Il laboratorio nel computer #loptis

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Nel post precedente vi avevo chiesto di fare l’esercizio di scrivere un link in un commento. Avevo fatto anche un po’ il gradasso dicendo che non c’è nemmeno la rete di salvataggio perché una volta pubblicato non lo potete modificare! Meglio così, bisogna stare proprio attenti… 🙂

Affermazione non sbagliata…

Un passo indietro II #loptis

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La volta scorsa la casella degli indirizzi e ora quella del motore di ricerca

Dicevamo nella prima parte, dove avevamo fatto un passo indietro smontando e esaminando un indirizzo URL nelle sue parti, che

[t]utti [i browser] offrono nella parte superiore della finestra una o due piccole caselle per scrivere, più larghe che lunghe.

Avevamo anche mostrato degli esempi, sotto forma di screenshot.

Ecco, qui mi interrompo un attimo. Digressione…

Un passo indietro #loptis

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L’abbondanza produce superficialità. Oggi tutti corriamo il rischio di agire superficialmente, una volta o l’altra. Esposizione mediatica, iperattività e tempi brevi obbligano a sviluppare filtri per venire a capo della quantità, anzi, per sopravvivere. L’avvento del cyberspazio non ha certo migliorato le cose, da questo punto di vista. È sorprendente il livello di disattenzione con cui le persone guardano lo schermo. Non è un problema che affligge solo i nativi digitali. Persone di altre generazioni, abituate a leggere tranquillamente per ore il loro libro, sono estrememente disattente davanti a un computer. La quantità schiaccia. I nativi digitali non si scompongono più di tanto se sbagliano un clic o un comando, ne provano un altro perché confidano nel fatto che non possa succedere un granché – vero, ma non sempre… Chi invece è cresciuto nel mondo precedente ha una percezione molto più fisica delle cose – un colpo di lima sbagliato rovina il pezzo, tocca ricominciare da capo – esita di più e più facilmente demorde. Ma la superficialità delle percezioni di fronte alla quantità di stimoli vomitate dagli schermi non è poi così diversa, e forse è un problema più importante della diversità dei nativi digitali.

Facciamo quindi un passo indietro…

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