Pensare in immagini … o pensa diversamente e a scuola sei fritto!

Per circa mezzo secolo la scienza medica aveva ritenuto che negli autistici non vi fosse alcuna vita interiore e che comunque, da quell’interno, non vi fosse alcuno possibilità di comunicare con l’esterno.

Straordinaria la testimonianza di Temple Grandin, una donna autistica che è diventata una famosa esperta di sistemi di zootecnia. Al di là della sua vita professionale, ha scritto dei libri sensazionali perché rappresentano una voce proveniente proprio dal quel mondo che si riteneva non potesse comunicare con l’esterno. Un paio sono “La macchina degli abbracci, parlare con gli animali”, Adelphi 2007, e “Pensare in immagini, e altre testimonianze della mia vita autistica”, Erickson, 2001.

Nel decimo capitolo di quest’ultimo, Temple discute il legame tra autismo e genio, citando storie di vari personaggi famosi: Ludwig Wittgenstein, Vincent van Gogh, Albert Einstein, Richard Feynmann …

Argomenta Temple: “Oggi di Einstein che ne sono pochi. Forse vengono tutti bocciati agli esami di maturità o prendono voti molto bassi.”

E continua ricordando che numerosi scienziati, artisti e scrittori avevano avuto difficoltà a scuola: Charles Darwin, Gregor Mendel sono due esempi famosi.

Io trovo che la scuola oggi sia pessima ma a coloro che dicono “eh purtroppo non è più seria come una volta” oppure “è tutta colpa del 68” io dico che non trovo molto seria una scuola che mortifica e non riconosce l’ingegno e la fantasia. Non ha mai funzionato bene la scuola, nè prima, nozionistica e soprattutto fatta per chi la scuola la faceva già a casa (“Lettera ad una professoressa”, Don Milani), né oggi, solo apparentemente moderna e integrata con la società ma in realtà appiattita al minimo livello, assolutamente non formativa.

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