L’importanza dei feedback – #loptis

Per dare un segno di vita e per ricordarsi il senso della cosa.

I partecipanti all’iniziativa “PirateBox in classe” rimborsano le spese dell’hardware – a proposito, grazie a tutti per la sollecitudine. Il mio lavoro è invece free, per dirla alla Stallman: free as in free speech, not free as free beer. Ovvero, il mio lavoro non è gratis: non chiedo denaro, ma chiedo feedback.

Mi interessa di più il valore che possiamo creare a partire dai vostri feedback piuttosto che il valore in denaro del mio lavoro.

Niente ansia. So bene che occorrerà tempo. Non importa quando ma mi aspetto un feedback da tutti. Va bene anche fra 6 mesi, e va bene anche un feedback del tipo “mi sono sbagliato, la cosa non mi serve”, ma che un feedback ci sia, prima o poi.

Dal canto mio questi feedback li prendo molto sul serio. Infatti, mi può occorrere molto tempo rispondere, cercando di dare risposte effettive e di trasformare eventuali problemi in nuove prospettive.

Ecco un breve riassunto sulle attività in corso.

  1. Continuano ad arrivare richieste di unirsi alla sperimentazione, alla spicciolata. Le accolgo tutte. Mi sono reso conto che è una routine che posso sostenere, avendola automatizzata sufficientemente. In questi giorni ne sono arrivate due. Attualmente siamo a 41 partecipanti, 4 dei quali la scatolina se la sono fatta da soli.
  2. Nei giorni scorsi ha fatto una serie di prove per rispondere alla domanda posta da Luisella – ma anche da altri – sulla possibilità di caricare pagine Web nella PirateBox. Ho il materiale pronto, lo devo mettere insieme in un post – arriverà fra pochi giorni.
  3. Sto lavorando intorno al problema posto da Antonella sull’impiego della PirateBox in un’aula informatica dove i computer sono in rete locale ma privi di scheda wireless. Credo che si possa trovare una soluzione ma con la versione basata sul Raspberry PI. Mi sono consultato con Matthias Strubel, leader del team di sviluppo PirateBox, e pare che la cosa sia possibile. Devo però studiare e sperimentare  ancora un po’. Intanto ho imparato a fare le PirateBox in versione Raspberry. Ne ho fatte due e ci siamo. Rispetto a quelle che conoscete, basate sul router MR3020, godono della maggiore potenza e flessibilità del Raspberry, anche se sempre molto piccolo e economico – sempre intorno a 30 €, ma richiede l’acquisto a parte del dispositivo wireless. Potrebbe essere preferibile in alcune circostanze. Lo introdurremo come variante possibile. Possiamo anche immaginare che, una volta accertata la fattibilità in casi specifici, chi ne ha necessità mi renda la PirateBox in cambio della versione Raspberry. Quella vecchia la rimettiamo in circolo.
  4. Sto poi scrivendo il quarto tutorial promesso: come si pongono correttamente le domande agli esperti. Ma prima devo finire di tradurre un articolo che servirà all’uopo.

Insomma, coerentemente con l’idea di laboratorio, delle volte è necessario lavorare in silenzio e parlare poco.

 

 

12 thoughts on “L’importanza dei feedback – #loptis

  1. fbartoli ha detto:

    sono sott’acqua ma seguo a distanza. la cosa mi interessa molto perchè avere una connessione decente in classe o altrove è quasi impossibile e rende il lavoro molto frustrante Appena posso mi inserisco nel giro se sarà ancora possibile. grazie intanto per le notizie, io archivio tutto. Buon lavoro!

  2. laura ha detto:

    Sto ancora imparando a conoscere la mia nuova realtà lavorativa e sono entrata in classe da poco ma ho già un’idea di come utilizzare la scatolina.
    Devo formalizzarla meglio e raccogliere il materiale che mi serve; per ora ci sto prendendo confidenza. Seguirà sicuramente il mio piccolo contributo.

  3. Luisella ha detto:

    Ciao Andreas, ho provato ad avviare la PirateBox e tutto funziona, ma non l’ho ancora usata in classe. Intanto ti faccio una domanda, sperando che non sia stata già fatta mille volte 🙂
    Ho provato a usare la chat e mi sembra davvero un aspetto molto interessante della Piratebox. Mi piacerebbe sapere se, una volta finita una sessione in classe, posso, una volta a casa, riguardarmi la chat (credo di sì) e poi azzerarla in modo da averla “pulita” per la sessione successiva.
    Per il resto, resto in attesa del post su come “salvare” pagine web, funzione che sarebbe per me utilissima, in quanto uso parecchi blog con i miei studenti.
    BTW, io la decalcomania del Pirata ce l’ho messa, poi ti dirò come reagiscono gli studenti 😀

    1. Andreas ha detto:

      Riguardo il fatto di rivedersi la chat a casa e poi azzerarla in modo da averla “pulita” per la sessione successiva, no, questa opzione non c’era. Era possibile solo stabilire nel file di configurazione se ricordare o meno la chat della volta scorsa. Non avevo attivato questa possibilità nelle vostre PirateBox perché la memoria del MR3020 è molto limitata, e temevo che qualcuno la potesse saturare. Tuttavia in questi due giorni ho fatto una modifica che, pur mantenendo la caratteristica di riazzerarsi ogni volta, lascia sulla penna USB l’ultima traccia, in maniera che, quando sei a casa, metti la penna USB nel computer e ti copi la chat. Considerato che stai relativamente vicina, per semplificare, ci potremmo incontrare in modo che ti possa aggiornare la tua PirateBox – non prima del 24, perché non sono nei pressi. Anzi, una possibilità potrebbe essere al Linux Day di Firenze il 25, dove presenterò la PirateBox (sia con MR3020 che con Raspeberry PI) e l’iniziativa “PirateBox in classe”.

      Successivamente integrerò meglio la modifica nel software e la comunicherò a Matthias.

      1. Luisella ha detto:

        Ciao Andreas, purtroppo il sabato lavoro… Però se ho ben capito la chat si riazzera dopo ogni sessione, ma prima di chiudere una sessione forse posso copiare la chat su un file di testo? Confesso di non aver provato. Questa soluzione mi potrebbe bastare. Non appena ho un po’ di tempo provo. Intanto grazie!

        1. Andreas ha detto:

          FUNZIONA! Allora, ho modificato alcuni moduli del software in maniera da lasciare perfettamente inalterato il comportamento di base, dove la chat si riazzera ogni volta, ma ora in più ne lascia la traccia sulla penna USB. Quindi così, ogni volta che hai finito, quando hai spento la PirateBox, puoi mettere la penna nel computer e estrarre dalla cartella PirateBox/Shared un file che si chiama chat_content.html. Nel tuo browser carichi il file e ti rivedi la chat, che poi puoi copiare altrove eccetera. Quando riuserai nuovamente la PirateBox, dopo ti ritroverai la nuova chat allo stesso modo 🙂

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