L’intelligenza artificiale immaginata da Vasilij Grossman

Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti sull’AI — il link conduce a un indice aggiornato.

Non posso non proporre questo brano di Vasilij Grossman che sembra parlare dell’intelligenza artificiale. È il capitolo 51 del libro primo in “Vita e destino”, il secondo volume della dilogia sull’assedio di Stalingrado e lo sterminio degli ebrei in Unione Sovietica; il primo è “Stalingrado”. Tratto dall’edizione Adelphi del 2008. Il romanzo fu completato da Grossman nel 1959 ma è stato pubblicato per la prima volta in Svizzera nel 1980. In Russia è apparso nella versione integrale solo durante la glasnost, nel 1989.
Mentre Grossman scriveva queste righe i cibernetici John McCarthy, Marvin Minsky, Nathaniel Rochester e Claude Shannon stavano giusto immaginando una macchina in grado di pensare, dandole, controvoglia, il nome di intelligenza artificiale.
Vale la pena di leggere Grossman, di questi tempi. Ma i due romanzi insieme fanno 1000 pagine. Difficile da proporre a moltitudini intente a risparmiare tempo (apparentemente) con l’AI. Ma almeno si legga le voce Wikipedia su Vita e destino.


51

Certi aggeggi elettrici fanno calcoli di matematica, ricordano eventi storici, giocano a scacchi e traducono libri da una lingua all’altra. Risolvono quesiti matematici meglio dell’uomo e hanno una memoria impeccabile.
C’è un limite al progresso che crea macchine a immagine e somiglianza dell’essere umano? Evidentemente no.
Possiamo immaginarcele, le macchine dei secoli dei millenni a venire. Ascolteranno la musica, apprezzeranno la pittura, sapranno dipingere quadri e comporre melodie e versi.
C’è un limite alla loro perfezione? Terranno testa all’uomo o faranno meglio di lui?
La macchina quale copia dell’uomo necessiterà di componenti elettroniche, masse e spazi sempre più grandi.
Un ricordo d’infanzia… lacrime di felicità… l’amarezza di un distacco…l’amore e la libertà… la pietà per un cucciolo malato… la diffidenza… l’amore materno… l’idea della morte… la tristezza… l’amicizia… l’amore per i deboli… una speranza improvvisa… un’intuizione felice… il cordoglio… un’allegria immotivata… un improvviso turbamento…
La macchina potrà riprodurre tutto! Ma per contenere una macchina che cresce di peso e dimensioni man mano che impara a riprodurre le peculiarità della mente e del cuore dell’uomo non basterebbe tutto lo spazio di questa terra.
Il nazismo ha sterminato decine di milioni di persone.
Vasilij Grossman, Vita e Destino, p. 232, Adelphi 1980.