
È bellissimo il video nel post asteroidi e blogosociodidagrammi di Roberta. La potenza delle immagini … Il post di Roberta mi fa venire in mente un paio di riflessioni.

È bellissimo il video nel post asteroidi e blogosociodidagrammi di Roberta. La potenza delle immagini … Il post di Roberta mi fa venire in mente un paio di riflessioni.

Il podcast non è altro che un feed RSS con un allegato, tipicamente un file audio. Ad un podcast ci si abbuona come ad un feed RSS, con la differenza che quando il sito viene aggiornato con un nuovo file, questo viene scaricato.
Il podcast svincola dai palinsesti: puoi ascoltare successivamente un programma trasmesso mentre eri a lavorare; oppure un programma trasmesso dall’altra parte del mondo mentre tu dormivi. Non male.
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Recupero il post di apertura del blog The power of smiling che Elena ha scritto ormai diverso tempo fa. Inizia così:
Benvenuti! 🙂
Il mio blog si apre proprio così: con un sorriso, rivolto a tutti coloro che leggeranno questo post quasi per errore e a tutti coloro che invece decideranno di seguirlo con più attenzione perchè, come me, hanno completa fiducia nelle potenzialità del sorriso.
Questo incipit mi era rimasto impresso. In un post successivo Elena introduce Hunter Patch Adams, il medico statunitense che ha dedicato tutta la vita a diffondere la terapia del sorriso. Molti probabilmente conoscono questo personaggio attraverso il film dove Patch Adams è interpretato da Robin Williams. In questo blog vi sono numerose tracce della terapia del sorriso e anche di Patch Adams.

Rimando a domani il Daily che avevo preparato oggi perché stasera mi hanno raccontato questa storia. Una coppia sta per adottare un bambino di un altro paese, come si sa dopo un lungo e tormentato percorso. Pare che il bambino abbia una malattia metabolica. Comprensibilmente, i futuri genitori desiderano informarsi per organizzarsi al meglio, e come primo passo decidono di andare dal medico di famiglia. Questo li informa di non conoscere la malattia e di rivolgersi a un pediatra.
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Intervista alla maestra della scuola di Alicudi
Estratto dal podcast di Prima Pagina del 02/05/11 – seconda parte, Radio 3.

Qualche giorno fa Matteo ha scritto un post divertente sul tema della blogterapia. Non si può escludere che a qualcuno faccia bene scrivere dei propri mali ma, credo giustamente, Matteo sostiene che non si possa esser certi dell’efficacia di una terapia del genere.
Tuttavia, senza inerpicarsi in ragionamenti troppo complicati, si può forse essere abbastanza sicuri che fare qualcosa faccia bene. Soprattutto qualcosa che implichi qualche genere di creatività, quindi sicuramente anche scrivere. Continua a leggere …

Festeggiato il primo maggio con una camminata per boschi che mi lascia poche energie 🙂 spese per rispondere agli ottimi commenti a proposito di

Oggi al GR 3 dicevano che i mezzi di informazione ufficiali non possono essere presenti in Siria e che tutta l’informazione è garantita dai social network e in particolare da alcuni blogger. Ne hanno intervistato uno il quale sosteneva che tutta la forza della ribellione sta nell’aggregazione dei giovani nel cyberspazio. Dedico questa notizia a tutti coloro i quali si ostinano a giudicare Internet domandandosi se
questa ennesima novità è buona per me o no … come sono belle le comode abitudini …
Nel frattempo di là dal Mediterraneo – cioè qua vicino – milioni di giovani (e meno giovani), pressati da ben più cogenti problemi, la rete la usano, rovesciando o ponendo in seria difficoltà dittatori che fino all’anno scorso sembravano inamovibili.
Marta esprime amarezza e frustrazione per fatti tremendi narrati dai media. Ecco, perché non volgere in positivo amarezza e frustrazione cercando di contribuire alla cassa di risonanza delle notizie emesse dalla blogosfera? È facile, basta partire da Global Voices, tanto per fare un esempio. Ecco il numero di stamani. Per riceverlo quotidianamente basta sottoscrivere.
Perché non dedicare una piccola parte del proprio tempo ad agganciare mediante il proprio blog quelli di questi giovani coraggiosi e contribuire a diffonderne la voce?
Memori della suggestione di Lessig – il cyberspazio ci consente di recuperare la cultura Read-Write dopo la narcosi Read-Only novecentesca – molliamo tutti i telegiornali e, forti di feed RSS e di sottoscrizioni come quella a Global Voices, iniziamo a partecipare alle notizie, ognuno un punto di diffrazione.
Non si paga nemmeno il canone.
P.S. Dimenticavo, qualche problemino l’abbiamo anche noi, considerato che giusto oggi ci hanno confermato che la disoccupazione giovanile ha superato il 30% … uno su tre …

Oddio, c’è nuovo e nuovo, come precisa giustamente Ialli.