Appello per sostenere Wikileaks

La battaglia di Wikileaks è fondamentale per la prosperità della democrazia nel mondo. L’affermazione secondo la quale Wikileaks minaccerebbe la vita delle persone è una vergognosa menzogna. La “discrezione diplomatica” ha coperto un numero crescente di efferratezze. La corruzione è diventata il problema fondamentale della finanza mondiale e delle organizzazioni in generale. Questa è una delle tesi sempre più largamente condivise ed esposte per esempio da Don Tapscott e Anthony D. Williams nel bestseller Macrowikinomics. L’apertura e la trasparenza, la cosiddetta openness, sono oggi un obiettivo fondamentale.

Lascio questo post incollato in testa al blog e vi riporterò le notizie salienti sulla vicenda.

Adesione alla campagna

Say No to Online Censorship!

della Electronic Frontier Foundation.

Aderisco perché è una campagna che enfatizza il nocciolo della questione: siamo tutti grati a Julian Assange ma il problema non è Assange bensì la libertà di espressione in Internet.

Non si confonda la questione delle accuse di stupro fatte ad Assange, vere o false che siano, con la questione generale. Che venga giudicato esattamente come tutti gli altri, ne più ne meno.

Ci si focalizzi invece sul problema centrale della libertà di espressione.

Siamo grati a chi riesce ad essere particolarmente incisivo nel perseguire questa causa ma non è una faccenda da affidare solo agli eroi, o presunti tali.

È invece una questione della quale tutti devono farsi carico, ognuno nei modi che gli sono possibili.

Tornerò presto più diffusamente su questo argomento.

Julian Assange è trattenuto dalla polizia inglese

È subito comparso il sito FreeAssange.org.

WikiLeaks è sostenuto da un movimento spontaneo di volontari che offrono un loro spazio per fare un mirroring del sito originale.

Oggi abbiamo contribuito anche noi mettendo in rete un mirror a Firenze.

Ecco la lista aggiornata ad oggi. Chiunque sia nella condizione di farlo può seguire queste istruzioni.

Varie aziende US, fra cui Amazon e PayPal, hanno boicottato WikiLeaks

Noi possiamo fare altrettanto, se in possesso di un account in questi servizi.

Io ho chiuso ambedue i miei account con Amazon e PayPal, anche se mi erano molto utili.

Qui ci sono le istruzioni per chiudere l’account PayPal e questa è la pagina con le istruzioni per chiudere l’account Amazon.

Ho accompagnato la richiesta con questo messaggio

I’m disgusted by Amazon’s (PayPal) cowardice and servility in boycotting the Wikileaks website.
Please close my account.
I will open another account only if Amazon (PayPal) will revise its position about Wikileaks.
I’m inviting everybody to do the same.

E questa è una petizione da firmare


Qualche tweet

Non è che in US siano tutti convinti della posizione dell’amministrazione. Ecco cosa pensa un congressman repubblicano del Texas (!):


Discorso sulla segretezza di John F. Kennedy:



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