Chi è il bandito?

Immagine logo del gruppo di attivisti AnonymousFlattr thisAl contorno del polverone mediatico scatenato da Wikileaks troviamo anche le imprese degli “Anonymous”, che hanno danneggiato per brevi periodi di tempo le prestazioni dei servizi web di aziende come Amazon, MasterCard o Bank of America.

La maggioranza dei governi e buona parte dei media descrivono tali iniziative come criminali o addirittura terroristiche.

Le cose non stanno così. La protesta fatta in Internet dagli Anonymous a favore di Wikileaks, è l’equivalente di una normale dimostrazione di massa.

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Migliorare la scuola

In questi giorni si snoda per vari luoghi della rete un bel dibattito intorno all’impiego delle tecnologie nella scuola, in particolare della LIM, Lavagna Interattiva Multimediale. Io non ho mai usato questo oggetto e quindi non me ne intendo ma mi soprende il gran parlare che se ne fa. In poche parole mi sembra curioso che un tema così complesso come quello dell’innovazione nella scuola dipenda in modo così cruciale dall’introduzione di un semplice marchingegno nelle aule. I precedenti, per esempio i computer a scuola o le presentazioni nelle lezioni universitarie, non fanno sperare un gran che. Comunque, ripeto, non ho esperienza a riguardo.

Tuttavia il dibattito che dicevo è interessante perché assai ricco di spunti. Mi pare che abbia preso le mosse da due post sulle LIM, uno di Pier Cesare Rivoltella e uno di Alessandro Rabbone. Poi il testimone è stato raccolto da Gianni Marconato il cui contributo ha dato vita ad una chilometrica discussione. Antonio Fini ha ulteriormente chiosato.

C’è materiale abbondante per chi è interessato alla questione. Io non ho niente da aggiungere sulla LIM ma mi è venuto in mente un articolo che avevo letto sull’Economist del 25 novembre scorso.

Lo traduco qui di seguito, un po’ di fretta, spero non troppo male.


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La questione fondamentale posta da Wikileaks

La questione sollevata dalla pubblicazione in Internet di ingenti quantità di documenti riservati da parte di Wikileaks ha sollevato una questione cruciale, che supera in importanza tutte le altre pur gravi faccende che sono sul tappeto in varie parti del mondo, ivi compresa l’impasse nella quale si trova l’amministrazione politica del nostro paese.

La questione attiene alla libertà espressione, sancita nell’articolo n. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani:

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Il problema della trasparenza e dell’eticità del comportamento delle istituzioni e delle grandi organizzazioni è un tema che molti osservatori ritengono oggi critico per la sopravvivenza dell’intero sistema economico e per la stabilità politica nel pianeta.

La prima ondata di documenti rilasciati da Wikileaks ha travolto in primo luogo la diplomazia americana ma è veramente miope ritenere che sia un problema che concerne esclusivamente gli Stati Uniti, per due motivi: in primo luogo perché stanno comparendo e compariranno documenti provenienti da molte altre origini e in secondo luogo perché in materia di strategia politica, di economia, di innovazione culturale e tecnologica, i problemi degli Stati Uniti sono anche i problemi del mondo, volenti e nolenti.

Per iniziare ad approfondire la questione, mi rifaccio ad un post molto interessante scritto da un giovane studioso, Aaron Bady, un africanista che sta completando il PhD in letteratura presso la University of California a Berkeley e che tiene un blog molto seguito, zunguzungu.

Ho tradotto questo post che pone la questione di Wikileaks nei termini corretti, molto meglio di quanto avrei saputo fare io.

Aggiungo solo che, anche se questo testo è scritto da un cittadino americano che si riferisce al governo del proprio paese, il contenuto è assolutamente generale ed ha valore a prescindere dal paese nel quale ci si trovi.

Leggi il post di Aaron Bady …

Appello per sostenere Wikileaks

La battaglia di Wikileaks è fondamentale per la prosperità della democrazia nel mondo. L’affermazione secondo la quale Wikileaks minaccerebbe la vita delle persone è una vergognosa menzogna. La “discrezione diplomatica” ha coperto un numero crescente di efferratezze. La corruzione è diventata il problema fondamentale della finanza mondiale e delle organizzazioni in generale. Questa è una delle tesi sempre più largamente condivise ed esposte per esempio da Don Tapscott e Anthony D. Williams nel bestseller Macrowikinomics. L’apertura e la trasparenza, la cosiddetta openness, sono oggi un obiettivo fondamentale.

Lascio questo post incollato in testa al blog e vi riporterò le notizie salienti sulla vicenda.

News su WikiLeaks …