Come Francesco, non vedente, ha visto il laboratorio di tecnologie didattiche

Fotografia di Francesco sulla terrazza di Suor Orsola Benincasa

Ecco il resoconto di Francesco sulla partecipazione al laboratorio di tecnologie didattiche di cui avevamo detto recentemente — Quando in classe compare “’nu cecate”… e tu sei disperatamente impreparato!

Oggi ci siamo visti e abbiamo discusso della possibilità di inserire nel laboratorio un’attività da eseguire ad occhi bendati, basata sul riconoscimento tattile di figure geometriche realizzate con materiali vari, legno, elementi del Meccano oppure realizzati con stampa 3D ecc.

Grazie Francesco!

Data: 09/12/2025

L’Inizio e la Sfida Inattesa

Oggi ho riflettuto molto sulla mia esperienza in questo Laboratorio di Tecnologie Didattiche. All’inizio, devo ammetterlo, ho provato una certa frustrazione. Il tema era incentrato sui disegni geometrici e sull’elaborazione di figure complesse, tutte attività svolte principalmente con strumenti visivi come LibreLogo di LibreOffice. In quanto non vedente, il muro dell’inaccessibilità mi si è parato davanti in modo netto. Sentivo che stavo per essere escluso da una parte fondamentale del corso. Come potevo disegnare o analizzare forme sullo schermo?

La Svolta: Impegno e Inclusione Attiva

Per fortuna, la situazione ha preso una piega incredibile grazie alla disponibilità e all’impegno del Professore. Invece di dirmi semplicemente “non è possibile”, c’è stata una costante e proficua collaborazione per rendere tutto accessibile. Non si è trattato di semplificare, ma di trasformare il metodo, trovando modi per farmi non solo partecipare, ma anche contribuire in modo unico.

Progetto 1: L’Angolo Si Fa Tattile e Corporeo 📐

La prima grande sfida è stata la spiegazione dell’angolo. Come si trasmette questo concetto a un bambino non vedente?

Il Professore mi ha suggerito di creare un vero e proprio tutorial didattico per i miei pari. Ho deciso di utilizzare il corpo come strumento principale.

  • L’Angolo del Corpo: Spiegavo che l’angolo è formato dall’incontro di due “lati” che partono da un vertice. Usavo le mie braccia: il gomito come vertice e le due sezioni del braccio come i lati. Aprendo e chiudendo le braccia, si può sentire la variazione dell’ampiezza dell’angolo (acuto, retto, ottuso) in modo cinestetico.
  • L’Angolo dell’Orologio: Ho poi usato un grande orologio tattile con una sola lancetta tagliata (quella delle ore o dei minuti). Il bambino poteva toccare e muovere la lancetta, con l’altra mano ferma sul centro (il vertice). In questo modo, il bambino percepisce non solo l’angolo, ma anche la sua misurazione rispetto al quadrante. È stata una dimostrazione potentissima di come la tattilità possa sostituire la vista.
Progetto 2: Geometria Solida con il Meccano e la Pasta di Sale 🧱

Un altro punto cruciale è stato spiegare la staticità delle figure geometriche e i concetti di lato e vertice in modo tridimensionale.

  • Il Meccano per Lati e Staticità: Ho utilizzato il Meccano. Assemblare un quadrato e un triangolo con le loro sbarrette mi ha permesso di dimostrare come il triangolo sia statico e rigido (una struttura solida, importante in architettura), mentre il quadrato è intrinsecamente deformabile fino a quando non viene aggiunta una diagonale. Toccando queste strutture, i bambini non vedenti possono comprendere la differenza strutturale e il concetto di lato (la singola sbarretta) e vertice (il bullone di giunzione).
  • La Pasta di Sale per Circuiti Tattili: La parte finale è stata la più entusiasmante. Abbiamo parlato di circuiti elettrici. Dimostrare che una persona cieca può non solo comprendere, ma anche realizzare un circuito, è stato un messaggio fondamentale. Ho lavorato con la pasta di sale per creare una base e ho assemblato un piccolo dispositivo mediante una pila (batteria) come fonte di energia, la base solida sulla quale fissare i componenti e un piccolo motore collegato a un’elica rotante.

La capacità di assemblare, collegare i fili e sentire l’elica che si mette in moto al tocco è stata una vittoria personale e un messaggio forte: la tecnologia e la scienza sono accessibili a tutti se si adottano gli strumenti giusti.

Conclusione: L’Accessibilità non è un optional, è un metodo.

Questo Laboratorio mi ha insegnato che l’accessibilità non è solo un diritto, è una forma di pensiero creativo. Non si tratta di dare un “contentino”, ma di ripensare il processo. Grazie a questa collaborazione, non solo ho partecipato, ma ho creato materiale didattico innovativo per i miei pari.

Sono grato per l’opportunità di aver trasformato una potenziale barriera in un ponte. La vera tecnologia didattica è quella che rompe i muri e permette a tutti di costruire conoscenza.

Un commento su “Come Francesco, non vedente, ha visto il laboratorio di tecnologie didattiche”

Vengono pubblicati solo commenti che recano nome e cognome

Scopri di più da Andreas Formiconi

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere