Cosa c’entra la Fattoria Moyo in Congo con i campesinos ecuadoriani?

Cosa hanno in comune gli agricoltori di Tshimbulu in Congo con i campesinos di Salinas de Guaranda in Ecuador? I contesti sono davvero diversi ma la povertà è la stessa, e con essa l’apparente impossibilità del riscatto sociale. Esistono però testimonianze che dicono il contrario, come quella del progetto di “microfinanza campesina” che Bepi Tonello ideò a Salinas. In questa riflessione ci domandiamo quanto tale modello possa essere esportabile nella Fattoria di Moyo di don Martin Bakole.

Ce la prendiamo con calma, per cercare di capire bene il contesto, nella speranza di raccogliere idee o suggerimenti.

Molte domande.


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L’AI non è piovuta dal cielo (su Cultura Commestibile)

Con questo articolo inizio la collaborazione con il settimanale online Cultura Commestibile. Pubblicherò i testi qui ma invito a visitare la rivista, dove ci sono molti altri articoli interessanti.


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Moyo: la fattoria della vita

Don Martin Bakole è il prete della parrocchia dove vivo, ma è anche la persona che si adoperò straordinariamente per la “Scuolina” di Poggio alla Croce a beneficio dei migranti che vi erano approdati e di altri che ne avessero potuto trarre profitto (qui la storia).

Ma Martino ha anche un altro popolo di cui farsi carico, il suo, che non ha mai abbandonato. Pare giusto provare ad aiutarlo. In fondo una scheda sintetica del progetto (vai subito alla scheda). Intanto guardate questi video: è un po’ come tornare con i piedi per terra.

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Incontro con i cittadini a Bagno a Ripoli

Incontro con i cittadini del comune di Pelago

Vent’anni di peregrinazioni didattiche — Indice ragionato del blog (2007–2026)

Questo post è un indice ragionato generato da Claude (Anthropic). Ogni sezione sintetizza una stagione o un tema del percorso dal 2007 ad oggi, con i link ai post principali. Ultimo aggiornamento maggio 2026.

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AI: incontri con i cittadini

Il laboratorio di AI Ma ci sei o ci fai? presso la Libera Università Valdisieve e Valdarno (LUVV) ha dato corso ad una serie di nuove iniziative nei territori dei comuni di Pelago, Pontassieve, Bagno a Ripoli e Figline e Incisa Valdarno.

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Claude Code: entusiasmo e qualche angoscia

Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti sull’AI — il link conduce a un indice aggiornato.


In breve

Claude Code è un agente: non genera solo testo ma fa cose. Gli agenti impiegano LLM per generare testo ma hanno anche altre componenti perché l’azione richiede determinismo. Funzionano molto bene, se i compiti sono ben definiti e non troppo complessi. Per un boomer cresciuto con il terminale, Claude Code è uno sballo: l’antico nel futuro. Esilarante da rischiare di diventarne dipendente. Potrebbe essere un problema? Ma soprattutto, chi paga il conto? In parte noi, quando scopriamo che dopo averci fatto venire la voglia tocca pagare per continuare. In realtà il conto è assai più salato. L’utenza esplode e le big tech faticano sempre più a tenere il passo con la domanda. Gli investimenti gonfiano ma i ritorni per ora languono. Il fabbisogno di energia generato dall’AI incide sulla distribuzione, amministrazioni locali e cittadini iniziano ad opporsi. E tutto questo avviene soprattutto in America, che è un’altra parte ancora del problema. A quando un minimo di stabilità?

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Una sintesi di questo blog redatta dall’agente Claude

Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti sull’AI — il link conduce a un indice aggiornato.


Da molto tempo avvertivo il bisogno di mettere ordine in questo blog dove ho disordinatamente accumulato ricordi e pensieri intorno a tante esperienze didattiche, sia come docente che discente. Ma la pigrizia e l’infantile desiderio di tuffarsi sempre nella prossima avventura me l’hanno sinora impedito, anche perché la mole crescente del materiale (1’186 post dal 2007 ad oggi) mi faceva passare sempre più la già scarsa voglia. Diciamo che ci avevo rinunciato, ma non avevo previsto l’arrivo dell’AI!

Woman hiking in forest with social media comments about blogging, SEO, and tags
Vabbè, così ho provato anche il generatore di immagini di WordPress…

Ebbene, visto che il più delle volte passo il tempo a segnalare trappole e disfunzioni dei Large Language Model ecco invece una storia positiva. Chiariamoci: non sono “contro” l’AI. Mi concentro sulle criticità per contrappeso ad una narrativa dominante distorta e alla percezione comune dell’AI quale intelligenza altra e fonte di riferimento primaria, che è il modo peggiore per affrontarla. Con questo articolo inizio invece a documentare casi d’uso interessanti, prendendo le mosse proprio dal tentativo di recuperare il filo d’Arianna di questo blog.

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Quando i miei studenti chiedono all’AI di fare quello che hanno imparato

Questo è il passaggio che nella sua relazione finale Simona Assunta Felice, studentessa di Scienze della Formazione Primaria, ha dedicato alle attività laboratoriali dove abbiamo adoperato l’intelligenza artificiale.

Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti sull’AI — il link conduce a un indice aggiornato.


L’Intelligenza Artificiale: Specchio o Strumento?

Abbiamo messo alla prova l’Intelligenza Artificiale (ChatGPT e simili) chiedendole di risolvere gli stessi problemi di LibreLogo che avevamo affrontato noi in aula.

Vedere l’AI scrivere in tre secondi netti, con una facilità disarmante, lo stesso codice che a me aveva richiesto due ore di sudore, è stato umiliante. Mi sono sentita improvvisamente obsoleta. Mi sono chiesta con angoscia: “Ma se una macchina lo fa meglio e più velocemente, allora io a che servo? Qual è il valore del mio sforzo?”. Poi, però, abbiamo iniziato ad analizzare i risultati con occhio critico, ed è emersa la verità. L’AI, nonostante la sua velocità, a volte “allucinava” in modo bizzarro.

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