Usiamo la scrittura collaborativa per gestire l’aula online


Aggiorno questo post con il link al video che ho sottotitolato in italiano della presentazione dove Peter Martischka espone le caratterisiche salienti sel sistema di scrittura collaborativa Etherpad Lite, che propongo di usare per alcuni nostri scopi. Guardando le immagini di questa presentazione, fatta da un giovane dalle competenze elevatissime, su di un artefatto estremamente complesso, con chiarezza, freschezza, uso consapevole e misurato dello strumento “presentazione”, perfettamente nei tempi, mi vengono in mente le miriadi di pessime presentazioni accademiche a cui ho assistito, basate sulla supponenza a priori del proprio valore, ma troppo spesso ridondanti e logorroiche. Questo ragazzo è un operatore-creatore attivo della società e quasi certamente, tutto quello che dimostra qui di saper fare, non l’ha imparato a scuola, ma non solo, dimostra anche di saper gestire con misura e competenza una presentazione. E mi viene in mente un altro brano dell’articolo di Celli, che ho citato nel post precedente:

Far valere la propria superiorità intellettuale, scambiando il luogo dove si impartisce istruzione come la culla del sistema culturale di un paese, non aiuta a capire che oggi i luoghi di produzione, scambio e frantumazione delle conoscenze, della loro distribuzione fino a entrare in forme mutanti – prendere, lasciare, modificare, recuperare eccetera – sono ormai plurimi, non presidiabili autarchicamente, né affidabili a monopoli.


Ho trasferito l’ultima lista delle prenotazioni, aggiornata con le ultime annotazioni di Benedetta e Gaetano, nel pad (taccuino) che avevo creato qualche giorno fa con Etherpad Lite, e al quale potete accedere al seguente indirizzo http://beta.etherpad.org/p/Prova%20di%20etherpad%20lite..

L’idea è che le novità e le variazioni vengano riportate nel documento dagli autori stessi, decentralizzando la gestione della lista delle prenotazioni.

Un’altra idea che vi trovate è di utilizzare il pad come una sorta di spia di aula occupata per evitare che due persone cerchino di accedervi contemporaneamente con le mie credenziali, e che l’una delle due si domandi perché non riesca ad entrare, magari pensando di avere sbagliato qualcosa …

Per il resto andate a vedere e controllate se ho trascritto bene la lista, eventualmente correggete quello che volete.

Se vi soffermate un po’ a lungo sul pad può accadere che perda la connessione ma poi la riacciuffa. Non vi preoccupate, non si perde nulla, io salvo via via. Se avete dubbi fatemi domande qui.

Le prossime riunioni online


Dove proviamo a pianificare le prossime riunioni online in seguito alle varie proposte


Vediamo di mettere insieme i pezzi disponibili fino ad ora.

    • Monica & Deborah & Laura
    • Venerdì 18 gennaio.
    • per-corsi multi-mediali
    • Alessandra & Marvi
    • Venerdì 20 gennaio. Lo hanno proposto loro perché il mercoledì non possono, va bene a tutti, in generale?
    • Video editing e dintorni
    • Maurizia & Ornella & Stefano
    • Mercoledì 25 gennaio
    • Maurizia: scrittura collaborativa
      1. Dalla scrittura individuale a quella collaborativa, dai testi a più mani a quelli collaborativi
      2. Lavoro in presenza/lavoro online: il contratto
      3. Abitare il Web
      4. I Forum/ il Wiki/ la Lim
      5. Cosa si può fare con i bambini e perché: “Il giallo, il colore del brivido” ( dare importanza al senso per cui si fanno certe attività —- porta anche all’uso consapevole delle Nuove Tecnologie )
      6. Personaggio guida
      7. Indicazioni di lavoro
    • Stefano: LOGO, ginnastica per la mente
      1. Papert, è entrato ormai nella sfera dei pedagogisti più conosciuti, tutti gli studenti di Formazione Primaria della Bicocca conoscono Papert come pedagogista ma nessuno conosce il linguaggio Logo da lui ideato.
      2. Il logo è stato una rivoluzione per l’informatica a scuola. Fino agli anni 80 il computer era utilizzato per “insegnare ai bambini”. I software utilizzati erano soprattutto di tipo Drill and practice
      3. Papert capovolse l’impostazione: non è il computer che deve insegnare ai bambini ma i bambini che devono insegnare al computer.
      4. Metafora della tartaruga. Inizialmente era un piccolo automa che disegnava sul pavimento, in seguito per motivi economici si è passati ad un piccolo triangolino isoscele che, sullo schermo, simula l’automa. Il bambino si identifica con l’attività motoria della tartaruga.
      5. Esempi di comandi e loro sintassi: predicato + argomento
        1. iterazione
        2. una funzione (quadrato)
        3. funzione con parametro (le variabili)
        4. quadrato :lato
        5. classe dei resti: il modulo 360
        6. un esagono modulo 360/6
        7. poligono con parametro 360/ :lati
        8. la ricorsione (esempi di poesie, filastrocche, giochini)
        9. la spirale
        10. il salto condizionale SE (condizione) ALLORA (esegui)

      UTILIZZO COLLABORATIVO IN CLASSE E/O TRA CLASSI

      1. sfide in logo
      2. disegno a più mani:
        1. negoziare il titolo
        2. negozioare le parti da fare
        3. costruire il disegno
    • Ornella:la storia insegnata al tempo del digitale
      1. La società della formazione
      2. Dalla Galassia Gutenberg alla Galassia Internet
      3. L’ambiente di apprendimento
      4. L’inventario degli attrezzi di lavoro
      5. L’apprendimento significativo
      6. Un esempio di conoscenza storica
      7. La ricaduta del digitale nel processo di insegnamento e di apprendimento

    Domanda: ma ce la fate a fare tutte queste cose nello spazio di una sola sessione? O converrebbe suddividerle almeno in un paio di sessioni?

    • Benedetta & Gaetano
    • Forse 8 febbraio
    • L’argomento è da definire
    • È divertente l’idea che Benedetta e Gaetano si trovino agli estremi della distribuzione geografica della blogoclasse: Enna – Ginevra! Si pone tuttavia il problema della gestione della classe online, perché il ruolo di “teacher” può essere svolto da un solo computer; sono andato a ricontrollare stasera ma mi pare che sia proprio così. Questa difficoltà non ci deve impedire tuttavia di realizzare un’idea così simpatica. Riassumiamo gli estremi della questione.
      • Una sola persona, o meglio, computer, può svolgere il ruolo di teacher
      • Il ruolo di teacher comporta:
        • Prenotare la classe. Questo lo posso fare anche io.
        • Caricare i materiali nella classe. Questo si può fare quando si vuole durante tutto il tempo che intercorre fra la prenotazione della classe e l’inizio della medesima, anche in più riprese. Per materiali si intendono immagini, video, presentazioni di slide, documenti di vario tipo (qui ci sono i vari tipi di file), o inclusione di video Youtube. Queste operazioni possono essere fatte dai due conduttori, in fasi alterne, basta che si mettano d’accordo, un giorno per uno o qualcosa del genere.
        • Condurre di fatto la riunione usando il mio account che ho messo a disposizione. Questo si può fare da un solo computer. Le possibilità potrebbero essere:
          • Uno solo di fatto conduce, magari lasciando il microfono sempre aperto al partner, presente in classe come studente con il proprio account,echi permettendo
          • Condurre la prima parte uno e la seconda l’altro. Per esempio, Benedetta conduce nella prima metà usando il mio account, mentre Gaetano è in classe come studente con il suo account. Alla fine di questa parte Benedetta si slogga dal mio account e Gaetano dal suo account, per poi rientrare in classe, Benedetta con il poprio account di studente e Gaetano con il mio account di teacher per condurre la seconda metà dell’incontro. Credo che si possa fare, anche se è un po’ macchinoso e forse si perde il caos piacevole delle due voci che si alternano
    • Deborah aveva suggerito di discutere la questione dell’impiego dei telefonini a scuola, magari all’interno della sessione di Maurizia, Ornella e Stefano, che però, come ho scritto sopra, mi sembra già piena zeppa. Tuttavia l’argomento è interessante e magari qualcuno ha qualcosa da raccontare …

Avanti con aggiustamenti, correzioni, proposte … 🙂

Perfezionamento dei prossimi passi dopo l’ultima riunione online


Dei prossimi possibili passi dopo la riunione online di giovedì 22 e del raccontarsi le proprie pratiche

Aggiorno via via in base ai vostri commenti


Vediamo insieme i prossimi passi, correggete e proponete …

Riunioni online

Le coppie I gruppi seguenti si sono proposti per  le prossime riunioni on line

  • Alessandra & Marvi: argomento da definire, forse le esperienze con software specifici di editing video a cui aveva accennato Marvi nella riunione, ma non sono sicuro. Alessandra conferma
  • Maurizia & Ornella & Stefano: impiego cooperativo LIM; forse qualcosa su Logo? sarebbe bello non dimenticarlo … sarebbe in armonia con il mio tentativo di trascinare un poco indietro-avanti le persone dal mondo click-only al mondo dei codici … la scrittura collaborativa anche con le LIM, Logo, ginnastica per la mente, Storia a mappe.
  • Elena & Samantha: forse vogliono utilizzare una sessione online per commentare il tutorial su Animoto? E per “completare” la sessione troncata a 60 minuti … 😉
  • Altri?

Chiedo a Alessandra & Marvi e Maurizia & Stefano:

anche voi avete la possibilità di condurre la sessione davanti ad uno stesso computer, come hanno fatto Elena & Samantha? La cosa andrebbe appurata perché se così non fosse, dobbiamo affrontare in qualche modo il fatto che con il mio account Wiziq il ruolo di conduttore lo può assumere uno solo. Fateci sapere. Maurizia & Ornella & Stefano possono riunirsi ad un computer, ottimo.

Per quanto riguarda le date disponibili, se manteniamo la consuetudine del mercoledì alle 21 (non obbligatoria), abbiamo …

  • 11 gennaio
  • 18 gennaio
  • 25 gennaio – Maurizia & Ornella & Stefano?
  • 1 febbraio (non sono sicuro di esserci in quella settimana)
  • 8 febbraio

… se vogliamo ripartire dopo la Befana e finire entro la fine del I semestre, il 10 febbraio, come specificato nel calendario didattico IUL – condizioni osservabili ma non necessariamente in modo stringente per quanto mi riguarda.

Invito gli aspiranti conduttori a manifestare delle preferenze per prenotare queste o altre date.

Prossimi argomenti

Durante la riunione abbiamo concordato di di darci una pausa, nel seguente senso: io non metterò ulteriore carne al fuoco, in modo che voi possiate recuperare, riflettere e approfondire con calma approfittando delle feste. Seguirò sempre i vostri eventuali contributi e eventuali discussioni, e mi potrà di capitare di scrivere qualcosa, come sto facendo oggi, ma non aggiungerò niente di nuovo.

Riprenderemo dopo la Befana, anzi riprenderà Claude che ha offerto di condividere la sua esperienza sulle questioni di sottotitolazione, traduzione e accessibilità dei video. Da lì ci verrà spontaneo gettare uno sguardo su cosa rappresentino oggi i diritti d’autore per tutti, non solo per gli “autori ufficiali”.

In ultimo, accoglierei il suggerimento di Laura di considerare il cloud computing e le faccende relative alla sicurezza dei dati contenuti nella “nuvola”.

Come sempre, tutto ciò non è definitivo, chi vuole affrontare qualche altro argomento può farsi avanti.

Tracce

Aggiungo qualche considerazione emersa nella parte finale della riunione di Giovedì scorso, che si è svolta nell’aula IUL, come hanno raccontato Elena e Samantha. Quell’epilogo estemporaneo ha preso un’ottima piega perché le persone hanno iniziato a chiedere – Ma io, per ricomporre le mie tracce, potrei fare questo o quello ? – Ah, certo!!!

Per dare un’idea a chi non era presente, sono venute fuori la proposta di fare dei file audio con la recitazione di proprie poesie e quella di mostrare delle attività utilizzando un telefono.

Queste sono ottime idee. Creazione di contenuti con metodi e tecniche diversi. Ognuno può raccontare le proprie, ognuno impara così dagli altri, ognuno può chiedere chiarimenti ad altri, ad ognuno rimarranno riferimenti che potranno essere utilizzati in futuro per ulteriori scambi.

Invito

Lo chiamo così perché la parola “compito” mi fa venire l’agitazione, e non rispecchia ciò che ho in mente.

Se nel comporre le vostre tracce, o nel preparare del materiale per una riunione online, vi servite di qualche strumento, servizio web, software o strumento di qualsiasi tipo, spiegate nel vostro “quaderno” come avete fatto ad utilizzarlo e, al tempo stesso, andate a curiosare nei quaderni degli altri, domandatevi, rispondetevi, senza alcun timore di non sembrare sufficientemente competenti, ma con lo spirito di darsi una mano nell’usare praticamente questi strumenti.

Le descrizioni e le eventuali susseguenti discussioni nei quaderni degli altri, rappresenteranno dei riferimenti che potrete all’occorrenza riprendere successivamente, dopo e al di fuori di questo (per)corso, riallacciando magari un dialogo proficuo.

Per me questo tipo di attività vale molto di più dell’esecuzione dei “compiti” che mi è capitato di assegnare …

Occorre che dica altro?

Sì: tanti auguri a tutti quanti 🙂

Intrecci


Dell’intrecciare le tracce


Ecco, va bene, quello delle tracce chiamatelo pure compito, o microtesi, o come vi pare, ma vorrei fare la seguente esortazione. Anche se questa cosa la componete ciascuno per conto proprio, non limitatevi a recuperare ciascuno solo le proprie tracce, bensì tenete conto anche delle tracce degli altri, contestualizzate le vostre nell’insieme delle altre, appendetele ai punti di contatto che avete avuto fra di voi, ai commenti che vi siete scambiati sui post, ad eventuali contatti email, ad episodi occorsi durante le riunioni, che anche proprio per questo auspico siano condotte spesso da voi. E tenete in eguale stima le tracce dei cyberstudenti e gli eventuali incontri che avete avuto con loro. E se poi, a qualche cyberstudente piacesse scrivere anche le sue, nessuno si opporrebbe. Chissà che non ne emerga un qualcosa di unico, qualcosa al quale si possa apporre un involucro, un contenitore.

Ecco, un po’ da tutte le parti circola l’ossessione di creare contenitori immaginando i contenuti che vi potrebbero stare, ma poi, chissà come, ci ritroviamo con un mondo pieno di scatole vuote. La maggior parte dei progetti che ho conosciuto, in varie forme, per partecipazione diretta o indiretta, hanno prodotto un eccesso di scatole vuote, delle volte scandalosamente grosse e scandalosamente vuote. Leggendo la stampa economica e tecnologica, emergono da diversi anni i sintomi, spesso ben documentati, di una crisi del progetti, in special modo del grande progetto, della concezione medesima di progetto. L’uomo inizia a fare fatica a progettare, a causa della complessità del mondo globalizzato, oramai quasi tutto interconnesso, della complessità delle organizzazioni che vi debbono operare, della complessità dei sistemi che occorre immaginare. Apertura, trasparenza, condivisione, collaborazione fra pari, ecosistema, conoscenza generativa, relazioni a rete sono termini che una ventina – ma forse anche meno – di anni fa non ci saremmo aspettati di trovare in libri o giornali di economia. Non è che il “mondo stia diventando buono”, tutt’altro. Piuttosto, in quei settori dove i risultati delle decisioni e delle innovazioni si vedono presto, magari sotto forma di crudi indicatori di vendite di un nuovo prodotto, tanti operatori si sono accorti che ingredienti quali ambiguità, imprevedibilità, caos, in determinati contesti, magari anche limitati, e in dosi adeguate, possono fare la differenza. Sta emergendo in altre parole che il classico paradigma di progettazione e gestione basato esclusivamente su gerarchia e controllo mostra frequentemente di avere il fiato corto, e che è necessario immaginare approcci diversi, che non consistono in un rovesciamento del paradigma in una direzione per così dire anarchica, bensì nel suo arricchimento mediante una certa quantità di indeterminazione. Quanta? È molto difficile saperlo e fortemente dipendente dal contesto. Certo è che questa è una domanda che arrovella la mente di molti politici e strateghi ai massimi livelli. Un esempio per tutti le oscillazioni dell’amministrazione statunitense fra la difesa a spada tratta della libertà della rete, quale incubatore di innovazione e lubrificante della macchina economica (e forse nuovo strumento di colonizzazione), da un lato, e la repressione e il controllo quando la rete piccona malaffari governativi e nefandezze diplomatiche, come nel caso di Wikileaks. Certo è che chi ha azzeccato i luoghi e le dosi di iniezioni di caos, sono andati incontro a successi clamorosi, come quando l’IBM decise di cooperare con il mondo del software libero anziché di combatterlo.

A parte una varietà di casi clamorosi, in genere domina ancora la ritrosia ad accettare un certo grado di indecidibilità, seppur in misura limitata. E domina maggiormente laddove le conseguenze delle decisioni sono meno evidenti oppure sono destinate a palesarsi in ritardo. I tanti contenitori vuoti disseminati nin giro derivano quasi tutti dall’incapacità di sapersi adattare al mondo, alla sua intrinseca nebulosità, caoticità, varietà, ricchezza, dinamicità, dall’incapacità di fermarsi e mettersi in ascolto. Spesso, la questione non è versare in un contenitore preconfezionato un po’ di mondo, il quale magari non ci si adatta, spiffera fuori, lo infradicia, lo sfonda, o addirittura ci scivola sopra perché quel contenitore non corrisponde niente di reale! La questione invece può esser quella di individuare una parte di mondo, nutrirla senza perturbarla troppo, intervenendo con parsimonia e prudenza, aspettare quanto basta, e poi eventualmente accorgersi che il contenitore si è formato da sé, sotto forma di pelle, cresciuta spontaneamente e adeguatamente, a partire da forze endogene.

E sfortunatamente, ma forse abbastanza comprensibilmente, il sistema dell’istruzione, che tale è di fatto, praticamente ovunque, non formazione ma istruzione, ebbene tale sistema è proprio uno di quelli più impermeabili all’introduzione di pur minime dosi di indeterminazione. Eppure la materia prima delle scuole di ogni ordine e grado è la più viva che si possa immaginare, nell’universo a noi noto, trattandosi di esseri umani all’inizio della loro vita. Ciò nonostante,  l’inerzia è smisurata, forse perché gli effetti sono difficilissimi da valutare, attuandosi vari decenni più tardi, più o meno una generazione, venti o trent’anni dopo.

E questo spiega l’enorme prevalenza di pensiero lineare, rigidamente causale, se non banalmente dicotomico, dove tutto viene ridotto a giusto o sbagliato. Una prevalenza che genera pensiero statico, o poco pensiero. Molta riproduzione e poca creazione. Molta inerzia e poco adattamento. E il mondo per ora si limita a bussare, anche se sempre più forte. Probabilmente è tardi ma sarebbe bene darsi da fare prima che sfondi la porta tout court. Meglio farsi sorprendere attivi piuttosto che cascare dalla nuvole.

 

Tracce


Della necessità di lasciare tracce


Siamo a metà del percorso, più o meno. Emerge, ricorrentemente il meta-discorso: come stiamo procedendo? Le contrapposizioni fioriscono, ordine, disordine, lineare, reticolare … è chiaro che non stiamo procedendo in fila indiana, tutti dietro al conduttore, ma dovrebbe iniziare anche a essere chiaro che non domina il caos, come sarebbe se, partendo tutti da uno stesso luogo, ognuno andasse in una propria direzione, finendo ciascuno col perder di vista tutti gli altri. Non domina il caos perché una direzione c’è, la si sente, credo, e questo è testimoniato dal fatto che le persone ogni tanto si ritrovano, si incontrano, si scambiano opinioni, talvolta si danno una mano. Non è quindi un andare ognuno da una sua parte, indipendentemente dagli altri, bensì è un andare grosso modo insieme. Questo non è caos. Direi piuttosto che questo è un andamento piuttosto naturale, dove si procede sì in una direzione ma con una certa dose di caoticità, e quindi con possibili rallentamenti, passi indietro, pause, accelerazioni improvvise, deviazioni, forse anche eventuali correzioni della meta finale. Chi procede più spedito e chi nicchia, chi ora corre avanti e poi si attarda. Questo è un andamento abbastanza naturale in quanto risultante delle azioni di tutti i partecipanti. Certo, per tutor e insegnanti il ruolo di conduttori è predeterminato, e possono naturalmente esercitare un forza predominante, ma non è un ruolo esclusivo, che invece può essere assunto temporaneamente, in circostanze varie e in varia misura, da qualsiasi partecipante. La molteplicità degli incontri, degli scambi, delle relazioni, la condivisione di un insieme di metodi e di strumenti comuni, l’aspirazione ad un obiettivo generale comune, sono fattori che generano qualcosa di nuovo e vitale, anche se effimero e fragile: una comunità, più precisamente una comunità di pratica. Ripeto, magari giusto una fiammella fugace, ma pur sempre vitale. Le comunità, si sa, sono una cosa molto naturale e mentre producono degli effetti sui loro membri, sono al tempo stesso alimentate e modulate dalle azioni di questi ultimi. Le comunità funzionano, vale a dire riescono ad esistere, se i loro membri sono attivi e in una certa misura autonomi. Da qui la necessità di garantire una congrua dose di caoticità. La caoticità sembrerebbe controproducente in un contesto scolastico o accademico, per come questo è stato vissuto dalla maggior parte di noi, perché quindi accettarla? Ma perché siamo tutti diversi, perché partiamo tutti da un punto diverso, abbiamo esigenze magari simili ma non eguali, e perché tutti devono arrivare a un punto in qualche misura diverso dagli altri, anche se all’interno di un obiettivo generale comune. Un certo grado di autonomia e la libertà di aggiustare in una certa misura il proprio percorso sono fattori che migliorano le probabilità di rendere più significativa la partecipazione di ciascuno in relazione alle proprie esigenze.

Non siamo però su Marte, e la blogoclasse deve infine riquadrarsi in una classe, perché io potrei anche andarmene fischiettando e girando il bastoncino alla Charlot, ma gli studenti (che hanno pagato) devono ritrovarsi un numerino su un libretto.

L’idea sarebbe quindi che ciascuno scriva una sorta di diario che documenti il proprio percorso, includendo le cose fatte ma anche difficoltà, perplessità, scoramenti, entusiasmi, proposte, e tutto questo in piena libertà, anche per quanto concerne i mezzi. Quindi può essere un testo, con link ad eventuali altre risorse, ma anche un video, o un finto video fatto solo di audio, o un audio. O una combinazione di queste cose. Il materiale così prodotto alla fine dovrà essere caricato nell’apposito spazio della piattaforma IUL, affinché le tracce siano disponibili all’interno dell’ambiente IUL. La cosa veramente interessante sarebbe che ciascuno sviluppasse tutti i nessi possibili fra le cose vissute nel (per)corso e il proprio lavoro, magari espandendo, andando fuori tema, magari prospettando nuove possibili escursioni che non non abbiamo potuto fare o che non ci sono venute in mente.

Coloro che preferiscono ravvisare categorie note, possono pensare a una sorta di microtesi (micro eh …). Poiché il sistema ci impone di fare comunque un esame alla fine, ma come vi ho già detto e come dissi alla conferenza alla IUL, io NON farò domande dirette essendo disinteressato al giochino delle risposte giuste-sbagliate, quelle microtesi potranno costituire un’ottima base per intavolare una discussione interessante e personalizzata, che renda l’esame un episodio magari addirittura gradevole, una conversazione fra persone appassionate del loro lavoro.

P.S. Mi trovo nuovamente ramingo e erraticamente connesso per due o tre giorni. Cercherò di essere reattivo ma potrà succedermi di perdere qualche colpo.

Daily: Orari aula e tracce incontro valutazione

Sociogramma 15 aprile 2011. I nodi rossi sono studenti di medicina, i nodi blu cyberstudenti, il nodo celeste è il docente. Una linea che congiunge due nodi significa che almeno uno dei due ha fatto almeno un commento ad un post dell’altro.
Sociogramma 15 aprile 2011. I nodi rossi sono studenti di medicina, i nodi blu cyberstudenti, il nodo celeste è il docente. Una linea che congiunge due nodi significa che almeno uno dei due ha fatto almeno un commento ad un post dell’altro.

Nuovi orari aula
Nella pagina Per contattarmi tutte le info. Qui aggiungo solamente che

  • Lunedì 18 alle 13 ho una riunione in Presidenza
  • Martedì 19 alle 14:30 devo essere alla proiezione CIN@MED (il prossimo anno toccherà a voi)

Se qualcuno avesse necessità potremmo fissare nei locali del Plesso prima delle 13:00 lunedì e prima delle 14:30 martedì. Gli eventuali interessati mi devono però scrivere una email per mettersi d’accordo.

Tracce incontro valutazione
Ho trovato un paio di tracce relative all’incontro di ieri sulla valutazione.

Continua a leggere …

Assignment 6: chi continua e chi finisce … tracce e consuntivi

Agli studenti dei vari corsi di laurea della Facoltà di Medicina

Questo è l’ultimo assignment ufficiale per voi. Niente vi impedisce di continuare a seguire il corso ma io non vi chiederò altro, prenderò ciò che verrà e basta.

Quest’ultimo assingment per voi consiste nell’esprimere, nel bene e nel male, un opinione su questo modo di fare un corso universitario.

Agli studenti IUL

Utilizzo l’assignment 6 per ricordare la necessità di “lasciare le tracce”, tracce che poi potrete provvedere a riportare nello spazio condiviso della piattaforma IUL.

Le potete cumulare nella pagina apposita del wiki (ennesimo esercizio di editing multimediale) o dove volete voi. Monica ha avuto l’ottima idea di utilizzare la tecnica del foglio di lavoro in GoogleDocs: depone regolarmente le proprie tracce compiendo al tempo stesso un esercizio di editing multimediale. Inoltre il suo diario è un’ottima descrizione di quello che succede ad uno studente che affronta un percorso del genere. Ecco il diario di Monica.

Agli studenti di Teorie della comunicazione

Che seguano l’esempio di Monica.