Abstract

Una specie di introduzione

Perché sto facendo questo lavoro?

Ho applicato il metodo della blogoclasse negli ultimi quattro semestri con circa 800 studenti su un totale di 1400 distribuiti in 20 curricula diversi, alcuni dei quali presso la Facoltà di Medicina ed altri presso la Facoltà di Scienze della Formazione.

Fino ad ora ho usato questo metodo insegnando informatica di base, “digital literacy” e argomenti affini.

Breve descrizione del metodo

In sintesi, il metodo prevede solamente un paio di lezioni iniziali nelle quali si spiega agli studenti di che si tratta. Successivamente, l’insegnante è disponibile per alcune settimane nell’aula di informatica per aiutare gli studenti che ne hanno bisogno, per discussioni ed eventuali seminari.

In aula gli studenti sono esortati ad aiutarsi a vicenda. Il resto del corso ha luogo all’interno della comunità di blog. L’insegnante scrive i compiti nel proprio blog e gli studenti scrivono i loro testi ciascuno sul proprio blog.

I compiti non sono pensati tanto per “coprire” un programma o per valutare direttamente le capacità acquisite ma sono piuttosto concepiti come stimoli per esplorare autonomamente. Si potrebbe dire che i compiti sono scelti giusto per indirizzare verso alcuni argomenti più rilevanti.

Nel caso di corsi online nei quali è impossibile dar luogo ad eventi in presenza la blogoclasse è sostenuta mediante incontri virtuali settimanali.

Particolarità della blogoclasse

A parte i dati relativi alla partecipazione e la distribuzione dei voti, all’insegnante rimane un groviglio di impressioni e sensazioni che formano una traccia molto intensa anche se soggettiva.

Ciò nonostante, da questo groviglio di ricordi emergono regolarmente alcuni elementi ben definiti:

  • Quando la blogoclasse “funziona” allora produce qualcosa di molto diverso dal solito.
  • Il successo del metodo dipende molto dal curriculum. Anche il grado di partecipazione a priori – cioè il numero di coloro che decidono di intraprendere la via del blog nel momento in cui devono decidere fra il vecchio ed il nuovo metodo – è variabile, andando dal 10-20% a quasi il 100% nei diversi curricula.
  • Ciò che colpisce di più nelle blogoclassi che funzionano è l’emergenza di una componente emozionale del tutto inusuale nella classi convenzionali e che si traduce in un particolare coinvolgimenti degli studenti.
  • Nelle blogoclassi che funzionano un quota significativa degli studenti vogliono continuare e di fatto la blogoclasse sopravvive al corso.

In sostanza, la blogoclasse presenta le caratteristiche di un essere vivente.

Il problema

Nella classe convenzionale l’insegnante segue ciascun studente separatamente e di solito le relazioni fra gli studenti vengono ridotte al minimo indispensabile.

Nella classe convenzionale l'informazione fluisce quasi esclusivamente dall'insegnante verso gli studenti.
Nella classe convenzionale l'informazione fluisce quasi esclusivamente dall'insegnante verso gli studenti.

Al contrario, nella blogoclasse gli studenti sono esortati a discutere con i compagni di corso ed anche con altre persone e non solo sugli argomenti del corso.

In una blogoclasse vi può essere un ricco scambio di informazione che dà luogo ad una vera e propria rete. La figura mostra la simulazione di una situazione estrema dove ciascuno comunica con quasi tutti gli altri.
In una blogoclasse vi può essere un ricco scambio di informazione che dà luogo ad una vera e propria rete. La figura mostra la simulazione di una situazione estrema dove ciascuno comunica con quasi tutti gli altri.

Quando succede che gli studenti afferrano il messaggio e accolgono la sfida, allora la blogoclasse prende vita nella forma di una rete che non è facile seguire perché una rete viva è un’entità caotica.

Naturalmente, io ricordo molti post, commenti e discussioni. finisco col conoscere piuttosto bene molti studenti e spesso sono in grado di farmi un’idea abbastanza precisa della loro personalità. Tuttavia, certamente tanti fili dei discorsi che si intrecciano vanno perduti e certamente percepisco le proporzioni relative delle componenti della blogoclasse in modo distorto a causa delle mie stesse sensazioni e delle mie preferenze.

L’idea

Tuttavia, a causa della propria natura, Internet ha memoria, anzi forse è una forma di memoria. Infatti Internet ospita numerose forme di vita che lasciano impresse tracce visibili del loro percorso. La blogoclasse è una di queste. Tutti i post e tutti i commenti possono essere recuperati dall’aggregatore di feed e possono essere successivamente analizzati con metodi matematici e grafici.

L’idea è quella di provare a costruire un sistema che consenta di “guardare” la blogoclasse nel suo insieme da prospettive diverse con la possibilità di metterne a fuoco delle parti.

Potremmo dire che la blogoclasse è una creatura vivente ma che la sua natura multidimensionale può essere troppo complessa e quindi è necessario dotarsi di strumenti adatti a poterla guardare adeguatamente.

Credo che questa idea sia interessante non perdendo tuttavia di vista 1) l’importanza delle percezioni soggettive dell’insegnante 2) e il fatto che gli strumenti matematici sono sì molto potenti ma non fanno magie

PS: Sarò molto grato a coloro che mi vogliano informare dell’esistenza di attività o articoli su questo argomento.

I sociogrammi sono stati fatti con Stanet.

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