Oltre le istruzioni


“Una farfalla, mille apprendimenti, Maria Scognamiglio, lavoro eseguito con Pencilcode — Scienze della Formazione Primaria, Università Suor Orsola Benincasa, Napoli.

Nel Laboratorio di Tecnologie Didattiche non si fanno ricognizioni dell’esistente, tantomeno delle ultime grida del mercato. Il laboratorio mira invece ad attivare negli studenti la confidenza nelle proprie capacità al fine di affrontare autonomamente e creativamente le nuove tecnologie che incontreranno lungo il loro cammino.

È giocoforza, nello spazio angusto di 3 crediti, concentrarsi sull’impiego di pochi strumenti con i seguenti principi: pavimento basso e soffitto alto (Seymour Papert) per iniziare facilmente ma senza porre limiti alla fantasia nel seguito; costo nullo o minimo per un atteggiamento realmente democratico (vedi articoli 3 e 34 della Costituzione in materia di accesso alla formazione); minima obsolescenza del software, massima indipendenza da mercanti e provider.

Da qui la scelta di LibreLogo, un’implementazione di Logo all’interno del word processor Writer di LibreOffice, software libero e quindi accessibile a chiunque e su qualsiasi sistema operativo. Per questi e altri motivi lo preferiamo a altre modalità in voga più “accattivanti”. In realtà, quando gli studenti si immergono nel lavoro capiscono quasi sempre la posizione e la condividono.

Ma non sempre, delle volte anche per motivi oggettivi relativi al proprio computer o per altre ragioni personali. Non è un problema: lasciamo loro la libertà perché l’obiettivo non è l’uso di uno strumento specifico, per preferibile che esso possa apparire, ma la visione che ne sottende l’uso, quella che conduce allo sviluppo del pensiero, del pensiero matematico, quindi anche del pensiero computazionale. Consapevoli di questo indichiamo sempre delle alternative.

Ecco, Maria Scognamiglio ha fatto proprio così. Ha utilizzato Pencilcode, un’implementazione di Logo diversa da LibreLogo. Per spiegare il valore del suo lavoro, individuiamo tre criteri di valore crescente nella valutazione:

  1. Lo studente ha riprodotto le procedure esemplificate dal docente, seppur con obiettivi scelti in autonomia? No, Maria non ha utilizzato il software impiegato negli esempi.
  2. Lo studente ha conseguito un obiettivo scelto in autonomia, impostando i problemi ad un livello di astrazione indipendente dal software usato per lo sviluppo? Sì, ha mostrato di sapere risolvere i problemi in un ambiente diverso da quello usato dal docente.
  3. Lo studente ha raggiunto una competenza sufficiente per vedere nella programmazione uno strumento creativo e non meramente tecnico? Sì, lo scrive esplicitamente lei stessa: “Ho capito che il coding non serve soltanto a programmare o a disegnare figure geometriche, ma può diventare anche uno strumento espressivo attraverso il quale raccontare emozioni, esperienze e ricordi. È un linguaggio diverso da quelli a cui siamo abituati, ma capace di dare forma alle idee con la stessa efficacia di un disegno o di un testo.

Ovviamente un lavoro che abbia soddisfatto tutti e tre i criteri viene considerato ottimo. Ma soddisfare i secondi due criteri senza il primo conduce all’eccellenza.

Non solo rete: eventi in presenza

Ho aggiornato la pagina degli eventi dove mi confronto con i cittadini, che è una cosa diversa dal confronto con gli studenti nei corsi universitari. Vanno bene entrambe le cose ma quello universitario è un ambito protetto dove, malgrado tutti gli sforzi che si possono fare, il più protetto è sempre il docente. Invece i confronti con la cittadinanza si giocano senza rete e poche regole, e questo mi piace molto.

I temi sono 1) intelligenza artificiale, 2) tecnologie, matematica, scienza, arte per la scuola, 3) accoglienza e “aiuto a casa loro”. Prevale l’intelligenza artificiale per via della pressione mediatica ma l’impegno su questi temi è lo stesso.

Continua con elenco eventi

Cosa c’entra la Fattoria Moyo in Congo con i campesinos ecuadoriani?

Cosa hanno in comune gli agricoltori di Tshimbulu in Congo con i campesinos di Salinas de Guaranda in Ecuador? I contesti sono davvero diversi ma la povertà è la stessa, e con essa l’apparente impossibilità del riscatto sociale. Esistono però testimonianze che dicono il contrario, come quella del progetto di “microfinanza campesina” che Bepi Tonello ideò a Salinas. In questa riflessione ci domandiamo quanto tale modello possa essere esportabile nella Fattoria di Moyo di don Martin Bakole.

Ce la prendiamo con calma, per cercare di capire bene il contesto, nella speranza di raccogliere idee o suggerimenti.

Molte domande.


Continua (10 min)