Il blog della IUL #linf14

Sono ormai diversi anni che da queste parti usiamo il blog come uno strumento didattico ma l’idea di chiedere alle persone di fare un account, spesso l’ennesimo account, può creare qualche perplessità. Non vi è niente di male di per sé ma sempre più i servizi Web rappresentano un terreno di conquista – conquista di mercato, accaparramento di clienti, fidelizzazione dei medesimi ecc. Non tutti i servizi sono uguali da questo punto di vista, ve ne sono di più intrusivi e di più rispettosi ma sempre entità commerciali sono. Questo è un aspetto che contrasta un po’ con quell’idea di territorio libero che ci piacerebbe sostenere.

È anche in base a motivazioni del genere che è emersa l’idea di dotare l’ambiente informatico della IUL di un servizio di blogging. Il servizio è stato appena attivato, avrà bisogno di qualche rifinitura ma può già essere utilizzato. Non è pubblico in quanto riservato agli studenti, ai docenti e al personale IUL. Tuttavia i blog sono visibili dall’esterno e chiunque può contribuirvi con dei commenti, sempre che l’autore lo consenta. L’editor dei testi si confronta bene con quelli dei servizi più noti, dispone di un notevole set di opzioni e consente di editare il testo anche in HTML – una caratteristica che lo rende molto interessante per realizzare un piccolo laboratorio condiviso di HTML. I post e i commenti sono inoltre tracciabili mediante il meccanismo dei web feed. Insomma ha tutto quello che serve per un’esperienza didattica completa.

Qui interessa mettere in evidenza la decisione da parte di un’istituzione di formazione che mette a disposizione degli studenti un servizio Web che interagisce con l’esterno, uscendo dalla logica usuale delle piattaforme blindate. Pare un fatto positivo.

Ecco il primo post su http://www.iuline.it/ambiente/blog/iamarf/.

 

Lista dei blog e pistolotto #loptis

Clicca qui per scaricare la versione in pdf.

In Apriamo il blog s’era detto:

Vi prego di scrivere correttamente i dati. Anche questo fa parte dell’insegnamento: quando si scrive qualcosa nella Macchina si deve essere estremamente accurati: gli errori vi si ritorceranno contro. Una buona parte delle italiche magagne amministrative dipendono dall’approssimatività e quasi assente alfabetizzazione digitale di un’intera generazione: colloquiando con la Macchina si deve essere esatti. Quindi:

  • nome e cognome esatti

  • indirizzo del blog con http://

  • non mettete il www con l’idea che ci stia sempre bene: se non c’è non c’è

Succede però sempre – me lo immaginavo – che qua o là scappi un www o sfugga un html, che poi devo andare a correggere a mano. Ok, allora ho dedicato la giornata a irrobustire il sistema di gestione in modo che corregga automaticamente questo genere di imprecisioni. Non è un grosso problema, anzi, ad aggeggiare con il software mi diverto e così in futuro non perderò più tempo su questa faccenda. Del resto dovevo anche produrre la lista dei blog, che terrò aggiornata quotidianamente – e di cui trovate il link anche nella colonna a destra.

Ma non mi lascio sfuggire l’occasione  per insistere sull’importanza dell’accuratezza.

Ripropongo l’immagine del frontespizio della Scrittura Italiana Posata di cui mi ero servito nel primo post, A coloro che non sono sicuri di essere pronti.

Frontespizio di un corso di Scrittura Italiana Posata

In quel post avevo collegato la bella calligrafia alla scrittura del codice o, più in generale, alla scrittura per comunicare con la Macchina: per esempio scrivendo l’indirizzo di un blog, per esempio scrivendo il proprio nome, la propria data di nascita ecc.

Non molto tempo fa un amico mi ha raccontato che, all’atto della successione, certe particelle di un terreno di suo padre al catasto non si trovavano. Trattavasi di un piccolo giardinetto nel quale il mio amico aveva passato l’infanzia, certo che ci dovevano essere! Ebbene, alle particelle era stato attribuito un nome troncato – tipo Gian invece di Gianfranco. Fatti normali. Purtroppo.

Accenti sbagliati – è è diverso da é, anche nel computer; È non si scrive E’ ecc. – spazi che vanno e vengono nei nomi composti e sbavature similari possono avere conseguenze nefaste, specialmente in un paese afflitto da un’amministrazione letargica come il nostro, dove tutto è inerzia e niente è intelligenza.

Torna buona l’epigrafe che ho messo recentemente in vetta al blog. Rileggiamola:

Non c’è mutazione che non sia governabile. Abbandonare il paradigma dello scontro di civiltà e accettare l’idea di una mutazione in atto non significa che si debba prendere quel che accade così com’è, senza lasciarci l’orma del nostro passo. Quel che diventeremo continua ad esser figlio di ciò che vorremo diventare. Così diventa importante la cura quotidiana, l’attenzione, il vigilare. Tanto inutile e grottesco è il ristare impettito di tante muraglie avvitate su un confine che non esiste, quanto utile sarebbe piuttosto un intelligente navigare nella corrente, capace ancora di rotta, e di sapienza marinara. Non è il caso di andare giù come sacchi di patate. Navigare, sarebbe il compito. Detto in termini elementari, credo che si tratti di essere capaci di decidere cosa, del mondo vecchio, vogliamo portare fino al mondo nuovo. Cosa vogliamo che si mantenga intatto pur nell’incertezza di un viaggio oscuro. I legami che non vogliamo spezzare, le radici che non vogliamo perdere, le parole che vorremmo ancora sempre pronunciare, e le idee che non vogliamo smettere di pensare. È un lavoro raffinato. Una cura. Nella grande corrente, mettere in salvo ciò che ci è caro. È un gesto difficile perché non significa, mai, metterlo in salvo dalla mutazione, ma, sempre, nella mutazione. Perché ciò che si salverà non sarà mai quel che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma ciò che abbiamo lasciato mutare, perché ridiventasse se stesso in un tempo nuovo.

I barbari
Alessandro Baricco

(Il grassetto è mio)

Ecco, anche nelle piccole cose. Anzi, prima di tutto a partire dalla piccole cose: ad esempio, portiamo l’accuratezza della calligrafia nella digitazione attenta dei caratteri. Sono gli atomi della conoscenza, vanno trattati bene.

Editing appunto, se vogliamo.

Due parole sulla scelta del blog #loptis

Fra le iscrizioni che stanno arrivando ve ne sono alcune che fanno riferimento a servizi blog diversi da quelli che ho proposto nel blog precedente.

Cerco sempre di lasciare la più ampia scelta ma in alcune circostanze occorre circoscrivere un po’ il novero delle possibilità, affinché tutta l’operazione risulti alfine sostenibile. Mi spiego. Dietro a questo marchingegno ci sono io (indirizzo generale), io (conduzione del corso, scrittura post ecc.), io (ascolto, risposta ai commenti) e poi io (creazione e amministrazione database). La cosa è possibile grazie ad un ampio uso dei benefici della Macchina – che è poi parte di quello che voglio sperimentare e che vorrei insegnare – ma occorre mantenere il controllo, in modo che nessuna di queste attività risucchi troppo tempo per un solo particolare.

Ma al tempo stesso amo le sorprese e quando, nella fattispecie, qualcuno propone un servizio blog diverso vado subito a vedere, e naturalmente imparo qualcosa. Condivido quello che ho imparato e al tempo stesso chiedo di correggere dove opportuno.

Altervista.  Ho trovato come estrarne i feed per i post ma non per i commenti. Questo non va bene, perché a posteriori è cruciale poter recuperare l’intreccio dei commenti per analizzare la storia del corso con i metodi della social network analysis e questo avviene attraverso i feed dei post e dei commenti. A meno che Altervista produca invece anche i feed dei commenti e io non li abbia trovati. Chi può mi dia una mano verificando questo fatto. Poi decidiamo.

Edublogs. È ampiamente basato su WordPress. Mi pare che vada bene. Lo integro nella procedura. usatelo pure se volete.

Google sites. No, non è propriamente una sistema di blogging ma un sistema per creare siti web. Un blog è un particolare tipo di sito web ma un sito web in generale non è un blog, che a noi qui interessa come strumento che facilita il dialogo. Inoltre, considerato che Google, gigante fra i grandi colonizzatori degli spazi liberi del web, osteggia manifestamente lo standard libero dei web feed, non è una buona scelta. Infatti non prevede un meccanismo di feed. Si può rimediare con terze parti ma non vale la pena.

 

 

 

 

Apriamo il blog #loptis

Clicca qui per scaricare la versione in pdf.

Chiedo di aprire un blog a tutti coloro che vogliono continuare a partecipare pienamente al laboratorio. Lo chiedo a maggior ragione a coloro che sono o potrebbero essere interessati al conseguimento dei CFU. Comunque, essendo il laboratorio libero e aperto, anche coloro che non vogliono aprire un blog possono continuare a partecipare,  in tutte le maniere possibili, non escluse quelle dei troll.

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Lista di blog

Ho finito di ripercorrere le tracce di coloro che hanno chiesto una valutazione, ma di quest’ultima scriverò qualcosa in un prossimo post. Il lavoro di valutazione ha consentito di rinfocolare l’interesse di alcune persone che, sebbene intenzionate a completare il percorso, si erano perse per vari motivi. Poi sono comparse anche delle nuove iscrizioni. Abbiamo quindi un gruppo di 20-30 persone che vorrebbero iniziare o continuare.

Intanto vengo incontro alla richiesta di Orlanda, neoiscritta, che chiedeva una strada per trovare tutti i blog. Una prima risposta poteva essere – aspetta, devi prima imparare a usare l’aggregatore di feed e a importare il file OPML. Non molto incoraggiante in verità. Oppure – ecco la lista di tutti i blog. Altrettanto poco incoraggiante ritrovarsi a frugare alla cieca fra 172 blog, di cui un certo numero che non hanno mai preso il volo. Che fare quindi? Una buona idea l’avuta Marina: – Basta che clicchi sui nomi blu….. 😀 – Orlanda ha apprezzato.

Aggiungo ora un’altra cosa: una lista degli ultimi blog che sono stati aggiornati a partire da due mesi a questa parte, con nuovi post o commenti. Avrei potuto compilare la lista a mano ma sarebbe stato un lavoro di un certo impegno, difficilmente ripetibile. Invece ho dedicato qualche giorno a scrivere un po’ di codice (software) per automatizzare questa operazione. Probabilmente ci ho messo un po’ di tempo in più, ma ora si può rinfrescare la lista in un attimo, tutte le volte che si vuole; e ho imparato un certo di cose nuove.

La lista comprende una cinquantina di blog. Non è proprio breve ma almeno rappresenta una selezione che ha un senso, offrendo i blog ordinati secondo la data di aggiornamento, gli ultimi in vetta. L’ho posta in una nuova pagina, di cui includo il link anche fra le risorse del laboratorio a destra in alto.

Chi è che racconta? – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Un corso è anche un racconto. Il docente racconta. Se non racconta vuol dire che ha scambiato il mestiere dell’insegnante per quello dell’impiegato, onorevole anche questo ma differente. Anche qui il docente racconta, o meglio tenta di raccontare; ma una delle caratteristiche di questo percorso è che progressivamente dovrà essere raccontato sempre più da voi, il docente sbiadendosi sullo sfondo.

Sta già accadendo.

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Cantieri – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

E oggi ho applicato il codice sbozzato ieri. Fervono i lavori, alcune case sono già abitate, emergono consuetudini, taluni si accompagnano, gli operai tracciano le vie – l’operaio, ovvero il sottoscritto. È vitale che i blog siano collegati fra loro attraverso vie pubbliche, che tutti sappiano e possano usare: gli standard aperti dei feed.

È vitale che questo blog sia collegato a tutti gli altri e non solo viceversa. Ora ci siamo, se arrivano altri abitanti sarà facile aggiornare. Per ora siamo intorno a 110.

Si potrebbe ora pensare di collegare ciascun blog con tutti gli altri, n(n-1)/2 connessioni: più di diecimila. Questo non ha probabilmente senso. Lo aveva nella piccola classe di una dozzina di persone in #linf12. Qui occorre che si formi spontaneamente una varietà di aggregati del genere. Ripeto per i frettolosi: occorre del tempo, perché devono essere ancora introdotte delle infrastrutture e la gente deve fabbricarvi consuetudini. Si mettano quindi l’animo in pace. O vadano a fare qualcos’altro.

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Due o tre cose sui blog #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Oggi ho dovuto rivedere il codice che mi ero confezionato per tessere le connessioni fra il mio blog e i vostri. Me lo ero preparato un mese fa ma immaginavo di doverci ritornare perché quando si affrontano le situazioni reali emerge sempre qualcosa di imprevisto. Esiste la cosiddetta legge di Murphy: Se qualcosa può andar male, lo farà. Ma questa rappresenta una visione miope: la realtà è normalmente costellata di imprevisti. I tempi poi si dilatano ulteriormente perché è inevitabile curiosare nei blog, sempre molto divertente. Ora comunque riesco a tenere traccia dei blog, vi mostrerò successivamente come.

Mi limito oggi a qualche annotazione intorno all’impiego dei blog.

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Apriamo il blog #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Vota nel sondaggio seguente quando riterrai di avere completato l’attività descritta in questo post e vorrai andare avanti.

Chiedo di aprire un blog a tutti coloro che vogliono continuare a partecipare pienamente al laboratorio. Lo chiedo a maggior ragione a coloro che sono o potrebbero essere interessati al conseguimento dei CFU. Comunque, essendo il laboratorio libero e aperto, anche coloro che non vogliono aprire un blog possono continuare a partecipare,  in tutte le maniere possibili, non escluse quelle dei troll.

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