“Informarsi…”

Come un’ossessione: “Lei si informi…”. Una di varie locuzioni ormai svuotata di significato. Perché non ci si informa veramente ingozzando quel che viene — l’hanno detto alla televisione… — e certamente non nel fondo della spazzatura costituita dai talk show, alimentati con fenomeni da baraccone di tutte le sorte.

Ci si informa veramente studiando, che non vuol dire tornare all’università, magari prendendo un master, ma affrontando l’obiettivo di informarsi mediante i metodi che si applicano nello studio, ovvero cercando di capire, con senso critico e autocritico, come stanno (forse) realmente le cose. Ci vuole tempo e impegno, non è una novità.

Se invece per informarsi intendiamo stravaccarsi dopo cena sul divano, quindi ormai con il cervello appunto in vacca, ebbene quello non è informarsi ma lasciarsi manovrare, seguire il gregge. Anche, e delle volte specialmente, quando si ha l’illusione di essere nel sotto-gregge controcorrente, di quelli che hanno capito. Vuol dire comunque delegare parti sostanziali dei propri processi di pensiero a kit di pensiero preconfezionati di varia natura.

Eppure oggi l’accesso alle fonti e gli strumenti disponibili rappresentano fonti di conoscenza straordinarie, basta avere voglia di imparare qualcosa (non tanto) e darsi un po’ da fare. Segue un esempio di quello che intendo dove il ruolo fondamentale è giocato dall’uso sistematico di deepl.com, il miglior sistema di intelligenza artificiale per la traduzione delle lingue. Chi volesse sapere di più su qualche altro accorgimento che ho usato può scrivermi in privato.

Mi attengo ai fatti che vedo mediante i mezzi di cui dispongo. Sto dedicando il tempo libero a perlustrare i siti di informazione russi, quello del Cremlino ad esempio e le varie testate Russia 1, 24, ecc.

Se non vi fosse una tragedia in atto sarebbe semplicemente interessante: come una riproduzione dell’atmosfera dei documentari prodotti dall’Istituto Luce nel Ventennio. Invece non è una sorta di esperimento storico, è tutto vero ed è ciò che possono vedere 146 milioni di cittadini russi, senza alternative.

Le pagine del sito del Cremlino riportano praticamente solo notizie con foto e video con l’immagine di Putin, che legge, arringa, parla con quello o quell’altro, telefona a Tizio o a Caio, incassa ovazioni ecc. Decine, forse centinaia di immagini, con Putin da solo o al massimo con uno o due interlocutori.

Incontra quasi quotidianamente un governatore di una regione o l’altra della Russia in colloqui telecomandati che riportano solo crescite e successi. Nemmeno l’ombra di un minimo confronto o discussione, solo certezze e, soprattutto, nessuno contraddice il capo.

I siti di informazione sono in buona parte composti da bollettini militari, obiettivi centrati, strutture nemiche distrutte, armi innovative straordinarie, valorosi premiati.

Testate diverse hanno ciascuna un proprio palinsesto ma riportano gli stessi identici video celebrativi dei successi militari. Le notizie su quello che viene chiamato “Occidente collettivo” sono sistematicamente solo denigrative o di denuncia del disegno distruttivo ordito dall'”Occidente collettivo” ai danni della Russia.

Le fonti di stampa alternativa c’erano ma sono state tutte chiuse. In verità si trova ancora http://meduza.io/en (scoperto grazie a Valigia Blu – grazie!) però se si va a vedere da quali IP viene diffuso si scopre che si tratta di server localizzati in altre città europee, tipo Parigi o Varsavia.

In effetti, cliccando l’avviso in alto “Help Meduza, help now” appare una pagina dove si legge:

Meduza è stato bloccato in Russia. Ce lo aspettavamo, il nostro lavoro continua, ad ogni costo. Ma abbiamo bisogno del vostro aiuto come mai prima d’ora.
Ne abbiamo bisogno ora. Domani potrebbe essere troppo tardi. Siamo una pubblicazione indipendente e lavoriamo solo nell’interesse dei nostri lettori. Molti dei nostri lettori in Russia non possono più contribuire, quindi ci rivolgiamo a voi, il nostro pubblico in tutto il mondo.

Io credo che questi cittadini russi che coraggiosamente si oppongono e che lottano per la libertà di espressione, che sta alla base della libertà tout court, vadano aiutati. Come vanno altresì aiutati i cittadini ucraini.

Aiutare si può offrendo del denaro ma anche leggendo Meduza (molto interessante!) e confrontando con le testate di stato. Oggi interessante la notizia che da 12 giorni non si sa più dove sia finito il ministro della difesa russo Sergei Shoygu, uno che curava assiduamente le public relations su internet, apparendo tutti i giorni. Ufficialmente un disturbo al cuore. Anche a Gorbaciov fu soffiato l’incarico a causa di un problema di salute. Oppure la notizia (con una mappa dei disordini) dei 15000 arresti ai danni di cittadini russi che manifestavano contro la guerra. O quella sul dissenso montante nella Chiesa Ortodossa nei confronti del Patriarca Kirill, che ha definito la guerra in corso una “lotta metafisica” e che ha dato la seguente lettura del mondo gay:

Oggi c’è una tale prova di fedeltà a questo potere [dell'”Occidente collettivo”], una specie di lasciapassare per quel mondo “felice”, un mondo di consumo eccessivo, un mondo di apparente “libertà”. Sa cos’è questo test? La prova è molto semplice e allo stesso tempo orribile – è una parata dell’orgoglio gay”, ha detto il Primate della Chiesa ortodossa russa all’inizio del sermone.

Aiutare si può forse anche evitando di dilapidare il proprio tempo friggendosi il cervello con i talk show.

Meglio leggere invece le fonti originali, e di opposto segno; una libertà dell'”Occidente collettivo” che dovremmo custodire e difendere, perché tanto preziosa quanto fragile.

1 commento su ““Informarsi…””

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