Iniziando ad accordare i suoni #loptis

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Verso la fine di ottobre un nuovo gruppo di studenti della IUL confluirà nel laboratorio. Ancora non è dato sapere quanti saranno, presumo fra 20 e 50. Nel frattempo qui abbiamo il gruppo degli “ultimi”, così composto:

  • 33 neoiscritti (al 20 ottobre 2013) – benvenuti!
  • 13 iscritti al cMOOC #ltis13 che non avevano creato il blog – vorrebbero rientrare in gioco
  • 12 iscritti al cMOOC #ltis13 che avevano creato il blog ma poi si sono un po’ persi – o così credono – anche loro vorrebbero rientrare in gioco

Prendiamo le mosse accompagnando i neoiscritti all’inizio del percorso, proponendo un “compito” e una lettura…

A coloro che non sono sicuri di essere pronti #loptis

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Tutto doveva rendere e rendeva: persino le immense pietraie e le fasce detritiche, le lingue glaciali e i pendii scoscesi, infatti da quando avevano scoperto la natura e qualsiasi imbecille poteva sentirsi un essere superiore nella solitudine dei monti, anche l’industria turistica era diventata possibile: gli ideali del paese erano sempre pratici. (Friedrich Dürrenmatt)

Parafrasando Dürrenmatt:

Tutto deve rendere: persino l’immenso chiacchericcio quotidiano di miliardi di persone, fatto di vuoto pettegolezzo, bisticcio demente, parole in libertà; infatti da quando hanno scoperto l’informazione e qualsiasi imbecille può sentirsi un comunicatore nel bazar di un social network, anche il business del nulla è diventato possibile: gli ideali della società si riducono sempre al profitto.

Il contesto è pessimo. Miriadi di tracce evanescenti producono solidi reticoli di ricchi flussi di denaro. Creazione di ricchezza dal nulla, al di fuori di ogni bisogno reale, di ogni ideale, di ogni edificazione morale. Questo è il contesto in cui crescono le generazioni dei nativi digitali. Il nostro problema non è tanto quanto queste siano diverse dalle precedenti ma il fatto che crescano brade in un mondo imbarbarito, anche un cyberspazio imbarbarito.

Facciamo un passo indietro…

Valutazione nel cMOOC #ltis13

Il laboratorio chiude per un breve periodo di vacanza, o più precisamente, socchiude per 15 giorni. Prima però vorrei dire due parole sulla valutazione effettuata ai fini del conferimento dei CFU a coloro che li hanno richiesti.

Per ogni richiedente sono stati rivisti:

  • tutti i post pubblicati sul proprio blog e i susseguenti commenti
  • i commenti fatti su http://iamarf.org
  • eventuali commenti fatti a seguito dei bookmark in Diigo
  • le tracce – non poche – di eventuali attività spontanee

Una gran mole di informazione per il valutatore. Informazione autentica perché la “libertà a cui i partecipanti sono costretti” può produrre solo farina del proprio sacco. Informazione ricca e autentica dunque, ma qualitativa. Riteniamo che questa sia l’informazione più importante ma non abbiamo trascurato la componente quantitativa, resa possibile dal tracciamento di tutte le attività svolte. Per ciascuno sono stati contati…

Lista di blog

Ho finito di ripercorrere le tracce di coloro che hanno chiesto una valutazione, ma di quest’ultima scriverò qualcosa in un prossimo post. Il lavoro di valutazione ha consentito di rinfocolare l’interesse di alcune persone che, sebbene intenzionate a completare il percorso, si erano perse per vari motivi. Poi sono comparse anche delle nuove iscrizioni. Abbiamo quindi un gruppo di 20-30 persone che vorrebbero iniziare o continuare.

Intanto vengo incontro alla richiesta di Orlanda, neoiscritta, che chiedeva una strada per trovare tutti i blog. Una prima risposta poteva essere – aspetta, devi prima imparare a usare l’aggregatore di feed e a importare il file OPML. Non molto incoraggiante in verità. Oppure – ecco la lista di tutti i blog. Altrettanto poco incoraggiante ritrovarsi a frugare alla cieca fra 172 blog, di cui un certo numero che non hanno mai preso il volo. Che fare quindi? Una buona idea l’avuta Marina: – Basta che clicchi sui nomi blu….. 😀 – Orlanda ha apprezzato.

Aggiungo ora un’altra cosa: una lista degli ultimi blog che sono stati aggiornati a partire da due mesi a questa parte, con nuovi post o commenti. Avrei potuto compilare la lista a mano ma sarebbe stato un lavoro di un certo impegno, difficilmente ripetibile. Invece ho dedicato qualche giorno a scrivere un po’ di codice (software) per automatizzare questa operazione. Probabilmente ci ho messo un po’ di tempo in più, ma ora si può rinfrescare la lista in un attimo, tutte le volte che si vuole; e ho imparato un certo di cose nuove.

La lista comprende una cinquantina di blog. Non è proprio breve ma almeno rappresenta una selezione che ha un senso, offrendo i blog ordinati secondo la data di aggiornamento, gli ultimi in vetta. L’ho posta in una nuova pagina, di cui includo il link anche fra le risorse del laboratorio a destra in alto.

Scoprendo e riscoprendo… [4] (fabbricare mondi)

Sì, è interessante la presentazione trovata e proposta da Luisella nel suo post Evoluzione dei media ai tempi di Twitter.

In quella presentazione l’autore conclude (condivido abbastanza, non proprio tutto) che:

  • La crisi dei media tradizionali non deriva dagli andamenti del mercato, ma da ragioni più profonde, innescate dalle nuove tecnologie
  • Perdono audience i media a “forma lunga” (il libro, il cinema…), e prevalgono i media a “forma breve”
  • … immediatamente accessibili in mobilità, aggiornati in tempo reale, e contestualizzati
  • L’overload informativo rende impossibile un approccio strutturato alla nostra [in]formazione -> serendipità, multitasking
  • Abbiamo ottenuto una totale libertà di esprimerci e di raccontarci pubblicamente, in cambio di una perdita complessiva di controllo sull’attendibilità dell’infosfera
  • Gli storici del futuro non avranno vita facile…

e propone due pensieri…

Scoprendo e riscoprendo… [3] (valutazione)

In questi giorni sono impegnato in varie commissioni di tesi. Vivo questa mansione come un momento doloroso perché si è costretti a dare i numeri: misure prese con metri di gomma. Invidio i colleghi che con mano ferma manovrano raffinate macchine docimologiche, mentre io provo disagio e vorrei essere altrove. Mi sovvengono voci dalla rete. Torno, ma prima di rimettermi a seguire tracce di #lits13 voglio ritrovare ciò che ho ricordato. Frugo nel pentolone magico, ecco: uno scambio di idee fra Sabina e Lucia, in Casca l’asino e Cercare significato nella valutazione. Me lo rileggo tutto avidamente e mi rincuoro. Ci sono persone che dubitano, che si interrogano. Non importa se sono poche. Bastano per tirarsi su.

A me piace praticare un flipping della valutazione: dare voti agli studenti per sapere come sono andato io – questo lo trovo molto utile – mentre allo studente vorrei poter dire, semplicemente: – Ok, puoi andare oltre… – oppure: – Stai ancora un po’ con noi… – tutto il resto dell’accanimento docimologico non lo capisco. E pensando alla complessità della valutazione mi viene in mente il bilancio visivo-narrativo di Giuliana

Scoprendo e riscoprendo… [2]

Bello girare nelle vostre classi.

Mi viene in mente il professore di scienze che ci stupì iniziando l’anno scolastico declamando Alla luna, quando mi imbatto nella Poèsia mate e anche un po’ matica di Ivette.  M’ha fatto un’impressione strana leggere quella poesia. Mi sono sembrate efficaci le intersezioni fra due mondi rappresentate da quelle parole in grassetto. Vien voglia di tornare a scuola, che da parte del sottoscritto è tutto dire…

Vien voglia di tornare a scuola anche sbirciando nella classe di Piergiovanni. M’era preso lo scoramento a vedere la lunghezza del post ITALIA 1, poi sono arrivato in fondo senza accorgermene. Caro Piergiovanni, io con firme e registri faccio proprio come te…

Poi vorrei anche ricordare la discussione che è seguita al post Per correttezza di Sabina. È un buon esempio di come una comunità virtuale possa (perlomeno) fungere da sostegno in un momento difficile della vita reale. Ci sono molti ingredienti interessanti in quella discussione.

Scoprendo e riscoprendo…

A tratti defatigante, il poco appariscente lavoro di seguir le tracce per assegnare i CFU elargisce invece sorprese. Lo ammetto, non è solo un gentleman aggrement fra l’istituzione e me – tu mi sdogani questa follia e io ti sperimento i cfu (€) – ma anche un modo per riscoprire.

Vedo che anche quando i casi della vita mi impongono di essere poco attivo, ivi compreso l’obbligo di valutare, la comunità borbotta per conto suo.  Bene, ciò allevia la frustrazione di dover fare un lavoro invisibile. Ma perché non mettere a frutto anche quest’attività?

Mi sono per esempio divertito a seguire la storia del pesciolino Guizzino, ultima fatica di Alessandro; bella questa commistione di lavoro manuale e elettronico

Ho trovato poi particolarmente utile l’approfondimento di Maria sulla privacy in FB, e pare che sia solo la I puntata. Prendo nota e inglobo nei materiali sui social network.

E infine il camminare con piede leggero di Sabina

Nel discorso di Sir Ken Robinson ritrovo i fondamenti del nostro sperimentare, li snocciolo così come li ripenso, al volo:

  • stiamo sottoutilizzando in maniera mostruosa il talento che perfonde l’umanità
  • coloro che amano ciò che fanno, lo amano perché sono quella cosa
  • l’istruzione allontana una grande quantità di gente dai propri talenti
  • le riforme  dell’istruzione non servono più perché migliorano un modello fallimentare
  • la tirannia del senso comune impedisce l’innovazione
  • la vita non è lineare ma organica
  • abbiamo costruito i nostri sistremi educativi come fast food, ossessionati dalla linearità
  • non occorre un’evoluzione, bensì una rivoluzione che ad un modello di educazione industriale, lineare, ne sostituisca uno agreste, dove si è consapevoli di curare la crescita di creature e comunità viventi e non di controllare un processo

Versione in italiano dell’incontro #loptis – Learning 2gether

Ricordate l’avventura di Lucia e Fabrizio nella comunità Learning 2gether?

Riassumo. Learning 2gether (Imparando insieme) è uno spazio di incontro per persone interessate all’insegnamento che si realizza mediante seminari online settimanali, solitamente tenuti la domenica o il lunedì. L’ideatore è Vance Stevens, un insegnante di inglese e esperto di tecnologie per l’insegnamento che attualmente lavora a Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti che si affaccia sul Golfo Persico.

Avevo ribloggato il post di Vance Stevens sul seminario che ha coinvolto Lucia, Fabrizio, Clude e Luisella il 23 giugno scorso, ma era tutto in inglese.

Poi Claude ha capitanato un’eroica opera di sottotitolazione e traduzione del seminario culminata in un invito a presentare Amara agli insegnanti di Learning 2gether e #loptis, in un seminario condotto da Vance Stevens. Per chi è interessato: questo è il post di Claude con tutte le info. L’incontro avrà luogo alle 16, ora italiana, qui dovrebbe essere possibile collegarsi.

In questo incontro i nostri eroi chiederanno aiuto per perfezionare vari passaggi della trascrizione che sono rimasti incerti. Tuttavia, ciò che è stato fatto fin’ora è già molto utile per seguire la conversazione. Ecco quindi la traduzione dell’incontro del 23 giugno, tratta da Amara. È la traduzione della conversazione trascritta in inglese, fatta con il metodo dei sottotitoli. In realtà Amara serve per sottotitolare i video ma si può usare anche per realizzare trascrizioni e traduzioni di informazione audio. Qui sotto ho reso in grassetto il nome dell’oratore di turno, ogni riga è un “sottotitolo”.
Leggi la trascrizione in italiano…

Recuperare il valore degli ultimi, non selezionare i primi

La nostra idea è che per fabbricare un mondo migliore sia più importante recuperare e valorizzare il potenziale degli ultimi (tanti) anziché polarizzare l’attenzione sulla selezione dei primi (pochi). Che non vuol dire trascurare i primi, bensì utilizzarne le posizioni vantaggiose per aiutare i loro compagni di viaggio. Non si tratta di negare il valore dell’eccellenza – parola ampiamente abusata – ma di riconoscere che il valore dell’eccellenza si può esprimere proficuamente se questa è innestata in un territorio fertile e non nel deserto.

Facendo riferimento al tema dei recuperi, riunisco qui i nomi di coloro i quali in vari modi hanno segnalato il desiderio di mettersi al passo degli altri – a dire il vero alcuni non sono affatto indietro. Fabrizio ha proposto di usare un documento Google Drive per scambiarsi idee. Può andare bene per una fase immediatamente successiva. Per il brainstorming preferisco che questo post venga inflazionato di commenti perchè se ne tiene bene nota con i feed RSS – non esiste per me il problema dell’inflazionamento, i mezzi informatici servono apposta per venirne a capo, niente paura quindi.

fabrizio bartoli http://limfab.wordpress.com/
anna becattini http://viaggionellospazio.wordpress.com
daniela boano
patrizia brion http://villaggiodelleeemozioni.blogspot.it/
teresa carloni http://tnt54.wordpress.com/
enrichetta dallari https://marcondirondirondello.wordpress.com
davide gelati
antonella radicioni http://anto911.wordpress.com
federica sargolini http://federicasargolini.wordpress.com

Le situazioni di queste persone sono diverse fra loro, e non è affatto detto che debbano fare le stesse cose. Invito a cercarsi e a darsi una mano. Si tratta di riconoscere le posizioni reciproche. Chi si accorge di essere più avanti nel gruppo può dare una mano a coloro che sono rimasti effettivamente indietro, e questi ultimi possono provare a spiegare dov’è che si sono incagliati e magari anche suggerire modi diversi di procedere.

Altri si possono aggregare, sia nella veste di ultimi che di primi. Basta commentare questo post, che aggiornerò adeguatamente.

Non amo dare disposizioni precise. Mi limito a ricordare la buona sintesi fatta da Claude nel suo post Attività aperte…, da cui traggo:

Cioè abbiamo fatto tante cose in quei due mesi, e con soltanto quattro strumenti comuni, però esplorati adoperandoli assieme:

  1. i blog
  2. i feed RSS dei blog per trovarne gli aggiornamenti
  3. Diigo per la sistematizzazione dei contenuti prodotti
  4. PiratePad per collaborazioni “al volo”.

Ma lo faccio giusto per ricordare i passi essenziali. Possono essere immaginate variazioni…

Segnalo inoltre il lavoro di trascrizione del meeting online che Lucia Bartolotti, Fabrizio Bartoli e Claude Almansi stanno portando avanti. Presumo che a questo seguirà la traduzione in italiano.