Tramite questo blog è stato realizzato il primo cMOOC (connettivist Massive Open Online Course) italiano: Laboratorio di tecnologie internet per la scuola #ltis13, 3 aprile – 12 giugno 2013 – annuncio, lista dei post, primi risultati.

In molti hanno manifestato il desiderio di voler continuare l’esperienza, altri hanno chiesto di unirsi successivamente. Un buon risultato quindi, ma anche tanto da migliorare. Per esempio il periodo – infausto per chi si occupa di scuola – o la durata – soffocante per chi lavora e tiene famiglia.

Il problema è che questa proposta è rivolta, appunto, a gente che lavora, e non raramente in condizioni difficili, con tutte le conseguenze e la molteplicità dei casi che ne possono derivare. Ma attenzione, non è tanto un problema, quanto un fatto: è il proponente – in generale l’organizzazione, l’istituzione, il “sistema” – che deve adattarsi alle esigenze degli “utenti” e non viceversa, nell’ottica del Servizio.

Eccoci quindi ad immaginare qualcosa di diverso dalla forma corso. Qualcosa di permanente, laboratorio, bottega, giardino, circolo, piuttosto che corso. Comunque un luogo dove una comunità di pratica possa andare oltre la breve infanzia consentita dal corso universitario. Un luogo aperto, dove chiunque possa imparare e collaborare.

Un Massive Open Online Course? In parte. Sicuramente aperto e online, senza limiti di iscrizioni. Ma non un corso, perché senza limiti temporali: ognuno partecipa con il proprio tempo.

Connettivista? Forse, certamente ispirato da esperienze e letture connettiviste, ma non solo. Non credo che sia direttamente – e certo non esclusivamente – ascrivibile al pensiero connettivista, l’idea di procedere con un programma quasi indefinito – sebbene con chiarissimi obiettivi in mente – come seguendo le tracce delle necessità, costantemente focheggiando quella “zona di sviluppo prossimale”, dove il seme avrà più probabilità di germogliare.

Apprendimento informale? Forse sì, apprendimento informale per l’aggiornamento professionale, attraverso lo strumento della comunità di pratica. Apprendimento informale, ma con un possibile ritorno in crediti validi in un contesto universitario. Qualcosa che esiste già addirittura in un testo di legge, ma solo in un testo di legge.

Un esperimento in divenire realizzato con un’opera collettiva. Una forma di ricerca-azione sui modi possibili di un apprendimento permanente in un’università realmente aperta al mondo e vicina ai cittadini.

One thought on “In due parole – #loptis

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