TikTok sucks

Ho provato TikTok per un paio di mesi — provare per conoscere. Le tendenze partiranno anche da lì — parecchie dementi — ma a me non è di nessuna utilità. Invece è l’ennesimo social rubatempo. L’ho quindi cancellato.

Però l’ho cancellato anche perché è cinese. Vale a dire che è controllato da una dittatura e di questa cura gli interessi. E io aborro le dittature. La faccenda non è teorica: stare in un social è una faccenda di cittadinanza. Se abiti un social vuol dire che accetti di far parte della sua cittadinanza dunque anche del contesto che la genera. Vuol dire che accetti l’idea di generare profitti per quel contesto, attraverso il portato di informazioni relative alla tua persona e alle tue attività, che cedi ad esso.

Giova ricordare che questo vale per me, che non voglio avere assolutamente niente a spartire con nessuna dittatura, ma vale anche per i tanti che professano vigoroso antiamericanesimo contribuendo allegramente alla capitalizzazione di società americane quotate al Nasdaq.

Die Fürstenstadt — I treni delle salsicce

Kamil Galeev è un ricercatore indipendente e un giornalista residente a Mosca. Il suo principale interesse è la politica dell’identità nella Russia post-sovietica, l’etnificazione del nazionalismo russo e la repressione delle repubbliche etniche. Galeev ha conseguito un Master in Economia e Management presso l’Università di Pechino in Cina e poi un Master in Storia a St Andrews, nel Regno Unito. È un attivista dell’opposizione politica, brevemente incarcerato per aver partecipato alle proteste del 2020.

Recentemente ha pubblicato un thread sul suo account Twitter sulla gestione degli approvvigionamenti di cibo nell’URSS. È davvero interessante e molte delle immagini sono strepitose. Per questo l’ho trasferito qui traducendo il testo in italiano. Per chi legge l’inglese meglio andare a vedere l’originale:

Qui il testo in italiano (15 min)
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