Codice Codifica Complessità


Dove approfondiamo, un poco, l’idea di codifica. Dove proviamo a renderci conto di cosa voglia dire quella sigla, UTF-8, che compare qua e là. Dove magari scopriamo che certi caratteri strani che appaiono in talune pagine web, diventano leggibili aggeggiando con il menu del browser. Dove potremmo meravigliarci di come la complessità delle grafie sia riducibile a soli uno e zero. Dove Dante ci aiuta a toccar con mano la potenza esplosiva dell’esponenziale

Le macchine digitali, almeno quelle che siamo in grado di produrre e usare oggi, sono macchine deterministiche. Masticano solo un oggetto che può avere solo due stati, zero ed uno. Eppure le stiamo utilizzando per rappresentare il mondo, che è immensamente complesso e non deterministico. Ne abbiamo costruite una grande quantità in grande varietà, poi le abbiamo collegate con una varietà altrettanto grande di modi. Ora il numero delle macchine è quasi uguale a quello degli uomini viventi, o forse anche più grande. Su questa complessa infrastruttura è emerso un altro mondo, riflesso e espansione del nostro mondo fisico; un mondo i cui elementi sono le menti degli uomini. Tutto questo partendo da macchine che masticano solo bit. Come è possibile questo? Come fa a rappresentare il mondo, in tutta la sua vertiginosa complessità, una macchina composta da macchine così semplici?
Continua a leggere …

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: