

Continua l’incanto delle notti stellate, quella di Eleonora Antonucci dove la luna illumina alberi all’orizzonte e quella di Giusi Zamparelli che ha trasformato un errore in un’idea (evviva!) per disegnare costellazioni.
Ma sotto queste ed altre composizioni si cela un fatto importante che qui si manifesta attraverso le stelle. È difficile disegnare una stella in modo perfettamente regolare, magari cambiandone a piacimento le dimensioni, se non si ricorre ad un’astrazione matematica, e se non si è compreso come scomporre un problema nelle sue parti, e come queste possano essere incapsulate in nuovi elementari concetti, magari da riciclare in contesti diversi: pensiero computazionale di cui gli studenti si sono appropriati in laboratorio, con un lento lavoro maieutico di recupero di conoscenze matematiche sommerse nello sterile intrico delle rimembranze scolastiche.
Acquisire una nuova modalità di pensiero richiede cimento, non basta disquisirne: verum esse ipsum factum. Potrebbe essere il motto di questo laboratorio.



