Moyo: la fattoria della vita

Don Martin Bakole è il prete della parrocchia dove vivo, ma è anche la persona che si adoperò straordinariamente per la “Scuolina” di Poggio alla Croce a beneficio dei migranti che vi erano approdati e di altri che ne avessero potuto trarre profitto (qui la storia).

Ma Martino ha anche un altro popolo di cui farsi carico, il suo, che non ha mai abbandonato. Pare giusto provare ad aiutarlo. In fondo una scheda sintetica del progetto (vai subito alla scheda). Intanto guardate questi video: è un po’ come tornare con i piedi per terra.


Produzione artigianale di mattoni di argilla nella fattoria sociale. Martino racconta le difficoltà legate alla mancanza di attrezzi e alla forte presenza di erbacce nel terreno. Quanto sarebbero utili trattori e camion!

Tutti i componenti delle famiglie coinvolte nel progetto sono pagati, in denaro e formazione: qui le donne per preparare i campi e gli uomini per costruire abitazioni e annessi agricoli.

Ma da dove prevengono i materiali, il legname per esempio? Da 12 km, caricati su una vecchia bicicletta (non c’è nemmeno la catena, serve solo a quello), 10 tavole di 5-6 metri di 4 x 11 cm. Trattandosi di legni molto compatti (mutondo, musamba) il peso è elevato: 15 kg il peso di 10 tavole.

Nessuna voce, i rumori narrano il lavoro.

Come diceva Martino nel primo video, la lotta con le erbacce è defatigante. Giova ricordare che gli sforzi di queste persone non sono a noi alieni. In un articolo precedente (Fatti non foste a viver seduti) dicevo dell’amico Vittorio, classe 1918, scomparso centenario qualche anno fa. Qui mi viene in mente di quando raccontava come da giovane passasse le giornate con i suoi fratelli a disboscare con la sola marra (zappa) le aspre macchie di ginestre e scardicci che rivestono i nostri poggi. Giusto un secolo fa, a 20 km da Firenze, ma come loro.

L’acqua è fondamentale. Trivelliamo un pozzo… a mano!

Inutile il pozzo se non c’è un serbatoio…

… che deve stare in alto…

Applausi!

Sono numerose le piante dalle quali si possono estrarre vari tipi di olio. Qui si installa la macchina per la spremitura.

Fondamentale il servizio veterinario. Occorre vaccinare…

“È sempre una battaglia, è difficile, siamo lontani da tutto e da tutti, e cerchiamo sempre di dare un senso a quello che per ora non ha senso. Ci sono erbacce dappertutto, ma siamo veramente a corto di soldi per poter pulire tutto. Per ora, da Tshimbulu e dalla fattoria Moyo, grazie e a presto.”

Ma lavora anche Martino eh…

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2 pensieri riguardo “Moyo: la fattoria della vita”

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