
Quello che nel mio piccolo sto cercando di fare è di consentire, anche a coloro che sono in poca confidenza con le matematiche, di comprendere un po’ più in profondità alcuni elementi essenziali che sostengono l’AI, in modo da rendersi conto della natura dei problemi che l’affliggono ed essere un po’ più consapevoli di quello che fanno quando ci si avvicinano.
Mi ha spinto non poco in questa imprevista ma divertente avventura constatare la dissonanza fra gli sforzi e le preoccupazioni di coloro che studiano, progettano e programmano l’AI e la proliferazione di “esperti” che propongono corsi a destra e a manca, anche in campi nei quali occorrerebbe la massima prudenza, come quello della formazione, soprattutto dei giovani.
Agisco principalmente 1) studiando articoli scritti da specialisti dell’AI, cioè di coloro che la stanno facendo; 2) recuperando vari attrezzi del precedente mestiere di ricercatore che utilizzavo in tutt’altri campi (nemmeno così lontani, mi sto rendendo conto) e 3) scaricando e provando vari LLM o parti di essi, non per mettere su qualcosa ma per toccare con mano alcune delle cose che studio.
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