Recuperi

Chi è rimasto indietro in #ltis13 può recuperare in #loptis

Con la fine della scuola iniziano a fare capolino “quelli che ora recupero”. Benissimo, il laboratorio #loptis serve anche a questo.

Può essere un buon incipit quello di Fabrizio, dove chiede esplicitamente se c’è qualcuno che vuole procedere in compagnia, ed in altri successivi, per esempio quello dove condivide delle idee interessanti sulla mappa dei partecipanti. Provvedo a informare coloro che mi hanno scritto per email.

Nel frattempo qui si va avanti con un costante e poco appariscente lavoro di ristrutturazione, anche se un po’ rallentato da beghe ordinarie di lavoro.

Si va ristrutturando la barra a destra. È apparsa una pagina di iscrizione che riguarderà i nuovi arrivi, previsti in settembre-ottobre – ne riparleremo. La procedura di iscrizione è comunque già funzionante e può accogliere nuovi esporatori solitari. Tuttavia riguarda coloro che sono stati iscritti nel cMOOC #ltis13, che sono automaticamente inclusi in #loptis.

Ho accolto il suggerimento di Fabrizio di invertire l’ordine di pubblicazione dei commenti ai post: ora i primi che si leggono sono gli ultimi pubblicati. Le risposte dirette ai commenti appaiono comunque subito sotto al commento cui si riferiscono.

Il glossario va piano piano crescendo. Lo integriamo solo in seguito alle vostre richieste; soprattutto quando qualcuno chiede il significato di un termine che non gli è chiaro.

 

Fabrizio Bartoli, Lucia Bartolotti organize a discussion of the cMOOC ltis13

Non posso non riverberare qui il post di Vance Stevens con le tracce dell’intervento di Lucia, Luisella, Fabrizio e Claude.

Ginevra (CH), Acireale, Abu Dhabi (Emirati Arabi), Pittsburgh (US), Rosario (Argentina), Trieste, Cesena… ossigeno…

E grazie Claude per la traduzione!

Learning2gether

Learning2gether Episode 166

Fabrizio Bartoli, Lucia Bartolotti, Claude Almansi, Luisella Mori and others discuss their recent cMOOC ltis13

download mp3
http://learning2getherdotnet.files.wordpress.com/2013/06/2013june23ltis13-10-001-64k.mp3

Recording in Bb Collaborate / Elluminate http://learningtimesevents.org/webheads/

What?

Fabrizio Bartoli, Lucia Bartolotti, Claude Almansi, Luisella Mori, and 480 others recently participated in a MOOC, more specifically a “cMOOC” (as described here )

Lucia writes: “Our ten-week cMOOC has just closed, with the collective decision to go on as a community, with new group initiatives springing out of it.

The creator of the cMOOC is professor Andreas Formiconi, from University of Florence and IUL-Italian University Line, which is a partnership of four Universities offering online courses to teachers.

A few interesting figures about the success of the cMOOC can be read here; those of you who can…

View original post 504 altre parole

Avventure di studenti che esplorano

Fabrizio esplora il cyberspazio e incontra qualcosa di interessante, lo riblogga e Lucia se ne accorge. Esplora quindi anche lei. I due si intrufolano in una discussione e finisce che vengono invitati da Vance Stevens – un consulente di tecnologie per la formazione e insegnante di inglese – a fare una presentazione online alla sua comunità del nostro MOOC. Lucia propone a chiunque lo desideri di partecipare e contribuire. Hanno scritto un documento in Drive da usare nella presentazione online che faranno domenica 23 alle 16:00, ora italiana.

Chi vuole contribuire può scrivere le proprie proposte in un commento qui oppure richiedere  il permesso per editare (edit) direttamente il suddetto documento. Attualmente possono accedere al documento Lucia, Fabrizio, Claude, Davide, Laura e il sottoscritto. Chi vuole contribuire alla redazione può scrivere ad una di queste persone. Attenzione comunque a non affastellarci troppa roba, mi pare già bello nutrito.

Affinché tutti possano leggerlo, ne riporto qua sotto la fotografia presa alle 8:30 di oggi, venerdì 21.

Continua…

Glossario

Pensiamo che un laboratorio del genere possa funzionare se la comunità si prenderà cura di coloro che sono indietro.

Il fatto che qui si esplori lo spazio virtuale non cancella il passato, in particolare non si nega il valore degli incontri personali. Anche se i media usati intelligentemente consentono di creare e sviluppare relazioni intense e profonde, quando mi capita di parlare direttamente con qualcuno dei partecipanti imparo sempre qualcosa di importante.

È così che ho capito quanto un ostacolo apparentemente banale come quello dei termini gergali in inglese possa essere di impedimento per chiunque non abbia particolare confidenza con questi mezzi e non conosca l’inglese.

Lasciamo perdere il fatto grave e ridicolo che il sistema di istruzione italiano non abbia saputo mettersi al pari di una necessità da lungo tempo ovvia. Quando ragazzetto di 8 anni, nel 1963, inciampai in un libro divulgativo di scienze mi fu chiaro che l’inglese era la prima cosa che dovevo imparare. Per meri motivi burocratici, malgrado il mio fermo desiderio, non fu possibile studiare l’inglese, né alle medie né al liceo. Ho odiato quei personaggi che liquidavano quelle mie richieste come fossero un capriccio. E siamo sempre allo stesso punto. Tanti, troppi dei miei studenti ventenni si lamentano del fatto che “internet sia quasi tutta in inglese”…!

Bando alle lamentele, vediamo di fabbricare un rimedio. Da questo commento di Claude in giù abbiamo discusso intorno alla possibilità di comporre un glossario elementare di termini gergali in inglese. In quella discussione trovate alcune ipotesi. Abbiamo concluso con l’idea di creare un glossario appositamente per questa comunità, partendo dalle sue medesime esigenze.

Ho creato una pagina Glossario dove ho inserito i primi tre termini che mi erano stati chiesti. Per ora la curiamo Claude ed io. Ecco come funziona:

Chiunque, svolgendo le attività del laboratorio, incontri un termine che non conosce lo scriva subito in un commento a questo o altri post, senza vergognarsi. Claude e io provvedemo ad aggiornare conseguentemente la tabella.

È una cosa molto semplice ma è molto importante. Anche i vostri eventuali consigli sono importanti.

Nuovo servizio di Newsletter

Oggi provo ad attivare un nuovo servizio di Newsletter, più adeguato ad evitare le trappole antispam. Nell’ottica di un laboratorio dove i novizi affiancano i più esperti non è possibile confidare solo nel meccanismo dei feed.  Occorre un robusto strumento di Newsletter. Vi arriverà quindi prossimamente un primo messaggio, orientato a vedere come funziona il nuovo sistema.

Nel frattempo sono andato avanti ristrutturando l’indice a destra, dove ho diviso l’indice dei post pubblicati in #ltis13 da quelli successivi (#loptis), ho introdotto una pagina delle cose da fare (ToDo) e ho inserito un riferimento esplicito ai bookmark al gruppo ltis13 in Diigo – il nome rimarrà ltis13, non mi sembra il caso di farne partire uno uno nuovo.

Invito a parlare del cMOOC (in inglese…) e transizione

Scopiazzo il titolo da un post di Lucia. L’idea è di accettare l’invito di  Vance Stevens – un consulente di tecnologie per la formazione e insegnante di inglese – a fare una presentazione online alla sua comunità del nostro MOOC. Nel post di Lucia potete vedere come è nata questa storia.

È un’ottima idea, ed è interessante che siano gli studenti a raccontare l’esperienza. Tutti coloro che sono interessati possono seguire Lucia, io vado ad aggiornare i rivoli.

Nel frattempo continua la transizione, che potete vedere da una serie di particolari che mutano nel blog.

Il blog si va identificando con la “cosa nuova” che finirà col chiamarsi Laboratorio Online Permanente di Tecnologie Internet per la Scuola – #loptis.

Ho trasformato il post Rivoli in una pagina, che aggiornerò via via.

Ai propositi elencati nell’altra faccia della fine, aggiungo un glossario di termini informatici in inglese. La cosa è emersa in seguito ad un incontro che ho avuto qualche giorno fa con due di voi. Mi sono reso conto che non posso dare per scontato che a tutti sia immediatamente chiaro cosa significhi un tasto “Edit”. Questa storia dell’inglese non è uno scherzo: il problema della tecnologia si può embricare perversamente con quello dell’inglese. Temo che taluni si scoraggino proprio a causa di questa sovrapposizione di problemi.

Mi è venuto in mente che in passato insieme ad un amico (Marco Trapani) avevamo iniziato un glossario elementare.  Se qualcuno vuol dare suggerimenti o contribuire è benvenuto, intanto manca “Edit”… Poiché si trova in un wiki, potrei dare l’accesso a chi lo desideri. C’è anche un abbecedario di informatica. Il problema di questo tipo di risorse è che possono diventare presto obsolete in alcune parti, se non si mantengono costantemente, ma forse il glossario potrebbe essere curato da questa comunità.

Provo Prezi per una presentazione

Non mi piacevano i “lucidi”. Non mi piacciono “le slide”. Non mi piace PowerPoint. Questo non significa che i lucidi, le slide, PowerPoint non possano essere strumenti utilissimi. È l’appiattimento che non mi piace.

Ho visto che molti di voi hanno scritto qualcosa di Prezi, già nel corso del precedente laboratorio #linf12. Sono andato a rivedere tutti i vari contributi, gli esempi, una sottotitolazione di un tutorial. Elenco i link nella nota.

Allora, visto che domani devo fare una presentazione, ho provato a ridurla in Prezi. Non so se ne farò altre, forse no perché preferisco andare a ruota libera, al massimo con un paio di foglietti scarabocchiati davanti. Tuttavia il sistema è interessante. Non è un altro PowerPoint, è una cosa diversa. Dico subito in cosa mi pare diverso e quindi dove mi sembra che risieda l’interesse.

Con PowerPoint il racconto viene deposto lungo la linea del tempo; prevale quindi la dimensione sequenziale. Con Prezi invece il racconto può dipanarsi nello spazio di una metafora, o volendo anche più d’una; in questo caso l’enfasi è sul percorso nello spazio metaforico del quale la sequenza temporale diviene mera conseguenza.

Vediamo come esempio la relazione sul cMOOC: questo è il link, l’embedding ha qualcosa che non va, devo vedere ma ora il tempo stringe.

La costruzione di una presentazione del genere mi ricorda un po’ la programmazione software ad oggetti: invece di prevedere un flusso sequenziale di eventi si procede alla costruzione dei singoli oggetti. Così ho fatto qui: la consapevolezza di un problema e il desiderio di tentare una soluzione fornisce energia al tutto (sole), le varie tipologie di strumenti stanno nel mastello – modalità corso, attività base, attrezzi web – il tutto serve a far nascere una pianta, alle radici della quale stanno i modi con cui gli strumenti sono proposti e congegnati, che per crescere ha bisogno di un’adeguata e costante irrigazione, e se tutto funziona allora la pianta cresce (numeri) e dona frutti – i vostri feedback.

Ho fatto ben poco per fabbricare questo artefatto, prendendo addirittura uno degli schemi preconfezionati disponibili in Prezi, quello dell’albero per l’appunto. Ho solo aggiunto il mastello degli attrezzi che mi serviva, fatto in pochi minuti con Gimp (concorrente open source di Photoshop). Mastello e attrezzi sono venuti seghettati perché ho fatto il pidocchio per fare un’immagine leggera. Ora non ho tempo ne voglia di rifarlo meglio, il messaggio non è inficiato da un particolare del genere. Quello che importa è che ci si può mettere quello che si vuole. Per fabbricare un contesto metaforico si può per esempio partire da una propria foto, un’immagine o un disegno.

Tecnicamente, ciò che dona a Prezi una tale dimensione espressiva, è il fatto di essere uno “strumento zoomante”. Giocare con la localizzazione e la profondità dello zoom è un po’ come cucire il discorso sul tessuto metaforico. Le possibilità sono tante. Trovo particolarmente divertente la possibilità di nascondere le descrizioni nell’immagine di qualcosa che si vuole descrivere. Qualcosa del genere: questo è il link, stesso problema con l’embedding…

Qualche brevissima nota. È cloud: piazzo la presentazione là fuori, domani vado al convegno, mi connetto con il loro computer e da quel browser la raggiungo e la mostro. È free se si fanno pochi prezi, per avere più spazio si paga qualcosa. È sempre rimanipolabile. Anche il lettore la può manipolare, spostando e zoomando. La presentazione comunque si può anche scaricare sul proprio computer: si riceve un’applicazione che se si fa partire mostra in locale la presentazione; utile se non ci si fida della connessione dove si deve rappresentare; funziona in Windows o Mac, Linux no. Si può scaricare anche una versione sotto forma di applicazione che consente anche di costruire la presentazione in locale, oltre che rappresentarla. Si possono fare presentazioni in remoto: da casa invio ai miei allievi un codice e loro possono vedere mentre faccio la presentazione, al massimo 30 persone. Si possono fare anche altre cose.

Qui sotto le varie risorse che avete prodotto su Prezi. Da rilevare il tutorial di Flavia dove mostra tutto quello che si può caricare. Ora l’interfaccia è un po’ cambiata ma la sostanza è la medesima.


Nota

L’altra faccia della fine – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Ogni fine ha un’altra faccia, che è sempre una rinascita. Ci occupiamo di questa, brevemente.

Domani l’altro devo proporre l’esperienza ad un convegno. Una di quelle circostanze da dieci minuti. Inusitatamente, ho preparato una presentazione, perché volevo provare Prezi. Nel post che finirò domani metterò le due cose insieme. Così allo stesso tempo si ricapitola l’avventura ma non si smette di studiare.

Poi c’è almeno un altro post rimasto nel cassetto, quello su XML. È un argomento su cui vale la pena di insistere ancora un po’ perché consente di unire il particolare al generale, che è una cosa molto buona. Fra non molto.

Devo finire la trascrizione del discorso di Morin. L’ho lasciato apposta qua sopra a controllare…

Varie persone avevano via via chiesto informazioni su come fare i video didattici, cosiddetti screencast. Non ho dimenticato, Arriveranno.

Qualcun altro avrebbe gradito qualcosa sul sistema LaTex. Ok.

Io è tanto che mi chiedo di fare qualcosa sulla crittografia: come si fa a proteggere la roba che si produce e come si fa a scambiarsela in modo sicuro. Prima o poi ce la farò.

Vanno curati questi rivoli ed altri eventuali.

Ho appena spedito il file OPML ad un mio amico, ex studente, con cui applicheremo metodi di social network analysis alle tracce che abbiamo depositato in RSSOwl. Sociogrammi e non solo, roba di cui questi numeri sono giusto l’embrione. Ci facciamo la tesi, lui come studente di informatica e io come relatore. Naturalmente racconteremo tutto. Può essere che vi chieda qualche aiuto. Ci divertiremo insieme.

Sentivo il bisogno di adottare una struttura un po’ più professionale per il blog. È andata a finire che me la sono cavata in una giornata. Da qui potrò poi fare altre cose. Tutto comunque nella direzione di un FOOL, sorta di spin-off di un cMOOC: Free Open Online Lab oppure Florentine Open Online Lab…  Firenze, quale richiamo alla bottega rinascimentale… scherzi, insomma una cosa permanente, chi entra, chi esce, chi rimane per un tratto, gente che si aiuta. Tempo rilassato ma persistenza. Non ho idea di quanto possa  funzionare ma l’intuizione è ben nutrita.

Di sicuro sto dimenticando… Mi si rammenti qualsiasi cosa.

 

 

“Avevo bisogno di affetto…” – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Le burocrazie incombono. Ora qua all’università abbiamo da compilare il SUA, Scheda Unica Annuale dei corsi. Qualche anno fa c’erano i Requisiti di trasparenza in ottemperanza a quanto previsto dal D.D. … Area di apprendimento, obiettivi formativi, programma esteso, metodi didattici, metodi di accertamento…

Per carità, probabilmente tutto necessario, ma a me viene la claustrofobia. E da quel che sento a scuola è anche peggio.
Continua…

I numeri di #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Il sistema reclama risultati. Tocca quindi rinunciare un attimo a guardare cosa c’è dietro la prossima collina e mettersi al tavolo. Ci sarà molta roba da tirar fuori qui. Intanto i numeri asciutti. Li snocciolo qui, quasi a giustificarmi che se sono sparito in questi due giorni è stato per via di questo lavoro. È un lavoro che va comunque fatto e che spero di approfondire accuratamente nel tempo che verrà, anche se sono molto più sensibile agli aspetti di natura qualitativa. Per capirsi, i 61 commenti al post Altre due parole sulla fine e sui CFU portano un messaggio importante: siamo contenti di poter continuare. Questo è ciò che conta più di tutto. Come sono importanti i “bilanci” che alcuni hanno iniziato a scrivere sui propri blog. Per inciso, a costoro chiedo di citarli in Diigo con tag bilancio, che ho appena aggiunto a http://piratepad.net/ltis13-tag. Serviranno. [Aggiungo alle 22:30: ecco il link ai post taggati bilancio]
Continua…