Un progetto per il genocidio in Ucraina: denazificazione -> de-ucrainizzazione

Premetto la mia domanda: come si concilia tutto questo con il nostro concetto di pace?

Su Ria Novosti, un’agenzia di stampa statale, è apparso un impressionante editoriale a firma Timofei Sergeitsev, un produttore cinematografico allineato con il regime. L’autore sostiene in sostanza che “La denazificazione è necessaria quando una parte  significativa del popolo – molto probabilmente la maggioranza  – nella  sua politica è stata dominata e attratta dal regime nazista. Cioè,  quando l’ipotesi ‘il popolo è buono – il governo è cattivo’ non  funziona. Il riconoscimento di questo fatto è alla base della politica  di denazificazione, di tutte le sue misure”. “Deve essere effettuata una pulizia totale. Tutte le organizzazioni che si sono legate alla pratica del nazismo devono essere eliminate e bandite. Tuttavia, oltre ai vertici, è colpevole anche una parte significativa delle masse di persone perché si tratta di nazisti passivi, collaboratori del nazismo. Sostenevano e assecondavano il governo nazista. Una giusta punizione per questa parte della popolazione è possibile solo attraverso inevitabili oneri di una guerra giusta contro il sistema nazista. L’ulteriore denazificazione di questa massa della popolazione consiste nella rieducazione, che si ottiene con la repressione ideologica (soppressione) degli atteggiamenti nazisti e la dura censura: non solo nella sfera politica, ma necessariamente anche nella sfera della cultura e dell’educazione”.

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Meduza distribuisce gli articoli con licenza Creative Commons

Non è proprio una novità, l’annuncio è dell’8 marzo scorso. Ma io mi sono deciso oggi ad utilizzare questa forma di apertura dei giornalisti indipendenti russi di Meduza per ripubblicare qui con una certa continuità alcuni dei loro articoli traducendoli in italiano — traduzioni delle quali sono interamente responsabile (grazie per eventuali correzioni). Un microscopico contributo alla diversificazione delle fonti e un tentativo di perseguire un minimo di verità all’interno di un’informazione pesantemente intossicata. Intanto riporto qui l’annuncio in questione.

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Malenkiy piket (Маленький пикет): la “piccola protesta” di San Pietroburgo

Malenkiy piket (Маленький пикет)

È ingiusto, sbagliato e pericoloso (s)ragionare per blocchi monolitici. Il dittatore criminale Valdimir Putin e la cricca di delinquenti in combutta sono una cosa, il popolo russo un’altra. La ricchezza della cultura russa ci dice che il popolo russo non ha mai avuto realmente voce in capitolo nei regimi che si sono avvicendati in quel disgraziato paese.

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Andrea e Cesvi accanto a chi fugge dalla guerra

Raccolta fondi creata da Andrea Ricci, ex studente dell’Università di Firenze, che con Cesvi – in coordinamento con la municipalità di Záhony e World Central Kitchen– sta organizzando il primo Entry Point Hub sul confine tra l’Ucraina e l’Ungheria, in prossimità della stazione ferroviaria, diventata ormai un punto critico di raccolta di persone in fuga dalla guerra:

Link alla raccolta fondi

Preferisco perdere la mia vita piuttosto che la mia libertà

Il 20 marzo il matematico e poeta Konstantin Olmezov si è tolto la vita a Mosca, a soli 27 anni. Originario di Donetsk, Olmezov si era trasferito in Russia per perseguire una brillante carriera come matematico. Dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina, Olmezov ha cercato di lasciare il paese, ma è stato arrestato e condannato alla detenzione amministrativa; poi si è suicidato.

Anche questo mettiamo in conto al sogno imperialista demente di un dittatore omicida.

Storia completa su Meduza. In inglese, chi non lo legge può usare deepl.com.

Tempi di guerra, contro la pancia (anche la mia)



Invece di ascoltare montagne di opinioni a somma zero, riprendo la letteratura russa, amata da ragazzo perché capivo (sempre poco) più lì che in tutta la storia fatta a scuola.

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Dichiarazione dei membri del presidio dell’Accademia Russa delle Scienze

Negli anni ’90 ho collaborato a lungo con una ricercatrice russa . Ci occupavamo degli stessi argomenti (matematica per le tomografie) e ha abitato presso la mia famiglia. Abbiamo condiviso un tratto significativo di vita e questo quadretto della sua dacia dipinto da un’amica è una delle cose che ci ha lasciato. Lo tengo qui davanti, in questi giorni infernali. Ogni tanto ci scriviamo. Mi ha inviato questo appello dell’Accademia Russa delle Scienze.

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L’appello di True Russia

Lo scrittore Boris Akunin, il ballerino Michail Baryšnikov e l’ecomomista Sergey Maratovich Guriyev hanno diffuso un appello attraverso il sito True Russia dove si può fare una donazione e i cittadini russi possono firmare varie petizioni che chiedono la cessazione delle ostilità e stigmatizzano il regime, il reale nemico della Russia tutta. Questo l’appello.

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Lettera aperta di scienziati e giornalisti scientifici russi contro la guerra con l’Ucraina

Lettera scritta per iniziativa di Mikhail Gelfand, professore di bioinformatica presso l’Istituto Skolkovo di Scienza e Tecnologia di Mosca. La lettera, pubblicata giovedì 24 sul sito di informazione scientifica indipendente trv-science.ru, ha raccolto sino ad ora 4100 firme.

Pubblico qui sotto la traduzione in italiano (fatta con deepl.com) ma riporto anche in fondo sia il testo originale che i nomi dei firmatari ad oggi. In questo modo diamo ali al testo anche nel caso di malaugurate operazioni di censura.

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Sono i “no” che fanno grande una persona. È la volta di Elena Kowalskaya

Amici, in segno di protesta contro l’invasione russa dell’Ucraina, mi dimetto da direttrice del teatro statale, il CIM. È impossibile lavorare per un assassino e ricevere uno stipendio da lui. Porterò avanti su base volontaria fino alla fine le cose che ho iniziato.

Elena Kowolskaya, direttrice del Centro culturale e teatrale statale Vsevolod Meyerhold di Mosca. Giovedì 24 febbraio
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