Come seguire le fonti in internet III – #linf12

Simbolo feed
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Rifugiati africani, di Vito Manzari su Flickr (CC BY 2.0).
Rifugiati africani, di Vito Manzari su Flickr (CC BY 2.0).

Aggiungo un bell’esempio di giornalismo partecipativo,  GlobalVoices (ho messo il link alla versione in italiano, sono disponibili molte altre lingue oltre all’inglese):

Global Voices è una rete internazionale di cittadini che informano tramite i social media e il giornalismo partecipativo, traducendone e rilanciandone i contenuti…
Global Voices Online è un progetto globale senza fini di lucro centrato sui citizen media, ideato presso il Berkman Center for Internet and Society della Harvard University (Boston, USA), gruppo accademico di ricerca sul rapporto tra Internet e società. Dall’autunno 2008 Global Voices opera in maniera indipendente, registrato come ente non-profit in Olanda…
Il seguito qui

GlobalVoices è uno dei riferimenti più importanti nel mio aggregatore, perché consente di ricevere voci da luoghi e comunità che, a causa delle condizioni di disagio organizzativo o del regime politico, spesso dittatoriale, non arriverebbero mai al pubblico attraverso la mainstream information: quotidiani, televisioni eccetera.
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Come seguire le fonti in internet II – #linf12

Simbolo feed
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Per dare modo a tutti di mettersi in pari con le attività che vado proponendo, senza lasciare troppo inattivi coloro che le hanno già completate, intercalo il flusso delle proposte con degli articoli che svolgono il ruolo di approfondimenti degli argomenti precedenti oppure o al tempo stesso di preparazione dei prossimi.

In un post precedente vi ho chiesto di usare un aggregatore – RSSOwl o un’altra applicazione, Google Reader o un altro servizio web – per seguire facilmente gli aggiornamenti su questo e sui vostri blog, siano essi nuovi post o commenti fatti da chicchessia.

In questo post, che recupero e rinfresco da una versione precedente,  vi mostro invece come un aggregatore possa essere utilizzato per seguire fonti di ogni tipo, con particolare riferimento alla stampa quotidiana. Successivamente potremo scoprire altri impieghi, magari ne scoprirete alcuni voi.

Le immagini che trovate in questo post si riferiscono a edizioni dei giornali degli anni scorsi, le grafiche e i layout dei quali possono essere cambiate. Questo non inficia il senso del discorso e i riferimenti ai feed nelle varie fonti li potete trovare voi stessi.

La selezione e l’ordine di apparizione di alcune testate giornalistiche nel post non hanno a che vedere con le mie opinioni personali. Il criterio che avevo seguito e che seguo è quello di rappresentare una pluralità di casi. Anzi, i metodi web che stiamo proponendo possono avere proprio il valore di consentire un equilibrato approvvigionamento di fonti anche molto diverse, per ispirazione politica, per origine nazionale o cosmopolita, per maggiore o minore innovatività.

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Piccoli problemi quotidiani… #linf12

I computer e in genere tutti i congegni affini, tipo tablet e smartphone, danno luogo ad una gamma illimitata di possibilità espressive – vedi la mutazione utente -> attore/autore tirata in ballo da Claude, con tanto di susseguente approfondimento etimologico 🙂

Tuttavia l’enorme quantità di input possibili, attraverso la tastiera e le innumerevoli configurazioni possibili che sullo schermo possono essere accessibili con il mouse o altri congegni o le dita medesime, può incutere soggezione e richiede da un lato un po’ di spregiudicatezza esplorativa – quella dei nativi digitali – e un po’ di “naso” che si fa con l’esperienza, poca roba comunque e molto facilmente acquisibile.
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Come comunicare un problema mediante uno screenshot – #linf12

Simbolo feed
Simbolo feed

All’interno delle attività relative agli aggregatori di feed, propongo un esercizio che può tornare utile in altre occasioni.

Supponiamo che uno studente abbia un problema e voglia condividerlo con la comunità, compagni di corso, docenti, tutor. Trattandosi di attività pratiche che si svolgono al computer, spesso è facile spiegarsi mostrando quello che è successo sullo schermo ed è molto più complicato descrivere verbalmente o per iscritto la situazione. In laboratorio lo studente direbbe – Guardate un po’ che succede qui…

Ebbene, noi possiamo fare qualcosa del genere utilizzando gli screenshot, ovvero delle istantanee dello schermo o di una parte di esso, che possono poi essere pubblicate nel proprio blog, in modo che tutti gli altri le possano vedere ed eventualmente dare consigli.

Invito tutti a fare il seguente esercizio:
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Come seguire le fonti in internet – un aiuto in più – #linf12

Simbolo feed
Simbolo feed

Per dare una mano a chi si trova in difficoltà cercando di includere i feed relativi ai blog di tutti i partecipanti nel servizio Google Reader, aggiungo un video che mostra esattamente questa operazione.
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Come seguire le fonti in internet – #linf12

Simbolo feed
Simbolo feed

Aggiornamento 20 dicembre 2012. Ho aggiunto un video che mostra come scaricare la versione in italiano dell’aggregatore RSSOwl.


È difficile che ad un vantaggio non corrisponda qualche svantaggio. Nel cyberspazio è incredibilmente facile accedere ad una miriade di fonti, il che è indubbiamente una cosa meravigliosa. Si pongono tuttavia alcuni nuovi problemi e uno di questi è come gestire tale abbondanza. Lo strumento fondamentale è quello dei feed RSS (versione in italiano) o più correttamente web feed, anche se la prima denominazione è quella che va per la maggiore.

Il vantaggio dei feed è presto detto…

Feed RSS in PubMed

Simbolo RSS fuso con logo PubMedUna breve nota sull’impiego dei feed RSS per seguire le ricerche in PubMed.

Ho fatto alcune semplici ricerche con termini banali, quali “juggling” o “cancer” o “mri” (acronimo che vuol dire magnetic resonance imaging). Vediamo quest’ultimo.

Una volta avuta la risposta, sotto il box di ricerca, compare anche un link “RSS” contrassegnato dal solito simbolo. Se lo cliccate avete l’opportunità di costruire un feed per quella ricerca.

Ecco che succede…

Fonti per sapere e non dimenticare

Simbolo feed
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Rifugiati africani, di Vito Manzari su Flickr (CC BY 2.0).
Rifugiati africani, di Vito Manzari su Flickr (CC BY 2.0).

Un bell’esempio di giornalismo partecipativo è GlobalVoices (ho messo il link alla versione in italiano, sono disponibili molte altre lingue oltre all’inglese):

Global Voices è una rete internazionale di cittadini che informano tramite i social media e il giornalismo partecipativo, traducendone e rilanciandone i contenuti…
Global Voices Online è un progetto globale senza fini di lucro centrato sui citizen media, ideato presso il Berkman Center for Internet and Society della Harvard University (Boston, USA), gruppo accademico di ricerca sul rapporto tra Internet e società. Dall’autunno 2008 Global Voices opera in maniera indipendente, registrato come ente non-profit in Olanda…
Il seguito qui

GlobalVoices è uno dei riferimenti più importanti nel mio aggregatore, perché consente di ricevere voci da luoghi e comunità che, a causa delle condizioni di disagio organizzativo o del regime politico, spesso dittatoriale, non arriverebbero mai al pubblico attraverso la mainstream information: quotidiani, televisioni eccetera.

Ieri ho trovato un articolo riguardo l’Italia: Italy Condemned for Violations of African Refugee Rights. Notizia già tristemente nota, perché la condanna dell’Italia da parte della Corte Europea per i Diritti Umani di Strasburgo, ha avuto luogo il 23 febbraio scorso.

Poi una coincidenza. Ieri sera a Holywood Party ho sentito la presentazione dei  registi Stefano Liberti e Andrea Segre del film documentario Mare Chiuso, nel quale si affronta la tragica vicenda che vide protagonisti gli immigrati africani respinti in territorio libico nel canale di Sicilia dalla marina militare e dalla guardia di finanza italiana, in seguito agli accordi tra Gheddafi e il governo italiano. La puntata può essere scaricata in podcast. Vale la pena di ascoltarla.

Il film documentario include anche sequenze girate dagli immigrati durante il “respingimento”. Come raccontano i registi, che hanno conosciuto alcune di queste persone, non vale lo stereotipo dell’immigrato svantaggiato a 360 gradi dalla sorte: spesso si tratta di giovani donne e uomini con un livello di cultura medio alta che, in questo caso, hanno registrato le sequenze e le hanno conservate per utilizzarle come testimonianza di un particolare momento sociale e politico.

Riporto qui il programma delle presentazioni del film documentario che ho tratto dalla newsletter di ZaLab, sperando che il maggior numero possibile di persone si rechi ad acquistare il DVD e ne diffonda la notizia. Il programma. ZaLab è un’altra interessante forma di giornalismo partecipativo.

Mare Chiuso di Stefano Liberti e Andrea Segre (prod. ZaLab 2012, con il
sostegno di Open Society Foundation) verrà presentato in anteprima il 15 marzo
a Roma, Cinema Farnese ore 20.30 e 22.30. Il documentario raccoglie per la
prima volta le testimonianze dei migranti vittime dei respingimenti in alto
mare, conseguenza degli accordi Italia-Libia del 2009. A seguito dei
respingimenti, il 23 febbraio 2012 l’Italia è stata condannata dalla Corte
Europea per i Diritti Umani di Strasburgo per violazione della convenzione
europea sui diritti umani (leggi la sentenza). Alla serata saranno presenti gli
autori.

Anteprima stampa: Roma 14 marzo ore 10.30 – Sala Stampa Estera

Le altre date italiane del tour di Mare chiuso:

  • Padova 16 marzo – Cinema Multiastra (il film rimarrà in sala fino al 22 marzo)
  • Trento 16-17-18 marzo – Cinema Astra
  • Vicenza 19 marzo – Cinema Aracoeli ore 17.00
  • Treviso 19 marzo – Cinema Edera ore 20.30
  • Bologna 20 marzo – Cinema Odeon
  • Mestre 21 marzo – Cinema Dante ore 18.00, 20.00, 21.30
  • Pordenone 21 marzo – Cinema Zero
  • Milano 22 Marzo – Festival di Cinema Africano, Asia e America Latina – sezione
  • Extr’A. Auditorium di San Fedele ore 19.00
  • Bari 27 marzo – Bif&st
  • Roma 28 marzo – Forte Fanfulla, ore 21.00
  • Torino 28 marzo – Officine Corsare
  • In programmazione al Cinema Mexico di Milano dal 2 aprile

In occasione dell’uscita del film, la Piccola Bottega Baltazar che ha scritto e
registrato le musiche ha deciso di rendere disponibile in download gratuito
l’intera colonna sonora.

Come seguire le fonti in internet II

Simbolo feed
Simbolo feed

Nel post precedente vi ho chiesto di usare un aggregatore – RSSOwl o un’altra applicazione, Google Reader o un altro servizio web – per seguire facilmente gli aggiornamenti su questo blog, siano essi nuovi post o commenti fatti da chicchessia.

In questo post vi mostro invece come un aggregatore possa essere utilizzato per seguire fonti di ogni tipo, con particolare riferimento alla stampa quotidiana. Successivamente potremo scoprire altri impieghi, magari ne scoprirete alcuni voi.

Le immagini che trovate in questo post si riferiscono a edizioni dei giornali dell’anno scorso, le grafiche dei quali possono essere cambiate. Questo non inficia il senso del discorso e i riferimenti ai feed nelle varie fonti li potete trovare voi stessi.

La selezione e l’ordine di apparizione di alcune testate giornalistiche nel post non hanno necessariamente a che vedere con le mie opinioni, le ho scelte quali esempi rappresentativi.

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Come seguire le fonti in internet

Simbolo feed
Simbolo feed

È difficile che ad un vantaggio non corrisponda quale svantaggio. Nel cyberspazio è incredibilmente facile accedere ad una miriade di fonti, il che è indubbiamente una cosa meravigliosa. Si pongono tuttavia alcuni nuovi problemi e uno di questi è come gestire tale abbondanza. Lo strumento fondamentale è quello dei feed RSS (versione in italiano, peggiore) o più correttamente web feed, anche se la prima denominazione è quella che va per la maggiore.

Il vantaggio dei feed è presto detto…