MAMMAAA, CE L’HO FATTAAAAA!! – #linf12

Mi capita di ricevere ancora “compiti” eseguiti da studenti di medicina dell’anno precedente. Erano più di trecento l’anno scorso. Al di là della finalità burocratico-scolastica di questi compiti, la cosa interessante è la messe di sorprese che producono. Talvolta mi è capitato, rispondendo a questi ragazzi, di chiedere se potevo pubblicare il loro lavoro nel blog. Loro mi hanno sempre concesso il permesso con entusiasmo, ma a volte o non ho trovato l’opportunità o me ne sono dimenticato, travolto dal flusso degli eventi. Stasera mi sono capitati tre lavori, tutti eccellenti. Pubblico una parte di uno di questi, perché si attaglia bene ai pensieri che volano in #linf12, e anche perché è molto divertente. Grazie Gaia…
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Qualche parola sull’esame #linf12

L’esame. Cerchiamo di fare uscire questo odioso passaggio dalle usuali secche del nonsense. Prima di tutto qualche numero, riferito al lasso di tempo che va dal 9 dicembre 2012, data di inizio del percorso, ad oggi, 6 febbraio 2013. Sono 60 giorni esatti.
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Una piccola introduzione alla nuvola – #linf12

Fra le richieste che ho ricevuto c’è quella di dire qualcosa sulla nuvola, the cloud.

Propongo allora tre video che l’anno scorso avevo utilizzato per riassumere un po’ di cose fatte nel corso di editing multimediale e al tempo stesso per introdurre la nuvola in una maniera vagamente tecnica. Qui li uso alla rovescia, per arricchire il panorama tenico, oltre che per introdurre la nuvola. Poi incontreremo alcuni dei nuovi componenti, probabilmente nel corso di editing. Per ora guardateli come un documentario, credo che un’idea generale dell’architettura dei servizi web la diano comunque. Fate pure domande…

Seguirà poi un altro post sull’argomento.

Vai a vedere i video…

Scrittura collaborativa: – PiratePad #linf12 – IV

Ecco il nuovo pad – http://piratepad.net/linf12-1 – Ripartite da questo. Non date troppa importanza ai colori, sono estemporanei. State piuttosto attente a firmare così ogni brano che scrivete:

Andreas –>Ecco questo testo l’ho scritto io…

Un po’ di sano editing non fa male 😉

Se volete andare a rivedere la vecchia chat la trovate nel vecchio pad http://piratepad.net/puAHEiCXap però da ora in poi usate il nuovo pad, anche per chattare, sennò non ci si capisce più nulla!

Come ho fatto a scegliere un indirizzo URL un po’ più rifinito? Semplice: mi sono accorto che scrivendo semplicemente l’indirizzo così come lo volevo lui l’ha accettato subito chiedendomi se volevo creare un nuovo pad con quell’indirizzo.

Scrittura collaborativa: – PiratePad #linf12 – III

C’è poco da fare, il pad funziona. Pensavo che fosse uno strumento di passaggio, invece si attaglia bene a questa dinamica comunità. Vedo che ci tornate volentieri. Quell’intreccio di colori, a volte bisticciato – oh, insomma, ma qualcuno mi ha rubato il colore! – che ogni poco rifiorisce disordinato, mi rammenta la conversazione femminile, simultanea, fatta di voci che si sovrammettono, si perdono e si ritrovano. Dev’essere qualcosa che ha a che vedere con la dimensione multitasking della mente femminile. O forse no, ma questo non importa, importa che funzioni. Allora propongo di valorizzare questo fatto. Continua a leggere…

Domandandomi domando #linf12

La questione posta da Lisa nella sezione del pad “pensieri in libertà” è importante ed è una questione che si potrebbe riassumere con la domanda: – Ma siamo consapevoli del senso delle cose che facciamo? Oppure ci limitiamo a galleggiare facendo fronte agli “adempimenti” del caso?
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Scrittura collaborativa: – PiratePad #linf12 – II

Breve post, prima di altri tre giorni di viaggio, nei quali sarò presente soprattutto in Twitter e mediante brevi risposte in questo blog.

Sì è vero, induco al caos perché penso che sia necessario. Perché penso che la maggior parte delle persone siano imprigionate in una gabbia alla quale abbiamo dato il nome di istruzione ma che è appunto, troppo una gabbia, un luogo dove sentirsi sicuri. Il pericolo è quello di fare la fine del topo in trappola, e di non accorgersi che il mondo, il mondo dei pensieri, è per definizione un luogo aperto, nel quale non si può viaggiare al sicuro, pena l’inganno e la morte della mente.

Ma… ma il caos da solo è… solo caos! Il caos genera vita ma solo se finemente intercalato con l’ordine. In fin dei conti è quello che fa la natura. Insomma, per scendere terra terra… Continua a leggere…

Scrittura collaborativa: – PiratePad #linf12

Se proprio vogliamo immaginare in quale capitolo ci troviamo, allora potremmo dire in quello della scrittura collaborativa. Non illudetevi però, qui il percorso non è lineare. Magari il prossimo post ci sbalzerà in tutto un altro capitolo, forse in uno dei precedenti, oppure in uno nuovo. E qualcuno di voi penserà: – Ma cosa avrà in testa per il prossimo passo? – Nulla signori miei! Un bel Nulla! Giusto qualche intenzione, ma nessuna certezza. – Oddio, siamo dunque preda del caso? – Sì cari, ma un caso sensato, molto sensato. Il prossimo passo ha un alto grado di incertezza perché viene determinato da un dado e quel dado siete voi, ovvero la vostra piccola comunità che prova, pensa, si esprime, si lamenta, chiede, propone. L’azione del docente, in questa visione, attiene molto più all’idea della cura che a quella della manovra: tenere ben fermo l’obiettivo generale e poi aiutare ciò che appare utile, trascurare il resto.

È così che siamo finiti nella sabbiera… Continua a leggere…

Come propongo di usare Twitter in #linf12 – IV

Nelle edizioni precedenti di percorsi IUL simili a questo – Editing Multimediale, che seguirete al III anno – avevamo fatto un sacco di riunioni online, di “sincroni” per dirla in orrido didattichese. Proprio da qui prendo le mosse in questo breve post, ovvero dal lessico fuorviante. Perché il lessico del didattichese rivela facilmente una mentalità strumento-centrica. Non solo il didattichese, spesso anche l’accademichese, l’aziendalese eccetera. E invece il paradigma non va nemmeno “spostato”, va proprio rovesciato. Bisogna ripartire dall’uomo, che alla fine della fiera al centro non ce lo troviamo mai. L’uomo che riflette, che si esprime, che comunica, che crea comunità, comunità di pratica, che costruisce il mondo. Che genera senso, poco importa se parlando, scrivendo, scrivendo breve o lungo, dipingendo, poetando o cantando; importa l’anelito genuino a facilitare la generazione di senso condiviso.

Vale più una comunità viva in Twitter o un’arida esposizione “sincrona”?
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Come propongo di usare Twitter in #linf12 – III

L’immediatezza degli scambi in Twitter favorisce la condivisione di problemi e soluzioni del quotidiano, fluidificano la vita della comunità di pratica: trovo un ostacolo, pongo sinteticamente il problema nella timeline su cui si focalizzano n persone, ho una probabilità n-plicata che qualcuno abbia l’idea buona. Il concetto è enfatizzato quando un compagno di classe risponde prima del prof:
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