
Leggo i post, diversi sono su “Coltivare le connessioni”. E molti scrivono dopo avere letto con calma, tempo permettendo, lasciando sedimentare i pensieri, e quando viene la voglia di scrivere. Ecco proprio così, ottimo!

Leggo i post, diversi sono su “Coltivare le connessioni”. E molti scrivono dopo avere letto con calma, tempo permettendo, lasciando sedimentare i pensieri, e quando viene la voglia di scrivere. Ecco proprio così, ottimo!

Irene chiede di Dropbox. Tutti i dati di social networking generati quotidianamente (sintetizzati nel sociogramma) da questa blogoclasse si trovano in dropbox. In pratica, ogni giorno viene generata una nuova cartella nella quale vengono copiati i dati cumulati fino al giorno precedente, insieme ai vari moduli software che utilizzo per aggiungere i dati generati nelle ultime ventiquattro ore, desunti dall’aggregatore di feed e da eventuali nuove iscrizioni.
Perché trovo vantaggioso mantenere tutti questi dati in Dropbox?

Quando devo fare una cosa, soprattutto se è “pubblica”, sotto gli occhi e il possibile giudizio delle persone (dei prof poi….) la devo fare al meglio! Questo può voler dire impiegare più tempo e poi fare bene, a volte scoraggiarsi ma andare avanti, altre volte scoraggiarsi ed abbandonare tutto oppure, nel caso peggiore, impiegare più tempo ma poi fallire comunque sentendo troppo forte la tensione o la paura per il giudizio degli altri.
Allora Chiara, è a te che deve piacere quello che scrivi. È il tuo giudizio che deve far da timone, non l’ipotetico giudizio di una moltitudine. È per questo che ho tirato fuori il discorso della brutta copia. Perché la brutta copia è più vicina all’atto creativo, all’idea, alla scintilla. La bella copia finisce invece che la si aggiusta pensando al giudizio degli altri.
So bene che lo scopo dello scrivere è, forse soprattutto, comunicare qualcosa al prossimo e che per comunicare occorre mettersi nei panni del prossimo. Ma tutto questo deve venire dopo, se il “mettersi nei panni” si trasforma in “temere il giudizio”. Che si scriva liberamente, a ruota libera e anche molto, magari. Il resto verrà successivamente.
Io credo che la brutta copia dei tuoi temi non fosse davvero BRUTTA bensì bella come tutte le brutte copie. Parlando di scuola, si capisce.
Comunque, per informatica problemi di tempo non ce ne sono. Non c’è scadenza.
Notevole davvero l’idea che ha avuto Reby di fare l’assignment 6 unendo il testo ad un video sottotitolato! Come una sorta di multi-assignment. Ce lo dobbiamo sorbire muto perché Reby ha deciso di detestare la sua voce registrata. Che volete fare, le passerà … 🙂
Isa ha scoperto – e sottotitolato in italiano – l’Inno dell’anestesista 😀
Anche Martina unisce la sua voce al lamento di quelli che vorrebbero avere più tempo da passare nel cyberspazio, come per esempio Olivia qualche giorno fa. Questo è già un successo: le gite che funzionano sono quelle che ti lasciano il desiderio di tornare nei luoghi visitati.
Io sono nelle stesse condizioni perché non riesco a dare il feedback che vorrei a tanti dei vostri post. Stasera per esempio ho trovato ottimi commenti sull’assignment 3 …

Ottimo collegarsi ai post di altri studenti, come ha fatto Chiarina, parlando di letteratura scientifica.
Bello questo brano di Alessia:
Ma anche se esula un po’ dal mondo dell’istruzione, posso dire di aver trovato un grande esempio e una persona da stimare nel mio maestro di pianoforte. Mi ha insegnato a non fermarmi mai allo studio puramente tecnico, ma a provare a trasmettere qualcosa a chi ascolta. Per ogni nuovo pezzo che imparavo, lui mi raccontava la vita del compositore che lo ha scritto, in che periodo storico viveva, di che corrente musicale faceva parte, e insieme ci immaginavamo quale fosse il suo stato d’animo, se era innamorato, infelice, malinconico, se il pezzo gli era stato commissionato dall’imperatore, se era dedicato a una fanciulla o se lo aveva composto semplicemente per se stesso. In pratica, per suonare bene un brano è indispensabile conoscere chi lo ha scritto. E non si trattava di studiare a memoria una biografia (come capita a scuola), ma di entrare nel vivo di un’epoca storica, di mettersi nei panni del compositore, di entrare nella sua mente e nel suo cuore. Ogni brano che suonavo aveva una storia diversa, e ogni racconto stimolava la mia immaginazione e la mia creatività, come se Bach o Beethoven fossero lì a parlarmi e ad ascoltarmi.
Con il passare del tempo il concetto di maestro si allarga. Ci sono persone che hai incontrato anche fugacemente ma che con poche parole, o anche con un singolo atto e nessuna parola, ti hanno lasciato una traccia indelebile. O meglio, ti hanno lasciato un seme del quale sul momento ti eri appena accorto, ma poi un giorno ti rendi conto che qualcosa che per te è diventato molto importante non è altro che la pianta germogliata da quel seme.
Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi se ne ricordano.) si intitola il post di Alice … e proprio oggi sull’autostrada si ascoltava l’audiolibro del Piccolo Principe 🙂

Non prendete troppo sul serio questo (per)corso, che è, a ben vedere, come dire di prenderlo veramente sul serio!
Un (per)corso così funziona se c’è un certo grado di spontaneità. Ne abbiamo già parlato diverse volte. Ma ora c’è da considerare il fatto che alla fine del secondo semestre, siete stanchi e stressati. Non dimentichiamo che questi sono tre crediti di una “materia” marginale, per il vostro corso di studi.
Orbene, per dare una mano a chi di voi sente anche il peso di informatica, prendo a riferimento lo scoramento di Olivia: ad oggi il suo lavoro vale 30.
Quindi, Olivia, datti una rallegrata, e torna sul tuo blog se la cosa ti diverte e ti rilassa, ok?
🙂

Da domani sarò in viaggio, per due settimane, le occasioni di connettermi saranno un po’ erratiche e il tempo disponibile dovrò dedicarlo soprattutto rivedere i vostri lavori. Il Daily potrà perdere qualche colpo.
Fra qualche tempo inizierete a ricevere delle email che il mio sistema spedirà privatamente a ciascuno di voi, evitando così le liste di voti online – o appiccicate alla porta – abbastanza antipatiche. Il sistema invierà un’email ad ognuno di voi appena io avrò convalidato il voto nella mia griglia. Coloro che riceveranno la notifica di un voto < 30 potranno in seguito avvertirmi con un’email di avere lavorato ulteriormente. Non chiedetemi cosa dovete fare per migliorare il voto. Nelle date di ricevimento che fisserò in giugno potrete venire a verbalizzare.

Uno si sforza di vedere il lato positivo delle cose, ma delle volte si accusano i colpi. Il cyberspazio non è altro che un’estensione del mondo e capita di prendersi dei pugni nello stomaco.
Ci sono degli studenti che non mollano il blog dopo avere partecipato ad una blogoclasse. Giada ha ripreso il suo per scrivere il Diario di una laureata neo-precaria. Stamani ho letto il suo post Risorse (inutilmente) umane: stage ed affini e per tutto il giorno una frase mi ha martellato la mente:

Vi ricordate il video Fuel@Home che Ciambello e Littlechemistry hanno presentato al Google Science Fair?
Oggi mi sono accorto di una notizia (del 9) su Global Voices dove si dice che sono state compilate le liste dei semifinalisti del concorso. Si apprende così che sono stati inviati più di 7000 contributi da 90 paesi! I semifinalisti selezionati sono 60 e di questi 15 andranno negli USA a presentare i loro progetti.
Non ha molta importanza chi vince e chi non vince. Sono piuttosto interessanti i numeri globali. E per esempio il fatto che fra i 60 semifinalisti, oltre agli USA, sono rappresentati soprattutto India e Singapore. Poi, in misura minore, Nuova Zelanda, Sudafrica, Regno Unito e Canada.
US -> India & Singapore …

Valeria ieri mi chiedeva se fosse preferibile rimediare ai danni di un virus in un vecchio PC o passare ad un Mac. Avevo brevemente risposto di passare ad un Mac, aggiungo ora, a meno che uno non abbia un problema immediato di budget – alla lunga il Mac si rivela più economico di un PC con Windows.
Stavo per scrivere qualcosa quando mi sono ricordato di avere un pezzo a disposizione nei contenuti sul wiki. Eccolo, l’ho giusto rinfrescato un po’. Sintetizzo qui brevemente:
Vuoi spendere il minimo? E magari esplorare, anche solo ai margini, la meravigliosa creatività hacker? E magari seguire una via fieramente indipendente per difendere la tua libertà d’espressione? PC con Linux, tipo Debian (la purezza) o Ubuntu (la purezza fatta un po’ più comoda).
Vuoi una macchina che faccia il servizio con il minimo di perdita di tempo per inconvenienti di ogni genere? Mac.
Hai dei software dei quali non puoi fare a meno e che ci sono solo su Windows? Windows. Esempi di software del genere? Videogiochi – ma scusate, allora è meglio una macchina da videogiochi, Playstation, Mbox, Nintendo Wii etc.
Vuoi una roba portabilissima, che ingombra come un quaderno, che fuziona tutto il giorno senza ricaricare, con grande connettività, ottima per razzolare in internet, grande per leggere libri e documenti di ogni genere? iPad. Sarai molto confortata ma poco libera.

Come al solito, stavo per scrivere un’altra cosa ma poi mi imbatto in un post che mi distrae.
Spesso però a tale richiesta segue la precisazione che ci dice di scriverli solo se ci viene spontaneo…..ecco,quello che mi chiedo è ma a tutte queste persone viene spontaneo?????
scrive Roberta a proposito degli assignment.
Continua a leggere …