Rivoluzione AI? Scarse tracce e notevoli preoccupazioni

Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti sull’AI — il link conduce a un indice aggiornato.

Aggiornamento 18 agosto con la notizia del disimpegno del governo britannico dall’AI e un inciso sulla produzione artificiale di codice di Stephen Downes. Gli aggiornamenti sono riconoscibili dallo sfondo grigio.


Dicevamo che nella stampa specializzata si va avanti al ritmo di una breaking new al giorno in un susseguirsi frenetico di innovazioni e annunci epocali: nessuno scriverà più una riga di codice, dimenticate Excel, 15 modi per fare soldi con l’AI e via dicendo. Per non parlare dei corsi di AI applicata ad ogni angolo dello scibile. Ma il vento sta girando. Per dire: la corsa a modelli sempre più potenti sta generando risultati rapidamente decrescenti a fronte di costi in crescita esponenziale, i prossimi modelli richiederanno una quantità di energia incompatibile con la transizione energetica a meno che non si costruiscano apposite centrali nucleari, non esiste ad oggi un solo esempio di applicazione dell’AI su larga scala da parte di grandi aziende, il codice software prodotto dall’AI di norma non funziona, gli investitori iniziano a diffidare e le quotazioni delle maggiori aziende stanno crollando in misura proporzionale al coinvolgimento nell’AI.

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