Mi sono trovato nella necessità di realizzare una “lezione zero” per il laboratorio di tecnologie didattiche destinato agli studenti dei corsi di laurea in Scienze della Formazione Primaria.
Un laboratorio ormai ben collaudato (10 edizioni, 2000 studenti) dal quale derivano anche altri interventi che mi capita di fare nel mondo della scuola.
Le attività, le modalità di partecipazione e di valutazione in nove minuti.
Come si evince da quella breve descrizione, i partecipanti dovranno recare strumenti convenzionali: carta, matite, compasso e poco altro. Il laboratorio mira a toccare con mano, è il caso di dirlo, l’incerto che scaturisce da un problema apparentemente banale, come quello della misura di una costa o di un confine; incerto scoperto nella prima metà del XX secolo da un metereologo, Lewis Fry Richardson, e formalizzato pochi decenni dopo dal matematico Benoît Mandelbrot nella forma dei frattali. Una delle tante circostanze in cui l’incerto ha fatto irruzione in tutte le scienze nel corso del ‘900, privando di senso locuzioni quali “scienze esatte” o “scienze dure”.
Eppure stuoli di maturati, e temo anche di laureati, escono dagli studi totalmente ignari di tale fondamentale rivoluzione. Rivoluzione peraltro intimamente legata al ruolo essenziale che le tecnologie giocano fra gli strumenti di lavoro degli scienziati contemporanei in matematica, fisica, astrofisica, biologia, chimica, medicina e non solo. Senza il digitale la maggior parte delle discipline si ridurrebbe a museo della storia della scienza.
Oggi, nel nostro laboratorio, gli studenti useranno carta e matita ma arriveranno a comprendere come descrivere l’oceano di incertezza dalle sponde delle nostre sparute isole di certezza, per dirla con Morin, richieda necessariamente il digitale, e se ne renderanno conto senza nemmeno toccare il computer. Questo è il digitale che va insegnato, prima di mettere mano a qualsivoglia artefatto, software o hardware che sia. Ci sosterremo con brani tratti da vari libri e articoli scientifici (chi legge più libri? chi insegna a leggere libri? noi no a quanto pare…).
È urgente colmare le insopportabili lacune generate dalla polarizzazione fra apocalittici e integrati, gli uni intenti a promuovere pur eccellenti pratiche di scuola attiva, gli altri a inseguire le tendenze del momento, ebbri di nuovo fra gli stand di Didacta.
Nel frattempo metà degli studenti che affrontano gli studi di informatica fuggono quando si accorgono che l’informatica è matematica. Ufficialmente maturi, ignoranti di fatto.
Anche quest’anno non sento il bisogno di andare a Didacta. Mi spiegherò meglio altrove. Intanto vediamo a mo’ di esempio come si svolge un empowering lab. Esempio V anno Scienze della Formazione Primaria, coorte 2023/24.
Occorrono computer (NO tablet), carta, carta milimetrata, matite, righello, compasso (meglio se nautico), pasta di sale, elettronica da pochi Euro, rifiuti vari di cucina…
22 Febbraio — Panorama e regole di un lab dove è vietato scaldare sedie e studiare a pappagallo. Occorre fare ma guai a chi fa senza studiare prima.
29 Febbraio — Primi passi in Flatland con la Tartaruga (LibreLogo, XLogo micro mini midi maxi, Pencilcode, Scratch).
7 Marzo — Le tre magie del software: cicli, nuovi comandi (funzioni) e variabili. Pozioni magiche. Alla ricerca della matematica che credevamo di non sapere (più).
14 Marzo — Triangoli diversi, poligoni e stelle. POLY: così Dio creò Flatland. La geometria della Natura: frattali (IV magia: ricorsione).
21 Marzo — Una missione impossibile: si può misurare il perimetro di Procida? Avventura geografica-storica-matematica-informatica da affrontare con compasso e carta millimetrata. Oh Morin Morin, perché sei sulla bocca di tutti ma tutti ti dimenticano?
4 Aprile — Come funziona il cervello? Cosa ci serve sapere per imparare e insegnare? E le macchine? Come imparano? L’arte della simulazione: gioia e dolore dello scienziato contemporaneo.
18 Aprile — Informatica a corpo libero: performance “Sorting networks” (speriamo di trovare un cortile). E altri giochi di sorting con bilance autocostruite, scatoline ecc.
2 Maggio — Mani in pasta di sale (e di zucchero) e cianfrusaglie varie trovate in cucina. Alla scoperta dell’elettricità. Scoprire la fisica senza parlare di fisica. Gioco libero.
23 Maggio — Microcontrollori e Robot ma senza spendere, o spendere il minimo (Art. 34: “… I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.”). Misurare l’umidità della terra, manovrare un veicolo, trasformare la tastiera…
I momenti che preferisco in un corso sono quelli che precedono l’inizio, quando non conosci ancora nessuno ma sai che da qualche parte c’è un’entità viva e vibrante, che ti aspetta e si aspetta qualcosa da te. Ho sempre cercato di inviare dei messaggi di accoglienza in questi momenti di sospensione, nei vari modi possibili a seconda dei contesti. Come quando si getta l’amo per la prima volta in un nuovo specchio d’acqua, l’incertezza è pari alla speranza e per me questo è un momento esilarante.
Il 31 ottobre finisce il mio servizio presso L’Università di Firenze ma iniziano altre attività:
Torno in Unifi per continuare il Laboratorio di Tecnologie Didattiche a Scienze della Formazione Primaria: a partire dal 12 settembre 😃
Ma farò la stessa cosa (Laboratorio di Tecnologie Didattiche) presso l’Università di Suor Orsola Benincasa. In novembre e inizio dicembre sarò quindi due giorni alla settimana a Napoli 😃
Due ampie coorti di future maestre e maestri ogni anno 🥳
Per svolgere le attività di laboratorio presso l’università di Suor Orsola Benincasa devo nominare da uno a tre cultori della materia. Non c’è molto da fare perché non sono bravo a delegare ma è un’occasione per vivere da dentro il Laboratorio di Tecnologie Didattiche, di cui vi potete fare un’idea qui: Sei anni di Laboratorio di Tecnologie Didattiche a Scienze della Formazione Primaria.
Ci sono napoletani interessati? (Mi potete scrivere qui: andreas.formiconi(AT)docenti.unisob.na.it)