Quando un compito si presenta come una “testimonianza viva, pulsante, reale, imperfetta…”

Premessa

Riprendo l’abitudine di raccogliere gli elaborati degli studenti — da quattro anni a questa parte di Scienze della Formazione Primaria dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli — che raccontano, dopo un laboratorio di sole 18 ore, della loro trasformazione, trasformando a loro volta il docente. Ne ho accumulati troppi, cercherò di recuperarli piano piano, perché rappresentano il risultato più prezioso del mio lavoro.

Iniziamo con l’elaborato di Ludovica Caldieri che unisce magistralmente codice e arte, dove Ludovica si domanda se quel linguaggio fatto di comandi essenziali possa trasformarsi in qualcosa di vivo, dinamico, persino poetico.


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Come Francesco, non vedente, ha visto il laboratorio di tecnologie didattiche

Fotografia di Francesco sulla terrazza di Suor Orsola Benincasa

Ecco il resoconto di Francesco sulla partecipazione al laboratorio di tecnologie didattiche di cui avevamo detto recentemente — Quando in classe compare “’nu cecate”… e tu sei disperatamente impreparato!

Oggi ci siamo visti e abbiamo discusso della possibilità di inserire nel laboratorio un’attività da eseguire ad occhi bendati, basata sul riconoscimento tattile di figure geometriche realizzate con materiali vari, legno, elementi del Meccano oppure realizzati con stampa 3D ecc.

Grazie Francesco!

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Quando in classe compare “’nu cecate”… e tu sei disperatamente impreparato!

Dove scopro che se non imparo a vedere come vede lui non posso insegnare nulla.

È stato possibile scrivere questo articolo grazie all’eccezionale collaborazione di Francesco Savanelli, il protagonista, e al contributo spontaneo di una sua collega, Barbara Veneruso.


Qui c’è una bella foto di Francesco dove, sulla terrazza di Unisob sembra assaporare beatamente la meravigliosa atmosfera del Golfo di Napoli con il Vesuvio alle spalle e un gabbiano che vola alto.

Il primo preconcetto: perché Francesco è qui?

Nel caos degli accomodamenti di una settantina di studenti, laggiù in fondo all’aula si aggira un giovane che si muove in modo differente, mi rendo conto che non vede: avrà sbagliato aula, sarà di un altro corso di laurea… Dimentico, travolto dalla quantità di cose da fare e da dire nel primo incontro del laboratorio. Ma alla fine rieccolo, accompagnato da una collega. Si presenta: è un mio studente. Non molto dopo gliel’ho detto chiaramente:

— Francesco, appena mi sono reso conto che sei un mio studente m’è preso il panico!

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Il laboratorio di Maria Grazia Fiore

Scrivo questo articolo per condividere la memoria di Maria Grazia Fiore1 con tante persone che l’hanno conosciuta e si sono avvalse dei suoi insegnamenti. Lo scrivo anche perché nel corso della nostra lunga collaborazione ho imparato veramente tanto da lei e questo è un modo per ritrovare tracce che non voglio smarrire.


Locandina realizzata da Maria Grazia per il laboratorio dell’8 novembre 2019 con gli studenti di Scienze di Formazione Primaria di Firenze.
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Il laboratorio di tecnologie didattiche in 9 minuti

Mi sono trovato nella necessità di realizzare una “lezione zero” per il laboratorio di tecnologie didattiche destinato agli studenti dei corsi di laurea in Scienze della Formazione Primaria.

Un laboratorio ormai ben collaudato (10 edizioni, 2000 studenti) dal quale derivano anche altri interventi che mi capita di fare nel mondo della scuola.

Le attività, le modalità di partecipazione e di valutazione in nove minuti.

Mi gira la testa

Questo è il titolo venuto spontaneo a Dania Nieri dopo avere messo insieme i codici con i quali aveva separatamente studiato e sviluppato le vari parti, mandala, spirali e frattali. Dania a questo punto inizia ad avere una nozione concreta di cosa sia il pensiero computazionale. Ciò nonostante, gli sforzi finali nella realizzazione del lavoro sono prettamente estetici. Valgono le considerazioni fatte a proposito del lavoro precedente, per il gigante Tifeo d’Ischia:

Puramente estetici i rovelli finali di molti studenti. L’altro giorno mi è stato chiesto se nei miei laboratori vi sia una parte artistica, insomma se siano STEAM e non solo STEM. No, in realtà dichiaro molto poco ma lavoro molto sulla creazione di un luogo che favorisca l’autonomia e la scoperta spontanea. La A di STEAM e varie altre cose vengono da sole.

Il gigante dormiente Tifeo di Ischia

Marialuisa Conte è partita da una foto dove si vede il profilo di Tifeo dormiente, il gigante condannato da Zeus a sorreggere il peso dell’isola per l’eternità.

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Informatica a corpo libero: sorting network

Bella esperienza fatta nel lab di tecnologie didattiche a scienze della formazione primaria. Da sviluppare ulteriormente, magari tenendo conto di queste danze sul tema degli algoritmi di sorting scoperte grazie a Giancarlo Orrù. Eccone due (ve ne sono altre)

Il laboratorio sui confini con gli insegnanti di Foqus

L’idea era di fare un laboratorio sui confini lavorando sulla mappa dell’Isola di Procida con un gruppo di insegnanti della Fondazione Quartieri Spagnoli (Foqus) per studiare, con matite compasso e righello, la relazione fra certo e incerto, i frattali, altre cose. Qualche tempo prima del laboratorio arriva un messaggio da Pamela e Paolo:

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Un laboratorio sui confini presso Foqus

Un laboratorio sui confini. Un’esplorazione geografica e storica, scientifica e teatrale, presso la Fondazione Quartieri Spagnoli. Gli insegnanti di Foqus condurranno la parte teatrale, io quella scientifica. Alcuni misureranno i confini di isole formate con i corpi degli altri. Poi di altre isole: Procida, Gran Bretagna, Isola Tonda, Isola di Koch. Lo faremo con compasso e righello, come Dio in questa miniatura del XIII secolo.

Vedremo come uno scienziato possa scoprire un fenomeno senza comprenderne la natura e come questo risultato possa servire successivamente ad un altro per comprenderlo appieno, creando una branca completamente nuova della matematica. Ci avvicineremo così al concetto di infinito, trovandolo sorprendentemente vicino al finito.

Lo studio del confine, luogo di separazione ma anche di incontro e di scambio, o oggetto di contesa e fonte di tensioni politiche, ci mostrerà la complessa relazione fra scienza e politica.

Foqus è un luogo di incontro fra realtà diverse, luogo ideale per un laboratorio sui confini.