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Sei anni di Laboratorio di Tecnologie Didattiche a Scienze della Formazione Primaria

“Vaso con girasoli” interpretato da Alessandra Lucerni con il linguaggio di programmazione Logo in ambiente LibreLogo—LibreOffice.

Con questo contributo alla raccolta degli elaborati soprendenti degli studenti colgo l’occasione per riassumere succintamente i fondamenti del metodo messo a punto in sei anni di lavoro nel Laboratorio di Tecnologie Didattiche per il corso di laurea in Scienze della Formazione primaria.

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Questa tag cloud può essere usata per cercare articoli su alcuni temi ricorrenti. Non è facile con oltre 1000 post pubblicati dal 2007 ad oggi. Ho cercato di togliere aspetti ormai obsoleti o fuori dai miei interessi attuali — work in progress

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Il popolo dei social c’è sempre stato

Raccolta di racconti di Lorenzo Viani, fra cui quello qui citato, a cura di Marcello Ciccuto, per i “Quaderni di “letteratura e arte”, Fabrizio Serra editore, 2021

Il popolo dei social, screanzato, lunatico, intemperante, feroce, sbruffone, superficiale, immemore, millantatore, codardo, sempre a caccia di capri espiatori, non è comparso con i social, è sempre esistito. Oggi si gonfia e sgonfia repentino in volumi mai visti prima ma basta, bastava, il minimo assembramento con qualche comunanza d’intenti per ravvisarne le fattezze sgradevoli. Questo m’è venuto in mente leggendo “Vita di spiaggia: sfollamenti. Addio mare, spiaggia serena. Riappariscono i navarchi” scritto da Lorenzo Viani ne “l’Italia marinara” nel 1932. Trascrivo l’inizio. Il corsivo in fondo è mio. (Grazie all’amico Francesco Tomei che me l’ha fatto leggere.)

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“Il Progetto” — un’altra testata russa dissidente

Persevero nell’opera di scovare fonti russe dissidenti, anche se non mi si fila quasi nessuno. Un fatto che non comprendo e che mi inquieta non poco. Con i mezzi che abbiamo oggi siamo liberi (almeno dalle nostre parti) di attingere ad una quantità illimitata di fonti ma questa straordinaria libertà pare non interessare alcuno.

La mia domanda è: perché tutti continuano a seguire sempre gli stessi canali informativi, su internet o giornali, o le innumerevoli comparsate dei personaggi più stravaganti, quando è possibile esplorare autonomamente il mondo per farsi un’idea di come stiano effettivamente le cose? Perché, ad esempio, non interessa nessuno andare a vedere cosa dicono gli “altri russi”? C’è qualcuno in grado di rispondere?

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Novaja Gazeta — Anna Politkovskaja — il disprezzo del regime per la vita

Forse un modo per onorare la memoria di Anna Politkovskaja — autrice di La Russia di Putin e molto altro, uccisa con quattro colpi di pistola il 7 ottobre 2006 (compleanno di Putin…) — è quello di diffondere la testata indipendente presso cui ha lavorato, Novaja Gazeta, chiusa dal regime ma nuovamente presente in rete dal 20 aprile scorso su server europei.

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Il Duomo di Firenze secondo Viola e una questione sulla colorazione delle figure con LibreLogo

Bello il Duomo che Viola ha disegnato con LibreLogo, fra l’altro con un codice scritto molto bene. Nel fare questo lavoro Viola aveva segnalato un problema con la colorazione dei tetti. Riporto qui qualche considerazione in merito perché è un problema ricorrente nel quale gli studenti rimangono intrappolati pensando di avere sbagliato. In realtà si tratta di una particolarità di LibreLogo che forse dovrei documentare meglio nei manuali.

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Laddove parlare di pace è vietato

Riprendo l’iniziativa della comunità di oltre 1000 persone della Novosibirsk State University che ha creato un’apposita pagina fuori dal sito istituzionale per esprimere il proprio dissenso dalla guerra. Sotto riporto il testo integrale (prima che glielo cancellino) ma questo è il passaggio da leggere bene:

Puoi firmare questa petizione solo se sei coinvolto nella NSU. Ci rendiamo conto che una firma aperta su questa lettera potrebbe essere motivo di denuncia da parte dello Stato, quindi abbiamo lasciato la possibilità di nascondere la vostra firma a meno che non chiediate di metterla in chiaro.

Ovvero se parli di pace rischi. Per ora hanno firmato in 1110 di cui 924 pubblicamente. Onore a tutti loro.

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Comunicato della Novosibirsk State University

Dal The Siberian Times — altra fonte da leggere.

Riporto la traduzione del comunicato:

Dichiarazione della comunità dell’Università Statale di Novosibirsk:

“Noi, studenti, laureati, insegnanti e altri dipendenti dell’Università Statale di Novosibirsk, condanniamo fermamente la guerra che lo stato russo ha scatenato in Ucraina il 24 febbraio 2022, ed esprimiamo il nostro sostegno ai cittadini ucraini.

Non c’è nessuna ragione per questa guerra. Migliaia di militari e civili ucraini e russi sono già morti in essa, e ogni giorno di ostilità porta più vittime.

La guerra ha già portato a numerosi crimini contro i civili in Ucraina che devono essere investigati I responsabili di questi crimini devono essere trovati e puniti. Lo stato russo deve fermare immediatamente la guerra e l’esercito russo deve lasciare l’Ucraina.

Teach For Italy – un’opportunità interessante per insegnanti neolaureati

Aggiornamento 17 aprile. Prossima scadenza per candidarsi ai percorsi Teach For Italy: 24 aprile!


Teach for Italy è una ONG facente parte di un network internazionale, Teach For All, che coinvolge altri 60 paesi nel mondo. L’intento dichiarato è quello di “contrastare le diseguaglianze educative e rafforzare la scuola pubblica nei contesti più difficili, portando giovani talenti e nuove energie nelle scuole più svantaggiate”.

Ricordando le tante discussioni avute con gli studenti in questi anni, penso che la proposta di questa organizzazione possa interessare qualcuno. Il momento è buono perché è appena partita la campagna 2022 per la candidatura di nuovi partecipanti.

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Messaggio dalla Russia

Ricevo questo messaggio da un’amica russa che vive in Siberia…

“La guerra in Ucraina è una tragedia inimmaginabile… Come essere umano e come artista, mi sono sentito obbligato a rispondere nel modo più significativo possibile.

Così oggi, per la prima volta, ho eseguito pubblicamente la canzone di mio padre, IMAGINE.

Perché ora, dopo tutti questi anni? – Avevo sempre detto che l’unica volta che avrei considerato di cantare ‘IMAGINE’ sarebbe stata la ‘Fine del Mondo’…

Ma anche perché il suo testo riflette il nostro desiderio collettivo di pace in tutto il mondo. Perché all’interno di questa canzone siamo trasportati in uno spazio dove l’amore e l’unione diventano la nostra realtà, anche se per un momento…

La canzone riflette la luce alla fine del tunnel, che tutti speriamo…

Come risultato della continua violenza omicida, milioni di famiglie innocenti sono state costrette a lasciare la comodità delle loro case per cercare asilo altrove.

Faccio appello ai leader mondiali e a tutti coloro che credono nel sentimento di IMAGINE, affinché si mobilitino per i rifugiati ovunque! Per favore, sostieni e dona con il cuore.

#StandUpForUkraine”

Julian Lennon

Un progetto per il genocidio in Ucraina: denazificazione -> de-ucrainizzazione

Premetto la mia domanda: come si concilia tutto questo con il nostro concetto di pace?

Su Ria Novosti, un’agenzia di stampa statale, è apparso un impressionante editoriale a firma Timofei Sergeitsev, un produttore cinematografico allineato con il regime. L’autore sostiene in sostanza che “La denazificazione è necessaria quando una parte  significativa del popolo – molto probabilmente la maggioranza  – nella  sua politica è stata dominata e attratta dal regime nazista. Cioè,  quando l’ipotesi ‘il popolo è buono – il governo è cattivo’ non  funziona. Il riconoscimento di questo fatto è alla base della politica  di denazificazione, di tutte le sue misure”. “Deve essere effettuata una pulizia totale. Tutte le organizzazioni che si sono legate alla pratica del nazismo devono essere eliminate e bandite. Tuttavia, oltre ai vertici, è colpevole anche una parte significativa delle masse di persone perché si tratta di nazisti passivi, collaboratori del nazismo. Sostenevano e assecondavano il governo nazista. Una giusta punizione per questa parte della popolazione è possibile solo attraverso inevitabili oneri di una guerra giusta contro il sistema nazista. L’ulteriore denazificazione di questa massa della popolazione consiste nella rieducazione, che si ottiene con la repressione ideologica (soppressione) degli atteggiamenti nazisti e la dura censura: non solo nella sfera politica, ma necessariamente anche nella sfera della cultura e dell’educazione”.

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