Claude Code: entusiasmo e qualche angoscia

Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti sull’AI — il link conduce a un indice aggiornato.


In breve

Claude Code è un agente: non genera solo testo ma fa cose. Gli agenti impiegano LLM per generare testo ma hanno anche altre componenti perché l’azione richiede determinismo. Funzionano molto bene, se i compiti sono ben definiti e non troppo complessi. Per un boomer cresciuto con il terminale, Claude Code è uno sballo: l’antico nel futuro. Esilarante da rischiare di diventarne dipendente. Potrebbe essere un problema? Ma soprattutto, chi paga il conto? In parte noi, quando scopriamo che dopo averci fatto venire la voglia tocca pagare per continuare. In realtà il conto è assai più salato. L’utenza esplode e le big tech faticano sempre più a tenere il passo con la domanda. Gli investimenti gonfiano ma i ritorni per ora languono. Il fabbisogno di energia generato dall’AI incide sulla distribuzione, amministrazioni locali e cittadini iniziano ad opporsi. E tutto questo avviene soprattutto in America, che è un’altra parte ancora del problema. A quando un minimo di stabilità?

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L’unione fa la forza: con Amara i sottotitoli completi del documentario “Ubuntu, io sono perché noi siamo” in italiano, spagnolo, francese e inglese.

Ripubblico qui questo post apparso sul blog del Laboratorio Aperto di Cittadinanza Attiva perché illustra un esempio interessante di applicazione del servizio collaborativo di sottotitolazione di video pubblici con Amara.org, di cui abbiamo scritto in altri post.

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