Blog studenti: termine compito

Visto il ritmo non proprio frenetico al quale giungono i contributi e considerato che vorrei fare altri esperimenti, pongo un termine per la consegna dell’ultimo compito che ho proposto: lunedì 5 novembre ore 24.

Fino ad ora sono arrivati 6 contributi. Li ho riuniti in una pagina condivisa. Se andate a vedere i post potete vedere il tipo di commenti e suggerimenti che ho fatto. In sostanza, laddove possibile, cerco di trasformare il compito in una sorta di dialogo.

Forza ragazzi che poi ne dobbiamo fare un altro 😉

Blog studenti: altre precisazioni su come vivere in genere questi blog …

Agli innamorati. Per carità abbiate pietà di me che ormai mi sono cacciato in questo pasticcio di dover leggere una sessantina di blog! Cercate di contenervi un po’ e di diluire con altri argomenti! Anche perché sennò quell’altra/o potrebbe finire col montarsi la testa …

In generale. Usando i blog intensivamente mi sono reso conto che sono uno strumento davvero notevole per comunicare. Il blog parla molto della persona che lo scrive e trattandosi di comunicazione fra umani credo che sia un fatto certamente positivo. Tuttavia, la comunicazione funziona bene quando chi comunica pensa a ciò che potrebbe interessare l’altro, il ricevente cioè, i riceventi nel caso dei blog. La comunicazione rischia di divenire interessante quando si propongono delle cose che possono incuriosire gli altri. Faccio degli esempi banali per cercare di spiegarmi:

  1. Oggi ho portato il cane fuori, come è stato bello! Sono così felice! Quanto sarete interessati a questo fatto della mia vita? Credo abbastanza poco …
  2. Oggi il cane ha iniziato ad innervorsirsi e non riuscivo a capire perché. Nessun rumore, nessuno fuori, tutto tranquillo … e invece aveva ragione lui perché un paio d’ore dopo è sopraggiunto un temporale terribile. È stupefacente quanto siano più sensibili i loro sensi … qui si riferisce un fatto sempre banale ma possono nascere delle considerazioni più generali perché si propone un salto di livello, una generalizzazione del discorso che va al di là dell’evento in se.
  3. Ragazzi, vi segnalo il concerto dei Zac Zac … o dei Musici Antichi … o quello che vi pare … qui si fa riferimento ad una propria passione ma è probabile che vi siano altri appassionati alla stessa cosa
  4. Ragazzi oggi ho letto nel giornale una notizia incredibile ... possibile estensione del discorso ad un fatto di interesse generale.

Per quanto concerne l’attività nel corso, i blog si possono usare per aiutarsi. Non vi ho chiesto di tenere d’occhio i blog degli altri con i feed RSS giusto per fare un esercizietto. L’obiettivo non è fare vedere a me che lo fate. L’obiettivo è partecipare insieme, trovare cose in comune, darsi una mano.

Esempio: Giulia aveva chiesto aiuto qualche tempo fa perché non riusciva a inserire filmati di dimensioni appropriate alla pagina. Ora, siccome ho visto che altri hanno inserito filmati You Tube come lei ma con dimensioni più adatte perché non le danno una mano?

Fra i tanti criteri di valutazione terrò conto anche di come utilizzate i blog …

Blog studenti: precisazioni

Ho ricevuto alcune domande che sono di interesse generale, quindi rispondo qui.

  • ma se uno ha già 25 punti può accettarli senza fare l’esame?

Come vi avevo detto a lezione, il concetto di punto ce lo stiamo formando insieme perché è la prima volta che impiego questo metodo basato sugli strumenti Web 2.0.

A lezione dissi che i punti sono indicativi dei famigerati trentesimi ma che delle correzioni in corso d’opera sarebbero state possibili. In ogni caso, dicendo che uno è, per esempio, a 25, vuol dire siamo abbastanza vicini a 25/30. A questo mi attengo.

I miei obiettivi sono:

1. far sì che vi diate da fare abbastanza, imparando qualche cosa
2. ottenere una valutazione evitando più che sia possibile i quiz

Per ognuno di voi mi costruisco una valutazione che dipende da come usate il blog, da come reagite alle mie proposte facoltative e a quelle obbligatorie e alle prossime che mi stanno venendo in mente.

Succede che, accumulando punti, alcuni di voi sforino andando oltre a 30. Penso quindi che alla fine, in prossimità degli esami, chiuderò ad un certo punto le valutazioni e normalizzerò tutti i punti ad un massimo di 30/30. Se per esempio il massimo punteggio che mi ritrovo è di 35, questo diventerà 30 e un 25 diventerà 25 diviso 35 moltiplicato 30 = 21.4, diciamo 22.

Credo quindi che non valga la pena di mollare accontentandosi di un risultato perchè questo potrebbe diminuire 😉

  • si può provare lo stesso a fare l’esame per vedere se possiamo arrivare a 30?

In linea di massima si può ma io vorrei evitare questi casi inducendovi a lavorare fino al punto in cui siete abbastanza vicini a 30 da lasciar perdere l’esame.

  • in che lingua scrivere i post?

In verità nessuno mi ha fatto questa domanda ma so che ci sono studenti che hanno difficoltà con l’italiano. Se questi studenti preferiscono utilizzare l’inglese lo possono fare.

OpenEd – week 9

Wikinomics, written by Don Tapscott and Anthony D. Williams points to a number of surprising business stories that nobody would have foreseen before 2000.

It is, in some way, on the optimistic side with respect to Thomas Friedman’s The world is flat. For instance, T&A argue that Friedman sees free software but not the multibillion-dollar ecosystem that surrounds open source. T&A’s book is enthralling but, admittedly, it may give a somewhat optimistically biased idea to many. I must say to propend for T&W vision instead of Friedmans one.

The key suggested by T&A to understand these phenomena consists in how mass collaboration may produce a vibrant business ecosystem where conventional business rules are broken apart. The authors talk in terms of a new economy where totally new organizational structures can co-create value with millions of autonomous producers to challenge traditional business designs.

Several examples in quite different context are given, so that the scope is quite large. The stories are definitely relevant and, probably, they represents the most innovative and huge success stories in the last 10 years.

Actually, we must say that each story , in its own field, represents the exception instead of the rule, even if absolutely an outstanding one.

T&W say that all these stories have four basic attributes in common, four attributes that are in sharp contrast with common enterprise wisdom:

  • Being open

  • Peering

  • Sharing

  • Acting globally

Adoption of these rules lends the leadership to give up some control and to be more confident in spontaneous phenomena that are driven by personal interest of very large masses, very often not an economic interest.

When talking about the strategy of Robert Stephens, leader of Geek Squad, 12000 employees expert in solving problems with electronic gadgetry, $1 billion in services per year, T&W tell:

When it comes to orchestrating employee collaboration, Stephens has a new rule: First observe and then implement. “I’m deathly afraid of waisting time and energy trying to get people to do something they don’t want to do.”

Tim Bray at Sun Microsystems tells us that

“The technologies that come along and change the world are the simple, unplanned ones that emerge from the grassroots rather then the ones that out of the corner offices of the corporate strategists,” When talking about the new workplace, T&W say

The bottom line is that the workplace is becoming a self-organizing entity where centralized and tightly controlled processes are increasingly giving way to more spontaneous and decentralized forms and mass collaboration.

And, finally, IBM strategist Joel Cawley cautions

“Keep in mind that there was no strategy to do what we did with open source. It was happenstance all the way through the journey. We started doing what made sense, and kept on doing that each step of the way.”

Whereas T&W indicate openness, peering, sharing and global action as the common denominator of the different stories, I like to see the matter in a somewhat broader perspective.

According to second law of thermodynamics, with time the Universe tends to be structure-less

but

when somewhere a sufficiently large number of interconnectable entities happen to be in touch, after a sufficient time lapse, something new may appear

  • bacteria from a soup of molecules -> life

  • humans from a living ecosystem -> humanity

  • thoughts from a multitude of neurons -> mind

  • shared thoughts from a loosely connected multitude of humans -> social aggregation, business, culture as we have known before 2000

  • shared thoughts from a tightly connected multitude of humans -> social aggregation 2.0, business 2.0, culture 2.0 ?

In all these cases, if one waits for a sufficient time, something completely new will arise. It is the wonder of complexity. Or a miracle if you like, anyway, it is a fact: it just happens.

In all these cases it is useless to force or to control the processes; it is not possible to control such complex environments. The savvy can hope to make a minimal set of actions to maintain the health of the environment, in some way as the ancient peasant took care of the soil to let good grass grow.

The new brave 2.0 managers described in Wikinomics stories behaved in that way. The question is: will this become common wisdom?

And what about education? Is it worthwhile to work hard to devise some clever business model to foster open education or should we just wait for the next 2.0 wiki-similar tool?

As a last point, it is worthwhile to mention the way the book was written. According to T&W’s description of Wiki workplace in a number of different context, the book itself was written by means of a wiki, Don Tapscott being in Toronto and Anthony Williams in London. They also used the wiki features to let others contribute.

The final chapter, N.11, The wikinomics playbook, has only fifteen words: “Join us in peer producing the definitive guide to twenty-first-century strategy on www.wikinomics,com”.

Actually, anyone may contribute. Quite a number of new chapters are available. In particular Beyond the classroom is pertinent to the topic of this course. As far as this specific chapter is concerned, while I share the points were the relevant role wiki could play in many aspects of education, I’m a bit perplexed with the final statement

… we have been interested in developing some classroom ‘work books’. These would not be full texts, but supplemental modules – physics, chemistry, math, computer science, history, literature and even religion and law. If someone would like to tackle a project like that with us, we would be very open to sharing IP/Revenues. We are especially interested in the high-school markets and home school demographics. Anyone want to form a team?

where it turns out that the author of the article is the president of a company. There is nothing wrong in this but it leads us on the business model issue, again. Frankly, I think that truly relevant open education realities will appear only thanks to some mass collaboration phenomenon.

Blog studenti: ovvia, scriviamo ora qualcosa …

Leggete questo post lentamente e con attenzione.

Avete dato una scorsa ai capitoli del corso?

  1. No: andate a dare una scorsa a tutti i capitoli e poi tornate qui.
  2. Sì: procedete qui sotto.
  • Sceglietene un capitolo e leggetelo bene. Intesi? Bene.
  • Scrivete un testo che parli di quel capitolo in un post sul vostro blog.
  • Sin da ora, tenete d’occhio i blog di tutti gli altri bloggatori e via via che compaiono post sullo stesso argomento che avete scelto voi, ne prendete nota. Probabilmente, il modo migliore è di prendere nota associando un tag (etichetta, torneremo successivamente su questo importante oggetto) ai post in questione. In GoogleReader, per esempio, sotto ad ogni post c’è anche il link



Blog studenti: conteggio parole

Allora abbiamo avuto notizie sul conteggio parole da Mirko (in wordpress o in un sito apposito), Mafalda (in Documents di Google), Andrea (ci segnala la pagina Microsoft per Office Word 2007), Letizia e Chiara (come si fa in Word). Io aggiungo che in OpenOffice si fa come in Word.

Propongo che scriviate ciò che ci avete detto in una pagina wiki che ho appositamente preparato. Letizia o Chiara fa lo stesso, la prima che arriva prima scrive, l’altra controllerà e aggiornerà se lo ritiene opportuno. Non vi preoccupate della forma grafica. Scrivete i vostri pezzetti uno dietro l’altro, io impasterò il tutto e trasformerò in una paginetta Web da inserire nelle dispense 😉

Se fate questo scherzetto avrete un punto in più.

Blog studenti: iniziamo a fare qualcosa …

Allora ragazzi, gli appelli erano per abituarsi ad usare per davvero i feed RSS e a controllarli: per stare in una comunità bisogna almeno dare un’occhiata per vedere se c’è qualcosa di nuovo e, eventualmente, partecipare.

Nel prossimo post vi chiederò di scrivere un testo ma ora soffermiamoci sulla sua lunghezza.

Evitiamo la sindrome della terza colonna per carità! Ricordate i temi scolastici?

Il testo deve essere breve, o meglio:

  1. deve contenere un messaggio chiaro
  2. deve essere più breve possibile compatibilmente con l’integrità del messaggio

La brevità è un pregio. Pensate alla poesia: grande sintesi e grande impatto sul lettore.

Sforzandosi di essere sintetici si riduce il rischio di produrre discorsi ingarbugliati che non fanno bene al messaggio.

Un testo breve stanca meno il lettore. Un lettore stanco capisce meno. Tanto più oggi che siamo tutti saturi d’informazione: ci sono persone che buttano via le email troppo lunghe …

Vi chiedo quindi di scrivere un testo di circa 200 parole. Non è tassativo, diciamo che, a parità di altri fattori, la brevità aumenta il punteggio. A parità del resto, badate bene.

La maggior parte delle applicazioni per scrivere testi consente di controllare il numero di parole o di caratteri che compongono un testo.

Come si fa? Non mi ricordo più 😉 no, è vero perché uso pochissimo alcune applicazioni molto diffuse.

Qualcuno di voi lo saprà fare in OpenOffice, qualcuno in Microsoft Office, qualcuno lo saprà fare con altre applicazioni, per esempio, si può fare in Google Documents? Io non lo so. Ditemelo voi …

Chiunque sappia come si fa a contare le parole di un testo lo scriva in un post nel suo blog. Tenete d’occhio i blog degli altri per evitare doppioni, piuttosto integrate ciò che hanno scritto gli altri se vi sembra il caso.

Quando tutti saprete come contare le parole vi dirò cosa scrivere e ora …

Via!

PS: questo testo è lungo 331 parole … mi tolgo un punto … le ho contate a mano … mi tolgo due punti … 😀

OpenEd – week 8

I missed the deadline yesterday. Why? I’m too busy with my students blogs! Learning by doing, isn’t it?

They are 33 so far but potential bloggers in this class could be some 100 … will I cope with this workload? Just trying …

Economic aspects of OER. Interesting readings, useful for improving my lacking background. However, too much busy in these days to do something more than just reading here and there …

I prefer to comment on the discussion raised by Alesandro (Alex). I agree with the basic point and it is good to discuss it. However, I do not think one can solve it by means of some kind of WEB 2.0 engineering.

David is one and we are 60. If everyone produce one bit then David must digest 60 bits. Everyone has to digest the other 60 bits. Moreover, sometimes we produce true homework with very long posts. Multiply this by 60: it is simply non human.

Now there is also the meeting point: another thing to read. And perhaps something is also going on in some diingo space or what-else space …

Before going on looking for some other web device or methodology, one should change the terms of the problem quantitatively, for instance by …

1) Hiring a staff to decrease the students/teacher ratio, say a ratio fo 20?

2) Limiting the course to a max students/teacher ratio, say 20, again?

3) Asking for a different kind of homework. For instance, very short texts, just some sentences, some drawings. Perhaps, it should have been our spontaneous behaviour, after having seen the growing number of classmates?

4) Stretching time course: say two weeks per assignment?

5) …

I’d like to continue using the blogs. It is simply wonderful because is a bit like knowing the author; the blog’s appearance and the posts unrelated to the course tell you a lot about the writer.

Of course, it is frustrating to write your thoughts without having a feedback. It’s human. I was delighted in seeing that my first post turned out to be interesting for someone and I became progressively unsure with the following ones. It seems you are throwing your thoughts in a void space or in crowded space where people are saying: “This guy is crazy!”

If we are stuck to a classroom model, more or less, we can’t escape the very trivial problem: to reduce the students/teacher ratio.

PS: In any case, even in this over-crowded situation, this course turned out to be of very high value for me. I will continue reading everything and doing all I will able to do, even throwing posts in space but, of course, after having worked and blogged with my students …

Medwiki per lo scambio delle dispense

In un commento ad un altro post, Mirko chiede quale sia l’effettiva libertà nel porre materiale didattico in MedWiki.

MedWiki è un progetto largamente condiviso nella Facoltà di Medicina. Vi collaborano le organizzazioni studentesche che si occupava già da tempo della distribuzione di dispense fotocopiate, in particolare l’organizzazione Per l’Appunto e gli studenti del Collettivo.

Venerdì scorso ho presentato MedWiki, insieme al progetto M’Illumino d’Immenso degli studenti clown in corsia, al Consiglio della Facoltà e l’iniziativa è stata accolta con grande favore sia dal Preside che dal Consiglio.

Tutti possono accedere a MedWiki ma per scaricare i file bisogna farsi un account che viene concesso di norma agli studenti della Facoltà; quindi il materiale rimane in un ambito controllato. In ogni caso i ragazzi che gestiscono il sistema (chiunque di voi può unirsi!) cercano di eliminare immagini e frammenti che possano creare problemi di copyright.

Quindi ragazzi: via libera!

Blog studenti: II appello …

L’appello precedente non è andato benissimo, hanno risposto in 10 se non vado errato.
Il segnetto, apparentemente innocuo, di spunta verde in http://infomedfi.pbwiki.com/utentiblog significa avere risposto all’appello.

Il segnetto non è così innocuo perché non averlo può significare un punto in meno 😉
Allora occhio! Parte un secondo appello che verrà chiuso lunedì alle 24. Vale a dire che chi non avrà risposto a questo post entro le 24 di lunedì 22 si ritroverà un punto in meno.

Alcuni di voi si sono lanciati nell’impiego di un reader di feed RSS. Benissimo ma attenzione: il reader deve essere aggiornato regolarmente e a me deve arrivare una pagina con i feed che avete condiviso (share). Attualmente solo tre o quattro di voi mi hanno inviato una testimonianza aggiornata. Di molti ho ancora un aggiornamento che risale al 10 ottobre …

Come ho già detto, per ora limitatevi a fare una lettura molto panoramica dei capitoli. Non si tratta di studiare ma di mettersi nelle condizioni di avere una visione d’insieme del materiale. Questo vi consentirà al settimana prossima di prendere una decisione …

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