Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti sull’AI — il link conduce a un indice aggiornato.
Recentemente mi è stato chiesto il titolo per un intervento che devo fare prossimamente. Ho scelto quello dato al presente articolo, dove cerco di spiegare proprio questo concetto. L’esempio matematico mi pare che faciliti l’intento. Magari al lettore è richiesta un po’ di pazienza ma dovrebbe bastare qualche ricordo di scuola secondaria.
Del cerchio molti si ricorderanno. Di solito chiedendo a bruciapelo in classe cosa sia il cerchio, dopo qualche tentennamento viene fuori la definizione euclidea:
Mi sono trovato nella necessità di realizzare una “lezione zero” per il laboratorio di tecnologie didattiche destinato agli studenti dei corsi di laurea in Scienze della Formazione Primaria.
Un laboratorio ormai ben collaudato (10 edizioni, 2000 studenti) dal quale derivano anche altri interventi che mi capita di fare nel mondo della scuola.
Le attività, le modalità di partecipazione e di valutazione in nove minuti.
Dicevamo che nella stampa specializzata si va avanti al ritmo di una breaking new al giorno in un susseguirsi frenetico di innovazioni e annunci epocali: nessuno scriverà più una riga di codice, dimenticate Excel, 15 modi per fare soldi con l’AI e via dicendo. Per non parlare dei corsi di AI applicata ad ogni angolo dello scibile. Ma il vento sta girando. Per dire: la corsa a modelli sempre più potenti sta generando risultati rapidamente decrescenti a fronte di costi in crescita esponenziale, i prossimi modelli richiederanno una quantità di energia incompatibile con la transizione energetica a meno che non si costruiscano apposite centrali nucleari, non esiste ad oggi un solo esempio di applicazione dell’AI su larga scala da parte di grandi aziende, il codice software prodotto dall’AI di norma non funziona, gli investitori iniziano a diffidare e le quotazioni delle maggiori aziende stanno crollando in misura proporzionale al coinvolgimento nell’AI.