L’altra faccia della fine – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Ogni fine ha un’altra faccia, che è sempre una rinascita. Ci occupiamo di questa, brevemente.

Domani l’altro devo proporre l’esperienza ad un convegno. Una di quelle circostanze da dieci minuti. Inusitatamente, ho preparato una presentazione, perché volevo provare Prezi. Nel post che finirò domani metterò le due cose insieme. Così allo stesso tempo si ricapitola l’avventura ma non si smette di studiare.

Poi c’è almeno un altro post rimasto nel cassetto, quello su XML. È un argomento su cui vale la pena di insistere ancora un po’ perché consente di unire il particolare al generale, che è una cosa molto buona. Fra non molto.

Devo finire la trascrizione del discorso di Morin. L’ho lasciato apposta qua sopra a controllare…

Varie persone avevano via via chiesto informazioni su come fare i video didattici, cosiddetti screencast. Non ho dimenticato, Arriveranno.

Qualcun altro avrebbe gradito qualcosa sul sistema LaTex. Ok.

Io è tanto che mi chiedo di fare qualcosa sulla crittografia: come si fa a proteggere la roba che si produce e come si fa a scambiarsela in modo sicuro. Prima o poi ce la farò.

Vanno curati questi rivoli ed altri eventuali.

Ho appena spedito il file OPML ad un mio amico, ex studente, con cui applicheremo metodi di social network analysis alle tracce che abbiamo depositato in RSSOwl. Sociogrammi e non solo, roba di cui questi numeri sono giusto l’embrione. Ci facciamo la tesi, lui come studente di informatica e io come relatore. Naturalmente racconteremo tutto. Può essere che vi chieda qualche aiuto. Ci divertiremo insieme.

Sentivo il bisogno di adottare una struttura un po’ più professionale per il blog. È andata a finire che me la sono cavata in una giornata. Da qui potrò poi fare altre cose. Tutto comunque nella direzione di un FOOL, sorta di spin-off di un cMOOC: Free Open Online Lab oppure Florentine Open Online Lab…  Firenze, quale richiamo alla bottega rinascimentale… scherzi, insomma una cosa permanente, chi entra, chi esce, chi rimane per un tratto, gente che si aiuta. Tempo rilassato ma persistenza. Non ho idea di quanto possa  funzionare ma l’intuizione è ben nutrita.

Di sicuro sto dimenticando… Mi si rammenti qualsiasi cosa.

 

 

80 thoughts on “L’altra faccia della fine – #ltis13

  1. Sabina ha detto:

    Luisella ciao!

    Io ho l’app di prezi e funziona benissimo.
    Ma poiché per ora non ho il pc. Lavoro solo da ipad e non riesco a inserire la presentazione di Prezi sulla pagina di wordpress.
    Cioè continuo a vedere shortcode e tutto il resto ma non la presentazione anche dopo la pubnlicazione

    Eppure un modo ci deve essere se in blogspot si può.

    Appena ho il mac nuovo( evvai!) ci riprovo.

    Grazie , anche a lei prof.

    1. Claude Almansi ha detto:

      @Sabina: non tutto quel che funziona in blogspot funziona in WordPress.com.

      Però forse val la pena provare http://wordprezi.appspot.com/ dove tu metti l’URL del Prezi, dici se vuoi lasciare gli altri liberi o imporre loro un ordine, e il software ti sputa il shortcode per WordPress.com .

      Cioè è consigliato da Panos in http://wpbtips.wordpress.com/2011/09/26/inserting-prezi-docs/ , in un aggiornamento datato maggio 2013 – e finora ho trovato Panos attentibile quanto a shortcodes.

      1. Andreas ha detto:

        Sì ma purtroppo fino a qualche giorno fa non funzionava più. Devo ricontrollare. Avevo fatto anche un mini-tutorial ma poi mi sono accorto che il Prezi embedded sembra esserci ma quando lo attivi non carica. Ci ritornerò-emo.

  2. Sabina ha detto:

    Qualcuno sa come inserire una presentazione prezi in wordpress?
    Ho provato con tutti i consigli del web ma non ci riesco.
    Mi sorge anche il dubbio che forse da ipad non la vedo ma invece se accedessi da un pc….
    Purtroppo il mio é deceduto!
    Ma ho deciso per comprarmi un macbook ,con lo sconto education !
    Non mi è ben chiaro anche se il codice lo devo inserire tutto o solo una parte . Boh?

    Help me please!

    1. Luisella ha detto:

      Ciao Sabina,
      ho provato a visualizzare questa pagina su iPad e il Prezi lo visualizzo, ma è un blog di Blogspot, non di WordPress. Però poi, se voglio vedere quel Prezi, l’iPad mi apre la app specifica di Prezi e me lo fa vedere lì.

    2. Andreas ha detto:

      C’è qualcosa che non va fra Prezi e WordPress.com. È per questo che in Provo Prezi per una presentazione ad un certo punto ho mollato e ho messo semplicemente il link. Dovrebbe essere possibile tramite gli shortcode ma prima funzionavano e ora non più. Avevo preparato anche delle istruzioni ma per ora le ho lasciate da parte per non confondere inutilmente le idee alle persone. Appena ho tempo ci riprovo e se ci riesco lo scriverò.

  3. annaritabergianti ha detto:

    Posso dire di essere in controtendenza? Apprezzavo di più l’altro ambiente, graficamente parlando… Comunque io ci sono, mi si dica ordunque, come testè continuare nell’impresa, che nulla ci spaventi e con il capo volto al sole che sorge!

    1. Luisella ha detto:

      Tutto sommato anch’io preferivo la vecchia veste, soprattutto perché mi orientavo meglio nei commenti (come ho già scritto sopra 😉 )

      1. marina.p ha detto:

        io mi sono organizzata così: ho messo la spunta a “Notify me …via mail”, così ogni volta che c’è un commento mi arriva una mail.
        Poi scorro velocemente tutta la pagina del post guardando solo le date , per riconoscere ciò che ho già letto (visto che uno sguardo lo do tutti i giorni).
        Certo è un po’ macchinoso, ma RSSOwl non riesco più a usarlo. E inoltre devo dare per scontato che nessuno vada a commentare i post vecchi…..

  4. marina.p ha detto:

    la nuova veste di queste pagine mi piace molto ed è anche più funzionale il sistema dei commenti-dei-commenti… però è più difficile seguire i commenti in RSSOwl: non si capisce chi sta dicendo cosa… o sono io?

    P.S.
    Come è andato il convegno, Prof?

    1. Claude Almansi ha detto:

      Strano, Marina, perché i feed hanno sempre gli stessi contenuti di prima, cioè quello dei commenti di questo blog continua a indicare l’autore di ogni commento. Non uso RSSOwl, ma nella mia pagina di aggregatori per i blog WordPress di #ltis13, c’è tuttora il nome dell’autore per ciascuno dei commenti del blog di Andreas.

      O forse intendi a chi si rivolge il commento?

      È vero che visto che l’annidamento permette di farne a meno, noi abbiamo smesso di aggiungere @…. #….. Mentre il feed non si cura di questi annidamenti e continua a tirar dritto in ordine rigorosamente cronologico inverso.

      Altrimenti, concordo: è più allegra la nuova veste – e Andreas, dicci del convegno, per favore.

      1. marina.p ha detto:

        Esatto…intendevo ” a chi”…….
        É anche vero che adesso il problema non dovrebbe porsi piú: prima c’era una marea di commenti e senza un aggregatore sarebbe stato impossibile seguirli. Adesso si puó tranquillamente scorrere la pagina del post!

      2. Andreas ha detto:

        Per i convegni mi manca il fisico, un po’ come la scuola: stare ad ascoltare seduto per delle ore mi ha sempre fatto dormire. Ho sbagliato mestiere e epoca, dovevo nascere prima dell’800…

        Tuttavia, nonostante questo disgraziato handicap, qualcosa mi pare di avere capito, e mi è addirittura piaciuto! La RUIAP è una rete di università che si sono impegnate sul fronte dell’apprendimento permanente. Ho visto esprimere posizioni che condivido completamente, anche dal presidente della RUIAP, Aureliana Alberici, che ha dichiarato senza tanti giri di parole il fallimento dell’università nell’affrontare i problemi della formazione permanente e del collegamento fra studio e mondo del lavoro.

        Interessante anche la posizione, espressa dal presidente della Società Italiana di e-Learning: – A chi tenta di innovare si deve smettere di dire come innovare ma lasciarlo fare come vuole; poi si valuteranno i risultati… per innovare bisogna infischiarsene del quadro normativo!

        Sufficiente a risvegliarmi… e superfluo dire che nella mia presentazione ho preso le mosse proprio da questa posizione.

        Successivamente in molti mi hanno chiesto informazioni. Mi è rimasta impressa la domanda di una giovane ricercatrice: – Lo voglio fare anch’io, da che parte si inizia per fare un MOOC?

        1. Claude Almansi ha detto:

          E cosa le hai risposto?

          Non mi azzarderei mai a farne uno, ma in base a #ltis13 e ai tuoi precedenti corsi connettivi, direi: crederci, non quia absurdum (anche se c’è qualcosa di questo nei MOOC riusciti, come in Wikipedia) ma per aver partecipato ad alcuni MOOC. E anche provarci prima su scala piccola.

          Anche sviluppare racconti avvincenti. Questo accomuna #ltis13 e quello pseudo-MOOC Coursera sul trattamento del segnale digitale di Paolo Prandoni e Martin Vetterli: anche loro sono dei bravissimi raccontatori, capaci pure di adattare il filo narrativo all’audience.

          1. Andreas ha detto:

            Che tutto il segreto sta nell’innaffiatoio 😀

            Ovvero nella cura: ascolto, racconto.

            Bello il tuo esempio di Prandoni & Vetterli. Anche insegnando il trattamento del segnale digitale è opportuno ricorrere allo strumento della narrazione.

            Disgiungendo scienza e tecnologia da poesia e letteratura si uccide la cultura.

            Le istituzioni preposte oggi non formano, addestrano esperti magari eccellenti ma cretini, con tutto il rispetto. Esattamente ciò che è funzionale ad un sistema dominato dall’interesse finanziario.

            1. Claude Almansi ha detto:

              A proposito dei pericoli di questa disgiunzione, vedi MOOCs and the Humanities di Jon Beasley-Murray (12 giugno 2013):

              “… The Arts and Humanities should have a vital role, critical and self-reflexive, that would complicate current discussion of technology in the classroom, and more broadly enhance our understanding of the university’s many challenges and possibilities in a global, wired world. But what we get instead is kneejerk enthusiasm and self-defeating short-termism. This is not the fault of the Sciences themselves–they should clearly and obviously be part of the conversation, too. It is, rather, the fault of an administration and senior management that has for some reason lost faith in its own mission and its own values, and in the people that it itself employs to think about and even question that mission and those values.”

            2. valottof ha detto:

              Come ha detto Sugata Mitra la scuola è progettata per preparare impiegati e dirigenti di una burocrazia creata un centinaio di anni fa… (qualcosa così: vado a memoria)

      3. Luisella ha detto:

        Sì, nella nuova veste si capisce A CHI è rivolto il commento solo andando sulla pagina del blog, mentre non si riesce più a seguire il filo dei commenti su RRSOwl, perché vengono a mancare i riferimenti @… #…
        Devo dire che preferivo la soluzione precedente, perché mi permetteva di scorrere velocemente i commenti da RSSowl cliccando solo su quelli che “stuzzicavano” la mia curiosità, per andare a leggerli direttamente sul blog.

        1. Luisella ha detto:

          E forse non ho nemmeno capito bene come funzionano gli annidamenti, visto dove è andato a finire questo commento (il mio precedente)… mentre volevo venisse a ocmparire dopo quello di Claude in cui si parlava della stessa questione (A CHI)

  5. Antonella T. ha detto:

    Ci sono anch’io Prof. Grazie per le prospettive che ci offri. Continuerò ad approfondire quello che questo lavoro ci ha già offerto e ad applicarlo, anche fuori di qui, e a curare anche quello che ne è scaturito, ora che c’è più calma e più concentrazione. Aspetto il tutto con curiosità e molto interesse, assicurando il mio impegno. 🙂

  6. Claude Almansi ha detto:

    Quante belle notizie! E addirittura una tesi su questo laboratorio. Come la intitolerete? “#ltis13 dà i numeri”? 😛

    Scherzi a parte: hai presente la conferenza The Birth of a Word di Deb Roy, dove racconta come ha messo tutta la casa sotto videosorveglianza per i 5 primi anni del figlio per capire tramite quali interazioni imparava a parlare? Da ca 11:20 parla di uno spin-off di quella ricerca: applicare lo stesso metodo di analisi alle reti sociali.

    È qualcosa del genere che avete in mente?

    Per la registrazione di Morin, vuoi una mano? Ho appena scoperto che anche se i file mp3 non funzionano più in Amara, quelli .ogg sì.

    1. Andreas ha detto:

      “#ltis13 dà i numeri”? 😀

      Sì ho presente quella conferenza. Forse. È una roba che ho già fatto a mano, in quei corsi precedenti dove facevo i sociogrammi. Roba fatta a mano: dopo essermi studiato il Wasserman&Faust ricostruivo le cosiddette matrici di adiacenza che esprimono in maniera matematicamente trattabile l’insieme delle relazioni che si stabiliscono all’interno di una comunità, in questo caso intendendo per relazioni l’insieme di tutti i commenti che ciascuno ha fatto a tutti gli altri. Da queste si possono poi calcolare una serie di indici numerici che esprimono le attitudini dei singoli, all’estroversione, all’attrazione, alla capacità di “fare rete”, insieme alle varie rappresentazioni grafiche più o meno suggestive.

      Per l’audio di Morin, come ho scritto qui sopra a Antonella, ho qualche scrupolo a chiedere aiuto su un audio così faticoso… ora vedo…

      1. Claude Almansi ha detto:

        Ops, mi era sfuggita la tua risposta ad Antonella. Per l’audio faticoso, sono molto migliorati in questi ultimi tempi gli effetti di Audacity che consentono di migliorarlo, in particolare la rimozione/attenuazione dei rumori di sfondo (1) che puoi abbinare all’aumento del volume per rendere la voce più nitida.

        Insomma vedi tu, ma Antonella ed io siamo pronte, e probabilmente altri.

        (1) Utilissimo effetto di Dominic Mazzoni, che è anche primo creatore di Audacity eadesso ingegnere software di Google, dove cura in particolare l’accessibilità.

        1. Andreas ha detto:

          Razzolare nello spazio di Fourier per discernere le componenti in frequenza da rumori vari, in spazi a n dimensioni, fa parte del mio background, quello “vero”. Proprio per questo uso Audacity, perché offre discreti strumenti e ne devo combinare di tutti i colori per recuperare il segnale. Vedrò… grazie comunque 🙂

          1. Claude Almansi ha detto:

            Ué, che interessante! Per caso lo pseudo-MOOC Coursera al quale mi ero iscritta per poter fare un pezzo su MOOC era “Digital Signal Processing” (DSP) dell’EPFL. Poi avevo mollato verso metà aprile, perché #ltis13 mi interessava di più e cmq, DSP richiedeva conoscenze di calcolo integrale e trigonometria che non ho.
            Però avevo iniziato a segnalibrarne le risorse pubbliche (cioè quelle su altre piattaforme che Coursera) sotto https://www.diigo.com/user/calmansi/dsp . E ce n’erano tante sullo spazio di Fourier

            Allora adesso ho ripreso a segnalibrarle, perché ci sono tanti #ltisensi che insegnano scienze e/o matematica, e a quanto mi è riuscito capire, questo del trattamento del segnale digitale è un tema veramente appassionante. Non penso però di condividere ogni singolo segnalibro taggato dsp con il gruppo #ltis13 – per evitare la saturazione. Però potrei condividere https://www.diigo.com/user/calmansi/dsp con una spiegazione nella descrizione, forse.

  7. Daniele ha detto:

    In attesa di Morin… mi sono ricordato che anni fa avevo salvato la trascrizione di una trasmissione su radio 3. Ho provato a copiarla nel blog, ma 1) era troppo lunga, 2) non si formattava e parte della scritta si sovrapponeva ad altri elementi. Però, a pezzi, è ancora in rete. Queste le link: qui, qui e qui (la parte n.2 era poco leggibile).

  8. Marvi ha detto:

    Sono la passeggera Marvi, ci sono ci sono, è bello stare qui e sono contenta di essere connessa con questo mondo. I video didattici? La mia passione io li chiamo scrapbook digitali e i miei bimbi si divertono tantissimo… Grazie al percorso proposto con piratepad il comune mi ha dato una lim in classe quindi partirò con un progetto per il prossimo anno con i bes….
    A presto

  9. valottof ha detto:

    Bene: pare che se non tutti siamo in tanti qui! Quanto all’aiuto io avevo proposto addirittura “gruppi di auto aiuto” per cui non mi tiro certo indietro. Anche perchè penso di poterne dare un po’ ma di averne altrettanto bisogno. Come “psico-informatico” posso metterci la tecnica, ma i contenuti digitali sono e restano il mio cruccio!

  10. ivemara55 ha detto:

    Salve prof! Stavo per mandarti una mail di SOS ma poi, in qualche modo me la sono cavata (a metà…non ho rimediato proprio a tutto…ci penserò domani)…sei salvo! Mi mancava il tuo post, lo aspettavo proprio..XML, screnncast, LaTex…sì, dai! Bello! Fruga bene nel cassetto dei post…Stai facendo veramente un ottimo lavoro…riuscissi anch’io a coinvolgere certi miei studenti come fai tu con noi…grazie, ancora una volta, di tutto!!!!

    p.s: ma, mi chiedo, ce la fai a star dietro a tutto!? Quante ore ha la tua giornata!?

    1. Andreas ha detto:

      Molte ma che ho la fortuna di poter distribuire liberamente. Devo però dire di essere consapevole di non essere in grado di star dietro a tutto e di non crucciarmene. Bado molto più ad appiccare il fuoco che a contenerlo e tanto meno a indirizzarlo. Non per scelta. O meglio: non per scelta una volta constatato che è inutile che mi forzi altrimenti. Vale la pena di giocare le carte che la natura ti ha messo nel mazzo. Inutile volerne giocare altre. Penso che importante sia giocare le carte che hai, ecco. Questo può costare dei prezzi, tendenzialmente convenzionali, ma può fruttare intense soddisfazioni, tendenzialmente uniche. A me piace così.

      1. marina.p ha detto:

        mi piacerebbe imparare questa filosofia….pur consapevole che non è applicabile con i ragazzini…. Però, già metterla in pratica nella propria vita, non sarebbe male!

        1. Daniele ha detto:

          Secondo me, questa filosofia è applicabile anche coi ragazzini. Anzi: mi sembra importante educarli a gestire serenamente le frustrazioni. Specialmente per queste generazioni “lo voglio, lo voglio”.

          1. marina.p ha detto:

            Sicuramente, in questo senso sì!
            Io stavo pensando piuttosto al fatto che dal punto di vista più strettamente “disciplinare” i ragazzini debbano anche imparare un ordine e un metodo… Comunque il tema (come dite voi toscani?!) mi garba molto, perchè, non appena sono uscita dal caos iniziale di questa nuova esperienza e ho capito il potenziale educativo di questo Andreasistema, mi sono subito chiesta come poter applicare qualcosina anche a scuola…. e non ho ancora smesso di pensarci!

  11. mrsfraba ha detto:

    Io Prezi non l’ho ancora provato. Da non molto capisco un pò di più Diigo. Devo rifare meglio alcuni steps. Ma ci sono ancora altre meravglie dopo il 12 – come il colore blu della nuova veste grafica …. E’ il mio colore preferito

  12. fbartoli ha detto:

    Resto volentieri e nel frattempo ringrazio per l’occasione di scambio e apprendimento. Attendo con ansia news su xml . Ho approfittato degli spunti di itis per decidermi una volta per tutte a buttarmi su html, css e xml. Nel frattempo vorrei studiarmi blender e sketchup e approfindire le possibilità dei mondi virtuali, poi… ma dove troverò il tempo per tutto mannaggia? Grazie anche a Claude x la sua pazienza, ogni volta che leggo le sue risposte mi trovo di fronte la mia ignoranza…P.s. ma il gruppo di diigo continua a vivere? Piace anche a me il nuovo look ma le scritte sono un po’ minute per i miei occhiali…

      1. fbartoli ha detto:

        Grazie, volentieri ma io posso solo fare lo studente per ora, sui mondi virtuali e affini son un novizio, desideroso di apprendere e ho anche tempi lenti perchè sono un po’ malato di perfezionismo. aspetto notizie

  13. soudaz ha detto:

    Oggi, ho saputo di aver passato l’orale per il Concorsone.
    Avevo preparato una presentazione con Prezi più appunti ma delle 4 prove: test, scritto, pratica e orale il rischio maggiore lo ho passato con il testiniziale. e ci sono riuscito perchè avevo letto le istruzioni.
    Adesso leggo le istruzioni per questo corso e la mia testa è piena di ” potrei fare questo e quest’altro.
    La cosa mi piace perché capisco che voglio ancora capire, imparare, utilizzare la mia conoscenza sempre più a macchia di leopardo; ma utilizzare cose che si ignorano nel modo giusto può essere una soluzione.
    Ecco i link 2 e 1

    1. antonellarubino ha detto:

      Hey, Costa: è una forza la tua presentazione!
      Bravo, ma non so quanto ti piacerà entrare nel mondo scolastico…certo è che più siamo a proporre novità e più futuro diamo a questi poveri ragazzi…quindi IN BOCCA AL LUPO!
      😉
      p.s.
      vado a studiare Prezi per sostituire il PowerPoint che mia figlia presenterà agli esami di stato…

  14. Kikab ha detto:

    Complimenti anche da parte mia per la grafica. Mi piace!
    Aspetto anche io la trascrizione del discorso di Morin.
    Per prezi lo trovo uno strumento interessante, lo ho usato con i miei studenti (terza superiore) per presentare un progetto ed è piaciuto molto sia a loro che a me. Facile ed intuitivo, permette collaborazione e condivisione in maniera semplice. Abbiamo condiviso la presentazione tra noi durante le stesura, ci abbiamo lavorato insieme, in maniera sincrona materialmente distanti ma visibili nella mappa con i nostri avatar. Divertente! Poi la presentazione è piaciuta anche al pubblico. Giudizio positivo per me.

  15. marina.p ha detto:

    A me piace tutto…il titolo, il blog vestito di nuovo, i progetti futuri, l’idea di poter imparare ancora, quello che non ho capito di ció che ha scritto il Prof (in direzione di un fool, sorta di spin- off…..come no? Ne ho due sul comodino!), ….e mi piace in particolare quel ” …puó essere che vi chieda qualche aiuto..” . (Tranquillo, Prof! Ho sognato per dieci nanosecondi…ma sapevo che non era rivolto a me…).
    Bello! Bello! 😉

  16. antonellaR ha detto:

    Pensavo di averti perso…e invece sei ancora lì a trafficare con la “veste” del tuo blog…
    Entusiasmante!
    E quanti progetti ancora da sviluppare…perchè non ci chiedi una mano su Morin: spezzettami un podcast e ti aiuto volentieri.
    Mi sento proprio in un’allegra brigata e NON l’unica degna di essere chiamata “treno in folle”: è un appellativo della mia Preside, e non voglio neanche sapere se è negativo…a me basta tenere gli occhi chiusi e sentire la brezza sul viso!
    😉

    1. antonellarubino ha detto:

      Questa è la vera novità!
      Non l’avevo visto prima, ma c’era?
      Eh, prof? Un altro dei tuoi trucchi…ci sei riuscito, ed ora…dicci come hai fatto!
      Non sarà il tuo caro Xlm?
      La ciliegina sulla torta
      😀

        1. antonellarubino ha detto:

          (occhi strabuzzanti) ma come…il REPLY!
          mi sa che hai messo a posto tutti i ” barattoli delle marmellate” con la macchinetta ed ora…non provi più il gusto del: ” …dove lo metto questo?”
          😀

        1. antonellarubino ha detto:

          Devo farci un giro…mi piace molto poter vedere tutte le risposte ad una domanda senza scorrere all’infinito i commenti!
          Mi ricorda di un approccio iniziale a diigo suggerito da Claude: riportare tutti i permalink con un tag è un’impresa titanica, ma mi è servito per rivedere problemi e soluzioni…ecco: devo andare a vedere se il permalink ai commenti PERMANE!
          😉

        2. valottof ha detto:

          In realtà il replay funzionava anche prima, solo che la formattazione non si faceva carico di evidenziarlo. Io che seguo i commenti tramite mail inviate automaticamente da wordpress, ho nella mail un tasto replay con cui posso inserire direttamente la risposta

          1. Andreas ha detto:

            Sì, hai ragione. C’era anche prima ma un po’ infrattato. In realtà mi riferivo alla gestione annidata dei commenti che mi interessava molto, visto l’entità della discussione che viene fuori in una cosa di questo genere.

  17. criszac68 ha detto:

    Che dire, se non buon proseguimento dilavoro sempre così appassionato… noi, rimaniamo in attesa dei successivi stimoli, compreso il discorso di Morin…Chiara ed invitante la nuova veste del blog; lo spazio per scrivere però si è un po’ ristretto…o forse c’è un modo per allargarlo ma mi è ignoto?…

    1. Andreas ha detto:

      Fammi capire meglio: ti riferisci allo spazio per scrivere i commenti, ovvero alla scatolina che si apre per scriverci dentro un commento? o al fatto che avendo piazzato due barre laterali, una a sinistra e una a destra, si è un po’ ristretta la colonna centrale dei post? o altro?

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