
È andata a finire che questa faccenda dell’intelligenza artificiale mi sta occupando praticamente a tempo pieno. Non mi era però mai capitato di confrontarmi con i cittadini, al di fuori di contesti istituzionali o inerenti alla formazione. Da tempo ho la sensazione che sia importante perché vedo che c’è un grande disorientamento e anche molti timori, alcuni giustificati altri privi di fondamento. Ma mi pareva anche parecchio difficile perché non è banale rendere accessibile una materia così intricata.
Dopo l’incontro di San Polo so che invece si può fare. Doveva durare un’ora e invece grazie all’attiva partecipazione di tutti non ci siamo accorti che di ore ne erano passate due. Per quanto mi riguarda è stato molto divertente ma soprattutto utile per chiarire ancora meglio vari aspetti e per aggiustare il tiro in altri eventuali incontri del genere.
Sono veramente grato a tutti.
Insegnare agli adulti, l’incontro avverrá per me più in là, è tuttavia un movimento a spirale tra le età, le culture, i pregiudizi, la forza del senso comune. I livelli si scombinano e preparare il “ pavimento basso” di Papert una sfida😅A volte mi rifugio nella calda ironia del dialetto, in quel serbatoio immenso che pure è dentro a ciascuno di noi: com’è vista l’intelligenza? È curioso come “ l‘ artificiale” si separi dall’associazione acquisendo , pur nell’intrigo, il peso di puro manufatto dell’uomo.