Anche MedWiki è una Open Educational Resources, e molto consistente anche:13794 utenti registrati, 468000 visite e 3 milioni di pagine viste, più di 2000 file disponibili per il download. Numeri di tutto rispetto per un servizio realizzato e mantenuto da un gruppo di studenti senza alcun fine se non la fiducia nei valori della cooperazione e della condivisione.
The UNESCO OER Global Logo by Jonathas Mello is licensed under a Creative Commons Unported 3.0 License
Parlando di risorse per lo studio la mente va subito ai “contenuti”. Questo succede anche per le Open Educational Resources. Vorrei approfittare di questa circostanza per allargare il concetto. Supponiamo che io abbia bisogno di una spiegazione di qualcosa che a lezione non ho capito, una cosa qualsiasi, per esempio il concetto di derivata di una funzione matematica. Bene, esiste Internet e esistono le OER. Vado quindi a cercare e trovo dieci spiegazioni diverse. Ne leggo alcune ma mi lasciano perplesso, poi, a un tratto ne trovo una con la quale inizio a “vedere”, cioè inizia a succedere qualcosa nella mia mente.
È evidente che mi affeziono subito a quella spiegazione ed è probabile che la segnali agli amici. Forse anche a loro piacerà, ma non posso essere completamente sicuro di questo. Può essere benissimo che un mio amico che abbia la stessa necessità di capire il concetto di derivata riesca invece a “vederla” meglio con un’altra spiegazione. Ecco dov’è fuorviante il concetto di contenuto.
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Introduco le Open Educational Resources con alcune storie che avevo ripreso e tradotto dall’articolo Students Find free Online Lectures Better Then What They’re Paying For un paio d’anni fa. The Chronicle of Higher Educationè la più importante pubblicazione dedicata all’università negli Stati Uniti. Riporto qui il testo del vecchio post con qualche piccolo aggiustamento per rendere la traduzione un pochino più fluida.