Come faccio a proteggere i miei messaggi? – #loptis

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Stavo scrivendo due post contemporaneamente, ambedue al di fuori del filone HTML. Contemporaneamente, perché non riuscivo a decidermi a quale dare la precedenza, quando è arrivata questa domanda di Roberta:

A proposito di sicurezza di dati…mandare documenti (ad esempio PDF di alunni) in modalità e mail con allegato oppure condividerli con Dropbox o Drive…come funziona…quali sono le modalità più sicure? E’ possibile determinarle?

Come dicevo nella risposta al commento, son mesi che studio, sperimento e annoto per aggiungere un capitolo “sicurezza” nel laboratorio. Ma è un tema vasto e complesso. E poi è necessario calibrare l’intervento sulle necessità più frequenti e cogenti, colmando una distanza fra utenti normali e smanettoni paranoici che da vent’anni è rimasta tale e quale. Colgo quindi la palla al balzo per fare un inciso, poi continueremo con il resto.

Chi ha fretta può andare direttamente alla ricetta semplice.
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Pratiche del cyberspazio


Dell’embeddare e del condividere nel cyberspazio e qualche altra pertinente divagazione su pratiche varie


Aggiornamento 10 gennaio @ 9:29

Per abitudine pluriennale ho fatto riferimento a OpenOffice, mentre intendevo LibreOffice. Qual è la differenza? Sul piano del costo per l’utente non c’è differenza perché ambedue sono fatti per essere scaricati e usati liberamente. Tuttavia LiberOffice è “più libero”. Due parole per capire. OpenOffice nacque alla fine degli anni 90 – si chiamava StarOffice – come un progetto open source della Sun Microsystem, grande azienda IT famosa per i suoi computer di alto livello e per il sistema operativo Unix Solaris. Sono molte la aziende che trovano vantaggioso sviluppare progetti open source, cioè che non comportano un costo per gli utenti. Nel 2009 la Sun è stata acquistata dalla Oracle, il gigante dei database commerciali. In seguito a questo passaggio, gli sviluppatori di OpenOffice sono progressivamente usciti dal progetto per riconvergere in un nuovo clone, LibreOffice, appunto, che è sostenuto interamente dalla comunità e non da attori commerciali che ne possano influenzare le scelte. Inutile dire che, tutte le volte che sotto ho scritto OpenOffice, intendevo LibreOffice!!!

-> Gioiosamente scaricate, usate e diffondete software libero <-


Aggiornamento dopo dieci minuti: le vicende di Monica e Elena, che compaiono in questo post, sono romanzicchiate con il fine di descrivere compiutamente alcuni aspetti pratici che mi sembrano importanti; non comportano alcun giudizio del loro lavoro che ho apprezzato molto. Le ringrazio quindi anche di questa “collaborazione” 🙂


L’anno scorso, anche se pochi giorni fa, Monica mi aveva fatto questa domanda per email:

C’è modo di inserire il codice embed in powerpoint, in maniera che si possa visualizzare un video?

La domanda offre lo spunto per sviluppare alcune questioni interessanti.
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