La consapevolezza della propria identità nella rete

Fotografia di nuvole di aprile
Aggiornamento 13 novembre. Nel post si menziona il futuro valore di capitalizzazione di Facebook, che invece ora è una realtà in quanto la società è quotata presso il Nasdaq dal 18 maggio scorso per un valore di circa 90 miliardi di dollari. Come spesso succede per alcune internet companies, le stime iniziali risultano troppo ottimistiche, infatti oggi il valore di mercato di Facebook si aggira intorno ai 40 miliardi di dollari. Ma tutto ciò non altera la sostanza del post.

Aggiornamento 12 aprile. Riallineo e aggancio questo post a Il valore dei dati sui social network [infografica] pubblicato pochi giorni fa da Roberta Ranzani, perché ci sta come il cacio sui maccheroni.

Nota: questo NON è un post su Facebook, che ho preso ad esempio solo perché è ben noto ai più; le considerazioni svolte riguardano invece tutti i servizi Web in qualche modo “social”: i vari GoogleCosi che richiedono un’iscrizione a Google, Gmail, GoogleDocs, Google+ e via dicendo, poi Twitter, Linkedin, eccetera.

 
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Il Cloud

Fotografia di nuvole di aprileMa questo è il grid, la griglia! – sbottò l’anziano professore, matematico napoletano, in una riunione dove si decideva di un progetto futuro, una quindicina di anni fa. Il grid, o più precisamente il computing grid (griglia computazionale) era il nome di quella cosa che stavo immaginando, forte di certi risultati che avevamo ottenuto gli anni precedenti. Quindi “la cosa” esisteva già. Un’occorrenza comune quando si fa ricerca: scoprire che l’ultima pensata esiste già, saltarci sopra e da lì pensarne un’altra. Il nuovo progetto vide la luce e prosperò egregiamente, ma di lì a poco mi resi conto che era comparsa una cosa simile, di ben più vasta applicazione, che si chiamava cloud computing e che era parente stretta del grid computing, anzi, ci era cresciuta sopra. Semplificando le cose, con il grid computing si rendono disponibili grandi risorse di calcolo e di memoria, in particolari circostanze e a richiesta. Con il cloud tali risorse vengono rese disponibili in modo ubiquitario e pervasivo. Per intendersi, quasi tutti i servizi web più importanti vengono offerti attraverso una tecnologia di cloud computing. Tutta roba che si dà per scontato che sia lì, prontamente disponibile per il consumo, come la corrente elettrica.

In questo post cercherò di dare un’idea del fenomeno del cloud, in maniera abbastanza generale perchè di fatto è un fenomeno di portata vastissima. Mi capiterà quindi di lambire aspetti piuttosto differenti. Se qualcuno desidera ragguagli su qualche aspetto particolare, non si periti di commentare.

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