Daily: scienza e conoscenza

Sociogramma 22 maggio 2011. I nodi rossi sono studenti di medicina, i nodi blu cyberstudenti, il nodo celeste è il docente. Una linea che congiunge due nodi significa che almeno uno dei due ha fatto almeno un commento ad un post dell’altro.
Sociogramma 22 maggio 2011. I nodi rossi sono studenti di medicina, i nodi blu cyberstudenti, il nodo celeste è il docente. Una linea che congiunge due nodi significa che almeno uno dei due ha fatto almeno un commento ad un post dell’altro.

Merita riportare qui la citazione che ci ha regalatoPicchio nel Daily precedente (due giorni fa) …

“Il metodo della scienza è razionale: è il migliore che abbiamo. Perciò è razionale accettare i suoi risultati; ma non nel senso di confidare ciecamente in essi: non sappiamo mai in anticipo dove potremmo esserer piantati in asso” (Karl Popper)

… perfetta per ribadire l’esortazione alla prudenza necessaria per valutare qualsiasi informazione, anche se scientifica e apparentemente assodata e comprovata.

Sempre in tema di conoscenza scientifica, riprendo qui un post di Alice che è rivenuto a galla per via di un commento recente. In sostanza dice: ma che ce ne facciamo di Pubmed al primo anno, che non ci capiamo nulla?

Perché allora si proprina Pubmed in questo corso?

Se non se ne parla ora, vi verrà rivogato fra capo e collo quando vi servirà e allora lo utilizzerete come un qualsiasi “servizio”, senza alcuna riflessione sul mondo della letteratura scientifica. Avrete molta fretta e poco tempo per rifletterci. Invece, col pretesto di iniziare a conoscere lo “strumento” sin da ora, nei limiti del possibile, si coglie l’occasione di fare una riflessione molto più ampia su quello che è la conoscenza scientifica e la conoscenza in generale oggi. Una riflessione sulla validità del metodo scientifico ma anche sulla fragilità della nozione di verità scientifica, nonché sull’esplosione di una conoscenza sterminata. Tutte riflessioni quanto mai salutari, dopo tanti anni scolastici di impippiamento, di verità rivelata, di verità dicotomica.

Assignment 6: letteratura scientifica 1

Immagine della lavagna con su scritto "Letteratura scientifica 1"Ciambello e Littlechemistry hanno fatto funzionare un motore con carburante fatto in casa. Ciambello è un cyber-studente di questa blogoclasse, Littlechemistry un suo compagno di classe, vera classe, di superiori suppongo. E ci deve avere messo lo zampino un altro punto blu, il loro professore di scienze, che in futuro forse loro ricorderanno come io ho ricordato il mio.

Ciambello, nel suo ultimo post, ci racconta del progetto Fuel@Home, che hanno portato al concorso Google Science Fair.
Leggiamone insieme la descrizione che riporto qui, e guardiamo l’ottimo video che hanno preparato …

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Daily: connessioni

Sociogramma 29 marzo 2011
Sociogramma 29 marzo 2011. I nodi rossi sono studenti di medicina, i nodi blu cyberstudenti, il nodo celeste è il docente. Una linea che congiunge due nodi significa che almeno uno dei due ha fatto almeno un commento ad un post dell’altro.

Ha fatto bene erezjames a esprimere le sue perplessità sulle questioni sollevate da “Coltivare le connessioni”, oggetto dell’assignment 3. Ottimo. Le posizioni contrastanti sono molto utili.

Qui commento uno dei punti sollevati nel suo post:

Si sono decontestualizzate le immagini, le sensazioni, i tempi tecnici di presa di coscienza di sé, ma è probabile che tutto questo sia a discapito della totalità e della profondità della conoscenza. Oggi è possibile dissipare ogni minimo dubbio digitando qualsiasi parola sul motore di ricerca, ma spesso il risultato è la frammentarietà della conoscenza, che può sfociare nell’impossibilità di avere una visione d’insieme.

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Far del mondo la classe III.b

Breve passeggiata nel museo degli “scandali della scienza”, dove sono documentati gli attacchi del disordine all’edificazione della torre delle scienze esatte, cercando di mostrare come la visione del mondo sia cambiata rispetto a quella che ancora viene tramandata pervicacemente.

noosphere_N_2
Noosfera N.2

Come avevo anticipato nella puntata introduttiva di questa serie del far del mondo la classe, qui propongo una breve passeggiata nel museo degli “scandali della scienza”, dove sono documentati gli attacchi del disordine alla edificazione della torre delle scienze esatte.

Prima però vorrei ricordare come concetti quali il disordine, l’incertezza, l’ambiguità, la soggettività, concetti portatori di vaghezza e per questo sostanzialmente banditi dal ragionamento scientifico, non siano affatto scomparsi dal ragionamento generale sul mondo, ma siano invece stati oggetto di esplorazione profonda nella letteratura e nelle arti, per esempio mediante la ricerca sulla complessità delle percezioni e sull’incertezza dei destini degli uomini condotta dalla narrativa dell’ottocento. 

Ci troviamo ora con una cultura spaccata in due, dove il mondo umanistico è quasi ridotto ad occuparsi degli avanzi del ricco pasto del mondo scientifico, che determina gli indirizzi e drena la maggior parte delle risorse.

Ebbene, proseguiamo quindi vedendo che alcuni di questi avanzi, che qui denoto genericamente con il termine “disordine”, non siano poi così accidentali e secondari, e come gli scienziati si siano resi conto, in varie e fondamentali circostanze, che quegli avanzi sono in realtà componenti fondamentali del mondo che vanno investigando. 
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Far del mondo la classe III.a

noosphere_N_2
Noosfera N.2

In due post precedenti, uno e due, ho proposto delle testimonianze di studenti che hanno seguito i miei corsi.

Qui voglio specificare meglio cosa intendo dire con l’espressione “Far del mondo la classe”. Il rischio è infatti che molti pensino che si tratti giusto di un metodo didattico facente uso di nuove tecnologie per migliorare l’insegnamento, e che l’idea di uscire dalla classe, raffigurata nel disegno qui accanto, consista nell’integrare nelle pratiche didattiche i mezzi di comunicazione e le tecnologie che i giovani oggi usano diffusamente.

Non si tratta solo di questo, anzi, si tratta di questo solo in minima parte. Far del mondo la classe non può prescindere dal modo di vedere il mondo, in particolare dalla necessità di rivedere il modo di vedere il mondo. Non si tratta quindi semplicemente di applicare nuove tecnologie per insegnare meglio le stesse cose.

Con questo post, cercherò di evocare il contesto necessario per capire il senso degli esperimenti didattici di cui ho presentato alcune testimonianze. Per comprendere come questi corsi siano, rispetto allo standard corrente, meglio descritti come non-corsi, i programmi come non-programmi, il professore come non-professore; ripeto, rispetto allo standard corrente. Non è facile comprendere tutto questo, non tanto perché ci sia qualcosa di molto difficile da capire, ma perché è una questione di prospettiva, di visione del mondo, di paradigma di conoscenza.

Sono consapevole di non avere gli strumenti adatti per essere convincente ma ci provo lo stesso a mettere per iscritto questi pensieri. Del resto la forma del blog si presta a scrivere per cercare di chiarire le idee anche a se stessi, con il vantaggio non trascurabile di ricevere eventuali osservazioni da parte di qualche lettore di passaggio che potrebbero rivelarsi preziose.

In passato alcuni amici mi hanno esortato a scrivere post più agili, conformemente allo stile tipico dei blog. Provo qui ad adeguarmi articolando questo testo in due o tre post più piccoli che pubblicherò in sequenza a brevi intervalli di tempo.

In ultimo, mi accorgo in questo momento di un articolo di Gianni Marconato sul tema del connettivismo che attiene notevolmente al tema di questi post.

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