Come propongo di usare Twitter in #linf12 – IV

Nelle edizioni precedenti di percorsi IUL simili a questo – Editing Multimediale, che seguirete al III anno – avevamo fatto un sacco di riunioni online, di “sincroni” per dirla in orrido didattichese. Proprio da qui prendo le mosse in questo breve post, ovvero dal lessico fuorviante. Perché il lessico del didattichese rivela facilmente una mentalità strumento-centrica. Non solo il didattichese, spesso anche l’accademichese, l’aziendalese eccetera. E invece il paradigma non va nemmeno “spostato”, va proprio rovesciato. Bisogna ripartire dall’uomo, che alla fine della fiera al centro non ce lo troviamo mai. L’uomo che riflette, che si esprime, che comunica, che crea comunità, comunità di pratica, che costruisce il mondo. Che genera senso, poco importa se parlando, scrivendo, scrivendo breve o lungo, dipingendo, poetando o cantando; importa l’anelito genuino a facilitare la generazione di senso condiviso.

Vale più una comunità viva in Twitter o un’arida esposizione “sincrona”?
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Considerazioni pratiche sulle riunioni online


Non è affatto un male che le riunioni online siano sofferte. Le difficoltà temprano e sono molto più utili gli incontri gestiti dagli studenti, anche se costellati d’ogni sorta d’incidenti, piuttosto che una fila di monologhi tecnicamente fluidi del sottoscritto. Dalle nostre parti i professori parlano sempre troppo e gli studenti fanno sempre troppo poco. Mi sembra invece che queste riunioni “autogestite” rivelino un grande valore, perché favoriscono la condivisione di preziose esperienze personali e regalano spunti interessanti e imprevisti. È davvero un bel contributo quello che state dando, al di là delle dinamiche ristrette di un corsetto universitario. Allo stesso tempo è utile riflettere sulle difficoltà incontrate, per trasformare i problemi in occasioni di crescita. Proviamo dunque a discutere alcuni punti emersi fino ad ora, andando al sodo e senza tanti giri di parole. Che nessuno si adombri, provare serve a migliorare, soprattutto se poi si riflette criticamente sull’avvenuto.

Sia ieri che nella prima riunione è successo che, ad un certo punto, improvvisamente tutti si siano trovati sbalzati fuori del’aula che si è chiusa loro in faccia; sarebbe buffo vedere un’instantanea dei volti basiti! È un inconveniente spiacevole, soprattutto perché causa non poca ansia nel poveretto che, avendo già durato una discreta pena a mettere tutto insieme, si vede sparire ogni cosa sotto il naso, la classe con tutti i ninnoli faticosamente fabbricati insieme a tutti gli uditori, in un colpo solo! Come quando al protagonista de Lo Zen e l’arte della manutenzione della Motocicletta si spezza la vite, che rimane incastrata nella sede senza testa: uno shock, una specie di vuoto della coscienza! Vediamo dunque di organizzarsi per ridurre le probabilità che l’inconveniente si verifichi nuovamente.

Le cause, fino ad ora sono state due.

  1. Mancata estensione della durata della classe

    Posizione dell'icona per la determinazione della durata di una classe WiZiQ
    Posizione dell'icona per la determinazione della durata di una classe, in basso a destra dello spazio schermo di WiZiQ

    Non solo potete determinare a priori la durata della classe all’atto della sua creazione, ma la potete anche alterare mentre questa è in corso. In questa figura, è raffigurato l’angolo in basso a destra della finestra WiZiQ. L’icona indicata dalla freccia è il tasto di attivazione della finestra che consente di alterare la durata della classe.

    Finestra per la determinazione della durata di una classe WiZiQ
    Finestra per la determinazione della durata di una classe. Con il menu a sinistra si determina la durata della classe e con quello di destra l'anticipo dell'avvertimento di fine sessione.

    Nella figura successiva vedete la finestra dove potete cambiare la durata della sessione (Extend session:), da 5 a 240 minuti, ma anche con quale anticipo volete che il sistema vi avverta (Alert:), da 5 a 30 minuti. Quindi, appena vi rendete conto di avere la probabilità di sforare, provvedete subito a risolvere il problema.

  2. Chiusura erronea della classe

    Può succedere di dover uscire dalla classe per rientrarvi, anche in veste di amministratore della medesima. Questo può succedere se il sistema si impalla oppure pasticciando con gli account come stiamo facendo noi. Se questa cosa accade all’amministratore, quest’ultimo deve stare attento a non chiudere la classe anziché il browser. Chiariamo subito la faccenda dal punto di vista operativo con le figure.

    Posizione dell'icona di chiusura del browser
    Posizione dell'icona di chiusura del browser, operazione che lascia inalterata la classe nel cyberspazio

    Qui si vede l’angolo in alto a sinistra della finestra del browser, non di WiZiQ, che sta al suo interno; non dimenticate che WiZiQ vi viene offerto attraverso un browser, che nel caso in figura, come vedete, si tratta di Mozilla Firefox. È l’icona indicata dalla freccia che dovete cliccare per chiudere il browser! Così facendo, chiudete la finestra del browser ma l’istanza della classe rimane viva e vegeta sospesa nel cyberspazio e raggiungibile con il suo URL. La chiusura del browser è un fatto che avviene localmente. Quando riaprite il browser e digitate nuovamente l’indirizzo URL, ritroverete la classe al suo posto con tutte le cose che ci avevate lasciato dentro, compresi i vostri uditori che si staranno domandando dove siate finiti, a meno che, previdentemente, non li abbiate avvertiti prima.

    Voce di menu per la chiusura della classe, in alto a sinistra dello spazio schermo di WiZiQ
    Voce di menu per la chiusura della classe, in alto a sinistra dello spazio schermo di WiZiQ

    Se invece cliccate la voce di menu File in alto sinistra e, nel relativo menu a tendina, End Class, allora chiudete proprio la classe lassù nel cyberspazio, e conseguentemente il sistema WiZiQ procederà all’housekeeping della chiusura, fra cui l’eventuale registrazione della classe.

    Icona di chiusura della classe, in alto a destra dello spazio schermo di WiZiQ
    Icona di chiusura della classe, in alto a destra dello spazio schermo di WiZiQ

    Analogamente potete fare cliccando sull’icona di chiusura rossa in alto a destra. Attenzione, questa icona, è simile a quella del browser: quest’ultima si trova nella cornice esterna, che è del browser, mentre quella della classe WiZiQ fa parte dell’armamentario grafico della classe WiZiQ, che sta dentro. spesso suggerisco agli over-qualcosa di imparare a cliccare un po’ selvaggiamente, ok, ma questo non singifica a caso! Ovvero, quando guardate tutte queste finestre, abituatevi ad appioppare loro dei significati, tipo: qual è l’area dello schermo all’interno dei quali i comandi concernono WiZiQ? E cosa vuol dire agire su WiZiQ? Quali sono invece le aree che concernono il browser?

    Finestra di chiusura di una classe WiZiQ
    Finestra di chiusura di una classe WiZiQ: rispondendo Yes la classe sparisce per sempre ...

    Quando poi, cliccate su uno dei due comandi succitati di chiusura della classe, si apre una finestra, nella quale WiZiQ cautelativamente vi chiede se siete proprio sicuri, e lo chiede proprio perché è notorio che questi sono errori comuni. Anche qui, se il sistema si prende la briga di chiedervi – Do you want to end the class? – soffermatevi a riflettere su cosa possa voler dire questo.

Avendo accennato alla durata delle sessioni, ne approfitto per una considerazione più generale. La tendenza a eccedere nelle presentazioni è assolutamente generalizzata. La si ritrova massimamente fra gli accademici, solitamente convinti che chiunque sia disposto a massacrarsi per attingere a cotanta messe di sapere, così generosamente elargita. Vedi mai capitasse da queste parti un amico accademico, mi faccio accompagnare da un personaggio di ben maggior statura del sottoscritto, lo storico Paolo Rossi, e invito tutti a dare una letta ai suoi Consigli a un giovane conferenziere (chi non potesse raggiungere il testo con questo link, mi scriva un’email e io provvederò a inviargli il testo). Ma la tendenza all’eccesso la si ritrova un po’ ovunque, anche nelle piuttosto penose sedute di tesi di laurea, che finiscono non poco spesso in un frettoloso appiccicaticcio di cose dette male perché dette in ristrettezza di tempo: programmate sempre una durata inferiore a quella aspettata, il vostro messaggio ne guadagnerà molto. La lunghezza non giova mai, a meno che, come scrive Paolo Rossi nel primo punto del suo decalogo, non stiate parlando in un evento politico o sindacale. Questo vale anche per le nostre sessioni, e tutte le altre possibili immaginabili. Capisco perfettamente l’entusiasmo per mostrare i propri risultati, e me ne rallegro molto, ma se eccedete in quantità diluirete il vostro messaggio anziché rinforzarlo. La gente si stanca. Sempre con Rossi:

È un dato sperimentale e scientificamente acquisito che dopo quaranta minuti di ascolto la capacità di attenzione di un qualunque uditore scende paurosamente.

Prudenzialmente, io ridurrei a trenta minuti il tempo utile, tralasciando i casi pietosi come quello del sottoscritto, che già con difficoltà si inerpica sino ai 20 minuti di attenzione reale. Non abbiate mai paura di dire troppo poco, concentratevi piuttosto sul dire bene quel che ci sta in quel tempo di attenzione fisiologico. E se non lo riempite tutto, ancora meglio. Se così facendo, avete la sensazione che vi siano rimaste delle carte inespresse in tasca, probabilmente ve le potrete giocare con maggior profitto nella discussione susseguente, quando l’uditorio non sarà ancora stanco e anzi, sarà rimasto con delle curiosità da soddisfare.

Vorrei poi fare un commento sul broadcasting del video, andando subito al punto: eliminatelo, oppure usatelo in una prima fase di presentazione o in certe fasi intermedie, ma sempre con parsimonia.

In primo luogo, la trasmissione video, per quanto questi sistemi si sforzino di ottimizzarla ben conoscendone l’onere, è estremamente vorace di banda, ovvero di bit trasmessi al secondo. Quel francobollino animato costa molto, e usato a gogò, dà poco.

Tenete presente anche che viviamo in Italia, e che nella classifica di banda disponibile in MBPS (Mega Bit Per Second) pro capite siamo al trentesimo posto, laddove l’Italia si trova all’ottavo posto nel ranking del PIL, secondo i dati della World Bank. Un bell’esempio di miopia da parte di coloro che sono chiamati a disegnare il futuro del Paese! Per dare un’idea della diversa impostazione strategica in altri paesi, la vicina Svizzera si trova al 19-esimo posto nella classifica del PIL ma al settimo in quella della banda disponibile per cittadino. Fortunatamente, l’attuale governo ha messo in agenda nell’ambito del Decreto Sviluppo la questione della distribuzione di banda larga a tutti gli italiani, riconoscendone il valore strategico. Bene, ma siamo in grave ritardo.

In altre parole, noi non viaggiamo sulle autostrade telematiche (banda larga), ma su viottoli di campagna. Ora, se voi volete visitare un luogo ameno in montagna, ve lo portereste dietro, siccome vi piace tanto il pane tostato, il tostapane più la necessaria batteria e il necessario inverter per alimentarlo? Penso di no, perché la gita abortirebbe dopo pochi metri. Ecco, con il video nelle riunioni online è la stessa cosa. Si tratta di eventi nei quali la banda diviene un fattore critico e quindi va amministrata con oculatezza, eliminando tutto il soverchio. E di soverchio, in una faccina che si vede a malapena, che fissa un monitor per un paio d’ore, c’è parecchio. Tutt’altra storia se invece viene gestita in modo dinamico e mirato. Per esempio, farsi vedere all’inizio è molto simpatico, ma tenete presente, che il nostro cervello ha una capacità straordinaria di memorizzare il carattere di una fisionomia, bastano pochi secondi, quindi se tenete il video aperto per qualche minuto iniziale, è più che sufficiente.

Controlli audio e video in WiZiQ
Controlli audio e video in WiZiQ

Potete anche utilizzare i vostri primi piani in modo divertente. Ricordo per esempio quello sketch simpatico di C’eral’H e GranDiPepe, dove quest’ultima faceva la maglia, oppure le fumate di testa di Gaetano, ma l’effetto di queste trovate sarebbe stato molto più intenso se fossero state sparate fra capo e collo nel bel mezzo delle presentazioni. E la banda per così brevi tempi non ne avrebbe sofferto, anzi in quegli sprazzi il suo lavoro principale sarebbe stato proprio quello di convogliare le immagini video, sulle quali tutti avrebbero concentrato la loro attenzione.

In sintesi, riguardo a questi ultimi due punti, sulla durata delle sessioni e dei video online: attenti a non saturare l’input dell’uditorio.

In pratica, la figura mostra la finestra di controllo dei setting audio e video, attivabile in alto a destra dello spazio WiZiQ. all’inizio di ogni sessione, a meno che non vogliate mostrare inizialmente il vostro volto, chiudete subito il video: Stop broadcasting video (A). Lo potrete sempre riattivare all’occorrenza. Poi fate sempre un check del microfono: Device settings (B). Poi chiudete la finestra: Hide (C).


Lo Zen e l’arte della manutenzione della Motocicletta, Robert M. Pirsig, Adelphi, 1990

Riunione online


Stasera alle 21:00, come specificato nel pad, l’incontro sarà tenuto da Maurizia, Ornella e Stefano nella piattaforma della IUL al fine di poter usare la condivisione dello schermo.

Quindi andare in

http://www.iuline.it -> Corso di Laurea 3 – 2011 – 3 corso -> Editing Multimediale -> Entra nel modulo -> Entra nell’ambiente sincrono …

Usiamo la scrittura collaborativa per gestire l’aula online


Aggiorno questo post con il link al video che ho sottotitolato in italiano della presentazione dove Peter Martischka espone le caratterisiche salienti sel sistema di scrittura collaborativa Etherpad Lite, che propongo di usare per alcuni nostri scopi. Guardando le immagini di questa presentazione, fatta da un giovane dalle competenze elevatissime, su di un artefatto estremamente complesso, con chiarezza, freschezza, uso consapevole e misurato dello strumento “presentazione”, perfettamente nei tempi, mi vengono in mente le miriadi di pessime presentazioni accademiche a cui ho assistito, basate sulla supponenza a priori del proprio valore, ma troppo spesso ridondanti e logorroiche. Questo ragazzo è un operatore-creatore attivo della società e quasi certamente, tutto quello che dimostra qui di saper fare, non l’ha imparato a scuola, ma non solo, dimostra anche di saper gestire con misura e competenza una presentazione. E mi viene in mente un altro brano dell’articolo di Celli, che ho citato nel post precedente:

Far valere la propria superiorità intellettuale, scambiando il luogo dove si impartisce istruzione come la culla del sistema culturale di un paese, non aiuta a capire che oggi i luoghi di produzione, scambio e frantumazione delle conoscenze, della loro distribuzione fino a entrare in forme mutanti – prendere, lasciare, modificare, recuperare eccetera – sono ormai plurimi, non presidiabili autarchicamente, né affidabili a monopoli.


Ho trasferito l’ultima lista delle prenotazioni, aggiornata con le ultime annotazioni di Benedetta e Gaetano, nel pad (taccuino) che avevo creato qualche giorno fa con Etherpad Lite, e al quale potete accedere al seguente indirizzo http://beta.etherpad.org/p/Prova%20di%20etherpad%20lite..

L’idea è che le novità e le variazioni vengano riportate nel documento dagli autori stessi, decentralizzando la gestione della lista delle prenotazioni.

Un’altra idea che vi trovate è di utilizzare il pad come una sorta di spia di aula occupata per evitare che due persone cerchino di accedervi contemporaneamente con le mie credenziali, e che l’una delle due si domandi perché non riesca ad entrare, magari pensando di avere sbagliato qualcosa …

Per il resto andate a vedere e controllate se ho trascritto bene la lista, eventualmente correggete quello che volete.

Se vi soffermate un po’ a lungo sul pad può accadere che perda la connessione ma poi la riacciuffa. Non vi preoccupate, non si perde nulla, io salvo via via. Se avete dubbi fatemi domande qui.

Problema nel fare lo screen sharing con Wiziq


Ieri abbiamo fatto qualche prova con Stefano per vedere se ci riusciva di attivare l’opzione di screen sharing in Wiziq, ovvero la possibilità di mostrare a tutti i partecipanti cosa si fa sul proprio computer. Non abbiamo avuto molto successo, Stefano con Windows e io con Mac. In questa breve sequenza si vede come debba esser semplice la procedura (si sente la voce di Stefano in background perché eravamo contemporaneamente collegati in Skype):

che è una procedura introdotta nel novembre 2009 ed è descritta qui nei dettagli.

Leggete il post di Stefano per vedere quali sono i problemi che ha incontrato con il suo sistema.

Un’alternativa potrebbe essere che Stefano vada a fare la sua presentazione in Breeze di IUL, dove pare che lo screen sharing sia attivo.

Qualcuno ha esperienze migliori o altre idee?

Le prossime riunioni online


Dove proviamo a pianificare le prossime riunioni online in seguito alle varie proposte


Vediamo di mettere insieme i pezzi disponibili fino ad ora.

    • Monica & Deborah & Laura
    • Venerdì 18 gennaio.
    • per-corsi multi-mediali
    • Alessandra & Marvi
    • Venerdì 20 gennaio. Lo hanno proposto loro perché il mercoledì non possono, va bene a tutti, in generale?
    • Video editing e dintorni
    • Maurizia & Ornella & Stefano
    • Mercoledì 25 gennaio
    • Maurizia: scrittura collaborativa
      1. Dalla scrittura individuale a quella collaborativa, dai testi a più mani a quelli collaborativi
      2. Lavoro in presenza/lavoro online: il contratto
      3. Abitare il Web
      4. I Forum/ il Wiki/ la Lim
      5. Cosa si può fare con i bambini e perché: “Il giallo, il colore del brivido” ( dare importanza al senso per cui si fanno certe attività —- porta anche all’uso consapevole delle Nuove Tecnologie )
      6. Personaggio guida
      7. Indicazioni di lavoro
    • Stefano: LOGO, ginnastica per la mente
      1. Papert, è entrato ormai nella sfera dei pedagogisti più conosciuti, tutti gli studenti di Formazione Primaria della Bicocca conoscono Papert come pedagogista ma nessuno conosce il linguaggio Logo da lui ideato.
      2. Il logo è stato una rivoluzione per l’informatica a scuola. Fino agli anni 80 il computer era utilizzato per “insegnare ai bambini”. I software utilizzati erano soprattutto di tipo Drill and practice
      3. Papert capovolse l’impostazione: non è il computer che deve insegnare ai bambini ma i bambini che devono insegnare al computer.
      4. Metafora della tartaruga. Inizialmente era un piccolo automa che disegnava sul pavimento, in seguito per motivi economici si è passati ad un piccolo triangolino isoscele che, sullo schermo, simula l’automa. Il bambino si identifica con l’attività motoria della tartaruga.
      5. Esempi di comandi e loro sintassi: predicato + argomento
        1. iterazione
        2. una funzione (quadrato)
        3. funzione con parametro (le variabili)
        4. quadrato :lato
        5. classe dei resti: il modulo 360
        6. un esagono modulo 360/6
        7. poligono con parametro 360/ :lati
        8. la ricorsione (esempi di poesie, filastrocche, giochini)
        9. la spirale
        10. il salto condizionale SE (condizione) ALLORA (esegui)

      UTILIZZO COLLABORATIVO IN CLASSE E/O TRA CLASSI

      1. sfide in logo
      2. disegno a più mani:
        1. negoziare il titolo
        2. negozioare le parti da fare
        3. costruire il disegno
    • Ornella:la storia insegnata al tempo del digitale
      1. La società della formazione
      2. Dalla Galassia Gutenberg alla Galassia Internet
      3. L’ambiente di apprendimento
      4. L’inventario degli attrezzi di lavoro
      5. L’apprendimento significativo
      6. Un esempio di conoscenza storica
      7. La ricaduta del digitale nel processo di insegnamento e di apprendimento

    Domanda: ma ce la fate a fare tutte queste cose nello spazio di una sola sessione? O converrebbe suddividerle almeno in un paio di sessioni?

    • Benedetta & Gaetano
    • Forse 8 febbraio
    • L’argomento è da definire
    • È divertente l’idea che Benedetta e Gaetano si trovino agli estremi della distribuzione geografica della blogoclasse: Enna – Ginevra! Si pone tuttavia il problema della gestione della classe online, perché il ruolo di “teacher” può essere svolto da un solo computer; sono andato a ricontrollare stasera ma mi pare che sia proprio così. Questa difficoltà non ci deve impedire tuttavia di realizzare un’idea così simpatica. Riassumiamo gli estremi della questione.
      • Una sola persona, o meglio, computer, può svolgere il ruolo di teacher
      • Il ruolo di teacher comporta:
        • Prenotare la classe. Questo lo posso fare anche io.
        • Caricare i materiali nella classe. Questo si può fare quando si vuole durante tutto il tempo che intercorre fra la prenotazione della classe e l’inizio della medesima, anche in più riprese. Per materiali si intendono immagini, video, presentazioni di slide, documenti di vario tipo (qui ci sono i vari tipi di file), o inclusione di video Youtube. Queste operazioni possono essere fatte dai due conduttori, in fasi alterne, basta che si mettano d’accordo, un giorno per uno o qualcosa del genere.
        • Condurre di fatto la riunione usando il mio account che ho messo a disposizione. Questo si può fare da un solo computer. Le possibilità potrebbero essere:
          • Uno solo di fatto conduce, magari lasciando il microfono sempre aperto al partner, presente in classe come studente con il proprio account,echi permettendo
          • Condurre la prima parte uno e la seconda l’altro. Per esempio, Benedetta conduce nella prima metà usando il mio account, mentre Gaetano è in classe come studente con il suo account. Alla fine di questa parte Benedetta si slogga dal mio account e Gaetano dal suo account, per poi rientrare in classe, Benedetta con il poprio account di studente e Gaetano con il mio account di teacher per condurre la seconda metà dell’incontro. Credo che si possa fare, anche se è un po’ macchinoso e forse si perde il caos piacevole delle due voci che si alternano
    • Deborah aveva suggerito di discutere la questione dell’impiego dei telefonini a scuola, magari all’interno della sessione di Maurizia, Ornella e Stefano, che però, come ho scritto sopra, mi sembra già piena zeppa. Tuttavia l’argomento è interessante e magari qualcuno ha qualcosa da raccontare …

Avanti con aggiustamenti, correzioni, proposte … 🙂

Perfezionamento dei prossimi passi dopo l’ultima riunione online


Dei prossimi possibili passi dopo la riunione online di giovedì 22 e del raccontarsi le proprie pratiche

Aggiorno via via in base ai vostri commenti


Vediamo insieme i prossimi passi, correggete e proponete …

Riunioni online

Le coppie I gruppi seguenti si sono proposti per  le prossime riunioni on line

  • Alessandra & Marvi: argomento da definire, forse le esperienze con software specifici di editing video a cui aveva accennato Marvi nella riunione, ma non sono sicuro. Alessandra conferma
  • Maurizia & Ornella & Stefano: impiego cooperativo LIM; forse qualcosa su Logo? sarebbe bello non dimenticarlo … sarebbe in armonia con il mio tentativo di trascinare un poco indietro-avanti le persone dal mondo click-only al mondo dei codici … la scrittura collaborativa anche con le LIM, Logo, ginnastica per la mente, Storia a mappe.
  • Elena & Samantha: forse vogliono utilizzare una sessione online per commentare il tutorial su Animoto? E per “completare” la sessione troncata a 60 minuti … 😉
  • Altri?

Chiedo a Alessandra & Marvi e Maurizia & Stefano:

anche voi avete la possibilità di condurre la sessione davanti ad uno stesso computer, come hanno fatto Elena & Samantha? La cosa andrebbe appurata perché se così non fosse, dobbiamo affrontare in qualche modo il fatto che con il mio account Wiziq il ruolo di conduttore lo può assumere uno solo. Fateci sapere. Maurizia & Ornella & Stefano possono riunirsi ad un computer, ottimo.

Per quanto riguarda le date disponibili, se manteniamo la consuetudine del mercoledì alle 21 (non obbligatoria), abbiamo …

  • 11 gennaio
  • 18 gennaio
  • 25 gennaio – Maurizia & Ornella & Stefano?
  • 1 febbraio (non sono sicuro di esserci in quella settimana)
  • 8 febbraio

… se vogliamo ripartire dopo la Befana e finire entro la fine del I semestre, il 10 febbraio, come specificato nel calendario didattico IUL – condizioni osservabili ma non necessariamente in modo stringente per quanto mi riguarda.

Invito gli aspiranti conduttori a manifestare delle preferenze per prenotare queste o altre date.

Prossimi argomenti

Durante la riunione abbiamo concordato di di darci una pausa, nel seguente senso: io non metterò ulteriore carne al fuoco, in modo che voi possiate recuperare, riflettere e approfondire con calma approfittando delle feste. Seguirò sempre i vostri eventuali contributi e eventuali discussioni, e mi potrà di capitare di scrivere qualcosa, come sto facendo oggi, ma non aggiungerò niente di nuovo.

Riprenderemo dopo la Befana, anzi riprenderà Claude che ha offerto di condividere la sua esperienza sulle questioni di sottotitolazione, traduzione e accessibilità dei video. Da lì ci verrà spontaneo gettare uno sguardo su cosa rappresentino oggi i diritti d’autore per tutti, non solo per gli “autori ufficiali”.

In ultimo, accoglierei il suggerimento di Laura di considerare il cloud computing e le faccende relative alla sicurezza dei dati contenuti nella “nuvola”.

Come sempre, tutto ciò non è definitivo, chi vuole affrontare qualche altro argomento può farsi avanti.

Tracce

Aggiungo qualche considerazione emersa nella parte finale della riunione di Giovedì scorso, che si è svolta nell’aula IUL, come hanno raccontato Elena e Samantha. Quell’epilogo estemporaneo ha preso un’ottima piega perché le persone hanno iniziato a chiedere – Ma io, per ricomporre le mie tracce, potrei fare questo o quello ? – Ah, certo!!!

Per dare un’idea a chi non era presente, sono venute fuori la proposta di fare dei file audio con la recitazione di proprie poesie e quella di mostrare delle attività utilizzando un telefono.

Queste sono ottime idee. Creazione di contenuti con metodi e tecniche diversi. Ognuno può raccontare le proprie, ognuno impara così dagli altri, ognuno può chiedere chiarimenti ad altri, ad ognuno rimarranno riferimenti che potranno essere utilizzati in futuro per ulteriori scambi.

Invito

Lo chiamo così perché la parola “compito” mi fa venire l’agitazione, e non rispecchia ciò che ho in mente.

Se nel comporre le vostre tracce, o nel preparare del materiale per una riunione online, vi servite di qualche strumento, servizio web, software o strumento di qualsiasi tipo, spiegate nel vostro “quaderno” come avete fatto ad utilizzarlo e, al tempo stesso, andate a curiosare nei quaderni degli altri, domandatevi, rispondetevi, senza alcun timore di non sembrare sufficientemente competenti, ma con lo spirito di darsi una mano nell’usare praticamente questi strumenti.

Le descrizioni e le eventuali susseguenti discussioni nei quaderni degli altri, rappresenteranno dei riferimenti che potrete all’occorrenza riprendere successivamente, dopo e al di fuori di questo (per)corso, riallacciando magari un dialogo proficuo.

Per me questo tipo di attività vale molto di più dell’esecuzione dei “compiti” che mi è capitato di assegnare …

Occorre che dica altro?

Sì: tanti auguri a tutti quanti 🙂

Quali sono i prossimi passi?


Dei prossimi possibili passi, di vostre possibili idee, delle vostre presentazioni online


Io un’idea del percorso che potremmo seguire da ora alla fine ce l’ho, ma voi la potete cambiare. Chiedo quindi a tutti se vi fossero delle altre proposte alternative. In particolare: c’è qualcuno di voi che vorrebbe vedere affrontato un qualche argomento preciso? Qualche problema emerso nel proprio lavoro? Qualche desiderio? Se qualcuno di voi si fa avanti con qualche proposta potremmo provare ad affrontarla. Non è affatto detto che io sia adeguatamente preparato, vista la vastità delle possibilità, ma sono disposto a prepararmi in tempi utili. E l’approfondimento richiesto potrebbe venire da una partecipazione corale, potrebbe essere che qualcuno di voi, su quel certo argomento ne sappia più di me, o sia in grado di organizzarsi meglio di me. Poco importa, ci interessa piuttosto esercitarci ad affrontare nuovi problemi. Fa bene anche me, mi tengo in allenamento 😉

Detto questo, accenno a due o tre punti che potremmo toccare,

Partirei con delle considerazioni su alcune caratteristiche dei video in Youtube, molto visti ma forse non abbastanza utilizzati nelle loro possibilità, specialmente didattiche.

Da qui potrebbe partire un approfondimento curato da Claude, su aspetti di sottotitolazione, traduzione e accessibilità dei materiali da parte di soggetti con vari tipi di disabilità. Può essere che Claude a sua volta coinvolga altre persone in questo, ma sarà lei a dire come e quando.

Dal tema della manipolazione dei video, potrebbe essere naturale scivolare su quello dei diritti di autore e sul nuovo ruolo, anzi novello ruolo, di fruitori-autori che le donne e gli uomini del XXI secolo hanno l’opportunità di assumere, dopo la deriva che ha caratterizzato il secolo passato, il secolo degli spettatori e dei consumatori. Le questioni inerenti ai diritti d’autore possono avere particolare rilievo nella preparazione dei materiali didattici per i propri studenti, per esempio.

Un altro tema potrebbe essere quello relativo alla protezione dei propri dati. Qualche accenno alle meraviglie della nuvola (the cloud), ma anche ai problemi inerenti all’affidamento di informazioni a terzi. Potremmo dare un’occhiata a qualche strumento di crittografazione. Porre la questione di cosa significhi mandare a giro per il mondo un’email. Cose del genere.

In ultimo vorrei citare le proposte di conduzione delle serate online, che è naturale riallacciare all’idea di accogliere eventuali vostre proposte: diciamo che le “vostre” serate sono intrinsecamente proposte alternative, perché i temi li decidete voi.

Per esempio Maurizia e Stefano hanno proposto di condurre una riunione un mercoledì di gennaio, e mi pare di ricordare (da un’email passata) che intendessero affrontare il tema dell’impiego cooperativo della LIM. Benissimo. Potrebbe succedere che altri avessero esperienze simili da raccontare. Nulla ci vieterebbe di approfondire.

La prossima riunione, come già sappiamo, sarà gestita domani da Elena e Samantha, e poi anche Marvi mi aveva scritto di voler partecipare.