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I granci della marana — Irene Bernasconi e la Casa dei Bambini di Palidoro

Irene Bernasconi, insegnante montessoriana nell’Agro Romano del 1915, Maria Montessori, l’Unione Femminile Nazionale, il Comitato per le Scuole dei Contadini, la Società Umanitaria di Milano, le Case dei Bambini, la diffusione delle Case dei Bambini nel mondo,

Ho letto un libro bellissimo. L’ho scoperto grazie a un servizio di Wikiradio, su Radio Rai 3. Lo consiglio a chiunque si occupi di scuola, specialmente agli studenti di Scienze della Formazione Primaria.

Irene Bernasconi, insegnante svizzera (Chiasso) di 29 anni, dopo avere ottenuto l’abilitazione al metodo montessoriano presso la Società Umanitaria di Milano, nel 1915 si reca a Palidoro, nell’Agro Romano. Scrive il 6 dicembre:

Avevo scelto di fare scuola in un posto dove non voleva andare nessuno, fra gente primitiva, bisognosa di affetto; fra bambini anche sporchi, scalzi, stracciati: Bambini vicini alla terra. In questo posto perduto nel fondo di qualche valle poco conosciuta o in un luogo abbandonato nelle desolate lande della Maremma… e Palidoro è, al dire dei ciociari, la ” Maremmaccia”. Era il posto che faceva per me , quello che andavo cercando … Mi dissi fortunata di averlo trovato e decisi di restare.

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Sei anni di Laboratorio di Tecnologie Didattiche a Scienze della Formazione Primaria

“Vaso con girasoli” interpretato da Alessandra Lucerni con il linguaggio di programmazione Logo in ambiente LibreLogo—LibreOffice.

Con questo contributo alla raccolta degli elaborati soprendenti degli studenti colgo l’occasione per riassumere succintamente i fondamenti del metodo messo a punto in sei anni di lavoro nel Laboratorio di Tecnologie Didattiche per il corso di laurea in Scienze della Formazione primaria.

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Indice per tag

Questa tag cloud può essere usata per cercare articoli su alcuni temi ricorrenti. Non è facile con oltre 1000 post pubblicati dal 2007 ad oggi. Ho cercato di togliere aspetti ormai obsoleti o fuori dai miei interessi attuali — work in progress

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Finendo per amarsi di più…

Ho trovato interessante come la percezione che abbiamo della tecnologia influenzi la nostra esperienza con essa. Ovviamente se si prova diffidenza verso la tecnologia, oppure ne siamo spaventati perché non siamo sicuri di come usarla, non sarà un’esperienza piacevole utilizzarla. Quello che mi ha più colpito, però, è come tramite Logo sia possibile arrivare ad una conoscenza migliore di sé finendo per amarsi di più.

Maria Cotugno, Scienze della Formazione Primaria

Non adagiarsi nella comfort zone

I momenti che preferisco in un corso sono quelli che precedono l’inizio, quando non conosci ancora nessuno ma sai che da qualche parte c’è un’entità viva e vibrante, che ti aspetta e si aspetta qualcosa da te. Ho sempre cercato di inviare dei messaggi di accoglienza in questi momenti di sospensione, nei vari modi possibili a seconda dei contesti. Come quando si getta l’amo per la prima volta in un nuovo specchio d’acqua, l’incertezza è pari alla speranza e per me questo è un momento esilarante.

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Come rischiare la vita salvò una tesi — storia di un ricercatore birbone

Sono entrato all’università di Firenze nel ’74, come studente, e ne esco oggi. Inevitabile pensare all’inizio. La fisica mi piaceva e anche la fisica nucleare ma non la vita che vedevo fare ai miei professori. Anche perché pensavo di non essere abbastanza bravo per spendere la vita in un laboratorio, distante anni luce dalla vita delle persone fuori dell’università. Volevo sentirmi utile, in modo più diretto, ma ero molto confuso. Finché verso ventun anni scoprii che c’era una cosa che si chiama medicina nucleare. Dopo essermi informato un po’ pensai che in un ospedale avevo forse più possibilità di fare qualcosa che servisse a qualcuno.

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Un appello per la pace in Ucraina, riletto da M. Boldrin e C. De Blasi

Quello dell’invasione russa dell’Ucraina è un tema che mi coinvolge e mi atterrisce al punto di non riuscire a rielaborare adeguatamente la massa di informazioni che sto assorbendo. Chissà se un giorno riuscirò a spiegarmi, per ora mi nascondo dietro l’alibi del poco tempo disponibile. Tuttavia, malgrado la deriva del pensiero debole in atto — che non risparmia nemmeno diversi “intellettuali” — ci sono persone pensanti e intellettualmente oneste in grado di accedere a fonti adeguate che riescono ad esprimersi.

Propongo ad esempio questa rilettura di Boldrin e De Blasi del recente appello di un gruppo di intellettuali (appunto) per la pace in Ucraina o, sarebbe meglio dire, per la resa dell’Ucraina.

Un appello per la pace in Ucraina, riletto.

M. Boldrin e C. De Blasi — Liberi Oltre le Illusioni

https://www.liberioltreleillusioni.it/news/articolo/un-appello-per-la-pace-in-ucraina-riletto

Formazione tutor Students4Students

Sono contento di dare un piccolo contributo alla formazione degli studenti-tutor in Students4Students, un progetto bellissimo dove studenti aiutano studenti:

  • STUDENTS sono studenti e studentesse liceali, universitari/e, neolaureati/e, che hanno voglia di dare una mano ai più piccoli
  • STUDENTS sono alunne e alunni di primaria e secondaria di primo grado in difficoltà segnalati dalle scuole, provenienti da contesti socio-culturali svantaggiati, con background culturale migratorio, o con disturbi specifici di apprendimento, che hanno bisogno di una mano per studiare

Questa la proposta per domani:

Come funziona il cervello? Mente e cuore per una didattica (online) di vicinanza

Die Fürstenstadt — I treni delle salsicce

Kamil Galeev è un ricercatore indipendente e un giornalista residente a Mosca. Il suo principale interesse è la politica dell’identità nella Russia post-sovietica, l’etnificazione del nazionalismo russo e la repressione delle repubbliche etniche. Galeev ha conseguito un Master in Economia e Management presso l’Università di Pechino in Cina e poi un Master in Storia a St Andrews, nel Regno Unito. È un attivista dell’opposizione politica, brevemente incarcerato per aver partecipato alle proteste del 2020.

Recentemente ha pubblicato un thread sul suo account Twitter sulla gestione degli approvvigionamenti di cibo nell’URSS. È davvero interessante e molte delle immagini sono strepitose. Per questo l’ho trasferito qui traducendo il testo in italiano. Per chi legge l’inglese meglio andare a vedere l’originale su Twitter:

Qui il testo in italiano (15 min)

Sono preoccupato per i miei amici e colleghi russi

Sono preoccupato per gli amici e colleghi dell’Istituto di Meccanica Teorica e Applicata di Novosibirsk con i quali ho collaborato una ventina di anni fa. Sono stati per lunghi periodi a Firenze e abbiamo sempre mantenuto i contatti ma ora abbiamo timore di scriverci. Pochi fugaci accenni poi basta.

Il 18 aprile scorso la comunità di studenti e studiosi dell’Università Statale di Novosibirsk aveva diramato un comunicato di protesta contro l’aggressione russa e di solidarietà nei confronti del popolo ucraino.

Il 27 giugno Anatoly Maslov, ricercatore capo dell’Istituto di Meccanica Teorica e Applicata di Novosibirsk è stato stato arrestato per il sospetto di trasmissione di segreti di stato alla Cina.

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Brigate Russe di Marta Ottaviani

Raccomando il libro di Marta Ottaviani, Brigate Russe, che, oltre a chiarire l’aspetto nascosto e torbido di questa guerra, ma anche delle guerre contemporanee tout court, è un esempio illuminante di giornalismo serio, fatto di faticosa ricerca delle fonti e di studio. Sono davvero belli i passaggi dove l’autrice racconta l’incerto del suo mestiere, dove il rischio di vedersi servite “polpette avvelenate su vassoi luculliani” è sempre più alto:

Ogni tanto mi sento un po’ come un contadino che deve irrigare il suo campo, ma sa che alcuni pozzi contengono acqua inquinata, destinata a far crescere un raccolto marcio e quindi deve stare attento a quale utilizzare. Il dramma, e da giornalista lo sento sempre di più, è che nessuno è onnisciente e se quindi, su alcuni argomenti, posso avere sviluppato una preparazione e uno spiririto critico che mi può proteggere, su tanti altri, alcuni di importanza vitale, sono vulnerabile.

P. 160-161 edizione Kindle
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