Siamo fottuti, a questo punto

Dicono i russi pensanti (coraggiosi)

L’ho detto tante volte: è dentro alla Russia che bisogna guardare, anziché perdersi dietro alle panzane di esperti da salotto, giornalisiti egomaniaci e politici prezzolati. I mezzi ci sono ma l’incapacità di uscire dal proprio orto è angosciante, pure da parte di vari (apparentemente) eruditi. Tante persone (ancora apparentemente) molto istruite mancano di visione sistemica e tendono a leggere i fatti del mondo nello stretto cono di luce delle proprie competenze. Sì, questo riguarda tutti, compreso il sottoscritto, ma è qui che alle eventuali competenze andrebbe accompagnata l’umiltà e la prudenza che caratterizza il sapiente vero. Da qui l’indicazione: sentenziare meno e studiare di più. Il che vuol dire non ristudiare ciò che già hai conosciuto e che ormai costituisce la tua comfort zone ma insistere a cercare fuori, dove è più scomodo e magari sgradevole. La conoscenza comporta fatica. In fondo metto qualche riferimento.

Propongo qui due articoli (in realtà pubblicati sotto forma di thread in Twitter) di Denis Zakharov, un attivista russo che vive a Mosca, recentemente apparso in rete per una protesta originale a favore del giornalista Ivan Golunov di Meduza, recentemente arrestato dalla polizia russa. Sto seguendo vari altri personaggi del genere. Persone coraggiose, di fronte alle quali occorre chinare la testa e tacere. Almeno quello.

Siamo fottuti, a questo punto

Il 2023 è alle porte e quali saranno i risultati? C’è una sola cosa che posso dire sul futuro prossimo della Russia. Questo paese è fottuto. Non “mostra i simboli della decadenza” o “sanguina occasionalmente”. Non “vicino al collasso”. Fottuto. Mettiamoci d’accordo sui termini. “Fottuto” significa che non c’è più alcuna possibilità di escogitare una mossa finale che salvi tutto. Qualsiasi cosa stia accadendo, accade ormai inevitabilmente e non c’è un tasto undo. La Russia sta superando le aspettative. Si è fottuta prematuramente. Gli esperti avevano previsto un’esplosione di crimini violenti, nel momento in cui i mobilitati sarebbero tornati a casa. Quello che non è stato previsto è che non c’è nemmeno bisogno che qualcuno torni — magari per contrabbandare armi per tutti i criminali del paese. I nuovi dati ufficiali della polizia mostrano non solo l’aumento di episodi di violenza con armi da fuoco, ma una vera e propria passione per le armi. Rispetto al 2021, l’oblast’ di Kurskaya ha registrato un aumento del 675% dei crimini con armi. 675% in un anno. A Mosca, città piena di polizia e forze speciali – si è avuto un incremento del 203%. La maggior parte delle regioni vicine al confine sono oltre il 100% di aumento. E bisogna ricordare che questi sono i numeri ufficiali relativi a crimini denunciati, ovvero numeri farlocchi: siamo fottuti al di là di ciò che riusciamo a misurare. Che vuol dire tutto questo? Significa che un flusso incontrollabile e non tracciabile di armi è già in essere e che nel momento in cui i soldati torneranno a casa, poveri, arrabbiati, feriti e mentalmente menomati, un’intera infrastruttura sarà già stata costruita per loro. Alcuni di loro se ne staranno già rendendo conto: “Siamo solo carne da macello gettata sul campo di battaglia per le folli illusioni di qualche vecchio ricco”. Altri continueranno a sognare di divenire “eroi di guerra con un sacco di soldi”. Questi sogni si infrangeranno nel momento in cui torneranno a casa. Questa guerra non ha l’aria di avere nulla di positivo per il popolo. E quelli che torneranno, desiderosi di riconoscimento, riceveranno un’accoglienza assai fredda. I soldi che avranno ricevuto spariranno in pochi mesi. Il trauma e la rabbia invece no. A queste prospettive se ne affiancheranno almeno altre due: la svalorizzazione della vita umana e lo sgretolamento del monopolio criminale. “Perché non dovrei uccidere, se tutti lo fanno e se puoi sempre evitare il penitenziario entrando nel Wagner? E qui potresti dire: “Non preoccuparti, questi criminali saranno uccisi dagli ucraini e pochi di loro torneranno indietro”. E io ti direi: – Non guardo alla quantità di questi, perché non saranno loro a commettere la maggior parte dei crimini. I più pensano che la guerra sia una questione di giovani. Non questa. Ricordiamoci che è iniziata con le forze a contratto, dove i contractor avevano in media 26-28 anni. In seguito hanno attivato la mobilitazione generale e sono andati a cercare ancora una volta uomini oltre i 27 anni. L’espressione giusta dovrebbe essere qualcosa come “La violenza è un problema giovanile”. Più sei giovane, maggiori sono le possibilità statistiche di commettere un crimine violento. I giovani hanno anche meno esperienza e quindi sono più suggestionabili, soprattutto quando si tratta di stronzate. Quello che mi aspetto dai nostri tristi e menomati sopravvissuti è che cerchino l’apprezzamento dei coetanei. La maggior parte di loro non avrà altro desiderio che di dimenticare qualsiasi cosa o persona legata alla guerra. Ma, in assenza di prospettive, questi ex soldati abbasseranno l’asticella finché non troveranno un contesto adeguato. Sì, alludo alle guerre tra bande: ex-soldati che dispongono di esperienza e contatti diventano soldati della criminalità. Paradossale? Probabilmente sì, finché non pensi al bersaglio più accessibile: la classe media, che in qualche modo è riuscita a mantenere un certo livello di ricchezza. E questo è veramente paradossale. Le persone che pensavano che questa non fosse la loro guerra, che dovevano semplicemente farsi gli affari loro e sostenere i “ragazzi” saranno le prime vittime — e finalmente si renderanno conto di chi siano questi ragazzi e quali siano le vere questioni in gioco. Questo paradosso darà i suoi frutti nel 2023. Coloro che pensano “è solo Putin, non la Russia” vedranno invece Putin perdere il controllo, mentre le cose continueranno a peggiorare. Aeroporto di Ryazan? Aumento dell’età di mobilitazione? Prigozhin che strombazza clemenze come un Babbo Natale genocida? È questo controllo? Mi resta difficile immaginare che nel 2023 Putin si svegli dicendo: “Alinochka [NdT: presunta amante di Putin], penso di essere stato un fottuto idiota, facciamo le cose in modo diverso d’ora in poi. Per favore, dai un colpetto a Valentina [NdT: politica russa allineata con il regime], penso che anche questa orgia sia stata una cattiva idea”. Lui continuerà a perdere la presa. Tutto questo passa inosservato? Via ragazzi! È visibile a ogni cazzo di livello. Basta andare a vedere… rullo di tamburi… i sondaggi sociologici russi. Sì, proprio quelli che in realtà non hanno alcun significato. Beh, loro li fanno. Ma tu non devi guardare le risposte bensì le domande. Tipo:

  • Cosa pensi personalmente dell’ultimo anno?
  • Cosa pensi che abbia significato per la Russia?
  • Cosa ti aspetti dal prossimo anno per la Russia?
  • Cosa ti aspetti dal prossimo anno per il mondo?
  • Chi è il personaggio politico dell’anno?

Queste domande sono state poste dal VCIOM [NdT: istituto statale russo per i sondaggi] ogni anno dall’inizio degli anni 2000. Le stesse domande, di anno in anno, per vedere la tendenza. Quest’anno non è stata posta nessuna di queste domande. Nessuna. Ma sappiamo che la gente in Russia ama Gazmanov [NdT: Cantante russo di testi patriottici]. Bene, buono a sapersi. Chiunque sia lontanamente sano di mente può vedere il crollo e come questi cinici opportunisti all’interno della struttura di potere siano crudeli, non stupidi. Il 2023 sarà l’anno della paranoia e delle lotte tra diversi gruppi di interesse. Ah ecco, finalmente una cosa buona, i ‘cattivi’ si combatteranno a vicenda e i ‘russi buoni’ prenderanno il controllo. In primo luogo: chi? In secondo luogo: credo che la paranoia unificante di questo scenario sarà… beh… unificante. Il 2023, a mio avviso, sarà l’anno dell’oppressione senza precedenti. E tutto diventerà più difficile che mai. Non credo che nessun paese voglia avere a che fare con la stronzata di questo stato instabile dedito al contrabbando di armi, quindi emergeranno blocchi e limitazioni per chiunque sia legato alla Russia. Se qualcuno ha perso i cartelli “Rimanete a casa” fatti per il covid, ecco, potrebbe essere il momento di ritirarli fuori. Potrebbe sembrare che mi dispiaccia per qualcuno qui da noi. No, non è così. Abbiamo causato così tanto dolore e miseria, abbiamo distrutto così tante vite, abbiamo ignorato ogni possibile bivio e ci siamo lanciati in questo finale apocalittico urlando “Evviva la Crimea!!!”. Come ci si può aspettare un risultato diverso? Più la Russia si indebolisce, meglio è per l’Ucraina e per il resto del mondo. Se affogare nella propria merda è l’unico modo per accettare la sconfitta — che sia così, non c’è niente di più importante che porre fine a questa guerra. Alla Russia sono già state date abbastanza possibilità. Qualcuno si potrebbe chiedere se questo sia un appello all’azione, esageratamente lungo, per suggerire la fuga? No. È proprio ignorare, scappare, fuggire e mentire che ci ha portati fin qui. Dobbiamo accettare di essere fottuti e cercare di non cadere più in basso — ci potrebbe essere una possibilità. Ci sono persone buone in giro per questa rovina. E potrebbero fare qualcosa di buono. Per alcune regioni potrebbe essere l’occasione di liberarsi finalmente dall’impero statale fallito. Per altri la possibilità di ricominciare da zero. Ma non sarà facile, divertente né gratificante. Non dovrebbe essere così. Ma non abbiamo anni con risposte facili davanti a noi, incluso il 2023.

Amico, perché non te ne vai?

— “Amico, perché non te ne vai? Caro, la Russia è così pericolosa per te. Dai, vieni da noi, la città ti aspetta”.

Ragazzi, per favore, smettetela. Non andrò da nessuna parte finché la guerra non sarà finita. Ho il privilegio di vivere in una città non bombardata (per ora), con un appartamento, un po’ di soldi e una famiglia completamente al sicuro. Non sono sicuro di essere la persona giusta per mettersi a cercare aiuto. In questo momento, ogni risorsa che ho dovrebbe essere destinata a sostenere l’Ucraina. E non per cercare un appartamento, un lavoro o per abituarmi alla nuova città. L’unico modo per fermare la guerra è far vincere l’Ucraina. Ogni volta che dico “posso farlo dopo” significa altri civili morti. Non lo sottolineerò mai abbastanza. Non è che “il danno è ormai fatto” e si può rimediare in seguito, come vedo dire tanti. Il danneggiamento è in atto e ogni volta che sbatti le palpebre ti accorgi che sta peggiorando. Di quale trasferimento stai parlando? Non vedo come i problemi causati dalla Russia debbano moltiplicarsi per sostenere le mie comodità. I paesi normali si preoccupano delle persone all’interno — nel momento in cui ci vivo, faccio ovviamente parte del sistema— occupiamoci dei veri rifugiati, che soffrono davvero. Qui sono più utile: volontariato, progetti giornalistici collaterali, (possibili 🤣) proteste: tutto funziona meglio con me sul posto. Nel momento in cui ti allontani, tutto si trasforma in influencer marketing e abbiamo già abbastanza politici su YouTube e poche persone sul posto. Forse questo ha smesso di essere il mio Paese perché abbiamo commesso crimini orribili? Sarebbe così facile, vero. Ma non è così. Ne faccio parte anche quando ne sono stufo. Ne faccio parte anche quando si trasforma in un nemico. Questa merda è una mia responsabilità e non ho fatto abbastanza per passare il testimone. Quindi fatela finita, per favore! Ho tutte le possibilità di muovermi e ovviamente è una tentazione ogni volta che guardo fuori dalla finestra o apro il telegiornale. Non peggiorate la situazione o verrò a prendervi a calci nel culo quando tutto questo sarà finito. 🥰

Cosa posso fare io, qui al sicuro (per ora)?

Leggere, legggere, leggere. Anzi studiare per capire cosa sta accadendo, cosa è possibile fare, cosa no. Letteratura ucraino-russa ovvero i classici, Lettere dalla Russia di Astolphe de Custine, libri di Anna Politkovskaja, leggere siti di informazione clandestina russa (Meduza e Novaja Gazeta, ho messo i loro account Twitter di fianco qui nel blog) e donare loro risorse, leggere studiosi indipendenti seri, come Luca Lovisolo, leggere Il mago del Cremlino di Giuliano da Empoli, leggere Brigate Russe di Marta Ottaviani per capire la portata della infowar, praticata dalla Russia da vent’anni in preparazione di questo attacco, scovare, seguire e sostenere attivisti e studiosi russi, leggere le notizie dei canali di stato russi, Russia 1, Ria Novosti, facili da tradurre con Deepl; vedere le videointerviste del canale 1420 https://www.youtube.com/c/1420channel. Non insistere con le manifestazioni di pace: il regime le interpreta come segno di debolezza dell’avversario (sindrome del tacchino ucciso dal pavone per un equivoco comunicativo, Anello di Re Salomone di Lorentz); non guardare i media italiani. Supportare l’Ucraina in tutti i modi possibili. Lo so, questo non piace ai più. La mentalità dei governanti autarchici è di natura criminale, che ha una logica diversa: dialogo = debolezza. Ho lavorato in carcere, l’ho conosciuta bene e la rivedo. Perché il conflitto è mondiale, fra autarchie e democrazie, difettose quanto si vuole, ma democrazie. I regimi russo, cinese, iraniano, nord coreano si muovono spalleggiandosi, con logica criminale. Affrontare queste realtà con le bandiere colorate è suicida. Occorre apparire temibili perché costoro non conoscono altri linguaggi. Per difendere i valori occidentali, sì proprio quelli, grazie ai quali voi esistete, con tutte le vostre libertà, grazie ai quali io esisto così come sono, con tutto quello che ho imparato e che insegno, e con tutte le cose che faccio, che a molti sembrano così tanto “di sinistra”, tanto da essermi reso aspramente inviso alle destre locali. Guarda un po’…

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