La questione cruciale della libertà d’espressione

Riprendo la segnalazione di Gaetano, perché riguarda un tema della massima importanza che, fra l’altro, si allaccia alle questioni trattate da Richard Stallman nel suo talk A Free Digital Society (© cc-by-nd) (testo tradotto).

La vicenda è molto complessa e non va ridotta alla semplice contrapposizione fra due blocchi. La questione implica enormi interessi sia economici che di potere, dove ognuno gioca la sua parte. Semmai, va riconosciuta – e a mio avviso sostenuta – una parte della società che ha a cuore la libertà di espressione degli individui, e che deve essere ben distinta da una varietà di altri attori, che si presentano con un ventaglio di posizioni determinate da interessi economici specifici.

Oltre a richiamare i link citati da Gaetano, ovvero la pagina di Wikipedia e l’articolo su Zeus News, segnalo quest post su Agora, che è scritto in italiano.

E nel preciso momento in cui sto per pubblicare questo post, scopro che nella bacheca di WordPress, fra le “Impostazioni” è comparsa la voce “Protest SOPA/PIPA”, la quale offre alcune opzioni fra cui:

Display a protest ribbon on every page of my site until January 24, 2012 and black out every page on my site in protest of SOPA/PIPA on January 18, 2012 between 8AM and 8PM EST

Ovvero, compare un nastro “STOP CENSORSHIP” in alto a destra, cliccabile, e il sito verrà oscurato oggi, presumo dalle 14 di oggi alle 2 di domattina, ora italiana.

Wikipedia

Rispondo con un post al commento di Donatella alla mia traccia sull’etica hacker

Dice Donatella:

Se ho capito bene, le voci di Wikipedia non vengono “adottate”, ma è possibile intervenire liberamente e senza “censura”.
Non credi che questo possa favorire una prassi del tipo “Cicero pro domo sua”?

Certamente rispettiamo le enciclopedie illuministiche ma capire l’utilità di quelle attuali è difficile. In questi nostri tempi lo scibile è sterminato e in continua tumultuosa espansione. Davvero pensiamo che una enciclopedia redatta in modo convenzionale possa tenere il passo con tutto questo?

Le enciclopedie sono molto costose. Quello che riescono ad offrire vale il costo? Nella mia esperienza personale, se capita di cercare un’informazione in modo “leggero”, giusto per un orientamento o per passeggera curiosità, potrei andare a cercare in una enciclopedia ma questo tipo di necessità non ha mai giustificato un acquisto così oneroso. Quando invece ho necessità di reperire un’informazione in modo “serio” so già che molto probabilmente troverei la voce enciclopedica troppo superficiale. In tal caso preferisco cercare le fonti, quasi sempre libri.

Le enciclopedie contengono errori, sempre. Accade come nella produzione del software: la riduzione degli errori è un processo molto lungo e costoso. Il metodo di redazione convenzionale rende molto difficile e lento questo processo.

Su certi argomenti le voci possono essere scritte in modo non neutrale? La neutralità è una vera ossessione in Wikipedia e i suoi redattori più accaniti, cioè gli utenti più attivi, sono attentissimi a questo aspetto. È proprio in Wikipedia che si è sviluppato una sorta di codice etico della scrittura. Chi non si comporta adeguatamente viene emarginato dalla massa che è estremamente motivata sulla qualità. E poi gli autori coinvolti nelle enciclopedia tradizionali danno sempre garanzia di neutralità? Quante diatribe poco edificanti vi sono state in passato fra studiosi anche di grande livello? L’uomo è imperfetto, anche quando riesce a conquistare posizioni rilevanti nella società.

Allora, per un impiego “leggero”, preferisco di gran lunga Wikipedia: più ampia, più dinamica nel seguire lo scibile e quindi più aggiornata, revisionata in continuazione da una moltitudine di persone, a costo zero.

Le fonti solide si cercano comunque altrove.