Dammi un LLM e ti dimostro quel che vuoi, e il suo contrario…

Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti sull’AI — il link conduce a un indice aggiornato.


Recentemente circolano sempre più notizie sui ritorni irrisori prodotti dagli investimenti in AI, specialmente, anche se non solo, da parte delle imprese più grandi. Uno studio recente del MIT stima siano il 95% le organizzazioni che non registrano ritorni apprezzabili dagli investimenti in tecnologie AI.

Il fenomeno è sempre più evidente quindi si iniziano a cercare le cause: AI-Generated “Workslop” Is Destroying Productivity (Harvard Business Review, settembre 2025). Workslop: contenuto generato con l’AI che all’apparenza si presenta bene, ma poi si rivela privo di sostanza, quindi inutile. Si usa anche la forma verbale: you have been workslopped, ti hanno mollato un pacco, una sciatteria da AI. L’articolo ha rilevato che il 40% su un totale di 1150 impiegati in varie imprese americane lamenta di ricevere workslop. Il problema è macroscopico perché i testi sciatti perfondono il sistema comunicativo delle aziende costringendo altri colleghi a dissipare tempo prezioso nel valutare e correggere, se non riscrivere ex novo, i workslop; di conseguenza viene speso tempo improduttivo e i flussi di informazione si deteriorano. L’articolo ipotizza che la causa sia “AI slop”, sciatteria da AI.

L’AI slop affligge anche noi utenti comuni. Nella stragrande mggioranza dei casi adoperiamo le chat senza un piano B: mi occorre un’informazione che non posseggo, chiedo a ChatGPT (o altro) e uso la risposta. Fine della storia. Gli utenti accorti e consapevoli sono una quantità infinitesima. Inutile girarci attorno. Il problema affligge anche scolari e studenti: ChatGPT vola quando i ragazzi tornano a scuola1. O pensiamo che loro sì, usino l’AI in modo consapevole, attuando verifiche e controlli del caso? O confidiamo che gli insegnanti, che poi sono alcuni di noi, abbiano competenze e strumenti per affrontare un problema del genere?

Ma se la sciatteria è il problema, come valutarne gli effetti? Ebbene, recentemente è uscito un articolo che affronta rigorosamente la questione in un contesto ben definito. Il lavoro è stato proposto in questi giorni da un gruppo di ricercatori dell’Università Bocconi, delle università di Zurigo, Gothenburg, Leiden e dell’Istituto per le Scienze Sociali Leibniz2.

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