Ubuntu — il documentario della Scuolina al Cinema Italia Pontassieve

I cittadini di Pontassieve e dintorni si trovano ad affrontare una situazione simile a quella che ci colse di sopresa nove anni fa, quando arrivarono alcune decine di migranti senza che né le amministrazioni locali né i cittadini fossero informati delle circostanze. A quei tempi il tema era di quelli bollenti e, nella nostra piccola realtà, generò un’azione di auto-organizzazione che dette vita alla Scuolina, dove volenterosi del luogo ma anche di zone limitrofe si impegnarono in una forma di educazione non formale, con notevoli successi ma con non poche difficoltà per via delle polemiche infuocate alimentate dal malsano clima politico che dominava la scena. Ora pare che il tema sia meno critico, almeno nella percezione comune, forse anche a causa dell’accumulo di altre gravi emergenze globali. Tuttavia alcuni cittadini di Pontassieve, ai quali la storia della Scuolina è nota, si sono attivati e hanno organizzato l’evento che segue.

Sarà un piacere rispondere alle loro domande e, con l’occasione, cercheremo di offrire alcune riflessioni che hanno avuto bisogno di maggior tempo per emergere.

Per chi ne vuole sapere di più, il blog del Laboratorio Aperto di Cittadinanza Attiva conserva la memoria della Scuolina.

Il successo di Madou, ma anche di altri

Oggi sul Corriere Fiorentino è apparso questo articolo: Madou Koulibaly, dalle torture in Libia a Firenze: «Guido i bus, con la volontà tutto è possibile».

Siamo tutti contenti per la notizia e soprattutto per la sorte di Madou. Però, come usuale nella stampa quotidiana di cui ci nutriamo, sembra una fiaba che si avvera. Un regalo del destino, come una stella cadente.

Invece no, spesso ci sono dietro una storia, un impegno, una visione, che vanno tuttavia persi insieme alla ricchezza reale che avevano prodotto. In questo caso, i primi passi di Madou possono essere letteralmente visti in un bel documentario: Ubuntu. Io sono perché noi siamo di Matteo Morandini e Daniele Palmi.

Quei primi passi ci dicono che Madou potrebbe andare ben oltre la guida dell’autobus. Presso la Scuolina di Poggio alla Croce abbiamo più volte letto con stupore i suoi testi che riuscivano ad essere profondi con poche parole di italiano. In fondo a questo post ne trovate uno.

Ma il successo di Madou non è solo il successo di Madou, ma anche quello di Sayon, di Aly e di un altro Aly, di Abdou, Aboubacar, Ahian, Deedo, Fousseny, Oumar, Sacko, Saidou, Salif — non me li sto ricordando tutti.

Questi giovani sono tutti impiegati con lavori stabili. Chi in officina, magari anche come saldatore, chi alla guida di TIR in giro per l’Italia, chi in aziende agricole, chi nella ristorazione. Molti hanno preso la patente, uno (forse anche altri) si è comprato un auto. Sono tutti successi al pari di quello di Madou.

Ed è il successo di un modello di accompagnamento e che altri potrebbero replicare e migliorare.

Ma non piace a tutti, meglio un miracolato ogni tanto.

Appello per insegnanti della Scuolina…

Dopo un lungo periodo di attività online ci siamo rivisti martedì scorso nel Giardino degli Orti Dipinti. Eravamo confusi perché anche se l’attività online ha funzionato (645 lezioni in 832 giorni a partire dal 23 febbraio 2020) la sensazione di rarefazione è inevitabile e un po’ di persone si sono inevitabilmente perse per strada. D’altro canto, considerate le vite dense e complicate degli studenti, il ritorno in presenza sembrava quasi una chimera. La domanda è: vale la pena di riprovare a incontrarsi in presenza?

Fatima con altre due amiche afghane, Rezvaneh e Sohaila, Judi (siriana) e Kenda (palestinese) con i suoi due bimbi piccoli, sono venute, malgrado la distanza, il caldo e gli impegni; poi è arrivato anche Sama (senegalese), nonostante avesse poi da scappare al lavoro. Basta questo per dire che vale la pena di riprendere la scuola in presenza.

Ma quanti siamo noi, cittadini, disposti a mandare avanti la cosa? Affinché l’attività sia proponibile occorre garantire una regolarità e contandoci, siamo un po’ pochi. Martedì c’erano Roberta, Paolo, Bianca e il sottoscritto fra gli insegnanti storici, poi c’era anche Francesca, studentessa di Formazione Primaria venuta a vedere di cosa si tratta.

Per fare una proposta concreta dovremmo garantire una mattina alla settimana e, precisamente, attagliandosi alle necessità degli studenti presenti, martedì o giovedi mattina, orario 9:30-11:30.

C’è qualcuno interessato a collaborare per comporre un gruppo di insegnanti un po’ più nutrito, in grado di consentire la continuità per un’attività del genere? Perché se siamo troppo pochi finisce che con gli impegni che capitano un po’ a tutti si saltano dei giorni.

Continua qui per ulteriori informazioni, dati sui risultati della Scuolina raccolti nella sua tesi da Roberta Gemignani, che si è laureata dieci giorni fa 🙂 e anche per accedere a tutte le tesi scritte dai nostri studenti sul lavoro di questi anni: