Palumbo ha detto:

    Sembra proprio che si parta per una nuova avventura , piena di incognite (per me davvero tante!) ma proprio per questo molto affascinante. Spero di riuscire a tenere il passo…almeno ci provo!!! Pronti, via!!

  113. Alessandro Visigalli ha detto:

    Il bello del villaggio, anzi, dell’i-villaggio, è che non ti perdi nulla perchè lo puoi frequentare alla tua ora preferita, io mi sono alzato da 20 minuti, ho controllato la posta ed eccomi qui: buongiorno a tutte/i

  114. caterina ha detto:

    …..geniale, mi auguro solo di non creare una nuova tipologia “lo scemo del villaggio”.:-)..ma farò di tutto per non esserlo!Grazie per questa opportunità Prof Andreas, un saluto a tutti

  115. Jole ha detto:

    Sono pronta!
    Come resistere all’idea di far parte del percorso di crescita di un villaggio seppur “virtuale”? Ho trovato molto efficace e rassicurante la descrizione del percorso che si sta per intraprendere tutti insieme.Grazie Prof.

  116. Mariantonietta ha detto:

    Prof, fatte le marmellate ci diamo alla costruzione di villaggi e citta’! Ma c’e’ un castello? Chi lo abitera’.? Forza,dobbiamo conoscere questo nuovo mondo!!

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