Pensiero fugace sulla privacy

emergono quasi sempre in vari post e in diversi corsi considerazioni sulla privacy minacciata in rete

effettivamente oggi minacciata un po’ dovunque e certamente anche in rete

ho recentemente imparato, in esperienze avute al di fuori del mio lavoro – apprendimento informale 🙂 -, che possono esistere situazioni, che credo siano eccezionali, dove la tutela della privacy è vitale

ma a coloro che non rientrano nelle eccezioni descrivo

si proteggono le cose che durano

non sento la mia vita, e quella degli altri, come una cosa che dura ma una cosa che accade: esisto solo perché e finché divengo

una bolla di sapone che dura 70 anni, tanti per una zanzara, una minuzia per homo sapiens, quasi zero per Gaia

non c’è un assoluto per la quantità

c’è invece un assoluto per il divenire: esisto, eccome se esisto, perché sento che esisto ma purché continuamente divenga

e allora, che ho da proteggere in quanto essere che non è mai dov’era prima?

perché dissipare vita nel conservare o proteggere come duraturo ciò che esiste solo se cangia?

spendere energie nel conservare o proteggere è per me una forma di suicidio

si può conservare e proteggere solo immaginandovi e costruendovi sopra

Sì, lo so, l’ho presa larga e al netto delle eccezioni, è solo per descrivere la mia opinione e perché mi pare di non avere tempo per proteggere la mia privacy, che mi trovino pure … tanto non mi troveranno mai …

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: