Die Fürstenstadt — I treni delle salsicce

Kamil Galeev è un ricercatore indipendente e un giornalista residente a Mosca. Il suo principale interesse è la politica dell’identità nella Russia post-sovietica, l’etnificazione del nazionalismo russo e la repressione delle repubbliche etniche. Galeev ha conseguito un Master in Economia e Management presso l’Università di Pechino in Cina e poi un Master in Storia a St Andrews, nel Regno Unito. È un attivista dell’opposizione politica, brevemente incarcerato per aver partecipato alle proteste del 2020.

Recentemente ha pubblicato un thread sul suo account Twitter sulla gestione degli approvvigionamenti di cibo nell’URSS. È davvero interessante e molte delle immagini sono strepitose. Per questo l’ho trasferito qui traducendo il testo in italiano. Per chi legge l’inglese meglio andare a vedere l’originale:

Qui il testo in italiano (15 min)

I granci della marana — Irene Bernasconi e la Casa dei Bambini di Palidoro

Irene Bernasconi, insegnante montessoriana nell’Agro Romano del 1915, Maria Montessori, l’Unione Femminile Nazionale, il Comitato per le Scuole dei Contadini, la Società Umanitaria di Milano, le Case dei Bambini, la diffusione delle Case dei Bambini nel mondo,

Ho letto un libro bellissimo. L’ho scoperto grazie a un servizio di Wikiradio, su Radio Rai 3. Lo consiglio a chiunque si occupi di scuola, specialmente agli studenti di Scienze della Formazione Primaria.

Irene Bernasconi, insegnante svizzera (Chiasso) di 29 anni, dopo avere ottenuto l’abilitazione al metodo montessoriano presso la Società Umanitaria di Milano, nel 1915 si reca a Palidoro, nell’Agro Romano. Scrive il 6 dicembre:

Avevo scelto di fare scuola in un posto dove non voleva andare nessuno, fra gente primitiva, bisognosa di affetto; fra bambini anche sporchi, scalzi, stracciati: Bambini vicini alla terra. In questo posto perduto nel fondo di qualche valle poco conosciuta o in un luogo abbandonato nelle desolate lande della Maremma… e Palidoro è, al dire dei ciociari, la ” Maremmaccia”. Era il posto che faceva per me , quello che andavo cercando … Mi dissi fortunata di averlo trovato e decisi di restare.

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Il popolo dei social c’è sempre stato

Raccolta di racconti di Lorenzo Viani, fra cui quello qui citato, a cura di Marcello Ciccuto, per i “Quaderni di “letteratura e arte”, Fabrizio Serra editore, 2021

Il popolo dei social, screanzato, lunatico, intemperante, feroce, sbruffone, superficiale, immemore, millantatore, codardo, sempre a caccia di capri espiatori, non è comparso con i social, è sempre esistito. Oggi si gonfia e sgonfia repentino in volumi mai visti prima ma basta, bastava, il minimo assembramento con qualche comunanza d’intenti per ravvisarne le fattezze sgradevoli. Questo m’è venuto in mente leggendo “Vita di spiaggia: sfollamenti. Addio mare, spiaggia serena. Riappariscono i navarchi” scritto da Lorenzo Viani ne “l’Italia marinara” nel 1932. Trascrivo l’inizio. Il corsivo in fondo è mio. (Grazie all’amico Francesco Tomei che me l’ha fatto leggere.)

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Teach For Italy – un’opportunità interessante per insegnanti neolaureati

Aggiornamento 17 aprile. Prossima scadenza per candidarsi ai percorsi Teach For Italy: 24 aprile!


Teach for Italy è una ONG facente parte di un network internazionale, Teach For All, che coinvolge altri 60 paesi nel mondo. L’intento dichiarato è quello di “contrastare le diseguaglianze educative e rafforzare la scuola pubblica nei contesti più difficili, portando giovani talenti e nuove energie nelle scuole più svantaggiate”.

Ricordando le tante discussioni avute con gli studenti in questi anni, penso che la proposta di questa organizzazione possa interessare qualcuno. Il momento è buono perché è appena partita la campagna 2022 per la candidatura di nuovi partecipanti.

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Sono i “no” che fanno grande una persona. È la volta di Elena Kowalskaya

Amici, in segno di protesta contro l’invasione russa dell’Ucraina, mi dimetto da direttrice del teatro statale, il CIM. È impossibile lavorare per un assassino e ricevere uno stipendio da lui. Porterò avanti su base volontaria fino alla fine le cose che ho iniziato.

Elena Kowolskaya, direttrice del Centro culturale e teatrale statale Vsevolod Meyerhold di Mosca. Giovedì 24 febbraio
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Discorso sulle tesi e molto altro

Salve professore vorrei ringraziarla per avermi permesso di scrivere la tesi su un argomento a me caro. Non le è interessata la mia media dei voti, non mi ha detto cosa era giusto e cosa era sbagliato. Mi ha semplicemente accompagnato in questo percorso, dandomi consigli preziosi. Il suo comportamento non è per niente scontato. Quindi la ringrazio doppiamente: è stato un relatore “top” e mi ha permesso di vedere l’università come dovrebbe essere, una comunità di persone  che sono entusiaste nel fare ricerca. E magari si divertono pure.

Dalla mia ultima laureanda

Giusto l’ultimo dei messaggi che molti studenti mi inviano dopo la laurea. Diversi dei quali arrivano alla meta non necessariamente con medie elevate, poi fanno ottime tesi. E molti si meravigliano: come è possibile… Invece eccome se è possibile. Ci sono molte cose da dire sull’istituto della tesi. Ma anche sui metodi di valutazione all’università, sui metodi di valutazione nella scuola, sui metodi di insegnamento tout court, alla luce di ciò che oggi sappiamo sul funzionamento del cervello. Anzi al buio, perché sembra che i due mondi, quello dell’istruzione e quello della ricerca neuroscientifica, siano completamente scollegati. Non è una sorpresa, la conoscenza dissociata, la ricerca del Lutto, la scuola del Lutto, secondo Morin, e altri.

Molte cose da raccontare e da approfondire. Quando avrò finito.

L’unione fa la forza: con Amara i sottotitoli completi del documentario “Ubuntu, io sono perché noi siamo” in italiano, spagnolo, francese e inglese.

Ripubblico qui questo post apparso sul blog del Laboratorio Aperto di Cittadinanza Attiva perché illustra un esempio interessante di applicazione del servizio collaborativo di sottotitolazione di video pubblici con Amara.org, di cui abbiamo scritto in altri post.



Laboratorio Aperto di Cittadinanza Attiva

L’unione fa la forza. Grazie al contributo di Claude (CH), Hélène (F), Concetta (I), Daniele (I), Maria Teresa (I), Susanne (D) e il sottoscritto sono stati completati i sottotitoli del documentario “Ubuntu, io sono perché noi siamo” in italiano, spagnolo, francese e inglese. Il lavoro è stato fatto con il servizio web Amara.org.

Amara.org è un laboratorio di sottotitolazione collaborativa. I sottotitoli non vengono “bruciati” nelle immagini e possono essere scaricati in tutti i formati più diffusi. In questo modo possono essere reinseriti in altri video, come abbiamo fatto noi per eliminare o cambiare il logo in sovraimpressione, oppure per essere utilizzati da un sintetizzatore vocale.

I video sottotitolati sono raggiungibili in Amara.org a questo link. Qui sono accessibili le versioni in Svedese in corso d’opera. Di quella in tedesco abbiamo il testo completo scritto da Susanne (D) — dobbiamo ora trovare il tempo di inserirlo in forma di…

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Covid: fonti

Di consueto cerco di stare alla larga dal tema ma colpisce un fatto che caratterizza questo marasma comunicativo: il disinteresse per i dati reali contrapposto al consumo vorace della notizia qualsivoglia. C’è sotto l’equivoco che occorra informarsi per potersi esprimere. No, occorre studiare prima di potersi esprimere, e non poco. Che non significa sia roba da laureati ma da persone di buona volontà che vanno a cercarsi le fonti e se le studiano. Chiunque lo può fare però ci vuole tempo e spesso è anche un po’ faticoso. Un conto e rilanciare notizie che ci piacciono, un altro cercare di capire qualcosa che non conosciamo.

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