Presentation at TEMPUS project ARMAZEG

This morning I had the opportunity to give a talk for a group of Armenian and Georgian professors. The context was that of a TEMPUS European project ARMAZEG – Developing tools for lifelong learning in Trans-Caucasus region: e-Learning. The place was that of the School of Engineering in Florence.

It was a good meeting with exciting discussion and feedbacks. I’m grateful to all the participants for that.

The title of the talk was “Open and continuous teachers training for an open school: experiences from the Italian University Line”.

We outlined the activities at the IUL in the context of the distance education scenario in Italy as well as all over the world. We told the eight-years story of the iamarf.org blog, from its very beginning to the last initiatives, such as PirateBox in classroom and Kano computer in classroom.

As usual, we also demonstrated the use of these devices, allowing the participants to downloads contents from a PirateBox and showing the use of the Kano Raspberry computer, accessing it remotely by means of a laptop through a VNC connection over the network provided by the PirateBox. By means of this setting, we showed Terminal Quest, a game for learning some basic Unix command through a story – a game we have recently translated in Italian for a classroom experimentation we are going to begin in November.

Those participants who did not have a device to connect to the PirateBox, will find here links to

I thank again the participants for their contributions.

La PirateBox diventa Trybe al Museo Etnologico di Firenze

Avrei potuto scrivere questo post un paio di giorni fa ma preferisco scrivere dopo avere toccato con mano. Questo pomeriggio ho visitato il Museo Etnologico [1] per vedere come funzionava Trybe, figlia dell’ormai nota PirateBox.

Facciamo un passo indietro. Con l’iniziativa PirateBox in classe, abbiamo proposto ad alcuni insegnanti di sperimentare la PirateBox in classe. Con calma abbiamo poi raccolto un po’ di idee e suggerimenti. Da un’idea ne nasce un’altra, parli con un tuo studente che si deve laureare in informatica, ti imbatti in un altra studentessa che si deve invece laureare in Design all’ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche), e poi anche altri due, sempre dell’ISIA. Si incuriosiscono, mi incuriosisco. Forse un vestito nuovo non sarebbe male, quello che dicono mi piace – ma guarda te se dopo trent’anni di ossessione per la sostanza mi trovo a occuparmi di forma per dar vita alla sostanza – si chiude il cerchio? Non lo so ma mi piace.

Nasce un gruppo: l’informatico, Francesco, e tre designer, Valeria, Giulia e ancora Francesco: quattro tesi per un unico lavoro. Di queste ne parleremo quando saranno completate. Ma ‘sti ragazzi sono ormonati. Hanno idee, si muovono, vanno per musei. Si inventano una versione che faccia da audio-video guida. Agganciano il  Museo Etnologico. Adattano hardware e software alla bisogna. Veloci, infiammabili – i relatori di tesi provvedono al raffreddamento più che altro – ma realizzano, alla grande. Eccoci quindi alla sperimentazione nel museo.

QRFai il biglietto e trovi volantini che ti spiegano: sul tuo device cerca la tale rete o chiappa il tale QR-code, se non ce l’hai prendi queste cuffiette.

Quando sei nelle stanze, navighi nel tuo browser, cliccando il numero che vedi su etichette come questa a destra, oppure arraffi direttamente il QR-Code.

Così ti senti la storia e guardi le immagini che corredano il racconto e complementano i materiali presenti nella stanza.

ragazza

Di alcuni oggetti puoi sapere di più…

QR-copricapo

Questa storia potrà avere un seguito, oppure no. Ma è già una bella e significativa storia che mostra come l’innovazione nasca dall’apertura e dalla collaborazione. Le idee sono mobili, emergono, urtano e si rifrangono. Non vanno spinte, viaggiano da sole, basta aprire porte.


[1] Museo Etnologico di Firenze, via del Proconsolo 12 –
apertura: lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 17; sabato e domenica dalle 10 alle 17.

La PirateBox in classe nella Buona Scuola – #loptis

Piace vedere se le cose funzionano. Provato a frugare nell’area de “La Buona Scuola” destinata alle proposte. Provato a scrivere: rispondono. Non so come facciano – 2000 proposte e 5000 commenti – ma lo fanno.

Perché non proporre il progetto “PirateBox in classe”? Ecco:

Un progetto di tecnologia leggera per la distribuzione di contenuti Internet in assenza Internet

Se clicchi sul link qui sopra vai alla proposta e lì, se ti piace puoi cliccare sul “Like” e, se ti pare, la puoi commentare.
Ho colto l’occasione per preparare una scheda riassuntiva dello stato dell’arte del progetto.

Ma ci sono anche altre proposte che invito a considerare e sostenere:

La proposta di Antonio Fini

Le proposte di Alberto Ardizzone, anima di Porte Aperte sul Web

La proposta di Matteo Ruffoni, gestore della lista Wii Libera La Lavagna

Le cinque proposte di La Libera Scuola, iniziativa sostenuta dalla Italian Linux Society e da Wikimedia Italia

Domani 25 ottobre dimostrazione PirateBox al Linux Day

Linux Day Firenze

25 ottobre

presso le Murate

Descrizione dell’iniziativa “PirateBox in classe”

10:00 – 10:25

Punto informazione

La Pirate Box in due varianti: una realizzata con router TP-Link MR3020 e distribuzione OpenWrt, l’altra con Raspberry PI e distribuzione ArchLinux

10:30 – 13:00

Copiare pagine Web nella PirateBox – #loptis

Clicca qui per scaricare la versione in PDF (238 KB – 6 pagine)


L’operazione sembrerebbe a prima vista semplice: prima salvo sul mio computer la pagina web che m’interessa e poi la carico sulla penna USB della PirateBox, nella cartella opportuna. Ma, “salvare una pagina web”, non è come salvare un documento tipo Office (LibreOffice, OpenOffice, Microsoft ecc.), a meno che non si tratti di semplici pagine HTML, cosa abbastanza rara oggi.
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Elaborazione dei feedback – #loptis

A chi mi chiede:

Ma dove pongo le mie domande sulla PirateBox?

Rispondo, in ordine di preferenza:

  1. Aggiungendo il tuo contributo sul wiki PirateBox in classe
  2. Se hai fretta, con un commento ad un qualsiasi post sulla PirateBox, questo per esempio
  3. Per email, se hai motivi privati, ma è sempre meglio scrivere dove leggono tutti

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L’importanza dei feedback – #loptis

Per dare un segno di vita e per ricordarsi il senso della cosa.

I partecipanti all’iniziativa “PirateBox in classe” rimborsano le spese dell’hardware – a proposito, grazie a tutti per la sollecitudine. Il mio lavoro è invece free, per dirla alla Stallman: free as in free speech, not free as free beer. Ovvero, il mio lavoro non è gratis: non chiedo denaro, ma chiedo feedback.
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An abstract in English of the “PirateBox in classroom” initiative – #loptis

Ieri ho scritto un tweet sulla presentazione dell’iniziativa “PirateBox in classe” che farò al prossimo Linux Day a Firenze. Yesterday I twitted about a presentation about the “PirateBox in classroom” intitiative we will give at the next Linux Day in florence: Continua… Go on…

Un wiki per condividere le esperienze sulla PirateBox in classe – #loptis

A questo punto sono state consegnate tutte le 34 PirateBox che avevamo previsto. Includendo coloro che se la sono procurata e montata da soli, in totale sono 37.

Questo non rappresenta tuttavia un limite. Se altri vogliono unirsi possono scrivere, qui o per email. Possiamo prepararne delle altre, basta non avere fretta.

Con la consegna delle prime scatoline sono arrivate le prime domande e i primi commenti. Abbiamo aperto un wiki al fine di agevolare lo scambio di idee e di soluzioni ai problemi. Per iscriversi al wiki è sufficiente seguire il link seguente:

https://wikispaces.com/join/9CRHNTK

Questo sistema semplificato di iscrizione scade il 4 ottobre. È un fatto automatico. Lo rinnoveremo. Questa scandenza non deve indurre alla fretta. Ognuno riporterà le proprie esperienza quando avrà senso farlo.

Va da se che l’iscrizione al wiki serve soprattutto per chi sperimenta la scatolina, mentre chiunque lo può consultare al link:

http://bibliobox.wikispaces.com/PirateBox+in+classe+-+loptis

Domande tipiche sulla PirateBox in classe – #loptis

Ecco una prima lista di domande tipiche. La lista verrà aggiornata con eventuali nuove domande.

Questa lista può essere utile a chiunque capiti di porsi una di queste domande provando la PirateBox, evidentemente. Ma è utile anche per mettere in evidenza una modalità di realizzazione di un laboratorio online, amplificando per così dire l’aspetto “laboratorio” rispetto all’aspetto “online”: lavorare sull’oggetto fisico condiviso, ci consente di mettere in evidenza pratiche utili, di sperimentarle e di confrontarsi in concreto, di ripassare cose magari già viste in passato, ma sfumate sullo sfondo del detto mai fatto.
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